Scambio di buone pratiche: l’accessibilità delle piattaforme digitali

Si è concluso dopo 14 mesi di lavoro con un meeting a Salamanca, in Spagna, il progetto di scambio di buone pratiche nell’accessibilità delle piattaforme digitali tra giovani con disabilità.

L’incontro finale è stato anche l’evento moltiplicatore del progetto. Ad ospitare l’evento, l’Europe Direct di Salamanca, dal 2 al 3 febbraio. Cinque le organizzazioni coinvolte, che hanno partecipato con i loro operatori e con i volontari: HRYO – Human Rights Youth Organization (Italia), FUNDACIÓN ASPAYM CASTILLA Y LEÓN (Spagna), BIDERBOST BOSCAN & ROCHIN SL (Spagna), NARODNO CHIITALISHTE BADESHTE SEGA 2006 (Bulgaria) e ROSTO SOLIDÁRIO (Portogallo).

Il progetto si è posto cinque obiettivi principali: lo scambio di buone pratiche sull’uso di piattaforme digitali per la partecipazione dei giovani accessibili a tutti, indipendentemente dalle barriere di cui possono fare esperienza, come la disabilità, per migliorare le competenze civiche dei giovani europei; lo scambio di buone pratiche sui meccanismi per consentire una partecipazione pluridimensionale dei giovani e che permetta loro di inserirsi in ogni momento del ciclo civico democratico a prescindere dalle loro disabilità; lo scambio di buone pratiche sulla creazione e sull’attuazione di strumenti  così da garantire la partecipazione digitale di alcuni gruppi e l’inclusione degli stessi nella strategia di empowerment civile del cittadino; lo scambio di buone pratiche sulle strategie d’uso e sulla visibilità delle piattaforme digitali in termini di accessibilità; lo scambio di buone pratiche sul coinvolgimento di personalità della politica in questi tipi di progetto.

Grazie allo scambio di buone pratiche, i partner del progetto hanno potuto migliorare le proprie competenze, il modo di pensare e la loro conoscenza sull’argomento in questione.

Per poter raggiungere questi obiettivi, i partner hanno analizzato e valutato 20 piattaforme digitali dei seguenti settori della partecipazione dei giovani: partecipazione politica, servizi pubblici, social networks e cultura. Ciascun partner ha quindi predisposto un template di valutazione per identificare le caratteristiche fondamentali e trarre le proprie conclusioni.

I risultati, alla fine, sono molteplici. Per i Youth worker, facilitatori ed educatori, si prevede il fornire loro un nuovo strumento di lavoro concreto con le raccomandazioni su come usarlo per favorire l’accessibilità dei giovani sulle piattaforme politiche e civiche. L’impatto sui 5 partner è stato significativo, poiché il training si occupava dell’accessibilità dei giovani a tutte le risorse, a prescindere dalla loro disabilità, requisito fondamentale al giorno d’oggi. L’impatto sulle altre associazioni giovanili sarà valutabile in misura della visibilità e delle attività di disseminazione.

A Salamanca, secondo una formula consolidata, non è mancato l’incontro con le autorità cittadine, che si sono mostrate molto disponibili al confronto sui problemi legati alla accessibilità delle piattaforme elettroniche, soprattutto tra giovani con disabilità.

Nella seconda metà dell’incontro si sono svolte due tavole rotonde, una per i giovani e l’altra con gli operatori giovanili, nelle quali sono state condivise opinioni e nozioni sul progetto.

Con lo stesso punto d’incontro all’Europe Direct di Salamanca, l’evento moltiplicatore si è svolto la mattina del 2 febbraio con la presenza di tutti i partecipanti e anche di alcuni ospiti di diverse organizzazioni locali. L’evento è stato trasmesso in streaming sulla piattaforma Facebook di NC Future Now dal nostro partner bulgaro. Pablo Nicolas Biderbost, dell’Università di Salamanca,  ha anche tenuto un discorso su “Piattaforme di partecipazione digitale: una valutazione completa del loro utilizzo tra i giovani europei”.

