Cosa succede quando ragazzi e ragazze di Paesi diversi si incontrano per mettere in discussione l’idea che “si fa prima da soli”? L’interrogativo è stato al centro dello youth exchange Beyond “I” che si è svolto a Palermo dal 10 al 17 aprile. Beyond “I” ha riunito giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da Slovacchia, Grecia, Lituania e Italia che, durante una settimana intensa, attraverso confronto interculturale e metodologie di educazione non formale hanno riscoperto il valore dell’azione collettiva in una società sempre più orientata verso l’individualismo. Gli youth exchange sono progetti finanziati dal Programma Erasmus+ dell’Unione europea e, in Italia, gestiti dall’Agenzia Italiana per la Gioventù. Le attività organizzate dalla Human Rights Youth Organization si sono svolte principalmente a Terra Franca, un terreno confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività: oggi è uno spazio simbolico di rigenerazione sociale e partecipazione comunitaria. La scelta di questo luogo ha dato al progetto un forte valore educativo, permettendo ai partecipanti di vivere in modo concreto il significato di bene comune e responsabilità condivisa. Durante la settimana, i giovani hanno partecipato a momenti di dialogo e riflessione collettiva attraverso attività come il World Café. In questo spazio si sono confrontati su domande centrali per il progetto: cosa significa oggi azione collettiva? Cosa rappresenta invece l’individualismo? Quali battaglie sociali sentiamo più vicine? Cosa significa partecipazione politica? Facciamo parte di gruppi, associazioni o collettivi attivi nei nostri territori? Questi momenti hanno permesso di condividere esperienze personali, punti di vista differenti e contesti sociali dei diversi paesi coinvolti, facendo emergere somiglianze e differenze nei modi di vivere l’impegno civico. Accanto alla riflessione teorica, ampio spazio è stato dedicato alle attività pratiche: i partecipanti hanno contribuito alla cura del terreno e degli spazi comuni di Terra Franca, sperimentando il lavoro manuale come forma di cooperazione e responsabilità verso un bene condiviso. Attraverso simulazioni di piccole comunità chiamate a organizzarsi e collaborare, hanno vissuto in prima persona dinamiche di ascolto reciproco e gestione dei conflitti. Il progetto ha incluso anche attività di role play e teatro sociale: i gruppi hanno messo in scena situazioni di vita quotidiana legate a discriminazioni, esclusione sociale o contesti che coinvolgono persone svantaggiate. Dopo ogni rappresentazione, i partecipanti sono stati invitati ad analizzare quanto emerso e a immaginare possibili risposte collettive ai problemi evidenziati. Le attività hanno richiesto pensiero critico e capacità di lettura delle disuguaglianze contemporanee. Un altro momento significativo è stata la giornata di collective beach cleaning a Sferracavallo, un’esperienza che ha unito azione ambientale e responsabilità civica. Attraverso un gesto semplice ma concreto, i partecipanti hanno riflettuto su come la cura degli spazi pubblici e dell’ambiente passi spesso da iniziative collettive dal basso. Nella parte finale dello scambio, i giovani hanno lavorato alla progettazione condivisa di idee da implementare a Terra Franca, immaginando soluzioni per rendere lo spazio più accessibile, accogliente e fruibile per la comunità. Questo momento ha rappresentato la sintesi concreta del percorso: passare dalla riflessione all’azione, dall’“io” al “noi”. Il progetto ha offerto a chi vi ha preso parte l’occasione di interrogarsi sul proprio ruolo nella società e sul potere della cooperazione come risposta alle sfide sociali del presente. In un tempo segnato da frammentazione e individualismo, lo scambio ha mostrato come il cambiamento possa nascere dall’incontro e dalla capacità di agire insieme.