Risoluzioni dei conflitti interiori ed esteriori, racconto di un viaggio

IMG_1827Immaginare di riuscire a descrivere brevemente l’esperienza vissuta al Nebrodi Art Fest in compagnia del Ven. Geshe Lobsang Tenkyong è cosa assai difficile;Come H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization abbiamo sin da subito raccolto l’invito, ed anche la sfida, di organizzare quest’evento all’interno del Festival da parte dei ragazzi dello staff.

 

Da un lato per tali incontri si è soliti organizzare in luoghi idonei, dei centri buddhisti o delle lussuose sale conferenza, spesso però accade che solo i pochi interessati o addentro a tali circuiti prendano parte a tali eventi;La nostra organizzazione crede fortemente nell’incontro e dialogo fra i giovani, quindi sovvertendo un po’ “moda” elitaria di quello che è in parte il buddhismo tibetano in occidente, abbiamo voluto organizzare quest’incontro aperto all’interno della pianeta di Castel’Umberto che ospitava più di 3000 giovani campeggiatori.

 

In pieno spirito con il festival, che non vuol semplicemente essere un semplice momento musicale, ma un momento di riflessione a 360° su quello che siamo noi oggi, una riflessione sulla direzione che sta prendendo la nostra società ed i valori che stanno via via scomparendo abbiamo voluto inserire tale iniziativa fra le tantissime organizzate dallo staff a corollario dell’immenso evento che è stato il Nebrodi Art Fest 2015.Durante la mattina di sabato 8 Agosto, mentre lo staff era intento a ripulire la montagna di immondizia lasciata nella zona antistante al palco vediamo arrivare in abito rosso e arancione il nostro gradito ospite; un arrivo in anticipo rispetto l’orario concordato che ha da subito attirato la curiosità di quanti si stavano riattivando dopo il delirio della scorsa notte. Da subito però il rammarico del nostro ospite nel vedere tanto degrado e nel non riuscire a comprendere come un posto così bello vissuto dai giovani si fosse trasformato così; Lo staff anch’esso amareggiato per il mancato rispetto dell’ambiente non si è demotivato ma anzi grazie all’entusiasmo ha ripulito in pochissime ore riportando allo splendore la pineta che ha ospitato il Festival.

 

IMG_1815Durante la mattina quindi Geshe Tenkyong si muoveva con assoluta disinvoltura fra la pineta accompagnato dai primi curiosi i quali cominciavano a porgli tantissime domande, sembrava di ritrovarsi ai tempi del Buddha storico, in cui con assoluta tranquillità e semplicità ci si poteva incontrare e dialogare, semplicità che stiamo purtroppo perdendo ai giorni d’oggi;Di fatto tantissima gente ha cominciato a chiedere di poter partecipare alla conferenza cosa che ha comportato uno spostamento logistico rispetto l’area del Naf Village predisposta. Lo staff pronto come sempre in pochissimi minuti è riuscito a realizzare una nuova area conferenza in grado di ospitare i più di 300 partecipanti al primo incontro con Geshe Tenkyong.

 

La conferenza si è tenuta in un clima incantevole, alla semplicità del momento con sottofondo di cicale e il fresco vento fra gli alberi del bosco si contrapponeva un’intensità di significato che solo un grande maestro come Geshe Tenkyong è in grado di creare. Con poche e semplici parole il monaco buddhista ha posto l’attenzione sul valore universale della vita inteso non come accezione egoica ma interdipendente; un’attenzione particolare anche alla nostra bellissima regione, la Sicilia, purtroppo luogo di contraddizioni ma ricca di un immenso patrimonio. La ricchezza più importante presente in Sicilia per Geshe Tenkyong sono i giovani, che spesso decidono di abbandonare la propria terra. A questi giovani ha voluto dedicare un messaggio particolare;

 

“Tutti noi siamo molto importanti. Parlo con voi sinceramente. Vi invito, tutti voi giovani siciliani ad essere solidali per costruire una bella Sicilia. Perciò è molto importante che siate onesti e sinceri, uniti nella solidarietà. Si deve cercare di trasformare questa Sicilia. Questa è la vostra responsabilità”

 

Dopo avere espresso quest’invito è nato un applauso spontaneo, ci piace riflettere sul fatto che da queste parole esca fuori un concetto molto caro al Nebrodi ArtFest ossia il concetto Tribù, una comunità in grado di autosostenersi ed arricchirsi eliminando fattori di esclusione sociale.L’incontro è poi proseguito nel pomeriggio interrotto purtroppo dall’arrivo di un brusco e veloce temporale;Tutti comunque hanno potuto incontrare anche informalmente Geshe’la durante la giornata scambiando opinioni o anche semplici momenti di condivisione;

Si riporta di seguito una sintesi in inglese tenuta da Geshe Lobsang Tenkyong in occasione del Festival.

Quando la violenza contro le donne diventa “spettacolo”

Quando la violenza contro le donne diventa “spettacolo”

Nell’ambito del progetto Women in Europe. Erasing violence against women!, l’associazione H.R.Y.O Human Rights Youth Organization, dal 2009 attiva nel campo della promozione dei diritti umani, ha organizzato un flash mob per rappresentare la violenza contro le donne.

