Premio Rosa Parks 2014 assegnato alla Dott.ssa Yodit Abraha

yodit-abrahaYodit Abraha, scelta per l’ intensa attività svolta in ambito sociale, non solo per l’impegno legato all’organizzazione di questo specifico evento. Un lavoro, il suo, veramente incessante a favore delle fasce svantaggiate della nostra società, in particolar modo di quella palermitana. Un riconoscimento, che fonde e rilancia tre aspetti – la tutela dei diritti umani, la lotta non violenta, la battaglia contro l’esclusione sociale e l’emarginazione – dando valore all’impegno di singole personalità operanti nel nostro territorio.“In riferimento al fenomeno migratorio – sono le motivazioni del premio – ha sempre messo al primo posto l’essere umano, non facendo mai distinzione tra chi era richiedente asilo e chi no. Una difesa umanitaria dei diritti, che ha funto da ispirazione anche per il nostro lavoro associativo”

We live together

Uno scambio internazionale dal titolo “We live Together” che vedrà coinvolti 28 partecipanti provenienti da diversi paesi del mondo quali Norvegia, Spagna, Bulgaria e Italia.Il tema dello scambio è il razzismo e i pregiudizi. L’obbiettivo dello scambio è quello di abbattere barriere e atteggiamenti razzisti provocati da stereotipi e pregiudizi alimentati dalla mancanza della conoscenza dell’altro. Le attività nel concreto si alterneranno fra sessioni “teoriche” su razzismo e pregiudizi utilizzando comunque sempre un approccio di educazione non formale ai diritti umani promosso dal programma Gioventù in Azione dalla Commissione Europea, e sessioni pratiche che vedranno coinvolte  tecniche del “Learning by doing” , che saranno di ausilio anche a bypassare il problema della lingua , andando anzi a sviluppare curiosità nel conoscere le altre lingue e modi di dire altrui. Lo scambio, l’apprendimento “pear to pear” , ossia apprendimento fra pari permette di sviluppare contestualmente due obbiettivi l’apprendimento e il confronto fra i partecipanti e al contempo coesione e formazione del gruppo stesso. Il coinvolgimento della popolazione locale nello svolgimento del progetto avrà un ruolo fondamentale sia nel ruolo di accoglienza e integrazione degli stranieri nel posto , ma anche e soprattutto nella promozione della cultura italiana e locale , e quindi ciò rappresenterà anche un punto forte nei confronti della visibilità di usi e costumi nel mondo,tale progetto è stato patrocinato dal Comune di Marineo e vede inoltre nella Fondazione Culturale G.Arnone un partner essenziale nella realizzazione dello stesso.

1399246_703236756355062_1326638468_o

We live Together – una riflessione

 

A poco meno di un mese dall’inizio delle attività del progetto We live together è possibile riuscire ad avere un quadro più esaustivo di quello che è stata questa fantastica esperienza.

Dall’uno all’otto Novembre circa trenta giovani provenienti da quattro diversi paesi, Bulgaria, Spagna, Norvegia e Italia hanno convissuto nel cuore del Comune di Marineo.

Ma cosa è accaduto durante questi giorni? Grazie al coordinamento generale della H.R.Y.O. , ente responsabile per l’attuazione progettuale ma grazie soprattutto al supporto delle Fondazioni Culturali Giocchino Arnone ed inoltre il supporto del Comune di Marineo i giovani partecipanti hanno vissuto un’ampia esperienza educativa sotto molteplici aspetti; l’aspetto culturale è stato predominante infatti non solo le culture presenti nel progetto hanno avuto modo di confrontarsi ed arricchirsi ma inoltre è stato possibile immergere i ragazzi all’interno dello specifico contesto socio culturale del territorio di Marineo. Le attività di educazione coordinate dalla H.R.Y.O. hanno funto da perno centrale per lo sviluppo delle tematiche progettuali; il progetto infatti basato sui temi dei Diritti Umani , del razzismo e dei Pregiudiziha dato modo ai ragazzi partecipanti di poter riflettere in modo personale e di gruppo sui temi, proporre delle possibili soluzioni ma soprattutto un arricchimento, anche in termini di acquisizione di nuove competenze e nuove idee progettuali le quali verranno realizzate nel prossimo futuro.

