La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, vicina alle vittime della manifestazione di Ankara

Ankara 10.10.15

I recenti avvenimenti in Turchia hanno richiamato l’attenzione della comunità internazionale per l’ennesima volta sul Medio Oriente e su quella regione che dal punto di vista politico sembra avere un destino segnato dalla destabilizzazione.

 

La Turchia, il ponte tra Oriente e Occidente, mostra le contraddizioni di questo essere a cavallo tra diverse culture e popoli e in seguito ai recenti avvenimenti dimostra di essere parte di un gioco di potere che si estende al di là dei suoi confini per ricadere su una regione in cui la pace sembra un utopia.

 

La manifestazione pacifica che chiedeva la fine delle ostilità tra il governo turco e gli estremisti del Partito Kurdo dei Lavoratori (PKK) si è interrotta a causa di un attentato in cui hanno perso la vita 97 vittime (secondo altre fonti il numero dei decessi sarebbe in circa superiore a 120) e sono state feriti 246 manifestanti.

 

In questi giorni di lutto, la riflessione su questo tragico evento porta inevitabilmente a moltissime domande ma soprattutto a considerazioni legate ai diritti umani e al concetto di pace e violenza.

 

La manifestazione, una forma non violenta di dissenso, in questo caso contro il conflitto tra governo turco ed esponenti di un forte partito espressione di una minoranza etnica, è un diritto intoccabile che nei giorni passati in Turchia è stato violato. Il diritto internazionale così come i diritti umani attribuiscono allo stato l’obbligo positivo di difendere questo tipo di manifestazioni pacifiche ma soprattutto il diritto alla vita sancito da molteplici convenzioni internazionali.

 

Lo stato è responsabile del rispetto dei diritti umani in primis all’interno dei propri confini nazionali e per tale motivo nel momento in cui una tragedia come questa può essere facilmente prevista considerata la situazione poco stabile del paese, il governo ha il dovere di prendere le misure necessarie per proteggere, supportare e difendere i suoi cittadini.

La mancanza di una protezione in questo caso è stata fatale per un gruppo di pacifisti che hanno pagato con la vita il loro desiderio di pace.

 

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, vicina alle vittime della manifestazione di Ankara, chiede al Governo turco di assumersi le proprie responsabilità davanti al popolo turco e alla comunità internazionale, e al Governo italiano di attivarsi affinché non si verifichino più queste tragedie.

 

 

Borders Kill People

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Non riusciamo a non provare sgomento di fronta a tanta inettitudine ed immobilismo delle nostre istituzioni.

Sin dal 2009, anno di nascia della H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, ci siamo sempre battuti ed abbiamo sempre e continuamente affermato che la questione legata ai fenomeni migratori non poteva e non può essere affrontata come un caso emergenziale. Sin da subito è risultato chiaro che il mantenere la situazione in stallo permetteva l’arricchimento non solo delle mafie internazionali, ma locali; Inoltre tale immobilismo ha favorito molti politicanti che privi di idee e concetti hanno fatto della speculazione, della paura dell’altro il punto centrale delle rispettive campagne elettorali;

Sanciamo con l’avvio della campagna “Borders Kill People” il fondamentale concetto che ciascun essere umano ha il diritto di esercitare mobilità, senza distinzione fra richiedenti asilo o fra chi migra per sfuggire alla fame;

Avvieremo un lavoro congiunto con altre realtà associative volte ad intervenire su tutte le legislazioni che regolano la mobilità;

Crediamo in un mondo in cui non si debba morire per il semplice passaggio di un confine.

Human Rights In The Streets

gia ita“Human Rights In The Streets” nasce dall’entusiasmo dei giovani attivisti per i diritti umani di Palermo; è un cine-festival  su diritti umani e nonviolenza che mira a coinvolgere i partecipanti nella realizzazione di un documentario sulla reale situazione nel nostro contesto locale in merito ai diritti umani.

I giovani da pubblico partecipante andranno ad elaborare e creare  poi un video-documentario sulla situazione in merito ai diritti umani per le strade di Palermo entrando in contatto con le comunità locali, autoctone ed immigrate; il documentario verrà incrementato con le risorse a disposizione della Human Rigths Youth Organization e di tutti gli operatori in merito ai diritti umani che lavorano a Palermo trattando le problematiche della immigrazione clandestina e del problema della ghettizzazione dei quartieri svantaggiati.

Esso nasce dalla necessità di motivare i giovani alle problematiche sui diritti umani a livello locale e di riflesso a porre essi come attori responsabili  della vita sociale tramite metodi innovativi di indagine legati alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione come il cinema e internet.

Il progetto mira ad essere la prima di tante edizioni al fine di valutare di anno in anno lo sviluppo della situazione reale del nostro contesto locale in merito al rispetto dei diritti umani. Successivamente verrà proposto tale progetto come iniziativa trans-nazionale al fine di valutare la realtà in merito ai diritti umani anche in tutti gli altri paesi membri e aderenti al programma gioventù in azione.

Obiettivi:

  • Dare visibilità ad una situazione di fatto che per varie ragioni non viene alla luce essendoci sul nostro territorio una cultura dell’omertà dove è preferibile non rivelare la verità;
  • Conoscere  e riconoscere i Diritti Umani come valori fondamentali di ogni società;
  • Rilevare le situazioni di esclusione sociale e porre in essere idee progettuali per futuri interventi;
  • Sollecitare i giovani ad intraprendere percorsi alternativi di conoscenza,
  • Sviluppare capacità e voglia di analisi in merito al proprio territorio;
  • Sviluppare la cittadinanza attiva tramite metodi di indagine giornalistica;
  • Creare un video-documento di analisi territoriale sulla problematica dell’esclusione sociale,
  • Avviare un percorso di indagine che possa essere proposto ogni anno,
  • Coinvolgere le amministrazioni locali;
  • Sviluppare il rapporto di collaborazione della Human Rights Youth Organization con tutti gli organismi ed associazioni operanti nel settore dei diritti umani e della legalità nel territorio palermitano.

Obiettivi Apprendimento non Formale:

  • Conoscenza Diritti Umani;
  • Conoscenza del programma Gioventù in Azione;
  • Sviluppo Capacità Organizzative;
  • Lavoro Di Gruppo;
  • Risoluzione dei momenti di crisi durante il lavoro di gruppo;
  • Conoscenza ed utilizzo dei Social Network;
  • Conoscenza del proprio territorio;
  • Realizzazione documentari.

 

Attività non formali:

 

 

VIDEO INTERVISTE:

 

Fabrizio Ferrandelli:

Rita Borsellino: