Nel cuore di Palermo, un gruppo di giovani provenienti da tutta Europa si è messo in gioco per scoprire che la sostenibilità non è solo una parola di moda, ma qualcosa che si può vivere ogni giorno. Come? Con laboratori pratici e attività di gruppo che trasformano idee green in gesti concreti.
Dal 19 al 25 gennaio 2026, Palermo li ha ospitati con il progetto GREENCONOMY, un’iniziativa di mobilità giovanile che ha coinvolto partecipanti provenienti da Bulgaria, Italia, Spagna e Turchia. Questo laboratorio interculturale, dedicato alla riqualificazione ecologica e alla promozione della sostenibilità ambientale e sociale, è stato organizzato dalla Human Rights Youth Organization – HRYO.
GREENCONOMY è un progetto di mobilità giovanile (KA152) inserito nel programma Erasmus+ ed ha una durata di 15 mesi: iniziato a giugno del 2025, termina ad agosto 2026.
Uno degli obiettivi centrali di GREENCONOMY è stato quello di esplorare come i rifiuti possano diventare una risorsa preziosa. Attraverso attività ecologiche basate sulla comunità (giochi di ruolo, lavori di gruppo e dibattiti), i giovani partecipanti hanno appreso metodi pratici per trasformare, riutilizzare e comprendere il ciclo di vita dei materiali. Pratiche quotidiane, come il riciclo, che sono fondamentali per ridurre l’impatto ambientale e promuovere una cultura del riuso. Il tema del riuso è tornato con il laboratorio di upcycling, dove vecchi vestiti e tessuti sono stati trasformati in oggetti indossabili o decorativi, mostrando che si può essere creativi e sostenibili anche nella moda.
Il progetto ha offerto uno spazio di confronto critico sul rapporto tra scelte quotidiane, ambiente ed economia. I partecipanti sono stati stimolati a riflettere sull’impatto delle proprie azioni non solo sull’ambiente, ma anche sulle comunità locali. La sostenibilità, infatti, non riguarda solo la tutela dell’ecosistema, ma anche la costruzione di società più eque e responsabili.
Le attività si sono svolte secondo i principi dell’educazione non formale, privilegiando metodi partecipativi e basati sull’esperienza diretta. Un momento significativo è stato vissuto a Terra Franca, spazio comunitario nato su un bene confiscato alla mafia, dove i giovani hanno sperimentato la permacultura e il valore del lavoro collettivo.
C’è chi ha dato nuova vita al cartone di scarto, creando oggetti utili e vasi biodegradabili: un modo semplice e creativo per capire che l’economia circolare può essere alla portata di tutti. Altri si sono cimentati nel riconoscere le vere pratiche sostenibili, smascherando slogan fuorvianti e sviluppando un pensiero critico che aiuta a scegliere meglio, anche davanti alle pubblicità.
Non sono mancati i momenti di brainstorming, dove i ragazzi hanno progettato attività da realizzare insieme, sia in spazi interni che all’aperto, come la comunità di Terra Franca. Qui, hanno creato vasetti biodegradabili, riciclato pallet per fare delle nuove sedute, riqualificato i sentieri, dimostrando che anche i rifiuti possono essere una risorsa preziosa, ad esempio per la riqualificazione di spazi.
Per chi ama il giardinaggio, c’è stato pure spazio per creare vasi di carta e piantare specie adatte al clima locale, dando vita a un piccolo orto comunitario replicabile anche a casa.
E non è mancato il dibattito: i partecipanti si sono confrontati sulle scelte quotidiane in materia di sostenibilità, esplorando vantaggi, limiti e contraddizioni, perché la sostenibilità non è mai bianca o nera, ma piena di sfumature.
Queste esperienze dimostrano che la sostenibilità può essere vissuta in modo pratico, creativo e soprattutto condiviso.
Basta poco per fare la differenza, soprattutto se si agisce insieme. Le pratiche sostenibili non si limitano a tutelare l’ambiente, ma generano effetti profondi sul tessuto sociale.
Esperienze come GREENCONOMY dimostrano che la sostenibilità ambientale è strettamente legata alla sostenibilità sociale: promuovere pratiche ecologiche quotidiane significa anche rafforzare il senso di appartenenza, la solidarietà e la capacità di agire insieme per il bene comune. In questo modo, ogni gesto sostenibile diventa un’opportunità per costruire comunità più resilienti, inclusive e consapevoli.



