[:it]Comincia una nuova avventura su un terreno confiscato alla Mafia[:]

[:it]Finalmente ci siamo!

Dopo svariate lungaggini burocratiche e tecniche siamo riusciti a completare con successo il processo di assegnazione di quella bellissima isola verde che sarà frutto dello sviluppo del nostro progetto.

“Terra Franca” si trova all’interno del quartiere Cruillas, in un terreno confiscato alla Mafia e affidato dal Comune di Palermo, nel Gennaio 2019, alla H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e alla ampia rete di partenariato composta dagli amici di Maghweb, Palma Nana, Forme, Laboratorio Zen Insieme, Pensiamo in positivo Palermo, Libera, Coop Sicilia e A.P.S. 5ATUTTOTONDO, per la realizzazione di attività volte all’inclusione socio-economica. Il nostro obiettivo è anche quello di estendere la rete di partenariato a tutte quelle realtà che vogliano condividere con noi questo percorso.

 

L’ampia rete di partenariato sin dalla progettazione iniziale, si è impegnata alla realizzazione di attività a favore di donne con minori opportunità, migranti, giovani e anziani  locali, studenti e giovani provenienti da paesi europei ed extraeuropei.

Le realtà che hanno preso parte al progetto si sono impegnate nella realizzazione di un centro polifunzionale nel quale attivare diversi servizi, laboratori ed attività che coinvolgano la collettività, gli stakeholder e il mondo del volontariato.

Il progetto è articolato in diverse fasi e ha come obiettivo principale la restituzione del terreno alla collettività. Per noi il concetto di restituzione alla collettività è fondamentale al fine di identificare l’importanza che ricopre uno spazio confiscato alla mafia nella lotta al fenomeno mafioso e nell’innalzare il sentimento di appartenenza alla collettività. Per questo motivo risulta cruciale il coinvolgimento di tutti gli attori locali, al fine di condividere questa esperienza nella gestione – fruizione di uno spazio che è di tutti.

Vi aspettiamo ogni venerdì per rimboccarci le maniche e sporcarci le mani con la terra.

Dalla pietra della città al verde nel cuore della città, per rivalorizzare un terreno che dalle mani della mafia passa, tramite le istituzioni, alle nostre per restituirlo alla città.

Comincia una nuova sfida, un nuovo percorso, benvenuti a Terra Franca! 

Per info sul progetto e collaborazioni scrivi a:
melania.ferrara@hryo.eu
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[:it]Ha inizio il progetto “Festival della Paranza”[:]

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Abbiamo appena dato il via al progetto “Festival della Paranza” co-finanziato dal Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea!

Il progetto  nasce dalla necessità di favorire dei processi di interazione e inclusione dei ragazzi del centro storico di Palermo, favorendo processi di comunità.

Nello specifico il progetto prevede il coinvolgimento di ragazzi e bambini (8-18 anni) in due laboratori molto colorati e creativi, che culmineranno in un festival finale tutto per loro.

Promotori del progetto sono un gruppo di volontari di H.R.Y.O. che vivono e lavorano all’interno del centro storico di Palermo, che seppur negli ultimi anni sia stato oggetto di massicce opere di ristrutturazione e riqualificazione, vede ancora larghe fasce della sua popolazione vivere in condizioni di instabilità economica e limitate possibilità di mobilità sociale.

Le condizioni economiche precarie ed una esclusione sociale sistemica,  influiscono anche all’interno dello stesso centro storico attraverso una forma di emarginazione e isolamento dal resto della città e dal resto degli abitanti dello stesso centro storico. Non è inusuale infatti riferirsi al proprio quartiere come se fosse una città a parte, soprattutto tra i giovanissimi.

Questi sono i motivi che hanno motivato i volontari a creare un momento di comunità tra i quartieri per unirli attraverso l’arte, il teatro, la fotografia e lo spettacolo.

Attraverso i due laboratori e  soprattutto il festival conclusivo, che si svolgerà al di fuori dei due quartieri,  vogliamo favorire la creazione di processi di interazione all’interno dei quartieri Magione e Capo e l’apertura al resto della città.

I laboratori si svolgeranno nei mesi di Giugno e Luglio per permettere la partecipazione dei ragazzi senza compromettere le loro attività didattiche e culminerà in una giornata di festa tutta dedicata a loro!

Non perderti gli aggiornamenti relativi al Festival della Paranza e facci sapere se ti va di essere coinvolto nelle attività!

Stay Tuned!

