[:it]Il Comune di Palermo ed HRYO lanciano un messaggio nonviolento in occasione della visita di Sua Santità il Dalai Lama[:]

[:it]Il Comune di Palermo in collaborazione con H.R.Y.O. in occasione della visita di Sua Santità il Dalai Lama ha promosso un intervento pittorico sui New Jersey siti in Via Maqueda adiacenti a Piazza Verdi, al fine di lanciare un messaggio di pace e di benvenuto per la visita del Premio Nobel della Pace 1989, Tenzin Gyatso, già cittadino onorario della Città di Palermo dal 1996.

La Human Rights Youth Organization sin dalla sua nascita nel 2009 sostiene la causa tibetana, le pratiche non violente e la pace.

Durante questi anni diverse sono state le iniziative svolte con il governo tibetano e con le altre realtà vicine, al fine di sostenere e diffondere un messaggio non violento e di pace tipico della cultura tibetana.

La H.R.Y.O. ha fatto del messaggio non violento uno strumento delle proprie attività al fine di risolvere conflitti interiori ed esteriori.

A tal proposito è stata accolta con grande entusiasmo la proposta del Comune di Palermo, già promotore di iniziative in favore della visita del Dalai Lama, di dipingere attraverso messaggi di pace e sulla non violenza i blocchi di cemento armato New Jersey, siti nell’area pedonale di Via Maqueda in prossimità di Piazza Verdi, sinonimo della paura dilagante nei confronti del terrorismo, in modo da declinare positivamente i tristi eventi che al giorno d’oggi turbano la nostra società.

Tale momento diventerà quindi un modo simbolico per accogliere Sua Santità il Dalai Lama, già Cittadino Onorario Palermitano dal 1996 ad opera di Leoluca Orlando, richiamando il messaggio di gioia, non violenza e pace che sarà all’oggetto della sua conferenza.[:]

Il Dalai Lama Compie oggi 81 anni

Dalai_Lama_WallpaperTenzin Gyatso, meglio conosciuto come il XIV Dalai Lama, massimo esponente spirituale del Tibet, oggi compie 81 anni. Alla nascita il suo nome era Dhondup Lhamo. La sua famiglia aveva origini contadine. Quando raggiunse la tenera età di 2 anni, lo riconobbero come la reincarnazione di colui che lo precedette. I Dalai Lama in Tibet vengono considerati dei leader spirituali, e rappresentano il risultato finale del processo di reincarnazione del Buddha della Compassione.

Il Dalai Lama si considera con umiltà un monaco buddhista, allontanando da sé qualsiasi sentimento di presunta superiorità nei confronti degli altri esseri viventi. Non vive nella vanagloria, perché la ritiene inutile, superflua e distruttiva, ma la sua dimora è nella pace e nell’uguaglianza. Per il buddhismo tibetano nessuno è perfetto, ma perfettibile. Nella vita non esiste una strada maestra, perlopiù ci sono dei percorsi di consapevolezza, più o meno chiari, a seconda del livello di comprensione raggiunto da ogni essere vivente nella sua attuale reincarnazione. Il Dalai Lama, come ogni altro leader spirituale che si rispetti e che sia degno di portare questo nome, irradia al mondo intero i suoi messaggi di pace e di tolleranza, di rispetto e di uguaglianza. Ciò che lo muove nel suo cammino di consapevolezza  è l’amore per tutto il creato, per ogni essere vivente, animale o vegetale che sia. Insegue l’amore per la verità, perché solo così si può anelare al raggiungimento della perfezione.

Il suo impegno e la sua dedizione a favore della lotta non violenta lo portarono al raggiungimento del Premio Nobel per la Pace, nel lontano 1989.

La H.R.Y.O. è da sempre molto vicina alla Guida Spirituale Buddhista in quanto ha sin dal 2009 sposato la causa tibetana. “ A causa dell’occupazione e del genocidio tibetano ad opera del Governo Cinese” dichiara Marco Farina “ non si sono potute applicare all’interno della Regione del Tibet quelle riforme democratiche che avrebbero fatto del popolo tibetano un modello per l’umanità intera. Tali riforme sono state comunque attuate all’interno del Governo tibetano in esilio. La questione tibetana, dimenticata da molti, ci da prova ancora oggi di come gli interessi economici prevalgano sugli interessi legati ai Diritti Umani.”

 

 

Risoluzioni dei conflitti interiori ed esteriori, racconto di un viaggio

IMG_1827Immaginare di riuscire a descrivere brevemente l’esperienza vissuta al Nebrodi Art Fest in compagnia del Ven. Geshe Lobsang Tenkyong è cosa assai difficile;Come H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization abbiamo sin da subito raccolto l’invito, ed anche la sfida, di organizzare quest’evento all’interno del Festival da parte dei ragazzi dello staff.