Sviluppare un processo educativo sul tema del razzismo è sembrata cosa ardua all’inizio ma alla fine i risultati delle nostre attività sono state molto apprezzate soprattutto dai ragazzi, in questi tempi di crisi economica corriamo il rischio di anteporre ai diritti le esigenze economiche, conosciamo l’importanza dell’economia per uno stato, ma per la società, per le persone è essenziale vedersi riconosciuti, se non tutti i diritti, almeno i principi espressi ad esempio all’Interno della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che ricordiamo giorno 10 Dicembre prossimo compirà il suo 65° Anniversario.

Riuscire a dare un quadro preciso delle diverse dinamiche positive che si sono riuscite a sviluppare è cosa assai ardua con un semplice articolo ma proviamo ad evidenziare alcuni aspetti; Dapprima è doveroso citare l’Agenzia Nazionale Giovani, ente responsabile per l’attuazione del Programma Gioventù in Azione in Italia, programma comunitario che ha finanziato la nostra proposta progettuale ma quello che ha reso vero questo progetto è stata la semplicità di alcuni aspetti come il facile incontro fra i giovani di Marineo e i ragazzi stranieri fino a diventare amici, gli sguardi sospettosi dei primi giorni che si son trasformati in sorrisi, il tanto lavoro logistico che ha trovato aiuto in tantissime persone, in pratica un vero e proprio coinvolgimento di tutti.

A Gennaio verranno presentati i risultati del progetto, organizzeremo un incontro all’interno del quale mostreremo anche alcuni aspetti tecnici del progetto sperando possano essere da stimolo per futuri progetti.

Gym Tollerance

gym tolleranceGym Tollerance è uno scambio di giovani incentrato sul tema della tolleranza attraverso lo sport che si svolgerà dal 20 al 28 Maggio 2013. Esso persegue l’obiettivo di uno sviluppo della comprensione reciproca attraverso attività sportive, simulazioni, attività di condivisione e giochi di ruolo. Il metodo utilizzato è l’educazione non formale per consentire a tutti i partecipanti una migliore comprensione e assimilazione dei temi proposti. La sede del progetto sarà Palermo, in Sicilia, nel convento di Carmelitani: nella città di Palermo, pochi minuti a piedi dalla stazione centrale . In questo progetto ci sono 9 Paesi partner coinvolti con 5 persone per Nazione: Repubblica Ceca, Cipro, Georgia, Grecia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia, Svezia, Ucraina, Italia.

Negli ultimi anni abbiamo affrontato numerosi studi attorno alla tematica della tolleranza in due aree geografiche distinte: la prima è l’area israelo-palestinese e la seconda è all’interno dei Balcani con una situazione delicata interna alla Repubblica di Macedonia con le sue numerose minoranze, in particolar modo quella albanese. Della prima area c’è poco da dire che non sia già noto ai più.
Per quanto riguarda la seconda area, c’è da sapere che all’interno del Paese sopra citato, oltre alla maggioranza macedone (di poco al di sopra del 60% su una popolazione di due milioni di abitanti), sono presenti numerose minoranze etniche, la più grande delle quali è quella albanese con circa il 26% sul totale degli abitanti e, per legge, l’albanese è lingua ufficiale a livello comunale nei comuni in cui vi è presenza etnica albanese superiore al 20% della popolazione. Questo è lo sfondo di un clima di tensione e di un incomprensione reciproca in cui i partiti politici estremisti fioriscono, favorendo un’ulteriore clima di intolleranza: un circolo vizioso che ci proponiamo di favorirne la cessazione.

Ma la tematica della tolleranza non è da sviluppare solo nelle aree già citate: ogni Paese, chi più chi meno, ha i propri conflitti interni riguardanti l’intolleranza verso questa o quella etnia. Affrontare insieme l’argomento della tolleranza, non potrà che dare beneficio a tutti i suoi partecipanti. Ci sarebbe piaciuto far partecipare associazioni provenienti sia da Israele che dalla Palestina, ma purtroppo non è stato possibile. Siamo invece riusciti a coinvolgere un’associazione Macedone e altre provenienti dai Balcani, con problematiche simili. In ogni caso questi studi fatti in passato ci hanno motivato a realizzare comunque un progetto che favorisse la comprensione reciproca fra i diversi Paesi.
Attraverso il linguaggio comune dello sport puntiamo ad aumentare la comprensione reciproca e la tolleranza nonché, infine, gettare le basi per una cooperazione giovanile per progetti futuri che coinvolga le delegazioni invitate.