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[:it]Approccio meditativo e attività educative non formali per contrastare la violenza di genere: è partito Sound Escape![:]

[:it]Sound Escape è un progetto di contrasto alla violenza sulle donne sostenuto Dipartimento Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, linea di intervento Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti, e sviluppato dall’organizzazione HRYO – Human Rights Youth Organization in collaborazione con Maghweb e Liberation Prison Project Italia.

Il percorso avviato tra Milano e Palermo sarà un viaggio (interiore e sonoro) per riscoprire come l’approccio meditativo ed il riconoscimento del sé profondo possano essere strade utili a sconfiggere le istintualità violente, la conflittualità e a sperimentare l’equilibrio emotivo.

Le azioni previste hanno come target di riferimento giovani e adulti dell’area penale e nascono da una particolare riflessione: mentre fortunatamente gli interventi che riguardano direttamente le donne sono in netto aumento e tanto si sta facendo, pochi progetti hanno come obiettivo la riabilitazione dei soggetti che la violenza l’hanno commessa o che potrebbero metterla in atto. Dall’analisi di diversi dati, è emerso come tra gli uomini che si trovano già soggetti a pena detentiva siano molti quelli che hanno chiesto aiuto ai vari sportelli di ascolto che da qualche anno iniziano, seppur con molte difficoltà, a diffondersi. Le attività di supporto per chi si trova in regime detentivo presentano però ancora delle lacune e non sono molte le iniziative e i momenti educativi riservati ai ragazzi che si trovano sotto l’area della giustizia minorile.

Sound Escape prevede un piano di attività non formali per il trattamento degli uomini maltrattanti o potenzialmente tali (si pensi ai minori che vivono e hanno vissuto relazioni e rapporti interpersonali dove la violenza è una costante), un percorso educativo e riabilitativo del proprio sé, centrato sulla meditazione, sul lavoro e sull’acquisizione di una consapevolezza, convinti che la dignità di un popolo passi anche dalle sue carceri. Le metodologie implementate, con il coinvolgimento dei giovani dell’USSM di Palermo e i detenuti della II Casa di Reclusione di Milano Bollate, prevedono tecniche di allenamento e consolidamento della consapevolezza mentale (Mindfulness Based Intervenction), pratiche meditative e di rilassamento psicofisico, considerazioni teoriche e discussione in gruppo sulla conoscenza delle differenze di genere e sulla violenza, sostegno psicologico e attività educative non formali, e si collocano all’interno della visione dell’etica secolare e della responsabilità universale promossa dal Dalai Lama, un importante contributo a favore del modello di pena “trattamentale” che ritiene il percorso di cambiamento della persona detenuta il mezzo migliore per la diminuzione della recidiva e del costo sociale.

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[:it]Liliana e Serena raccontano la loro esperienza con il progetto “Together build the bridges for inclusion”[:]

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Poitiers, 27 Novembre 2018. Abbiamo appena concluso un viaggio fantastico grazie all’organizzazione giovanile H.Y.R.O. che ci ha permesso di partecipare al progetto “Together, build the bridges for inclusion”. Sono volati otto giorni e adesso siamo sul treno direzione aeroporto Charles de Gaulle…si torna a casa! La Francia, Poitiers ci ha accolte con la stessa ospitalità che appartiene a noi siciliani come a volerci dire “guardate siamo simili”. Il nostro arrivo ci ha catapultate in una realtà completamente nuova, piene di eccitazione, gioia, voglia di fare e timore. All’inizio siamo partite molto preoccupate per la paura di non essere capaci di esprimere tutto il nostro mondo, le nostre idee, la nostra personalità nel modo corretto.

Per noi è stata la prima esperienza di studio all’estero, la prima come scambio culturale per cui l’insicurezza maggiore è stata dettata da una lingua inglese non proprio scorrevole, avendone una padronanza prettamente scolastica. Per fortuna tutti i nostri dubbi e le perplessità sono stati immediatamente cancellati grazie alla presenza di perfetti compagni di viaggi molto disponibili all’ascolto e al supporto, e dopo solo un paio di giorni abbiamo raggiunto una sicurezza tale da cancellare ogni barriera linguistica. Abbiamo coltivato un rapporto forte in grado di condividere pensieri profondi, emozioni ed esperienze. Tutti diversi e uguali allo stesso tempo, ci siamo mischiati, colto le differenze e accettati! Le competenze professionali di tutto il team e la spiccata sensibilità del nostro carissimo tutor Idrisse hanno fatto da garante a tutto ciò aiutandoci a realizzare un pensiero autonomo e critico sul tema dell’inclusione sociale. Questo ha permesso di evidenziare le differenze di tutti noi provenienti da vari Paesi Europei tramite dibattiti “democratici” per la promozione di un’etica civile di tolleranza.