I diversi punti di vista sono stati esposti da professionisti esterni al progetto, mentre il cuore dell’incontro è stata la presentazione del progetto e dei suoi risultati. Rosto Solidário ha spiegato il Manuale e la sua organizzazione, HRYO la metodologia del progetto e NC Future le conclusioni finali e le raccomandazioni. L’evento si è concluso anche con le testimonianze dei partecipanti sul progetto.

“Welcome, inclusion” è per tutti

“Welcome, inclusion” è il titolo della campagna sulla disabilità che HRYO, Human Rights Youth Organization, lancia da Palermo chiamando a raccolta le energie buone della società per diffondere prassi positive. E per farlo utilizza un linguaggio diverso da quello canonico: il fumetto coniugato al virtuale. Un modo per intercettare vecchie e nuove generazioni. Dal 15 novembre al 3 dicembre – dal 1981 celebrata come la Giornata internazionale delle persone con disabilità – sui canali social dell’organizzazione umanitaria verranno pubblicate le illustrazioni realizzate da Ester Cardella (classe ’92, Ester Cardella è molto conosciuta ed è apprezzata per il suo stile a tema erotico e dark). La campagna sociale di HRYO ha ricevuto la collaborazione della FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela) e del comitato “Siamo handicappati no cretini”, di Arci Tavola Tonda e di Raizes Teatro.

Le illustrazioni svelano dieci storie diverse. La prima vignetta comparirà domani mattina, 16 novembre, sui canali social di HRYO. Si parla di malattie. Se ne parla perché fanno parte della vita e non si dovrebbe finire col credere di essere “diversi” solo perché malati, se ne parla come delle esperienze che si vivono, delle gioie e dei dolori. Ma in realtà quello che da alcuni viene visto come una diminuzione del valore complessivo della persona è solo un altro dei suoi dati caratteristici, come gli occhi neri o la calvizie. La campagna sociale di HRYO mira a sottolineare che il ripudio del diverso, la mancata considerazione che nelle qualità immanenti dell’essere umano c’è proprio la bellezza della diversità siano i drammi della questione.  Le illustrazioni man mano si aggiungono ad una mostra virtuale che, dal 3 dicembre, si svelerà pienamente al pubblico anche in uno spazio fisico, ai Cantieri Culturali della Zisa.

“Il punto è quello che un malato, un ‘non valido’ se vi piace di più, non è, al contrario di quanto si vorrebbe far credere, una mera categoria: è prima di tutto un essere umano e come tale deve essere considerato – dice il direttore di HRYO, Marco Farina -. Per questo essere umano tutto sarebbe più facile se i ‘sani’, i ‘validi’, quando lo vedono attaccato a un device di supporto, o brancolare sperduto senza punti di riferimento perché cieco, o in preda a raptus, o teso ad acchiappare un ricordo che non c’è più non apparissero disorientati e ansiosi di rassicurare sé stessi, misurando invece la percezione della diversità. C’è infine un equivoco di fondo, i diversabili non sono tutti migliori o peggiori, possono essere come i cosiddetti abili anche antipatici, cattivi, di malumore. C’è anche un testimonial per la nostra campagna, che è lo scrittore e blogger Giovanni Cupidi, un’anima bella e un cervello geniale che ha aderito immediatamente e ci ha aiutati ad individuare opacità e pregiudizi.”

Giovanni Cupidi, 44 anni, dall’età di 13 è affetto da grave tetraplegia spinale. Nonostante le difficoltà dovute alla patologia ho conseguito la Laurea in Scienze Statistiche ed Economiche e successivamente il Dottorato di Ricerca in Statistica Applicata presso l’Università degli Studi di Palermo. Da aprile 2014 ricopre la carica di vicepresidente della associazione Insieme per l’Autismo ONLUS e da aprile 2018 è vicepresidente del Comitato Siamo Handicappati No Cretini. A luglio è stato nominato vicepresidente Area Sud della FIRST. 

