Si conclude Spread the game: c’è semplicità nell’inclusione

Si è concluso a Palermo “Spread the Game”, uno dei progetti di HRYO finanziati da Erasmus+ e Agenzia Nazionale Giovani, nato dal bisogno di individuare percorsi di educazione non formale che prevedano strumenti e metodologie più attrattive ed efficaci per diffondere l’inclusione sociale. Al di là delle formule burocratiche, spesso difficili da comprendere, “Spread the game” è stato un progetto con forti elementi di innovazione. L’idea di base, quella di condividere le buone pratiche e contemporaneamente esplorare metodi di coinvolgimento e di formazione innovativi e, perché no? più efficaci, si è rivelata vincente. Tutti gli operatori e la rete del partenariato si sono dichiarati, alla fine, più coinvolti e maggiormente consapevoli. Con la sua metodologia attiva, inclusiva e collaborativa “Spread the game”  ha incorporato il digitale e il gioco, come la tecnica della Gamification e il Digital Storytelling. Raggiunto, dunque, l’obiettivo dichiarato, quello di fornire ad educatori, operatori e docenti strumenti e risorse digitali gratuite da utilizzare nelle attività quotidiane con giovani con disabilità e non.

Diverse le mobilità effettuate durante il periodo lungo il quale si è dipanato il progetto: a Celje, ad ottobre scorso, operatori sociali, educatori, e youth worker provenienti da Spagna (FCV), Grecia (ADDart), Slovenia (MCC), Italia (HRYO), hanno avuto modo di raccogliere del materiale sulla gamification per creare una mostra digitale utilizzando uno strumento gratuito, artsteps, che può essere molto utile nel lavoro quotidiano, molto accessibile e semplice nell’utilizzo: insomma, un vero aiuto per il potenziamento dell’inclusione sociale. Le mobilità, lo ricordiamo, servono a far apprendere le buone pratiche selezionate nei Paesi partner e a comprendere le potenzialità di applicazione nei contesti locali.

L’obiettivo finale era quello di creare un toolkit da condividere con gli operatori del settore, evidenziando diversi esempi di gamification e creando una rete con i nostri partner in Europa attraverso lo scambio di storie di successo e buone pratiche. Un grande successo, in tal senso, sono stati alcuni dei prodotti sviluppati in questo ambito, come la Tower of inclusion o le carte Welcome inclusion. Due prodotti dai quali i volontari di HRYO si aspettano grandi risultati pratici.

Toolkit ma non solo.

Una delle buone pratiche promosse, SWING (Signs for Work INclusion Gain), mira a supportare le persone con problemi di udito, sviluppando un’applicazione contenente un dizionario con termini tecnici di diverse professioni, facilitando la comunicazione in un ambiente di lavoro. SWING è promossa dalla Commissione Europea attraverso il programma Erasmus+ (Key Action 2, Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche) in ambito VET (Vocational Education and Training).

Un’altra buona pratica è quella di Sound Escape, un progetto di contrasto alla violenza sulle donne sviluppato dall’organizzazione HRYO – Human Rights Youth Organization in collaborazione con Maghweb e Associazione Progetto liberazione nella prigione Italia Onlus, grazie al contributo del Ministero delle Pari Opportunità. ll progetto ha visto l’implementazione di tre laboratori: “Laboratorio Consapevolezza e Meditazione” a cura di Liberation Prison Project, “Laboratorio Conoscenza sulla Violenza di Genere” a cura di H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e il “Laboratorio Sound to Escape” a cura di Maghweb, laboratori finalizzati alla produzione di output concreti e alla scoperta di spazi interiori, fatti di suoni e di vibrazioni “differenti” e alla consapevolezza.