Abbiamo discusso sulla differenza tra integrazione ed inclusione, analizzando le situazioni presenti nei paesi di origine di ognuno di noi; ciò ha permesso non solo di avere una visione globale del problema ma anche di confrontarci su più fronti per arrivare ad una linea comune di sensibilizzazione del problema. Si evince, da questi confronti, un’urgente necessità di rinnovamento e istituzionalizzazione; soprattutto in Italia, vi è la necessità di attuare riforme che favoriscano lo sviluppo di aiuti umanitari e che permettano  l’incremento dei processi di integrazione ed inclusione che, in altri paesi, sono avvenuti in modo naturale facendo sentire gli immigrati parte integrante della società autoctona e quest’ultima assolutamente tollerante, al punto da non percepire neanche la provenienza da altri paesi di questi soggetti. Un clima di totale rispetto umanitario dove tutti sono cittadini del mondo in cui vivono senza percepire barriere e dove la politica garantisce i diritti umanitari di tutti.

Uno dei workshop più belli svolti all’interno del progetto è stato quello in cui abbiamo potuto raccontare, ognuno per il proprio paese, come venga vissuta la presenza di varie minoranze culturali e religiose perché ha permesso di conoscere realtà sconosciute ai nostri occhi. Lì ci siamo convinte di quanto sia realmente importante che si ponga ovunque come fondamento la tolleranza e l’accettazione della diversità. Accettare il diverso significa sconfiggere l’odio, i cattivi pensieri, il malessere. E diverso è lo straniero, il viandante, il disabile, l’omosessuale, il transessuale, l’alcolizzato, il drogato, il reietto, tutti coloro che non rappresentano l’ego di una persona. Accettare vuol dire aprirsi all’altro, ai suoi bisogni, ascoltarlo perché il solo fatto di farlo sentire un uomo degno di considerazione lo si fa sentire vivo, unico, irripetibile, importante.

Abbiamo costruito dei ponti reali e metaforici con le altre culture cercando un modo di comunicare che fosse simile e comprensibile a tutti, stabilendo che la collaborazione, la coesione, la relazione siano basi fondamentali per la costruzione di una società che rispetti l’essere umano. Ma siamo esseri umani e come tutti gli esseri umani, a volte, è stato un po’ difficile per tutti mettere da parte i pregiudizi verso qualcosa o qualcuno che non rientra nella nostra forma mentis. Noi siciliane, ad esempio, purtroppo abbiamo pagato l’eredità di una cattiva informazione, della presenza massiccia della mafia e della cattiva politica e spesso, ad essere sinceri, non sono mancate discussioni animate su tutti questi argomenti. Noi speriamo, nel nostro piccolo, di essere riuscite a dimostrare che la Sicilia non è il covo dell’illegalità ma la culla di tutte le culture occidentali e piena di personalità di spicco che hanno dato prova del fatto che la legalità, la filosofia, la medicina, lo sport, la scienza siano i nostri punti di forza.

È stato emblematico un gioco fatto alla fine del progetto dove, scegliendo in modo alternato una persona a cui consegnare uno spago e di cui descrivere un aspetto positivo del carattere, si è creato un vero e proprio reticolo che ha collegato ognuno di noi da ogni parte dell’Europa e del mondo. È stato come se avessimo annullato ogni distanza per creare un flusso unico di energia e, se ci riflettiamo, è così: se riuscissimo col pensiero, con le parole e con i fatti a sentirci tutti più vicini ci sentiremmo ognuno responsabile verso il prossimo. Non si tratta di essere uguali ma di considerare di essere tutti simili; la somiglianza ad un altro ci fa percepire l’altro da noi come uguale e diverso allo stesso tempo, dedicandogli la giusta attenzione ed il giusto rispetto. Se fossimo uguali si annullerebbero le differenze che, invece, sono la ricchezza dell’umanità.

Liliana Cimino & Serena Polisano[:]

[:it]Felicia racconta il progetto “Human Rights Education versus Cyber-hate”[:]

[:it]

Per conto di HRYO, tra il 2 e l’8 Dicembre 2018 ho preso parte al progetto “Human Rights Education versus Cyber-hate”: un training course organizzato da SEAL CYPRUS presso Larnaca (Cipro). L’ONG cipriota, nata nel 2013 a Nicosia, si pone la complessa missione di promuovere la formazione giovanile tramite metodi d’educazione informale, ed in questo senso il progetto cui ho partecipato incorporava l’approccio ai Diritti Umani nel lavoro e pensiero giovanile, al fine di combattere gli incitamenti all’odio su internet.

