Routes Roulette. No more bets

Routes Roulette.

No more bets

Da ormai un mese la situazione dei migranti in Bosnia-Erzegovina riempie i giornali e le televisioni del nostro paese. Dopo l’incendio del campo di accoglienza di Lipa, a pochi km dalla località di Bihać, migliaia di migranti si trovano per strada, sotto la neve e con temperature abbondantemente al di sotto dello zero. Il tutto mentre imperversa una pandemia di cui non si vede ancora la fine. Ad aiutarli solo le organizzazioni non governative presenti sul territorio che garantiscono loro, come possono, cibo e abbigliamento. Le autorità bosniache continuano a ribadire la loro contrarietà a trovare una soluzione duratura che garantisca ai migranti il sostegno e le tutele necessarie.

Per noi che viviamo e lavoriamo in un’isola come la Sicilia, la Bosnia ci appare un paese lontano. Eppure, sappiamo bene cosa significa fare i conti con la criminalizzazione delle migrazioni, con gli arrivi via mare da Libia e Tunisia di gente disperata, disposta a tutto pur di trovare una vita migliore per sé e la propria famiglia. Ai respingimenti illegittimi e alla disumanità della rotta balcanica, come a quella del Mediterraneo Centrale, non restiamo indifferenti. 

Per questo abbiamo deciso di non limitarci all’indignazione ma di attivarci per portare il nostro sostegno, umano e materiale, lì dove c’è più necessità. 

Routes Roulette ha come obiettivo quello di portare un aiuto concreto alle organizzazioni presenti in Bosnia, contribuendo all’acquisto di materiali e beni necessari ad affrontare l’emergenza umanitaria in corso. Una volta conclusa la raccolta fondi, porteremo il ricavato direttamente in Bosnia rendendo sempre trasparente l’utilizzo degli aiuti raccolti grazie alla vostra fiducia. Sul campo ci coordineremo e porteremo il nostro sostegno alle organizzazioni che sono presenti in Bosnia da tanti anni e in particolare IPSIA Bosnia e Croce Rossa Bihać, che conoscono la situazione effettiva e le necessità dei migranti. Il nostro aiuto si concretizzerà nell’acquisto di beni di prima necessità e materiali necessari al miglioramento delle infrastrutture (attacco luce, acqua calda, mensa…).

Arriveremo probabilmente quando l’attenzione mediatica si sarà già spenta. In Bosnia, però, l’emergenza non nasce oggi e non finirà fino a quando non cambierà l’approccio alle migrazioni da parte di governi razzisti che hanno chiuso le frontiere e allo stesso tempo contribuito ad alimentare guerre nei paesi di provenienza, respingimenti illegali, violenze delle polizie e la nascita di veri e propri lager in cui rinchiudere le persone migranti.

Routes Roulette, la roulette delle rotte. Perché oggi, per milioni di persone in tutto il mondo, migrare rappresenta una vera e propria scommessa. 

No more bets (Niente più scommesse) perché per noi non è più accettabile questo folle gioco che costringe persone senza alcuna alternativa a scommettere sulla propria vita e su quella dei loro cari.

Invitiamo chiunque condivida con noi la visione di un’Europa (e un mondo intero) davvero accogliente, senza fili spinati e senza muri, ad aderire a questa campagna sostenendola in tutti i modi possibili: attraverso una donazione, la condivisione di contenuti, l’organizzazione di eventi o qualsiasi altra forma. 

Abbiamo deciso di non limitarci all’indignazione ma di attivarci per portare il nostro sostegno, umano e materiale, lì dove c’è più necessità, per questo sosteniamo Routes Roulette insieme a tante altre organizzazioni e singoli cittadini.

Si può donare attraverso la piattaforma Buona causa

➡️ https://buonacausa.org/cause/routes-roulette 

o tramite C/c bancario H.R.Y.O. HUMAN RIGHTS YOUTH ORGANIZATION

Iban: IT 02 O 05018 04600 000016978538

Causale bonifico: donazioni Bosnia

Scriveteci pure se volete sottoscrivere il manifesto o supportare in qualsiasi forma la campagna. routesroulette@gmail.com

#RottaBalcanica

English Language Cafe with H.R.Y.O.