Giovanni Cupidi, vicepresidente del Comitato Siamo Handicappati No Cretini

“Quando sono stato contattato DA HRYO per questo progetto in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità l’ho trovato subito interessante e anche diverso dalle solite iniziative messe in campo in questi anni – afferma Giovanni Cupidi -. Usare l’arte per rappresentare e raccontare la realtà, e in questo caso specifico l’inclusione delle persone con disabilità nella nostra società, mi è parso potesse essere più efficace di tante parole usate fin troppo e che a volte lasciano il tempo che trovano. Poi, nel mio piccolo e a mio modo, non certo bene come l’artista scelta per questa mostra, utilizzo il disegno come ulteriore forma di comunicazione e quindi mi sono sentito ulteriormente a mio agio nel dare il mio contributo. Oggi – prosegue Cupidi – è ancora e più che mai necessario parlare di disabilità e farlo nella maniera più opportuna, e soprattutto dei temi più importanti. In questi anni si è discusso molto di assistenza domiciliare e non da garantire alle persone con disabilità, specialmente quelle con patologie più gravi, e sebbene questo sia un tema sempre all’ordine del giorno, perché parliamo di esigenze primarie,  non è assolutamente sufficiente e non rispecchia quelle che sono tutte le necessità reali. Temi come quelli del lavoro, ad esempio, o della mobilità dentro e fuori le nostre città,  o ancora della sessualità e della affettività,  sono esigenze legate alla cosiddetta “vita indipendente” di cui però spesso se ne fa un uso limitato e limitativo, non possono più non essere presi in considerazione. Ecco perché, avendo potuto vedere le tavole realizzate da Ester Cardella, ho potuto scorgere alcuni di quei temi di cui invece bisogna parlare e mettere a disposizione nuove idee e riconoscere diritti.”

“E’ stato bellissimo per me realizzare le illustrazioni per questa campagna – dice Cardella -. I temi che abbiamo affrontato sono spesso dei tabù, e troppo spesso si dice che alcune persone “non possono fare”. Io credo che la volontà sia uno dei motori più importanti della vita, e queste storie vogliono dimostrarlo”.

“Spread the Game”, alla ricerca di nuovi istrumenti per l’apprendimento inclusivo

Prosegue senza sosta “Spread the Game”, uno dei progetti di HRYO, nato dal bisogno di individuare percorsi di istruzione e formazione che prevedano strumenti educativi più attrattivi ed efficaci per diffondere l’inclusione sociale. Alla base di “Spread the game” c’è la convinzione che la condivisione delle buone pratiche offra la possibilità di esplorare metodi di coinvolgimento e formazione innovativi, utili per la promozione di una metodologia attiva, inclusiva e collaborativa. Tutte azioni utili, se non necessarie, per rendere il lavoro degli operatori e della rete del partenariato più coinvolgente ed efficace.

“Spread the game” studia le metodologie che incorporano il digitale e il gioco, come la tecnica della Gamification e/o il Digital Storytelling: in esse è presente un elemento di innovazione valido per valorizzare un apprendimento trasversale e mantenere l’attenzione dei discenti incrementando l’acquisizione delle competenze.

L’obiettivo, dichiarato, è quello di fornire ad educatori, operatori e docenti strumenti e risorse digitali gratuite da utilizzare nelle attività quotidiane con giovani con disabilità e non.

Il progetto prevede tre attività di formazione che coinvolgeranno quarantotto partecipanti tra membri degli staff, educatori, youth worker e operatori.

Durante la mobilità che si è svolta a Celje dal 22 al 25 Ottobre operatori sociali, educatori, e youth worker provenienti da Spagna FCV, Grecia ADDart, Slovenia MCC, Italia HRYO, hanno avuto modo di testare delle metodologie di apprendimento inclusivo. 