Insieme agli altri 35 partecipanti, Youth workers provenienti da diverse ONG Europee, abbiamo lavorato su diverse attività basate su dialogo e promozione ai diritti umani sia sul web che sui media, al fine di sviluppare un pensiero critico tra che possa diminuire l’hate speech tra i giovani europei.

Tra le tante attività di discussione si sono susseguiti workshop basati su casi di discriminazione individuale e sociale; presentazioni personali circa il background che i partecipanti avevano nel campo dei diritti umani (la mia presentazione ad esempio, era concentrata su discriminazione di genere e cyber bullismo); incontri ufficiali, dapprima con Yiannis Yiannaki, il Commissario al Volontariato e le NGO di Cipro, e Myrto Katsouri in rappresentanza dell’Europe Direct Information Center del comune di Larnaca in seguito.
Il training ha avuto un grande impatto sulla mia persona, in quanto sia riuscito ad aumentare la consapevolezza sui pericoli silenziosi che l’odio online cova, ed I rischi che esso comporta a livello personale e sociale.

Il training course è stato finanziato da Erasmus+/Youth attraverso l’Agenzia Nazionale del Programma, lo Youth Board di Cipro.

Felicia Modica[:]

[:it]Il progetto “Developing impact assessment indicators to evaluate Erasmus+ Projects” raccontato da Simona[:]

[:it]From Salamanca with love

Scendo dall’aereo e già mi rendo conto che sarà una gran bella esperienza. Il caldo, il cibo e il calore della gente mi ricordano il mio anno da studentessa Erasmus e mi sento subito a casa.

In poco tempo conosco il mio gruppo di lavoro e mi dedico alla conoscenza di ogni singolo membro. La diversità ci unisce e incuriosisce, e mi rendo conto di quanto il mondo sia bello perché vario. Allo stesso tavolo siedono ben più di tre nazioni: a Spagna, Italia e Grecia si affiancano scorci di Irlanda, Romania, Messico e Stati Uniti d’America. Questo mi fa sentire non solo cittadina europea ma del mondo intero.

Quando ho scelto di partecipare a questo corso di formazione mi aspettavo di acquistare nuove competenze che fossero utili a migliorarmi non solo come youth worker ma anche come persona. D’altro canto, però, desideravo condividere con gli altri partecipanti il mio know-how così da azionare un meccanismo di apprendimento reciproco.

Tirando le somme, invece, imparo molto più di quello che avrei immaginato. I tempi, scanditi secondo i rilassati ritmi spagnoli, mi permettono di assimilare molto bene i temi del progetto. Ora sono più consapevole del modo in cui si debbano costruire gli indicatori di un progetto e si debba valutare l’impatto delle azioni implementate, il che mi motiva enormemente a scrivere nuovi progetti. Allargo il mio network professionale, che spero di poter sfruttare in futuro, scopro buone pratiche che mi piacerebbe riproporre nella mia città e, quando pensavo di sapere tutto sul Programma Erasmus+, ecco che alcune mie certezze vacillano. Poiché i pasti si svolgono tra la residenza universitaria e una mensa scolastica, ho l’opportunità di sperimentare la vita studentesca di Salamanca e di assistere alle dinamiche tra i giovani del posto.

Inoltre, ho modo di esercitare la lingua inglese – ultimamente poco praticata – e quella spagnola – riesumata dopo ben sette anni di inattività. Sotto l’aspetto culturale mi dedico alla conoscenza della città visitando gli splendidi tetti della cattedrale e appassionandomi al museo d’arte contemporanea DA2. Rimango a bocca aperta di fronte alla maestosità di Plaza Mayor e assisto divertita agli spettacoli di microteatro de “La Malhablada”.

L’ultimo giorno ricevo lo Youthpass, il documento che attesta la mia partecipazione al progetto e certifica le competenze che ho acquisito o migliorato, promuovendo l’importanza dello European lifelong learning e dell’apprendimento non formale.

Piena di così tante conoscenze, dunque, sistemo per bene il mio zaino e torno a Palermo. Adesso porto nel cuore ogni singola persona che ho incontrato e mi preparo ad affrontare la prossima avventura che la vita ha in serbo per me.

