La Human Rights Youth Organization cambia look: ecco il nuovo sito!!!

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La Human Rights Youth Organization cambia look

ecco il nuovo sito!!!

www.hryo.org

 

Il look è un aspetto molto importante: non solo per le persone, ma anche per enti, sia pubblici che privati, e associazioni.

Lo sa bene l’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, conosciuta al pubblico con il suo acronimo H.R.Y.O., che ha deciso di rinnovare il suo look con un nuovo sito, più colorato, più dinamico ma sempre attento alle problematiche relative ai diritti umani.

 

Ma c’è di più: insieme al nuovo sito l’associazione H.R.Y.O.Human Rights Youth Organization lancia anche il suo nuovo logo, più dinamico e vivace.

Il nuovo logo, seppur ancora una volta realizzato in verde, stavolta si arricchisce di una doppia spirale, che esprime in modo chiaro ed estremamente semplice quelle che da sempre sono state le caratteristiche più importanti della H.R.Y.O:

  • La volontà di realizzare attività a favore di tutte le categorie sociali, senza distinzioni di genere, religione, etnia o orientamento sessuale;
  • Creare forti legami fra le diverse realtà e facilitare il dialogo interculturale;
  • Disegnare un percorso verso una cultura della pace, del rispetto e della sostenibilità;
  • Promuovere la cultura come strumento di accettazione e comprensione della diversità.

Nonostante tutti questi cambiamenti e questo nuovo look, il nuovo sito, al pari di quello precedente, continuerà ad essere la voce più importante dell’associazione, che continuamente condividerà con gli altri informazioni sulle attività promosse e i progetti realizzati.

 

 

 

Quando la violenza contro le donne diventa “spettacolo”

Quando la violenza contro le donne diventa “spettacolo”

Nell’ambito del progetto Women in Europe. Erasing violence against women!, l’associazione H.R.Y.O Human Rights Youth Organization, dal 2009 attiva nel campo della promozione dei diritti umani, ha organizzato un flash mob per rappresentare la violenza contro le donne.

Venerdì 24 luglio, intorno alle 19.00, un gruppo di ragazze, provenienti da diversi paesi quali Turchia, Bulgaria, Grecia, Libano, Eritrea e Italia, ha iniziato a danzare per strada sotto l’occhio stupito ed incuriosito di passanti e turisti.

 

11013507_1022264077806378_3152413185068662331_nMa c’è di più. Per meglio rappresentare questo tema così importante, le ragazze hanno deciso di ballare indossando degli abiti che richiamassero alcuni stereotipi sulle varie figure femminili della società odierna: la sposa, la casalinga, la donna d’affari, la ragazza comune, la rom, la straniera araba, la sportiva; tutte figure spesso oggetto di violenza o discriminazione. Per aggiungere forza al messaggio, ogni ragazza indossava una maschera di cartone, semplice ma allo stesso tempo molto significativa: nascondere il proprio volto ed apparire anonima agli occhi dello spettatore rispondeva all’esigenza di comunicare che nessuna donna, che sia una sposa, una donna d’affari o una semplice ragazza uscita con gli amici, merita di essere oggetto di violenza.

Ad accompagnare questo messaggio così importante c’era Fabrizio Augugliaro, un giovane musicista che con la fisarmonica, ha aiutato le ragazze a danzare per le strade del centro scandendo al meglio il tempo e questi passi così evocativi.

La prima parte della danza ha rappresentato, in maniera molto suggestiva, la violenza subita dalle donne tramite alcuni particolari gesti che rievocavano la violenza dei colpi subiti, il senso di prigionia, l’atteggiamento della donna che cerca di non sentire, vedere o parlare dell’atto subito, ma soprattutto la volontà di dire basta alla violenza.

La seconda parte della danza, contraddistinta anche da un ritmo più allegro e gioviale della musica, ha invece cercato di rappresentare la rinascita della donna, che dice no alla violenza, si apre al mondo, alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere e cerca di ricostruire la sua vita.

Ed è proprio in questo modo che l’associazione H.R.Y.O Human Rights Youth Organization da anni si batte per la promozione e la tutela dei diritti umani: individuando il problema e attivandosi per la sua soluzione, coinvolgendo nelle sue attività tutti.

L’intera coreografia è stata ideata e realizzata dalla psicologa, danzatrice e performer Enza Mortillaro, che da diversi anni si occupa di svariate attività rivolte a bambini, disabili psichici, e donne vittime di violenza. Colpita fin da subito dall’idea, Enza, oltre alla realizzazione della coreografia, ha partecipato al flash mob interpretando il ruolo della sposa.

La gente per strada ha guardato con molta curiosità questa danza così curiosa chiedendo alle improvvisate ballerine quale fosse il loro messaggio. E, alla risposta di una ragazza “E’ un flash mob che rappresenta la violenza contro le donne”, una donna ha commentato: “Brave. E’ importante parlare di questo tema.”

 

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La H.R.Y.O. partecipa all’European Economic and Social Committee a Bruxelles

In data 25 Giugno 2015, presso i locali dell’European Economic and Social Committee a Bruxelles, ha avuto luogo una conferenza sull’Integrazione dei Migranti all’interno del mercato del lavoro, alla quale la H.R.Y.O. – Human Rights Youth Organization era presente.

