Human Rights Youth Organization

Il progetto “Terra Franca – Memoria Digitale” si inserisce perfettamente nella strategia adottata dall’UE all’interno del Green Deal Europeo.

Dal 2019, anno di assegnazione del bene alla H.R.Y.O., abbiamo progettato lo spazio basandoci sui principi della permacultura e facendo attenzione alla memoria del luogo incorporando bellezza, conoscenza e creatività al fine di restituire uno spazio che sia un polo di cultura e iniziative alla comunità. Per noi che ci occupiamo di educazione non formale la cultura è una parte imprescindibile del nostro lavoro quotidiano, volto ad introdurre il concetto di bellezza e di sostenibiltà nelle attività educative. Questi sono i motivi che ci hanno portato a progettare lo spazio facendo attenzione ad aggiungere diversi elementi culturali, creativi ed educativi di stampo soprattutto ambientale. Terra Franca si presenta oggi come un Hub di rivendicazione climatica e aspira a diventare un luogo della memoria, un museo digitale a cielo aperto. Grazie agli interventi svolti dal 2019, siamo riusciti a trasformare un luogo abbandonato, abusato da un punto di vista edile e trasformato in una discarica, in uno spazio in continua evoluzione in cui si trovano l’agrumeto, primo tassello della memoria storica del luogo, il laghetto didattico, la compost toilet, la serra della biodiversità, il pollaio e l’apiario olistico.

Nella costruzione del museo Terra Franca Memoria Digitale la digitalizzazione dei contenuti educativi e culturali già sviluppati è andata di pari passo con la ricostruzione della storia del Sacco di Palermo per poter realizzare  un minidoc che in futuro diventasse uno strumento educativo per le nuove generazioni. Ad occuparsi di questa parte del progetto è stata la giornalista Antonella Folgheretti, che è pure la responsabile della comunicazione di Human Rights Youth Organization.

Ampia la bibliografia consultata:

1) articolo su L’Unità della Sicilia del 18 settembre 1954
2) articolo su l’Unità della Sicilia del 17 settembre 1954
3) articolo del 16 settembre 1954
4) articolo su L’Ora del 7 luglio 1980
5) interrogazione in consiglio comunale del 30 novembre 1959
6) atti processuali sul delitto politico di Pio La Torre, interrogatorio di Tommaso Buscetta

Inoltre:
1) l’Inchiesta, di Danilo Dolci
2) S.M Inzerillo, “Urbanistica e società negli ultimi duecento anni a Palermo”
3) T. Cannarozzo, “Palermo: le trasformazioni di mezzo secolo”
4) Ferdinando Fava, ” Lo Zen di Palermo. Antrolopogia dell’esclusione”. Franco Angeli 2011
5) Salvo Licata, “Storie e cronache della città sotterranea”, Sellerio 2013
6) articolo di Saverio Lodato su l’Unità del 20 novembre 2002 “E’ morto Ciancimino, l’uomo del sacco di Palermo.
7) Bruno Zevi, Approvato il Piano di Palermo, Corallo stralcia la famigerata terza via” in L’Espresso del 6 agosto 1961
8) Rosario La Duca, La città perduta. Cronache palermitane di ieri e di oggi” Edizioni scientifiche italiane, 1975

9)Fabrizio Pedone, “La città che non c’era”, Istituto Poligrafico Europeo, 2019

10)) La relazione dell’Antimafia presieduta da Cattanei sul Comune di Palermo: https://legislature.camera.it/_dati/leg05/lavori/stampati/pdf/023_002221.pdf

Altri contenuti, soprattutto documenti ufficiali del Comune di Palermo, sono stati consultati grazie alla disponibilità degli uffici preposti.

Il viaggio nella storia urbanistica della città è un contributo che HRYO vuole dare per comprendere insieme cosa ha portato il capoluogo siciliano ad essere la città italiana con più vani inabitati in relazione a quelli edificati. Una città in cui tra le responsabilità della politica e l’intervento criminale di Cosa Nostra furono cementificati quasi tutti i giardini della Conca d’Oro.

Una storia che ancora oggi segna pesantemente la vita nella città.