 

Simona Marano[:]

[:it]Progetto “Building political efficacy through digital media literacy”, il report di Rossana e Valeria[:]

[:it]

Il progetto “Building political efficacy through digital media literacy” è stato sviluppato da Biderbost, Boscan & Rochin insieme a HRYO e Østfold County Council. Ha coinvolto ragazzi tra i 15 e i 17 anni provenienti da Italia, Spagna e Norvegia.

Il gruppo italiano era formato da: Valeria Buscemi, Rossana Ferranti, Erika Cusimano, Federica Birriolo e Andrea Favaloro.

Il progetto aveva come obiettivo l’alfabetizzazione mediatica, con particolare attenzione alla diffusione sempre maggiore di fake news soprattutto in ambito politico.

In questa settimana si è cercato, tramite le diverse attività, di far acquisire ai ragazzi maggior consapevolezza del mondo mediatico e soprattutto delle informazioni che circolano in rete.

L’intero progetto si è svolto nella città di Salamanca, in Spagna, nello specifico presso la St. Stanislaus Kostka School e presso la sede di Entreculturas, una ONG che si occupa di educazione e sviluppo. Fin da subito il confronto tra le diverse culture è apparso molto interessante e ai ragazzi ha giovato la possibilità di svolgere attività in gruppi sempre diversi e misti.

Ogni giorno erano previste delle sessioni formative insieme ad alcune più pratiche e momenti di riflessione e confronto riguardanti tutto ciò che era stato realizzato nell’arco della giornata.

Gli energizer previsti ad apertura di ogni fase di attività sono stati coinvolgenti ed efficaci, per abbattere le barriere della timidezza e fare in modo che i ragazzi legassero tra di loro.

Il tema del progetto, di per sé abbastanza complesso, è stato approcciato gradualmente attraverso dei video informativi, degli incontri e delle attività stimolanti. Il primo giorno ci siamo divisi in gruppi e siamo stati coinvolti in una missione in giro per Salamanca, alla ricerca di vari indizi che permettessero di iniziare a conoscere la città e alcune delle sue particolarità.

A proposito di incontri, il secondo giorno siamo stati ospitati nella sede dell’Europe Direct centre information presso l’Università di Salamanca, qui abbiamo conosciuto dei giovani che vi lavoravano con cui abbiamo approfondito il tema delle fake news. Il terzo giorno invece abbiamo avuto la possibilità di incontrare i membri della ONG Entreculturas, associazione che sostiene l’istruzione come mezzo di cambiamento sociale, con cui abbiamo instaurato un dialogo che ci ha permesso di conoscere il loro operato e i valori che muovono la loro organizzazione. Tra le diverse attività poste in essere, interessanti per i ragazzi sono state le interviste ai cittadini di Salamanca sul tema Erasmus + e sull’UE in generale; ricordiamo infatti che un altro obiettivo del progetto era aumentare la consapevolezza dei giovani sull’importanza dei progetti Erasmus + e delle opportunità che questo progetto offre e altresì la diffusione di questa tematica che è avvenuta proprio tramite le interviste.

Durante la settimana sono state raccolte foto e interviste dei partecipanti e sono state pubblicate sulla pagina instagram dedicata al progetto.

Un altro elemento di rilievo nell’organizzazione del progetto sono stati gli spostamenti tra l’alloggio e le sedi delle attività, che avvenivano a piedi per dare modo ai partecipanti di scoprire la città. È stata organizzata inoltre una visita alla Cattedrale (Cattedrale di Santa Maria dell’Assedio detta anche “Catedral Nueva”) e alla Torre (Torre Mocha) per permetterci di conoscere meglio la storia e la cultura della città ospitante.

Il progetto ha permesso a tutti i partecipanti di avere un’idea più concreta sulle fake news, sull’azione dei media nella diffusione delle notizie e infine sull’incidenza politica da parte della cittadinanza.

I ragazzi del gruppo italiano concordano nell’apprezzare l’interazione con ragazzi di altre nazionalità. Andrea, 15 anni, ha imparato ad adattarsi ad una situazione a lui nuova, in un contesto multilingue. Federica, 16 anni, grazie a questa esperienza ha superato un pò la sua timidezza. Erika, 16 anni, durante questo progetto ha scoperto tanto cose su di sé, soprattutto lati della sua personalità che non conosceva ancora.