 

Da un lato per tali incontri si è soliti organizzare in luoghi idonei, dei centri buddhisti o delle lussuose sale conferenza, spesso però accade che solo i pochi interessati o addentro a tali circuiti prendano parte a tali eventi;La nostra organizzazione crede fortemente nell’incontro e dialogo fra i giovani, quindi sovvertendo un po’ “moda” elitaria di quello che è in parte il buddhismo tibetano in occidente, abbiamo voluto organizzare quest’incontro aperto all’interno della pianeta di Castel’Umberto che ospitava più di 3000 giovani campeggiatori.

 

In pieno spirito con il festival, che non vuol semplicemente essere un semplice momento musicale, ma un momento di riflessione a 360° su quello che siamo noi oggi, una riflessione sulla direzione che sta prendendo la nostra società ed i valori che stanno via via scomparendo abbiamo voluto inserire tale iniziativa fra le tantissime organizzate dallo staff a corollario dell’immenso evento che è stato il Nebrodi Art Fest 2015.Durante la mattina di sabato 8 Agosto, mentre lo staff era intento a ripulire la montagna di immondizia lasciata nella zona antistante al palco vediamo arrivare in abito rosso e arancione il nostro gradito ospite; un arrivo in anticipo rispetto l’orario concordato che ha da subito attirato la curiosità di quanti si stavano riattivando dopo il delirio della scorsa notte. Da subito però il rammarico del nostro ospite nel vedere tanto degrado e nel non riuscire a comprendere come un posto così bello vissuto dai giovani si fosse trasformato così; Lo staff anch’esso amareggiato per il mancato rispetto dell’ambiente non si è demotivato ma anzi grazie all’entusiasmo ha ripulito in pochissime ore riportando allo splendore la pineta che ha ospitato il Festival.

 

IMG_1815Durante la mattina quindi Geshe Tenkyong si muoveva con assoluta disinvoltura fra la pineta accompagnato dai primi curiosi i quali cominciavano a porgli tantissime domande, sembrava di ritrovarsi ai tempi del Buddha storico, in cui con assoluta tranquillità e semplicità ci si poteva incontrare e dialogare, semplicità che stiamo purtroppo perdendo ai giorni d’oggi;Di fatto tantissima gente ha cominciato a chiedere di poter partecipare alla conferenza cosa che ha comportato uno spostamento logistico rispetto l’area del Naf Village predisposta. Lo staff pronto come sempre in pochissimi minuti è riuscito a realizzare una nuova area conferenza in grado di ospitare i più di 300 partecipanti al primo incontro con Geshe Tenkyong.

 

La conferenza si è tenuta in un clima incantevole, alla semplicità del momento con sottofondo di cicale e il fresco vento fra gli alberi del bosco si contrapponeva un’intensità di significato che solo un grande maestro come Geshe Tenkyong è in grado di creare. Con poche e semplici parole il monaco buddhista ha posto l’attenzione sul valore universale della vita inteso non come accezione egoica ma interdipendente; un’attenzione particolare anche alla nostra bellissima regione, la Sicilia, purtroppo luogo di contraddizioni ma ricca di un immenso patrimonio. La ricchezza più importante presente in Sicilia per Geshe Tenkyong sono i giovani, che spesso decidono di abbandonare la propria terra. A questi giovani ha voluto dedicare un messaggio particolare;

 

“Tutti noi siamo molto importanti. Parlo con voi sinceramente. Vi invito, tutti voi giovani siciliani ad essere solidali per costruire una bella Sicilia. Perciò è molto importante che siate onesti e sinceri, uniti nella solidarietà. Si deve cercare di trasformare questa Sicilia. Questa è la vostra responsabilità”

 

Dopo avere espresso quest’invito è nato un applauso spontaneo, ci piace riflettere sul fatto che da queste parole esca fuori un concetto molto caro al Nebrodi ArtFest ossia il concetto Tribù, una comunità in grado di autosostenersi ed arricchirsi eliminando fattori di esclusione sociale.L’incontro è poi proseguito nel pomeriggio interrotto purtroppo dall’arrivo di un brusco e veloce temporale;Tutti comunque hanno potuto incontrare anche informalmente Geshe’la durante la giornata scambiando opinioni o anche semplici momenti di condivisione;

Si riporta di seguito una sintesi in inglese tenuta da Geshe Lobsang Tenkyong in occasione del Festival.