Venerdì 24 luglio, intorno alle 19.00, un gruppo di ragazze, provenienti da diversi paesi quali Turchia, Bulgaria, Grecia, Libano, Eritrea e Italia, ha iniziato a danzare per strada sotto l’occhio stupito ed incuriosito di passanti e turisti.

 

11013507_1022264077806378_3152413185068662331_nMa c’è di più. Per meglio rappresentare questo tema così importante, le ragazze hanno deciso di ballare indossando degli abiti che richiamassero alcuni stereotipi sulle varie figure femminili della società odierna: la sposa, la casalinga, la donna d’affari, la ragazza comune, la rom, la straniera araba, la sportiva; tutte figure spesso oggetto di violenza o discriminazione. Per aggiungere forza al messaggio, ogni ragazza indossava una maschera di cartone, semplice ma allo stesso tempo molto significativa: nascondere il proprio volto ed apparire anonima agli occhi dello spettatore rispondeva all’esigenza di comunicare che nessuna donna, che sia una sposa, una donna d’affari o una semplice ragazza uscita con gli amici, merita di essere oggetto di violenza.

Ad accompagnare questo messaggio così importante c’era Fabrizio Augugliaro, un giovane musicista che con la fisarmonica, ha aiutato le ragazze a danzare per le strade del centro scandendo al meglio il tempo e questi passi così evocativi.

La prima parte della danza ha rappresentato, in maniera molto suggestiva, la violenza subita dalle donne tramite alcuni particolari gesti che rievocavano la violenza dei colpi subiti, il senso di prigionia, l’atteggiamento della donna che cerca di non sentire, vedere o parlare dell’atto subito, ma soprattutto la volontà di dire basta alla violenza.

La seconda parte della danza, contraddistinta anche da un ritmo più allegro e gioviale della musica, ha invece cercato di rappresentare la rinascita della donna, che dice no alla violenza, si apre al mondo, alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere e cerca di ricostruire la sua vita.

Ed è proprio in questo modo che l’associazione H.R.Y.O Human Rights Youth Organization da anni si batte per la promozione e la tutela dei diritti umani: individuando il problema e attivandosi per la sua soluzione, coinvolgendo nelle sue attività tutti.

L’intera coreografia è stata ideata e realizzata dalla psicologa, danzatrice e performer Enza Mortillaro, che da diversi anni si occupa di svariate attività rivolte a bambini, disabili psichici, e donne vittime di violenza. Colpita fin da subito dall’idea, Enza, oltre alla realizzazione della coreografia, ha partecipato al flash mob interpretando il ruolo della sposa.

La gente per strada ha guardato con molta curiosità questa danza così curiosa chiedendo alle improvvisate ballerine quale fosse il loro messaggio. E, alla risposta di una ragazza “E’ un flash mob che rappresenta la violenza contro le donne”, una donna ha commentato: “Brave. E’ importante parlare di questo tema.”

 

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Diritti umani e transegenderismo: incontro con Alexandra Dejoli

Il 26 giugno, l’associazione H.R.Y.O Human Rights Youth Organization, in occasione del Palermo Pride del 2015 ha organizzato una conferenza sul tema “diritti umani e transgenderismo” con la partecipazione della transessuale Alexandra Dejoli, autrice del libro “Requiem Rosa”.
L’evento è stato ospitato nello splendido giardino del PYC Palermo Youth Centre nel cuore del centro della città di Palermo, un centro aggregativo gestito su base volontaria.

11235328_1008000105899442_9199701387898678588_nLa conferenza è stata inserita negli eventi del Palermo Pride di quest’anno in modo da dare all’argomento trattato la giusta dimensione e la giusta importanza.
Alla conferenza hanno partecipato Cirus Rinaldi, docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Palermo, Daniela Tomasino membro del direttivo dell’Arcigay Palermo, Angelo Nuzzo Coordinatore dell’UDU di Palermo e Luigi Carollo, Presidente dell’associazione Articolo 3 di Palermo.
La conferenza è stata coordinata e moderata da Maria Grazia Amore, responsabile HRYO per il Palermo Pride 2015.

Durante il dibattito, Alexandra, in modo molto naturale e spontaneo, ci ha raccontato non solo la storia del suo percorso personale ma anche quella del cambiamento storico-politico che ha interessato il suo paese, la Jugoslavia. Due vicende che all’apparenza potrebbero sembrare distanti, ma che in realtà sono parallele, unite e strettamente intrecciate.
Una transessuale, la piccola “transita” senza nome e la Jugoslavia, la grande “transita” che violentemente cambia se stessa, assume nuove forme e coinvolge nel proprio turbinio milioni di persone.
Una storia sulla guerra armata e disarmata, sugli orrori noti e meno noti, vera e sincera, raccontata in modo (quasi) con il linguaggio di un’adolescente, il (la) primo protagonista a cui è accaduta.
Questo racconto è delimitato da due “grandi morti”: quella del maresciallo Tito, con cui iniziano le transizioni e quella di Milosevic, con cui termina la storia.

