Let’s meet ADDART

AddArt is a nonprofit multi-arts organization from Greece with a core mission to add art to everyday life. Founded in early 2014 in the rich cultural fabric of the city of Thessaloniki, it consists of highly experienced members and artists who have proved themselves both in and outside of their local community.

From its outset, AddArt is perceived as a laboratory of ideas and a springboard for artistic expression based on the principle that art and culture may catalyze change and act as agents of social and economic development. “Spread the Game” is a very promising project that will allow us to delve deeper into the realities of disability, to learn more about the numerous challenges disabled persons face on a daily basis and how gamification can provide unique and viable solutions in order to improve the quality of their everyday activities.

Our organization is eager to bring our creativity and game design expertise on the table, but to also pair them with the extensive experience and deep understanding that our partner organizations have on the fields of education and integration for people with disabilities.

We believe that the exchange of good practices between countries and experts will prove invaluable in the future dissemination of the results, allowing innovative techniques and much needed know-how to flow freely and reach each one of the participating parties, and thus the communities they represent.

Spread the game e l’uso della Gamification come strumento di inclusione sociale

“Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo.” È la frase pronunciata nel 1700 da Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, che già allora aveva individuato l’importanza di costruire una società intorno al tema del coinvolgimento e basata sull’istanza del voler fare in antitesi con il dover fare.

È proprio questo il principio su cui si basano le metodologie che incorporano il digitale e il gioco (anche e soprattutto in situazioni non ludiche), come la tecnica della gamification e il digital storytelling. Entrambe presentano un elemento di innovazione, oggi più che mai importante e necessario.

Spread the Game nasce proprio dal bisogno di esplorare metodi educativi innovativi volti alla promozione di una metodologia che abbia a tema l’inclusione sociale attraverso strumenti di intrattenimento e l’utilizzo di applicazioni gratuite.

Il progetto coinvolge quattro paesi europei – Spagna, Grecia, Slovenia e Italia –  e prevede uno scambio di buone pratiche, utili per comprenderne l’utilizzo nei vari contesti nazionali e l’impatto avuto durante e dopo la loro implementazione.

Queste metodologie di intervento incoraggiando la creatività, la motivazione, la concentrazione, la memoria, l’apprendimento in forma di gioco, e possono essere molto utili per affrontare il tema dell’inclusione sociale nelle sue varie sfaccettature. 

È il caso dei videogiochi che affrontano il tema del bullismo, delle migrazioni, della disabilità che si fanno portavoce dei concetti di “integrazione”, “inclusione” ed educano alla comprensione e alla diversità. 

Una metodologia che ci ha particolarmente colpito è quella utilizzata nell’App gratuita “Inclusion Bridges”, realizzata con lo scopo di promuovere l’inclusione sociale tra i giovani attraverso il coinvolgimento in un’avventura di gioco, dove il giocatore combatte i mostri dell’esclusione costruendo i “ponti di inclusione”.

Il gioco App è stato creato secondo il principio dell’ Edutainment (combinazione di education ed entertainment), ovvero combinando i contenuti educativi alla dimensione del gioco e del divertimento. La sinergia fra il processo formativo e il gioco utilizza i vantaggi legati all’interattività, alla connettività e alla multimedialità del mondo digitale considerato come ambiente di produzione cognitiva adatto a favorire l’apprendimento attraverso l’emozione.