In tale conferenza, organizzata dalla suddetta commissione insieme al Labour Market Observatory e al Permanent Study Group in Immigration and Integration, la tematica dell’integrazione degli immigrati è stata discussa sotto vari punti di vista quali:

– la legislazione europea legata alla migrazione legale

– il riconoscimento delle qualifiche e delle capacità certificate in paesi extraeuropei

– le iniziative del terzo settore volte all’integrazione degli immigrati

– le generali politiche adottate a livello europeo trattanti la tematica dell’immigrazione e dell’integrazione

Nomi di un certo calibro si possono annoverare tra i relatori:

Christa Schweng (presidente dell’LMO),

Irini Pari (presidente dell’IMI),

Maureen O’Neil (presidente del SOC),

Laura Corrao (capo dell’unità della migrazione legale e l’integrazione);

gli europarlamentari Heinz Becker, Jean Lambert, Kashetu Kyenge

Importanti studiosi quali: Thomas Liebig, Luis Miguel Pariza Castaňos, Maria Vincenza Desiderio, EvaValentova

Alla conferenza, aperta agli interventi e alle opinioni della platea, erano presenti e sono intervenuti rappresentanti di moltissime associazioni operanti da anni nel settore quali: Adem Kumcu, Ricardo Nobre, Marco Cilento e Bea Diallo.

10169221_1005666539466132_3041517767455207756_nCiò che è emerso da questa conferenza è un interesse particolare, da parte delle istituzioni tutte, verso l’integrazione dei migranti.

Ciò che, ad oggi, rallenta il fenomeno dell’integrazione dei migranti è sicuramente una mancata preparazione delle istituzioni nel gestire interessi nazionali disparati e discordanti.

Da un punto di vista più pratico, è emerso che le principali cause della non integrazione sono: la bassa “trasferibilità” delle qualifiche e delle competenze, la bassa integrazione linguistica (da ricercare non solo da un punto di vista culturale, ma anche dei servizi offerti da parte dei paesi di arrivo), una mancata presenza di network tra tutti gli stakeholders coinvolti e il fenomeno disciminatorio/razziale.

Tra le soluzioni proposte, che andranno a far parte degli interessi futuri delle istituzioni e delle politiche europee, sono emerse delle spinte volte all’accrescimento delle competenze tecniche degli immigrati, al fine di renderli più competitivi all’interno del mondo del lavoro, e delle competenze linguistiche, attraverso la creazione di un supporto linguistico strutturato.

Un altro importante focus è stato tracciato sul supporto/consulenza lavorativa agli immigrati, che effettivamente manca e che, quando presente, non sempre riesce a soddisfarli da un punto di vista linguistico e culturale.

Una problematica emersa, inoltre, è stata quella del ricongiungimento familiare, poichè spesso la burocrazia europea non permette agli immigrati, legalmente e lavorativamente stabili in un paese europeo, di essere raggiunto dai propri familiari in quanto non vengono considerati burocraticamente tali legami.

Infine, da parte dei lavoratori delle associazioni del terzo settore, sono state caldeggiate delle soluzioni ad un problema che risulta essere, per la maggior parte, politico, ossia la libera circolazione degli immigrati regolari all’interno si tutto il territorio europeo.

La seconda parte della giornata è stata dedicata interamente alle associazioni del terzo settore: sono stati presentati dei progetti e delle iniziative realizzate in tutta europa, che hanno avuto molto successo e che realmente hanno portato il loro apporto nello svolgimento e nelle scelte delle politiche europee in termini di immigrazione e integrazione. A tali presentazioni è seguita una fase di dialogo e scambio di opinioni sui progetti presentati e su ipotetiche azioni da poter proporre in futuro. Il tutto a far comprendere la grande importanza e l’attenzione che le istituzioni hanno verso tali iniziative e associazioni.

Questa occasione è stata importante poichè si è data la possibilità alle piccole realtà che toccano con mano determinate tematiche, di poter esprimere la loro opinione e le proprie proposte: sono state date molte risposte e molte speranze, la risposta generale degli “addetti ai lavori” è stata piena di buoni propositi.

Antonella Scalia

H.R.Y.O. – Human Rights Youth Organization

La H.R.Y.O. partecipa alla Fiera di AddioPizzo 2015

addiopizzio cate 4In occasione della Fiera AddioPizzo, l’associazione HRYO ha partecipato attivamente a sostegno dell’iniziativa svolta in Piazza Magione dal 29 al 31 Maggio. L’evento, ha visto al suo interno una varietà consistente di associazioni,organizzazioni,promotori di iniziative e aziende attive su più settori : culinari, etnici, locali… In occasione della fiera, l’associazione HRYO ha colto l’occasione per presentare il progetto interculturale che si svolgerà a Settembre intitolato “Meet Me Halfway “ nel quartiere dello Zen, che vedrà coinvolte più associazioni a promuovere realtà considerate “ marginali “ come quelle dei quartieri palermitani. Inoltre, i ragazzi coinvolti all’interno dell’associazione hanno presentato i progetti passati, come ad esempio il Book fotografico di Monreale “ H2O Monreale “ e il progetto,ancora in corso, sulla legalità che prende il nome di “Young Citizens“ , che sta coinvolgendo scuole di istituti superiori e l’ Università degli studi di Palermo.

