Palermo ha ospitato dall’8 al 12 settembre 2026 Bee Woman VET: cinque giornate di formazione e attività sul campo dedicate al rapporto tra apicoltura, sostenibilità
ambientale, inclusione e opportunità professionali per le donne. Cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito di Erasmus+, il progetto 2024-2-IT01-KA210-VET-000291254 ha
coinvolto le organizzazioni partner di Italia, Spagna e Grecia, con HRYO – Human Rights Youth Organization come ente ospitante.
Il programma ha riunito 24 partecipanti — otto per ciascun Paese partner — oltre a tre accompagnatori e due facilitatori. Al di là della provenienza delle organizzazioni, il gruppo
rifletteva percorsi internazionali più ampi, con partecipanti originarie anche da Algeria, Ucraina, Ecuador e Argentina. La pluralità di lingue, esperienze e competenze ha
alimentato il confronto sulle trasformazioni ambientali e sulle possibilità di accesso delle donne alla formazione e al lavoro.
La prima giornata, martedì 8 settembre alla Domus Carmelitana Siculorum, è servita a costruire il gruppo attraverso attività di conoscenza e fiducia, una presentazione del
percorso e metodi di educazione non formale. Nel pomeriggio un’esplorazione interattiva del centro storico ha permesso alle partecipanti di scoprire Palermo, inserendo il
patrimonio urbano e culturale della città nel programma formativo.
Il 9 settembre le attività si sono spostate a Terra Franca, bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività, dove HRYO promuove iniziative ambientali, educative e sociali.
Una breve introduzione alla storia del luogo e una caccia al tesoro dedicata alla permacultura hanno mostrato come osservare il terreno, riconoscere le relazioni tra i suoi
elementi e progettare nel rispetto dell’ecosistema. La giornata è proseguita con una presentazione interattiva sull’apicoltura e con la visita, in piccoli gruppi, all’apiario olistico,
durante la quale sono state osservate le arnie e i favi. Il lavoro ha messo al centro il ruolo degli impollinatori nella biodiversità e nella produzione alimentare, collegandolo agli effetti
del cambiamento climatico: temperature estreme, siccità, variazioni delle fioriture e scarsità di risorse rendono più fragile la vita delle colonie e più complessa la loro gestione.
A chiudere la giornata è stata “Web of Life”, attività sulle interconnessioni tra specie, risorse naturali e azioni umane, mostrando come ogni cambiamento possa generare effetti
sull’intero sistema.
Giovedì 10 settembre, ancora a Terra Franca, dopo un’introduzione alle proprietà e agli utilizzi dei prodotti dell’alveare, le partecipanti hanno lavorato in piccoli gruppi per
realizzare candele in cera d’api, involucri riutilizzabili in tessuto cerato e cosmetici naturali, tra cui unguenti e balsami per le labbra. Il laboratorio ha permesso di sperimentare
direttamente tecniche semplici e replicabili, valorizzando le risorse dell’alveare attraverso un uso consapevole e rispettoso. Ogni partecipante ha portato con sé un prodotto
realizzato durante l’attività, ma soprattutto nuove competenze, idee e possibili strumenti da trasferire nel proprio contesto personale o professionale
Il giorno successivo, nella sede di HRYO, una riflessione individuale sull’apprendimento ha preceduto il confronto nei gruppi nazionali e il World Café, pensato per mettere in comune
esperienze e prospettive di Italia, Spagna e Grecia. Il dialogo con Alessia di ARAS e la testimonianza video di Margherita hanno approfondito opportunità, ostacoli e strategie nel
settore, con particolare attenzione all’accesso delle donne alla formazione, alle risorse e al riconoscimento professionale.
L’ultimo giorno, invece, il gruppo è tornato alla Domus Carmelitana Siculorum per elaborare proposte di collaborazione, valutare il percorso attraverso un’attività non formale
e un questionario e concludere i lavori. Il risultato più evidente è stato il metodo: partner, facilitatrici, esperte e partecipanti hanno costruito insieme un’esperienza capace di tenere
unite competenze tecniche, consapevolezza ambientale e cooperazione internazionale. La scelta di realizzare l’iniziativa a Palermo, tra il centro storico, la sede di HRYO, la Domus e
Terra Franca, ha dato al progetto una dimensione concreta e territoriale. Bee Woman VET si chiude così non come un episodio isolato, ma come una baseoperativa per nuove reti e future iniziative più sostenibili e inclusive.