English Language Cafe with H.R.Y.O. is an initiative aimed at people willing to improve their language skills by putting them into practice. It has a form of conversations, games and presentations – held entirely in English – so participants can learn by fun.
So, to examine it step by step, English Language Cafe is mainly focused on giving you the space and safe environment to use the language. It is held by our international volunteers, who are not only eager to work with you, but also to get to know you – which means the whole event is done in a friendly-chat atmosphere. It is a perfect opportunity for those of you, who have the theoretical knowledge of English, but never had many occasions to speak it.

It is also a great way to get to know other cultures, because our volunteers will present their countries. Last, but not least, it is a chance to get a grasp of a social life – get to know some people, interact with them and hopefully befriend them – which is especially important in
these pandemic times. 🙂

Who is it for?
Everyone, who wants to improve and practice their English. There are no strict age, nor language fluency barriers. At H.R.Y.O. we follow the saying “the more the merrier”, so we invite every single one of you to join us! In case there are gaps in fluency, we will create separate groups, so everyone feels comfortable. 🙂

What will it look like?
Due to the current situation we are forced to move our event online. This means we will meet throughout online communication tools, like Zoom. Each week there will be different activities, but we want every session to involve the same aspects: games, chats and learning! The classes are completely non-obligatory, so once you sign up, you can resign at any time. We also do not require you to participate in each meeting, so you can come and meet us whenever it fits you best.


How can I sign up?
The process is very easy – simply fill up the Google form you can find below and that’s it! We will contact you with the details. 🙂


Click here for the form

If you have any more questions, please feel free to contact us by this e-mail: hryovolontari@gmail.com


So, will we meet you on Wednesday?

English Language Cafè: “A chat about European mobility”

Da diversi anni H.R.Y.O. ospita volontari provenienti da diversi paesi europei. Nell’arco dell’ultimo anno alcuni di loro hanno dato vita all’iniziativa chiamata “English Language Cafè”. Nato come momento aggregativo in cui coinvolgere la comunità locale nell’esercizio della lingua inglese, si è poco a poco trasformato in un appuntamento settimanale in cui si incontrano persone con diversi background e la stessa voglia di condividere pensieri, momenti e idee.

Durante l’incontro previsto per venerdì 15 Novembre, le volontarie dell’associazione affronteranno il tema della mobilità internazionale mostrando le caratteristiche del programma European Solidarity Corps e condividendo la loro esperienza di mobilità a Palermo.

Simone racconta il secondo training di “Get Up Stand Up” in Repubblica Ceca[:en]Simone tells the second training of “Get Up Stand Up” in Czech Republic

[:it]

Dal 14 al 20 settembre ho preso parte come rappresentante di HRYO a un training course del programma Europe for Citizens in Repubblica Ceca, precisamente a Litomysl. Litomysl è una deliziosa cittadina a un paio d’ore da Praga. Nel suo centro storico vi è un bellissimo castello, divenuto nel 1999 patrimonio dell’Unesco. Uno dei valori aggiunti di questo training è stato di alloggiare e svolgere le attività proprio all’interno di questo castello, nello specifico nelle vecchie birrerie, sistemate e adibite a ostello. Un luogo fresco e moderno ma al contempo pieno di storia e ispirazione.

Questo training course era incentrato sulla libertà di espressione e i diritti umani. Erano presenti associazioni dalla Grecia, Cipro, Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Italia. 30 ragazzi nello stesso luogo, tutto il giorno, parlando, ridendo, condividendo, confrontandosi, imparando l’uno dall’altro. Crescendo. Una settimana può non sembrare abbastanza per stabilire connessioni profonde, ma in realtà lo è. Non è stata la prima volta che ho legato così tanto con altre persone in così poco tempo, ma ogni volta è sempre difficile interiorizzare la cosa.