Rossana Ferranti

Valeria Buscemi

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[:it]Progetto “U-Civic”: innovazione nell’educazione civica per i giovani di Europa e America Latina[:en]”U-Civic” project: innovation in civic education for young people of Europe and Latin America[:]

[:it]

U-Civic è un progetto realizzato da Human Rights Youth Organisation (HRYO) in Italia, Asociación Civil Gurises Unidos in Uruguay, Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (CEPAG) in Paraguay and Biderbost, Boscán & Rochin (BB&R) in Spagna. Si inserisce nel quadro della key action 2, riguardante la cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche, e specificamente nell’azione di rafforzamento delle capacità per i giovani dei paesi dell’ACP, America Latina e Asia. È finanziato con il sostegno del programma Erasmus+ della Commissione Europea.

La premessa su cui si basa la proposta progettuale è la diminuzione della legittimazione politica tra i giovani Europei e Latinoamericani e la conseguente compromissione della qualità della democrazia, soprattutto tra i giovani appartenenti alle classi sociali meno abbienti.

L’idea principale del progetto concerne l’utilizzo di nuove tecnologie per l’educazione civica. La creazione di nuove conoscenze per supportare gli youth workers nell’incremento delle competenze politiche tra le nuove generazioni.

Pertanto “U-Civic” intende: realizzare uno scambio di buone pratiche (tra Italia, Paraguay, Spagna e Uruguay) su cui le strategie operino efficacemente e che siano allettanti per la legittimazione civica e politica delle nuove generazioni (specialmente i giovani con minori opportunità). Inoltre, è prevista la creazione di un Toolkit virtuale e gratuito per l’empowerment civico-politico delle nuove generazioni.

Nonostante i differenti contesti in cui operano le quattro organizzazioni, possiedono tutte delle peculiarità che rendono significativo il loro contributo al progetto.

HRYO è un’organizzazione non governativa i cui obiettivi principali riguardano il rafforzamento dei diritti umani e la legittimazione politica dei giovani con minori opportunità.

Gurises Unidos si dedica alla protezione dei diritti umani, specialmente dei bambini e dei giovani, delle loro famiglie, comunità e dei contesti vulnerabili in Uruguay.

CEPAG è un’organizzazione focalizzata sullo sviluppo dei giovani, soprattutto i lavoratori e coloro che hanno meno opportunità.

BB&R è un’impresa internazionale di consulenza con un rilevante ruolo nell’ambito dell’educazione civica per i giovani.

Le quattro entità hanno pregevoli esperienze di promozione della democrazia e responsabilizzazione politica in contesti vulnerabili, quindi sono pienamente qualificate per raggiungere gli obiettivi del progetto. Così, la promozione della partecipazione politica e l’empowerment saranno perseguiti con una buona pianificazione da parte delle quattro organizzazioni, coinvolgendo gli youth workers nell’implementazione delle competenze civiche.

Durante il progetto HRYO coordinerà ogni fase del programma e si interfaccerà con l’EACEA, l’Agenzia esecutiva della Commissione Europea per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura.

I partners implementeranno diverse attività, senza trascurare la connessione con le organizzazioni e l’amministrazione a livello locale, regionale e nazionale.

L’elemento innovativo del progetto, cioè la creazione del Toolkit, sarà il risultato di un processo che si sviluppa attraverso varie fasi dell’implementazione e di conseguenza il suo impatto sarà valutato attraverso la comparazione tra i fruitori e i non fruitori.

La realizzazione del progetto ha previsto una riunione di coordinamento, seguita da un questionario online e un focus group finalizzati alla raccolta di informazioni sugli youth workers, sul possibile contenuto dell’App e le opportunità per i giovani. In seguito all’analisi dei risultati, le organizzazioni realizzano uno scambio di buone pratiche attraverso il coinvolgimento dei lavoratori e dei giovani. Al termine di questa fase, i partners iniziano a preparare il prototipo del Toolkit basandosi sui bisogni dei partecipanti.

Le organizzazioni raccoglieranno le reazioni sull’App e successivamente creeratnno la versione definitiva. In seguito, durante la mobilità a Montevideo, un gruppo di youth workers, selezionati dai quattro paesi, saranno formati sull’utilizzo e l’applicazione del Toolkit. In questo modo gli youth workers sperimentano il supporto digitale nel loro lavoro, al fine di promuovere le competenze civiche quali cittadinanza attiva, conoscenza della politica, attenzione e partecipazione alla politica, efficacia e tolleranza politica.