 

Visita il sito internet

 

gia ita

Premio Rosa Parks 2013 assegnato all’onorevole Rita Bernardini

bernardiniDa giovane si avvicina ai Radicali di Marco Pannella nel 1975, poco dopo la vittoria del “NO” al referendum per l’abolizione della legge sul divorzio (1974), che consentì al Paese di mantenere la legge approvata nel 1970 dal Parlamento. In quel periodo il Partito Radicale aveva portato all’attenzione dell’opinione pubblica anche la battaglia “contro l’aborto clandestino e di massa” per la depenalizzazione del reato di aborto. È in questo clima di grande mobilitazione che Rita Bernardini si accosta all’attività politica, lavorando alle campagne referendarie del 1978 e del 1981.

Nel 1976 costituisce il FRI (Fronte Radicale Invalidi) per l’affermazione e la tutela dei diritti delle persone portatrici di handicap, conducendo una campagna per il superamento delle barriere architettoniche. Nel 1977, a fronte del divieto di manifestare imposto dall’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, organizza disobbedienze civili assieme agli invalidi in carrozzella, costruendo scivoli in cemento davanti agli uffici pubblici o aperti al pubblico.

Diritti Umani Per Le Strade

“Diritti Umani per le Strade” nasce dall’entusiasmo di un gruppo di giovani attivisti per i diritti umani di Palermo; nasce dall’idea di creare una piccola cine-rassegna sui diritti umani, la nonviolenza con l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti nella realizzazione di un documentario sulla situazione locale legata ai diritti umani; i giovani partecipanti andranno a realizzare un documentario fra le strade di Palermo e Monreale entrando in contatto con le comunità locali, migranti ed autoctone; Il documentario verrà sviluppato con tutte le risorse messe a disposizione della Human Rigths Youth Organization e con il contributo di tutti gli operatori che lavorano a Palermo trattando il problema della migrazione e della ghettizzazione dei quartieri svantaggiati. Il progetto nasce dall’idea di motivare i giovani alle problematiche locali e al tempo stesso aiutarli a divenire attori responsabili della vita sociale attraverso innovativi metodi di investigazione, le nuove tecnologie ed i nuovi canali di comunicazione come internet ed il cinema. Il progetto è una seconda edizione del precedente progetto Human Rights in the Streets realizzato sempre dalla nostra associazione nel 2010 Il progetto finanziato da programma comunitario Gioventù in Azione, azione 1.2 si svilupperà per un periodo di 12 mesi ed avrà il suo culmine durante il prossimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani , 10 Dicembre 2013 , per il quale la nostra organizzazione è già da diversi anni la promotrice di una serie di eventi ed iniziative; Durante gli incontri previsti dal progetto i partecipanti avranno la possibilità di sviluppare attività volte alla conoscenza dei Diritti Umani in generale ed in particolare, affrontare le varie problematiche legate ai pregiudizi, assumere degli incarichi in prima persona durante la gestione del progetto ed infine realizzare il documentario.

 

IL VIDEO DOCUMENTARIO PRODOTTO

ATTIVITA’ NON FORMALI

VIDEO INTERVISTE:

Manuela Casamento – Idea Rom sez.Palermo

Alcuni promotori

Moni Ovadia

Giusto Catania – Assessore Comune di Palermo

 

 

gia ita

Io Eco

fondo-verde-corretta

 

Io Eco è una iniziativa finanziata dal Programma “Gioventù in Azione” che si basa sui temi dell’ecologia, dell’ambiente, della solidarietà e del riciclo. Il progetto ha durata di 10 mesi in cui i partecipanti, dai 18 ai 25 anni, grazie ad un lavoro in team, raccoglieranno, ripareranno e rimetteranno in uso oggetti che altrimenti andrebbero perduti.

Il progetto vuole, in questo senso, accrescere le conoscenze in materia di riciclaggio e ambiente, stimolare riflessioni sullo stile consumistico d’oggi giorno, stimolare un maggiore impegno sociale e , magari, riuscire a cambiare le attitudini e gli atteggiamenti non sempre responsabili degli individui.