Personalmente adoro le storie. Credo che l’essere umano sia fatto di storie. Abbiamo sempre vissuto di storie e sempre lo faremo. Durante questo training ho chiesto la storia di tutti i partecipanti: c’era il ragazzo italiano che a malapena parlava inglese ma che con la sua espressività e la sua attitudine alla vita riusciva a farsi capire meglio di chiunque altro; c’era un rifugiato politico russo che era scappato a Berlino perché perseguitato per un progetto sullo studio del voto; c’era il ragazzo indiano volontario in Germania che voleva rimanere in Europa per studiare il cambiamento climatico. C’erano altre storie. E poi c’ero io, che arricchivo la mia storia con quelle degli altri.

Ognuna di queste persone ha fatto in modo che il progetto potesse finalizzarsi in maniera ottima. Merito anche ovviamente dei due trainer, Alex e Luiza, che sono stati fantastici. Disponibili e sorridenti, sono stati in grado di coinvolgerci a pieno in tutte le attività, gestendo il tempo senza essere troppo rigidi.

Il team working, il dialogo, la risoluzione dei conflitti, la riflessione e il dibattito per arrivare a un obiettivo comune sono stati tutti elementi integranti nel corso delle varie attività. Spesso queste erano mirate a creare coesione nel gruppo, spingendoci a farci scontrare e discutere, per poi alla fine renderci più uniti.

Il tutto ovviamente attraverso l’educazione non formale, in cui il processo di apprendimento non deve essere a senso unico. Non a caso alcune ore sono state consacrate come open space, in cui ognuno poteva scegliere cosa voler condividere, insegnare, e imparare dagli altri.

Prima della partenza ero molto curioso di sapere come altri paesi con diversi contesti fossero riusciti a conquistare le libertà e diritti acquisiti fino ad oggi. E’ stato molto interessante conoscere dalle presentazioni e dalle messe in scene dei partecipanti i fatti e le storie avvenuti: lotte, proteste, richieste e sacrifici alla conquista dei diritti e libertà fondamentali. Al contempo, è stato utile capire che per alcuni di noi determinati diritti sono scontati, mentre per altri non lo sono affatto.  Leggerlo è un conto, ascoltarlo dalle voci di chi direttamente ne ha vissuto il riflesso è un altro.

Un’altra attività che mi ha colpito è stata quella di dover individuare una serie di articoli di giornale che riportassero il rispetto o le violazioni dei 30 articoli riportati nella Dichiarazione universale dei diritti umani. E’ sorprendente quanto ormai siamo abituati al fatto che questi non vengano rispettati, tanto da vederlo quasi come una normalità, al punto da non farci più scandalizzare. Dobbiamo ricordarci di non dare nulla per scontato, neanche le cose più elementari, e che dobbiamo essere anche noi i fautori di quello che aneliamo come società.

E’ un grande dispiacere per me non prendere parte alla terza parte di questo progetto che si volgerà a Cipro, ma sono sicuro che i prossimi partecipanti sapranno apprezzare il lavoro che verrà svolto.

 

Simone Grassi[:en]

From 14th to 20th of September I took part as a representative of HRYO in a training course found ed by the Europe for Citizens program in Czech Republic, specifically in Litomysl. Litomysl is a delightful town located a couple of hours from Prague. In its historic center stands a beautiful castle, which in 1999 became a UNESCO heritage site. One of the added values of this training was that the activities and the staying were held right inside this castle, specifically in the old breweries, arranged and used as a hostel. A fresh and modern place but at the same time full of history and inspiration.

This training course focused on freedom of expression and human rights. Associations from Greece, Cyprus, Germany, Czech Republic, Poland and Italy were attending. 30 youngsters in the same place, all day, talking, laughing, sharing, comparing, learning from each others. Growing up. A week may not seem enough to establish deep connections, but actually it is. It was not the first time I bond so much with other people in such a short time, but every time it’s always difficult to interiorize it.

Personally I love stories. I believe that human beings are made of stories. We have always lived of stories and we will always do. During this training I asked every participant’ story: there was the Italian guy who barely spoke English but with his expressiveness and his attitude towards life could make himself understood better than anyone else; there was a Russian political refugee who had fled to Berlin because he was persecuted for a project on the political vote; there was the Indian volunteer in Germany who wanted to stay in Europe to study climate change. There were other stories. And then there was me, becoming richer with all of these stories.