Giorno 29/05 in occasione della manifestazione svolta da tutte le scuole, Piazza Magione si è riempita di bambini di tutte le età e, grazie a questo, si è svolta attività sulla legalizzazione tramite “l’albero dei post-it”che ha visto la partecipazione attiva sia degli Insegnanti che degli alunni.

In riferimento al festival “ Meet Me Halfway“, la partecipazione agli scatti fotografici è stata rilevante.
Salvo,Caterina e Fatù ci raccontano le loro esperienze durante l’Addiopizzo festival.

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“Durante la fiera abbiamo fatto principalmente un lavoro di pubblicità, all’associazione dal momento che, essendo collaboratori di Addiopizzo, era anche importante che tutti vedessero che  HRYO era presente…
Personalmente parlando è stata un’esperienza a cui sono stato molto felice di partecipare… L’organizzazione ci é stata d’aiuto; Marco, il presidente dell’associazione HRYO è venuto ogni giorno ed è stato fino a tardi con noi”.
Salvo.

Quest’anno ho partecipato ad Addiopizzo per la prima volta. E’ stato tutto positivo, una bellaaddiopizzio cate2 esperienza e ho avuto la possibilità di conoscere un altro lato degli abitanti di Palermo. Ho cercato di andare un po’ in giro tra la folla, ho fatto tantissime foto per pubblicizzare il Meet me Halfway Festival posso affermare che ho incontrato gente fantastica, soprattutto i ragazzi delle altre associazioni, che ti accoglievano con il sorriso e tantissima voglia di condividere questa iniziativa con noi.”
Fatu.

 

addiopizzio cate“La fiera AddioPizzo è stata un momento di piacevole conoscenza con i ragazzi della HRYO, con i ragazzi promotori di altre associazioni ed è stato un evento nel complesso abbastanza piacevole, formativo e di positiva socializzazione. Le iniziative dell’associazione AddioPizzo sono di primaria importanza in una realtà Palermitana segnata dalla negatività della Mafia e di tutto ciò che vede al suo interno, di illegale e che violi i diritti umani. In questo contesto la nostra associazione, attiva da diversi anni per la tutela,promozione e sostegno dei diritti umani si è innescata pienamente a sostegno di AddioPizzo”.
Caterina

Premio Rosa Parks 2015 Assegnato alla Dott.ssa Alessandra Notarbartolo

PREMIO ROSA PARKS 2015: PREMIATA ALESSANDRA NOTARBARTOLO

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Scelta per “il suo costante lavoro nella tutela delle donne vittime di violenza e il suo femminismo intelligente”

PALERMO – “Per l’impegno profuso a tutela dei diritti umani e la Nonviolenza”. C’è scritto così sulla targa consegnata questa mattina ad Alessandra Notarbartolo. Durante l’infoday #cosedauomini (una giornata di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno della violenza verso le donne all’interno del progetto nazionale FIVE MEN), infatti, l’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, ha fatto irruzione a sorpresa per la consegna del premio.

“Quest’anno abbiamo deciso di conferire questo riconoscimento ad Alessandra Notarbartolo per il suo costante impegno nella tutela delle donne vittime di violenza – spiega Marco Farina, presidente dell’associazione ideatrice del premio – Quello di Alessandra è un femminismo intelligente e lei ricalca in pieno la tipologia di donna che cerchiamo per questo premio”.

 

Oltre a riconoscere l’enorme valore di una personalità come quella di Rosa Parks, il premio riconosce contestualmente coloro che si sono contraddistinti attuando un impegno politico e sociale associato al metodo nonviolento. L’idea del Premio Rosa Parks, infatti, mette insieme tre aspetti principali: la tutela Dei Diritti Umani, la lotta nonviolenta e la lotta all’esclusione sociale e all’emarginazione.

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Lo scorso anno ad aver ricevuto il riconoscimento è stata Yodit Abraha, scelta per l’intensa attività svolta in ambito sociale sul territorio palermitano. “In riferimento al fenomeno migratorio – sono state le motivazioni del premio – ha sempre messo al primo posto l’essere umano, non facendo mai distinzione tra chi era richiedente asilo e chi no. Una difesa umanitaria dei diritti, che ha funto da ispirazione anche per il nostro lavoro associativo”. Prima di lei, nel 2013, il premio è andato all’onorevole Rita Bernardini.

Just One Wor(L)d

Un bellissimo contributo da una delle nostre associazioni partner durante l’edizione del 2014

Just One Wor(L)d è un’Iniziativa organizzata dall’Associazione Maghweb nel corso dell’evento “Meet Me Halfway” targato H.R.Y.O. domenica 21 settembre 2014 al Parco Uditore. Chi è intervenuto ha descritto con una semplice parola (Just one word, appunto) che cosa ha voluto dire per lui l’evento.