L’aspetto più importante di questa conferenza era mettere in risalto che l’equazione transessuale = prostituta non è sempre vera.
E basta leggere le poche righe dedicate alla biografia di Alexandra per rendersene conto.
Luka Petanovic è nato nel 1965 nell’ex Jugoslavia. Si è laureato in storia presso l’università di Belgrado nel pieno della guerra. Dal 1994 vive e lavora a Roma. Si è specializzato in storia medievale e ha conseguito il dottorato presso il Pontificio Ateneo “Antonianum” di Roma.
Per la collana “Donne d’Oriente e d’Occidente” ha scritto il romanzo storico “Elena l’ultima imperatrice bizantina”, pubblicato nel 2006 da Jaca Book di Milano. Ha scritto vari testi riguardanti la storia dei Balcani e ha partecipato ad alcune trasmissioni televisive sulle ragioni del conflitto jugoslavo e sulle violazioni dei diritti dell’uomo.

Durante la conferenza, tutti si sono resi conto della grande cultura di Alexandra e del suo linguaggio così ricco ed espressivo. Ed è stato veramente deludente sapere che una persona, così colta, laureata e con un dottorato, per via delle sue scelte di vita, non abbia le stesse possibilità.
Ed è per questo che la H.R.Y.O Human Rights Youth Organization, con le sue numerosissime iniziative, si adopera per abbattere i pregiudizi così presenti nella nostra società e dare a tutte le persone le stesse possibilità.

 

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Peacerama

Peacerama – Work For The Future Is Now” è stato progettato dalla volontà e dal desiderio dei giovani di costruire adesso il proprio futuro basato sul rispetto dei Diritti Umani e Pace. Peacerama è pensato come una scatola contenente al suo interno tutti gli elementi che i giovani ritengono necessari per assumere il controllo del loro futuro e il futuro del mondo.

Il crescente numero dei conflitti, unito all’armamento militare e nucleare necessita di una più grande diffusione del messaggio della pace, nonché dei Diritti Umani e sopratutto una maggiore consapevolezza, da parte dei giovani, del loro fondamentale ruolo per la creazione di un futuro basato sui valori della pace e su tutti i valori e diritti espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Peacerama – Work For The Future Is Now” intende, quindi, non solo stimolare nei giovani partecipanti una maggiore consapevolezza delle propria creatività e delle proprie possibilità, ma dargli la possibilità di poter realmente sperimentare e accrescere la loro conoscenza e le loro esperienze. Attraverso il progetto i partecipanti creeranno una campagna di sensibilizzazione sul web, tramite:

  • Un’indagine illustrativa della concezione che i giovani hanno in merito alla pace, ai diritti umani e al loro ruolo nella società;
  • La creazione di uno spot promozionale del progetto;
  • La creazione di uno spot promozionale della pace e dei diritti umani;
  • La creazione di uno spot promozionale del programma Gioventù In Azione (quale strumento che consente ai giovani di poter sviluppare la loro cittadinanza attiva);
  • La creazione di materiale stampabile

 

Vista il sito internet del progetto cliccando qui

 

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Diritti Umani Per Le Strade

“Diritti Umani per le Strade” nasce dall’entusiasmo di un gruppo di giovani attivisti per i diritti umani di Palermo; nasce dall’idea di creare una piccola cine-rassegna sui diritti umani, la nonviolenza con l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti nella realizzazione di un documentario sulla situazione locale legata ai diritti umani; i giovani partecipanti andranno a realizzare un documentario fra le strade di Palermo e Monreale entrando in contatto con le comunità locali, migranti ed autoctone; Il documentario verrà sviluppato con tutte le risorse messe a disposizione della Human Rigths Youth Organization e con il contributo di tutti gli operatori che lavorano a Palermo trattando il problema della migrazione e della ghettizzazione dei quartieri svantaggiati. Il progetto nasce dall’idea di motivare i giovani alle problematiche locali e al tempo stesso aiutarli a divenire attori responsabili della vita sociale attraverso innovativi metodi di investigazione, le nuove tecnologie ed i nuovi canali di comunicazione come internet ed il cinema. Il progetto è una seconda edizione del precedente progetto Human Rights in the Streets realizzato sempre dalla nostra associazione nel 2010 Il progetto finanziato da programma comunitario Gioventù in Azione, azione 1.2 si svilupperà per un periodo di 12 mesi ed avrà il suo culmine durante il prossimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani , 10 Dicembre 2013 , per il quale la nostra organizzazione è già da diversi anni la promotrice di una serie di eventi ed iniziative; Durante gli incontri previsti dal progetto i partecipanti avranno la possibilità di sviluppare attività volte alla conoscenza dei Diritti Umani in generale ed in particolare, affrontare le varie problematiche legate ai pregiudizi, assumere degli incarichi in prima persona durante la gestione del progetto ed infine realizzare il documentario.

 

IL VIDEO DOCUMENTARIO PRODOTTO

ATTIVITA’ NON FORMALI

VIDEO INTERVISTE:

Manuela Casamento – Idea Rom sez.Palermo

Alcuni promotori

Moni Ovadia

Giusto Catania – Assessore Comune di Palermo

 

 

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