Each of these people made possible that the project could be finalized in an perfect way. Also of course thanks to the two trainers, Alex and Luiza, who were fantastic. Always available and smiling, they were able to fully involve us in all activities, managing the timing without being too rigid.

Team working, dialogue, conflict resolution, reflection and debate to reach a common goal were all important elements included during the activities. These tools were used to create cohesion in the group, pushing us to clash and argue, and then eventually making us more united.

All of this obviously through non-formal education, in which the learning process is not meant to be one-way. No coincidence that some hours were consecrated as an open space, in which everyone could choose what they wanted to share, teach, and learn from others.

Before leaving I was very curious to know how other countries with different contexts had managed to conquer freedoms and rights. It was very interesting to learn from the presentations and plays of the participants the facts and the stories that took place in their nations: struggles, protests, requests and sacrifices to gain fundamental rights and freedoms. At the same time it was useful to understand that for some of us certain rights are taken for granted, while for others they are not. Reading it is a thing, hearing it from the voices of those who directly experienced the reflection of these actions is another.

Another activity that really made me think was when we had to identify a series of newspaper articles reporting respects or violations of the 30 points reported in the Universal Declaration of Human Rights. It is surprising how much we got used to the fact that these rights are often not respected, to the point that we see it almost as a normality and we do not consider it outrageous anymore. We must remember not to take anything for granted, not even the most elementary things, and that we too must be part of the cange we want in the society.

It is such a pity that I cannot take part in the third part of this project that will be held Cyprus, but I am sure that the next participants will be able to appreciate the work that will be done.

 

Simone Grassi[:]

[:it]Volunteering in Palermo with H.R.Y.O[:en]Volunteering in Palermo with H.R.Y.O.[:]

[:it]

From July 4 to August 30 I was a volunteer at the Human Rights Youth Organization in Palermo. It was an intense
time that brought me many challenges and constantly pulled me out of my comfort zone. HRYO is a relatively large
organization that always hosts several volunteers as part of European projects. The organization focuses mainly on
popularizing human rights, working with the local community, especially children and youth at risk of economic
exclusion and mafia influences. Mafia still seems to have an impact on the lives of Sicilians. Many things are impossible
or difficult to do for them, even if they are seemingly simple tasks and problems to solve. It was the differences in
mentality and cultures that caused the greatest difficulties for me at first.
As part of the project, I had the opportunity to conduct #letstalkHumanRights meetings with migrants from the
local social club – Ikenga. We also organized English Language Café meetings to jointly learn English, which is extremely
needed in Sicily. Although my project is short-term, I had to learn many words in Italian to communicate with the people
of Palermo in their daily activities. English Language Cafés allows their participants to tame English.
Our colleague Melania working at HRYO on July 15-19 held meetings raising the subject of stereotypes about
gender issues and violence. Although most of us had similar insights, the conversation was extremely important. As part
of the project, we watched a shocking documentary about the female body on Italian television programs. It was very
important to us and left many questions.
From July 29 to July 31, together with scout groups from northern Italy, we cleaned the Terra Franca area. This
is an area confiscated from the Mafia and commissioned a few months ago by HRYO. Ultimately, it is to be a place of a
social garden, where the charges of the organization dealing with youth and young adults from the autism spectrum will
also work.
On August 11-14, we were in Alcamo at the Alcart Festival. As part of the cooperation with the organizers, we
ran an organization stand where we sold materials promoting human rights made by the local artist Monica Dengo, we
presented the #HumanRightsRightHumans exhibition and talked with festival participants and residents of Alcamo as
well as tourists about human rights, our countries, democracy and European community.
The last project that I implemented was the creation of a street library in which, as part of the international
bookcrossing movement, people can exchange books by introducing and extracting them from circulation.
It was sad to me Palermo has a big plastic waste problem. The ecological and environmental awareness
of citizens is low. As part of private conversations, volunteers tried to convince residents to change their habits.
Disposable plastic is distributed everywhere without much thoughts. When we organized a party for volunteers and
interns of other organizations, the most surprised by the lack of plastic cups, which come here at every party were
Italians. The big issue for me was also the frequent use of fireworks. They are here almost every day. Official local shows
lasted over an hour. Although many of us like to look at the color holidays in the sky in Poland, there is quite a lot of
public awareness about the dangers of fireworks. In Italy, this does not cause opposition or outrage yet.
From a perspective of time spent in Palermo, Sicily seems to me African in many aspects. People are different.
More friendly and open, but also much more focused on reputation. They approach the world around them and the

