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Quando i regimi autoritari prendono il potere, è fondamentale riconoscere i coraggiosi difensori della libertà che si ribellano e resistono. La democrazia dipende da persone che si rifiutano di rimanere in silenzio, che osano farsi avanti nonostante i gravi rischi e che ci ricordano che la libertà non deve mai essere data per scontata, ma deve sempre essere difesa – con le parole, con coraggio e con determinazione.

Con queste premesse, il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di assegnare il #NobelPeacePrize 2025 a Maria Corina Machado per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia.

Maria Corina Machado ha guidato la lotta per la democrazia di fronte al crescente autoritarismo in Venezuela. Dopo aver studiato ingegneria e finanza con un master a Yale, la Machado ha avuto una breve carriera nel mondo degli affari. Nel 1992 ha fondato la Fondazione Atenea, che opera a favore dei bambini di strada di Caracas.

Dieci anni dopo è stata tra i fondatori di Súmate, che promuove elezioni libere e giuste e ha condotto attività di formazione e monitoraggio elettorale. Nel 2010 è stata eletta all’Assemblea Nazionale, ottenendo un numero record di voti. Il regime l’ha espulsa dall’incarico nel 2014.

Maria Corina Machado guida il partito di opposizione Vente Venezuela e nel 2017 ha contribuito a fondare l’alleanza Soy Venezuela, che unisce le forze democratiche del Paese al di là delle divisioni politiche.

Nel 2023 ha avanzato la sua candidatura alla presidenza del Venezuela per le elezioni presidenziali del 2024. Quando le fu impedito di candidarsi, sostenne il candidato alternativo dell’opposizione, Edmundo Gonzalez Urrutia. L’opposizione si mobilitò ampiamente e raccolse una documentazione sistematica che dimostrò come Gonzalez Urrutia fosse il vero vincitore delle elezioni. Il regime, nonostante le prove avanzate, dichiarò vittoria e rafforzò la sua presa sul potere.

Nell’ultimo anno, la vincitrice del #PremioNobel per la Pace, Maria Corina Machado, è stata costretta a vivere in clandestinità. Nonostante le gravi minacce alla sua vita, è rimasta nel Paese, una scelta che ha ispirato milioni di persone. Sempre vestita di bianca, è un vero e proprio personaggio di culto per il suo impegno.

“La signora Machado riceve il Premio Nobel per la Pace innanzitutto per il suo impegno a favore della democrazia in Venezuela. Ma la democrazia è in declino anche a livello internazionale. La democrazia – intesa come diritto di esprimere liberamente la propria opinione, di votare e di essere rappresentati nei governi elettivi – è il fondamento della pace sia all’interno dei Paesi che tra i Paesi”: così commenta la Fondazione Nobel in un post sui suoi profili social.