Il progetto proseguirà con un’altra mobilità finalizzata alla valutazione dell’impatto della App. Sulla base di questa esperienza, i partners creeranno un libro digitale sull’utilizzo del Toolkit.

Alla fine del progetto la App gratuita sarà caricata sulle piattaforme Google Play/iTunes Store e in seguito i partners ne promuoveranno l’uso con incontri nazionali programmati.

Il progetto fornisce risorse materiali per la formazione e strumenti per la formazione degli youth workers, prevede riunioni, report e strumenti per la promozione delle competenze chiave dei giovani.

I principali risultati del progetto saranno: metodi di formazione per youth workers e formatori, cooperazione, attività di interconnessione e apprendimento tra pari, metodi che promuovano le competenze chiave dei giovani.

I risultati del progetto saranno diffusi attraverso pagina web, social networks, incontri strategici che coinvolgano le imprese, video ed e-books, workshop e la pubblicazione su Erasmus + Project Results Platform.

[:en]

U-Civic is a project implemented by Human Rights Youth Organisation (HRYO) in Italy, Asociación Civil Gurises Unidos in Uruguay, Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (CEPAG) in Paraguay and Biderbost, Boscán & Rochin (BB&R) in Spain. It falls within the framework of key action 2, namely cooperation for innovation and the good practices exchange, and specifically on the action of Capacity Building for Youth in ACP countries, Latin America and Asia. Funded with support from the Erasmus+ Programme of the European Commission.

The premise to the project proposal is the decreasing political empowerment among European and Latin American young people. As a result, the quality of democracy could be described as undermined, above all among young people belonging to the poorest social classes.

The main idea of the project is to use new technologies for civic education. Generating new knowledge on how to support youth workers to increase the political competencies among new generations.

Therefore, the “U-Civic” aims to: generate an exchange of good practices (between Italy, Paraguay, Spain and Uruguay) on which strategies really work and are attractive for the civic-political empowerment of new generations (specially youngsters with fewer opportunities). In addition, it is planned to set up a free virtual ToolKit for civic-political empowerment of new generations.

In spite of the different environment where the organisations operate, they all have specific features which makes a significant contribution to the project.

The HRYO is a non-governmental organisation which has as principal objectives the enhancement of human rights and the political empowerment of young people with fewer opportunities.

The Gurises Unidos is devoted to the protection of human rights, especially about children and young people, their families, communities and vulnerable contexts in Uruguay.

The CEPAG is an organization focused on the development of young people, above all workers and those who have fewer opportunities.

The BB&R is an international consulting firm with a prominent role in the field of civic education for young people.

All the four organizations have valuable experience of democracy-building and political accountability in vulnerable context, so they are fully qualified to operate in order to reach the objectives. Therefore, the promotion of political participation and empowerment is going to be pursued with good planning by the four entities, involving youth workers in implementing civic competencies.

During the project HRYO is going to coordinate each step of the program and it will interface with the EACEA, the Education, Audiovisual and Culture Executive Agency of the European Commission.

All the organizations will implement several activities, without overlooking the connection with the organizations and the administration at the local, regional and national level.

The innovative element of the project, namely the creation of the Toolkit, is going to result from a process developed along the different phases of the implementation and, subsequently, its impact will be evaluated through the comparison of users and non-users.

The implementation of the project foresaw a coordinating reunion, followed by online survey and a focus group aimed at collecting information about youth workers, possible content of the App and opportunities for young people. After the analysis of the results, the organizations realize the exchange of good practices through the involvement of workers and young people. At the end of this phase, the partners start to prepare the prototype of the Toolkit based on the needs of the participants.

The organizations are going to collected feedbacks on the App and then they draw up its final version. After that, during a mobility in Montevideo a group of youth workers, selected from the four countries, are going to be trained about the use and the application of the Toolkit. Therefore, the youth workers are going to experiment this digital support in their job, in order to foster the civic competences like active citizenship, political knowledge, political attention, political participation, political efficacy and political tolerance.

The project will continue through another mobility aimed at evaluating the impact of the App. Based on the experience, the partners will create a digital handbook on the use of the Toolkit.

At the end of the project the free App will be uploaded on Google Play/iTunes Store and then the partners will promote the use of the App by planning national meetings.

The project provides for training resource materials, training tools for youth workers, meeting, report and tools fostering young people’s key competencies.

The main outcomes that will result are: training methods for youth workers and trainers, cooperation, networking and peer-learning activities, methods fostering young people’s key competencies.

The project’s results will be disseminated through web page, social networks, strategic meetings involving firms, videos and e-books; workshops and the publication on the Erasmus + Project Results Platform.