problems they have to deal with differently than I was learned. I regret that my project was largely carried out in
August. It is a month when the city is operating more slowly. Nevertheless, Palermo is worth exploring and there is a lot
of work to be done here still. At the same time, residents are very open to action. However, they need a spark that can
start them. During the time spent in Sicily, I met many wonderful people. This experience changed me forever, made me
aware of my values and showed me many truths.

Paweł Skibiński[:en]

From July 4 to August 30 I was a volunteer at the Human Rights Youth Organization in Palermo. It was an intense
time that brought me many challenges and constantly pulled me out of my comfort zone. HRYO is a relatively large
organization that always hosts several volunteers as part of European projects. The organization focuses mainly on
popularizing human rights, working with the local community, especially children and youth at risk of economic
exclusion and mafia influences. Mafia still seems to have an impact on the lives of Sicilians. Many things are impossible
or difficult to do for them, even if they are seemingly simple tasks and problems to solve. It was the differences in
mentality and cultures that caused the greatest difficulties for me at first.
As part of the project, I had the opportunity to conduct #letstalkHumanRights meetings with migrants from the
local social club – Ikenga. We also organized English Language Café meetings to jointly learn English, which is extremely
needed in Sicily. Although my project is short-term, I had to learn many words in Italian to communicate with the people
of Palermo in their daily activities. English Language Cafés allows their participants to tame English.
Our colleague Melania working at HRYO on July 15-19 held meetings raising the subject of stereotypes about
gender issues and violence. Although most of us had similar insights, the conversation was extremely important. As part
of the project, we watched a shocking documentary about the female body on Italian television programs. It was very
important to us and left many questions.
From July 29 to July 31, together with scout groups from northern Italy, we cleaned the Terra Franca area. This
is an area confiscated from the Mafia and commissioned a few months ago by HRYO. Ultimately, it is to be a place of a
social garden, where the charges of the organization dealing with youth and young adults from the autism spectrum will
also work.
On August 11-14, we were in Alcamo at the Alcart Festival. As part of the cooperation with the organizers, we
ran an organization stand where we sold materials promoting human rights made by the local artist Monica Dengo, we
presented the #HumanRightsRightHumans exhibition and talked with festival participants and residents of Alcamo as
well as tourists about human rights, our countries, democracy and European community.
The last project that I implemented was the creation of a street library in which, as part of the international
bookcrossing movement, people can exchange books by introducing and extracting them from circulation.
It was sad to me Palermo has a big plastic waste problem. The ecological and environmental awareness
of citizens is low. As part of private conversations, volunteers tried to convince residents to change their habits.
Disposable plastic is distributed everywhere without much thoughts. When we organized a party for volunteers and
interns of other organizations, the most surprised by the lack of plastic cups, which come here at every party were
Italians. The big issue for me was also the frequent use of fireworks. They are here almost every day. Official local shows
lasted over an hour. Although many of us like to look at the color holidays in the sky in Poland, there is quite a lot of
public awareness about the dangers of fireworks. In Italy, this does not cause opposition or outrage yet.
From a perspective of time spent in Palermo, Sicily seems to me African in many aspects. People are different.
More friendly and open, but also much more focused on reputation. They approach the world around them and the

problems they have to deal with differently than I was learned. I regret that my project was largely carried out in
August. It is a month when the city is operating more slowly. Nevertheless, Palermo is worth exploring and there is a lot
of work to be done here still. At the same time, residents are very open to action. However, they need a spark that can
start them. During the time spent in Sicily, I met many wonderful people. This experience changed me forever, made me
aware of my values and showed me many truths.