Hanno visitato il Technopark di Celje e raccolto del materiale sulla gamification per creare una mostra digitale. A tal fine, hanno utilizzato uno strumento gratuito, artsteps, che può essere molto utile nel lavoro quotidiano, molto accessibile e semplice nell’utilizzo: insomma, un vero aiuto per il potenziamento dell’inclusione sociale.

Potete trovare qua un esempio delle mostre create dai nostri educatori.

Le mobilità servono a far apprendere le buone pratiche selezionate nei Paesi partner e a comprendere le potenzialità di applicazione nei contesti locali.

Da Bruxelles a Palermo, Europe Siamo Noi

12241685_1076970782335707_5532570285353483001_nIl progetto “Europe siamo noi”, nato con la volontà di creare una percorso duraturo al fine di coinvolgere ragazzi e avvicinarli alle istituzioni europee, si è appena concluso con risultati del tutto inaspettati.

Il percorso dei giovani ha visto il loro coinvolgimento in un primo momento all’interno dello scambio “D.U.E. Democracy in Europe” in cui i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con altri ragazzi della loro età e condividere le loro opinioni e idee su argomenti come la migrazione e la democrazia.

L’attività principale del progetto, il viaggio a Bruxelles al fine di visitare il parlamento, è stato un momento molto atteso ed emozionante per i ragazzi che sono stati preparati precedentemente alla trasferta.

La visita del parlamento momento culmine del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione di Cécile Kyenge vicepresidente della Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. L’europarlamentare Kyenge ha incontrato i ragazzi e ha parlato del suo lavoro e condiviso con loro le proprie speranze e aspettative per il futuro attraverso parole di incoraggiamento nei loro confronti.

La volontà positiva dell’europarlamentare Kyenge ha stimolato altri europarlamentari a incontrare i ragazzi, tra questi B. Benifei e C.Chinnici, che hanno spiegato il loro lavoro ai ragazzi riuscendo a coinvolgerli maggiormente in alcune questioni sociali a loro molto vicine.

La visita conclusasi con delle interviste ha reso più consapevoli e vicini i ragazzi alle istituzioni europee a volte percepite come lontane o quasi inesistenti.

Alcuni ragazzi hanno avuto per la prima volta la possibilità di vedere un mondo al di fuori della loro quotidianità, avendo quindi l’occasione di confrontarsi con nuove realtà e sfide.

La novità introdotta con questa esperienza sarà sicuramente un momento particolare e unico nella loro crescita personale che li porterà a riflettere sull’importanza delle politiche delle istituzioni europee nel loro futuro.

 

 

Europe Siamo Noi – Il nostro grido contro il razzismo

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Intervento promosso dall’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo del Ministero della Giustizia con il sostegno dell’Euro-Parlamentare Cecile Kyenge.

 

Il progetto ha come focus la relazione tra i giovani ed i diritti umani e la cittadinanza europea, ponendosi come obiettivo quello di potenziare la conoscenza ed il pieno esercizio dei diritti, in un’ottica di cittadinanza attiva.

 

Stante la tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Parigi, il gruppo promotere visiterà il Parlamento Europeo lanciando il proprio messaggio di solidarietà a tutte le vittime del terrore, ivi comprese le guerre, sostenendo che il razzismo è la causa di tutti i mali che affliggono il mondo.

Il tema dei diritti e della cittadinanza europea è di grande attualità e riguarda non solo i giovani, ma anche i loro adulti di riferimento, in generale le agenzie ed i sistemi educativi che devono essere in grado di far veicolare l’idea ed il senso di appartenenza all’Europa.

Le ragioni che ci hanno spinto ad ideare questo intervento attengono alla considerazione che l’Europa è un misto di etnie e persone con culture e percorsi diversi e che i giovani devono acquisire una maggiore consapevolezza di sé e di sé in relazione al fatto di essere cittadini europei.

