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Human Rights Youth Organization

Dal 23 al 26 giugno 2026, HRYO ha preso parte all’evento “Youth Innovating Democracy”, promosso dal settore giovanile del Consiglio d’Europa presso il Centro Europeo della Gioventù di Strasburgo. Un’occasione intensa e significativa, che ha riunito 120 giovani provenienti da tutta Europa per immaginare insieme nuove forme di partecipazione democratica e contribuire alla costruzione del Nuovo Patto Democratico per l’Europa, con lo sguardo rivolto al 2049, anno del centenario del Consiglio d’Europa.

In due giorni e mezzo di confronto, lavoro collettivo e dialogo, i partecipanti hanno discusso alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo: la rappresentanza giovanile nei processi decisionali, l’inclusione sociale, l’educazione non formale, la disinformazione, l’hate speech, la necessità di nuovi modelli educativi e il ruolo delle comunità nella difesa della democrazia. Temi complessi, affrontati non solo attraverso idee e proposte, ma anche a partire dalle esperienze personali e associative di chi ogni giorno lavora nei propri territori per costruire spazi più giusti, aperti e partecipativi.

La forza dell’incontro è stata proprio questa: trasformare le differenze in risorse. Pur provenendo da contesti, Paesi e background molto diversi, i giovani presenti hanno riconosciuto bisogni comuni e aspirazioni condivise. Tra queste, una delle più sentite resta la richiesta di spazi reali di partecipazione, ascolto e decisione per le nuove generazioni. Portare queste voci in uno dei luoghi simbolici della democrazia europea è stato un privilegio, ma anche una responsabilità: rappresentare non solo chi era presente, ma anche chi non ha avuto la possibilità di esserci.

L’evento si è svolto in giornate particolarmente calde, durante una forte ondata di calore che ha attraversato l’Europa. Anche questo elemento ha reso ancora più evidente quanto il futuro che abbiamo ereditato sia attraversato da fragilità profonde e quanto sia urgente agire per renderlo più vivibile, sostenibile e solidale. Parlare di democrazia, in questo contesto, ha significato anche parlare di giustizia climatica, cooperazione tra Paesi e responsabilità verso le generazioni che verranno.

Il percorso si è concluso con la realizzazione di un manifesto collettivo: un documento che raccoglie visioni, preoccupazioni e proposte per una democrazia europea più inclusiva, partecipata e capace di ascoltare davvero le nuove generazioni. L’auspicio è che queste parole non restino soltanto sulla carta, ma possano arrivare alle istituzioni, alle comunità e alle giovani menti che, con lo stesso entusiasmo e la stessa speranza, continueranno a immaginare e costruire il futuro democratico dell’Europa.

Di seguito, il manifesto tradotto in italiano.

MANIFESTO

Il presente manifesto riflette le visioni, le aspirazioni e le proposte elaborate dai partecipanti all’evento “Youth Innovating Democracy” sul Nuovo Patto Democratico per l’Europa, tenutosi nell’ambito della Presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa dal 24 al 26 giugno 2026 presso il Centro Europeo della Gioventù di Strasburgo.

Riunendo giovani e organizzazioni giovanili, in dialogo con i rappresentanti eletti, l’evento ha offerto uno spazio per ripensare e rinnovare la democrazia in Europa. I giovani hanno riflettuto su come la democrazia possa diventare più inclusiva, partecipativa e attenta alle esigenze e alle aspirazioni delle generazioni presenti e future.

Il manifesto presenta una visione condivisa dai giovani per la democrazia europea nel 2049, anno in cui il Consiglio d’Europa celebrerà il suo centenario. Si tratta di un contributo al Nuovo Patto Democratico per l’Europa e di un appello a rafforzare la democrazia attraverso una partecipazione significativa dei giovani, l’uguaglianza e l’innovazione democratica.

Cara democrazia, la nostra gioventù è tua.

 

Ai giovani viene spesso detto che siamo il futuro. Eppure molti di noi faticano a riporre fiducia in quel futuro.

 

Viviamo in un’Europa devastata dalla guerra. Stiamo crescendo in un clima di ansia per il cambiamento climatico, di disuguaglianze sempre più profonde, di regressione democratica e di rapidi cambiamenti tecnologici che stanno trasformando il modo in cui viviamo, impariamo e lavoriamo. Molti di noi hanno perso fiducia nelle istituzioni, poiché decisioni a breve termine determinano le nostre vite per i decenni a venire.

 

Ci si aspetta che ci prepariamo per un futuro che non ha ancora preso forma, per lavori che non esistono già tecnologie le cui conseguenze si stanno ancora manifestando.

 

Il mondo che abbiamo ereditato sta cambiando più rapidamente delle istituzioni create per governarlo.

 

Ma continuiamo a innovare, a organizzarci, a protestare e a sognare. Continuiamo a credere che valga la pena lottare per la democrazia piuttosto che abbandonarla.

 

Abbiamo trovato speranza nell’incertezza. Perché quando il futuro non è ancora definito, può ancora essere cambiato.

 

Eppure, troppo spesso veniamo trattati come un problema da gestire piuttosto che come una forza democratica di cui fidarsi. Veniamo consultati, ma non ascoltati. Invitati, ma non inclusi. Incoraggiati a partecipare, ma raramente ci viene dato il potere di farlo.

 

La democrazia non può rimanere immutata mentre il mondo che la circonda si trasforma.

 

Nel 2049, i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto rimangono la nostra forza motrice. Affinché la democrazia possa prosperare, dobbiamo continuamente trovare nuovi modi per ascoltare, adattarci e rispondere. Deve esistere non solo nelle istituzioni, ma anche nella nostra vita quotidiana: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei centri giovanili, negli spazi pubblici e anche online.

 

Per noi la democrazia è una cultura da vivere e un percorso da costruire.

 

Una cultura in cui le persone sono libere di esprimersi e di dissentire. Una cultura in cui la partecipazione inizia presto e dura tutta la vita. Dove l’istruzione prepara le persone alla partecipazione democratica e non solo al lavoro.

 

Dove le generazioni si incontrano come partner nel dialogo. Dove la diversità in tutte le sue forme viene celebrata. Dove tutti noi siamo uguali nei diritti. La pace è una scelta. E la democrazia apre spazi all’arte, alla partecipazione, alla cultura, alla comunità e alla gioia.

 

Nel 2049 forse non saremo più giovani, ma speriamo di poter essere guidati e ispirati dai giovani.

 

Perché la democrazia non appartiene solo a chi detiene il potere.

 

Appartiene a noi, al popolo.