Tali propositi verranno raggiunti dall’organizzazione di stand atti a diffondere l’iniziativa ed a raccogliere il materiale da riciclare; grazie alla creatività ed alla manualità dei partecipanti che daranno nuova vita agli oggetti; grazie allo sviluppo di un sito internet su cui seguire gli sviluppi del progetto ed ad un gruppo di discussione.
gia ita

Connecting Europe

connecting europe hryoCollegare l’Europa vuole essere un primo progetto per la creazione di partenariati per lo sviluppo di nuovi progetti con gli altri promotori in diverse aree tematiche in materia di cooperazione europea;

La metodologia utilizzata per sviluppare questa partnership si concentra sullo sviluppo di relazioni che utilizzano un non-formale, approccio che si propone di attivare e sviluppare e rafforzare i legami di amicizia tra le varie parti interessate al fine di creare una maggiore comprensione nel contesto della cooperazione internazionale;
Il progetto si baserà su educazione non formale e la metodologia della HRYO “Creative Lab”;
Vogliamo creare uno spirito europeo tra i partecipanti devono sviluppare quel necessario senso di solidarietà e di appartenenza per l’ideale europeo di unità nella diversità
Il progetto coinvolgerà partner di paesi diversi l’UE sono già attivi a livello internazionale e di lavoro in diversi settori.
In particolare ci occupiamo Partner da: Germania, Bulgaria, Polonia, Grecia, Turchia, Ungheria, Portogallo e Italia, per un totale di 16 partecipanti, anche per dare visibilità ai giovani in programma d’azione e un impatto sostenibile del progetto ci sviluppare un sito web.

Alcune interviste Valutative

Europe For Peace

384541_10150462111382822_1143494535_n

Scambio di Giovani

Italia – Turchia – Francia – Spagna – Germania – Grecia – Estonia

 

Il progetto è ispirato ai valori della Pace e della nonviolenza ed è basato sull’educazione ai diritti umani tramite varie metodologie educative promosse a livello internazionale da enti come il Consiglio d’Europa. Ispirati dalle parole del premio Nobel per la Pace Tenzin Gyatso “la pace si trova dentro se stessi. La violenza provoca sofferenze, la pace si ottiene non pregando, ma si genera all’interno di se’ e poi nella propria famiglia” si è pensato di sviluppare un progetto dove i giovani europei partecipanti partissero da un punto di vista diverso. Non potendo fermare i bombardamenti e le guerre, che fino a poche settimane fa mietevano vittime a poche centinaia di chilometri dalle coste siciliane, si vuol riflettere invece su cosa e possibile immediatamente fare per avviare un percorso pacifico e nonviolento di risoluzione dei conflitti: partire dalle persone, dai giovani che saranno appunto leader del domani.

Youth In Action Programme Spot

A message of peace

VIDEO PRODOTTI DAI PARTECIPANTI SUI DIRITTI UMANI NEI RISPETTIVI PAESI

Turchia:

Francia:

Germania:

Grecia:

All without borders

all without borders

Scambio Giovanile

Italia-Malta-Spagna-Portogallo-Grecia-Francia

 

“All without Borders” perché immaginiamo un mondo senza confini dove gli uomini, come cita il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, devono agire in spirito di fratellanza gli uni verso gli altri.
Il progetto è uno scambio internazionale multilaterale (Yia azione 1.1) con la partecipazione di sei paesi del Mediterraneo: Portogallo, Spagna, Malta, Grecia, Francia e Italia per un totale di trenta partecipanti (4 partecipanti da ogni paese + 1 youth leader).
Il progetto si basa sui temi del programma Gioventù In Azione e mira ad essere il punto di contatto tra la tematica annuale 2010 della Commissione Europea e quella 2011; lotta contro l’esclusione sociale e promozione del volontariato come buone pratiche di sviluppo per l’individuo e la comunità sono i temi delle attività che dureranno sei giorni, il progetto sarà coordinato dalla H.R.Y.O. –  Human Rights Youth Organization (Italia) e si terrà nel sud Italia, Sicilia, Palermo nell’ex convento dei Carmelitani; il progetto si basa sul metodo di apprendimento non formale e in particolare sulle attività tratte dal Compass Manuale sull’Educazione ai Diritti Umani con i giovani in unione con la metodologia propria della H.R.Y.O. “Laboratorio creativo”(metodo di non-formal learning).

Durante lo scambio i partecipanti  parleranno del progetto e svilupperanno un sito web incoraggiando i giovani nei loro paesi di agire su varie problematiche.

 

gia ita