L’intervento, che si è articolato in un percorso laboratoriale, prevede una visita al Parlamento europeo giorno 18 Novembre 2015 da parte dei giovani coinvolti accompagnati dagli operatori HRYO e da i referenti del progetto dell’USSM.

La visita al Parlamento europeo avrà l’obiettivo di far conoscere da vicino ai giovani questa Europa che vedono e vivono lontana e si configurerà come un confronto nel corso del quale saranno presentati le strutture ed il funzionamento del Parlamento europeo ai giovani, i quali presenteranno il prodotto del loro percorso laboratoriale, frutto di un percorso di vita personale ma anche il frutto di norme e regolamenti che cambiano la vita di questi ragazzi.

Nel corso del laboratorio saranno utilizzati strumenti e linguaggi dei media, nella consapevolezza che il loro linguaggio è entrato a far parte della vita quotidiana dei giovani, definiti “nativi digitali”.

Il tema dell’educazione alla legalità ai diritti ed alla cittadinanza europea si coniugherà con quello dell’educazione ai media e dell’apporto costruttivo che può derivare da un loro uso consapevole.

Per conoscere alcuni dei prodotti realizzati dai partecipanti è possibile visualizzare il seguente link

 

S Factor Eurovision: Un spettacolo dalle mille emozioni

La nostra associazione, H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, ha partecipato ad un progetto vinto dall’associazione Momentum World. Il progetto fa parte del programma Erasmus+.

Il progetto aveva come specifico obiettivo quello di promuovere l’educazione non formale (specialmente nelle arti performative) nei soggetti affetti da disabilità. Nell’ambito di questo progetto è stato chiesto ai partecipanti di realizzare dei video che avessero i disabili come protagonisti. I tre video più votati sono stati mostrati durante il grande spettacolo S Factor, che l’associazione Momentum organizza ogni anno presso il Magna Centre. Quest’anno lo show, arrivato al 10° anno di realizzazione, ha giovato della presenza dei partecipanti alle attività dei progetti Partners for Inclusion e S Factor.

I paesi europei partecipanti al progetto sono stati Regno Unito, Austria, Finlandia, Grecia, Italia e Slovenia. Alla fine il video vincitore della competizione è stato realizzato dalla Grecia, che ha inserito come colonna sonora una canzone allegra e folcloristica e addirittura anche il linguaggio dei segni LIS.

Il progetto è nato dalla volontà di dare l’opportunità ai ragazzi disabili di mettersi in gioco, mostrando a tutti che anche loro sono capaci di gestire e mettere in piedi un grande evento come l’S Factor Show. Tanti ragazzi disabili si sono sfidati nelle più diverse discipline: canto, ballo, recitazione e varie interpretazioni musicali. Sono stati nominati tre giudici, aventi il compito di giudicare le performances e soprattutto incoraggiare questi talenti a migliorare sempre di più. Alla domanda “Come ti senti ad essere uno dei partecipanti dello show?”, un ragazzo ha risposto: “E’ come essere Beyoncé”.

La partecipazione a questo evento ha dato alla nostra associazione l’opportunità di conoscere delle persone veramente speciali, coinvolte quotidianamente nella realizzazione di attività volte alla tutela dei diritti delle persone diversamente abili. Non è, infatti, scontato trovare persone che si occupino con tanta passione e dedizione alla tutela delle persone meno fortunate.

Grazie a questo progetto, l’associazione Momentum World ha creato la cornice giusta per interrogarsi sulla situazione che vivono ogni giorno le persone con bisogni speciali nei diversi paesi, favorendo il confronto e la sensibilizzazione verso temi così delicati e troppo spesso dimenticati.

E’ stata veramente una bellissima esperienza, ricca di significato che ha lasciato un segno importante nel cuore di tutti i partecipanti.

 

Claudia Lo Re

Maria Grazia Amore