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[:en]uCivic. Using new technologies for civic education.[:]

[:en]Quality of democracy is measured through the level of involvement of citizens in political activities such as voting or presenting initiatives of laws and policies. Although new generations of citizens express themselves more through virtual channels, their political participation via traditional channels is decreasing in most Western countries. Euro-barometer and Latino-barometer have offered enough empirical evidence about this process.

 

While historical political actors (political parties, trade unions and lobbies) and institutions (parliaments) still play roles defined in the 19th century dictionary of democracy, young people are thinking in terms of demands and protests via social media. This political gap is even worse in the case of those young people who belong to the poorest social classes. In a landscape of this kind, quality of democracy is clearly diminished as a consequence of the low levels of conventional political activities exercised by the “replacement generation”. In other words, no young voices expressed means no young voices heard when public policies are designed.

 

“uCivic” aims two objectives: (1) Generate an exchange of good practices (between Italy, Paraguay, Spain and Uruguay) on which strategies really work and are attractive for the civic-political empowerment of new generations (specially youngsters with fewer opportunities). (2) Develop a free virtual ToolKit for civic-political empowerment of new generations. The exchange of good practices and the ToolKit will support organisations and youth workers to execute activities focused on the increase of civic education and political competences of young people with fewer opportunities. Both will include theoretical and practical contents to enable the development among young generations of six specific political competences: active citizenship, political knowledge, political attention, political participation, political efficacy and political tolerance.

 

“uCivic. Using new technologies for civic education. Generating new knowledge on how to support youth workers to increase the political competencies among new generations” (589682-EPP-1-2017-1-IT-EPPKA2-CBY-ACPALA) is a project implemented by Human Rights Youth Organisation (HRYO), Biderbost, Boscan & Rochin (BB&R), Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (Cepag) and Asociación Civil Gurises Unidos (Gurises Unidos). Funded with support from the Erasmus+ Programme of the European Commission.[:]

[:it]“New Ways to Communicate Migration Issues”aspetti positivi delle migrazioni nei media, nelle istituzioni pubbliche e nelle entità sociali[:]

[:it]Ha avuto inizio il progetto “New Ways to Communicate Migration Issues”.

Dal 16 al 20 Luglio 6 youth workers provenienti da Italia, Spagna e Grecia si sono incontrati a Salamanca, scambiato buone pratiche, idee e strumenti utili sulla divulgazione e disseminazione di narrazioni e messaggi positivi e non fuorvianti sulla migrazione.

È stata una settimana intensa e ricca di contenuti in cui abbiamo avuto modo di conoscerci meglio e condividere esperienze dei vari contesti nazionali e locali.

Il progetto “New ways to Communicate Migration Issues”  nasce dall’esigenza di capire come dare visibilità agli aspetti positivi delle migrazioni sia relativamente ai media che alle istituzioni pubbliche e alle entità sociali;  dare strumenti agli operatori del settore su come sensibilizzare gli europei sui benefici della migrazione; e sviluppare strategie per diffondere gli aspetti positivi della migrazione all’interno dell’Unione europea.

I primi giorni abbiamo posto l’attenzione sulle realtà locali e sull’analisi e lo studio delle metodologie che quotidianamente operatori, associazioni ed istituzioni utilizzano per combattere la diffusione di fake news e soprattutto discorsi che incitano all’odio e alla diffusione di stereotipi e pregiudizi.

Durante la seconda parte della settimana ci siamo occupati dell’aspetto più operativo, progettando un Libro bianco con le buone pratiche su metodologie innovative, utilizzate specialmente nel campo della gioventù, di comunicazione sulla questione migratoria nei vari canali utilizzati (media,  istituzioni pubbliche e entità sociali).

L’obiettivo dell’Handbook (che pubblicheremo nelle prossime settimane) sarà quello di fornire a youth worker, insegnanti ed educatori gli strumenti utili al fine di migliorare pratiche e strategie nelle attività di tutti i giorni, aumentare la consapevolezza del fenomeno della migrazione, creare sinergie con organizzazioni attive nella migrazione in diversi campi sociali e costruire un ambiente più moderno, dinamico e impegnato per quanto riguarda la migrazione.

Il progetto è guidato da BB&R con la partecipazione di HRYO Human Rights Youth Organization e Academy of Entrepreneurship finanziato all’interno del programma Erasmus +.

Per avere maggiori dettagli del progetto è possibile inviare una mail a info@hryo.eu

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