Paweł Skibiński[:]

[:it]Leggi e lascia! Un nuovo progetto che promuove la lettura a Palermo.[:en]Read and release! A new project promoting reading in Palermo.[:]

[:it]Da mercoledì 28 Agosto, vicino Casa Professa, ci saranno libri disponibili da prendere e leggere gratuitamente come parte del progetto della biblioteca di strada che è una zona di bookcrossing sotto la tutela dell’organizzazione Human Rights Youth Organization (HRYO) in collaborazione con il circolo Arci – Porco Rosso.

La biblioteca di strada (Street Library) è un progetto dei volontari di HRYO per la popolazione di Palermo. Questa biblioteca è un posto magnifico per i libri pubblicati. Lo scopo del progetto è diffondere l’idea di scambio di libri (bookcrossing) da Palermo. Il bookcrossing è definito come “la pratica di lasciare libri in luoghi pubblici per essere raccolti e letti da altri, che poi fanno altrettanto”. Il termine deriva da bookcrossing.com, un club di libri online gratuito che è stato fondato per incoraggiare la pratica, con l’obiettivo di “rendere il mondo intero una biblioteca”.

La “crossing” o lo scambio di libri può assumere forme diverse, tra cui libri a rilascio libero in pubblico, scambi diretti con altri membri dei siti Web o “anelli di libri” in cui i libri viaggiano in un ordine prestabilito per i partecipanti che desiderano leggere un determinato libro.

Le biblioteche di strada (street library) sono una finestra nella mente di una comunità; i libri vanno e vengono. Le persone possono semplicemente andare e prendere ciò che gli interessa; quando hanno finito, possono restituirli alla Biblioteca di strada.

Il luogo individuato da HRYO si trova ad Arci Porco Rosso, a piazza Casa Professa. Se qualcuno ha un libro che pensa possa piacere agli altri, può semplicemente inserirlo nello scaffale della Street Library. Se sei una di quelle persone che vogliono leggere, questa è la cosa che fa per te, quindi divertiti. 

  L’HRYO – Human Rights Youth Organization è un’organizzazione non governativa e non governativa fondata a Palermo nel 2009 con l’obiettivo di rafforzare i diritti umani a livello locale e globale. L’organizzazione lavora con i volontari internazionali e fornisce progetti educativi e di sensibilizzazione per bambini e giovani locali.

L’organizzazione ha sede presso lo Stato Brado, piazzetta di Resuttano 4 – è dove puoi lasciare libri e prendere parte alle attività di organizzazioni come English Language Cafe.

 

Paweł Skibiński

Bojan Stojanovic

 [:en]From Wednesday the 28th of August, around Casa Professa, there will be books available to take and read for free as part of the street library project being a bookcrossing zone under the care of the Human Rights Youth Organization in cooperation with the Arci circle – Porco Rosso.

Street library is a project by the volunteers from HRYO to the people of Palermo. This library is a beautiful spot for released books. The purpose of the project is to spread the idea of book exchange (bookcrossing) through Palermo. Bookcrossing is defined as “the practice of leaving books in a public places to be picked up and read by others, who then do likewise.” The term is derived from bookcrossing.com, a free online book club which was founded to encourage the practice, aiming to “make the whole world a library.” 

The “crossing” or exchanging books may take different forms, including wild-releasing books in public, direct swaps with other members of the websites, or “book rings” in which books travel in a set order to participants who want to read a certain book. 

Street Libraries are a window into the mind of a community; books come and go. People can simply reach in and take what interests them; when they are done, they can return them to the Street Library. 

HRYO spot is located in Arci Porco Rosso around piazza Casa Professa. If anyone has a book that they think others would enjoy, they can just pop it into the shelf of the Street Library. If you are one of those people who wants to read, this is the thing for you, so enjoy.

The HRYO – Human Rights Youth Organization is a non-profit, non-governmental organization founded in Palermo in 2009 with the aim to strengthen the human rights at a local and global level. The organization works with international volounteers and provide educational and awareness-building project for local children, youth and young adults. 

Organization is placed in Stato Brado, piazzetta di Resuttano 4 – it’s where you can leave books and take part in the activities of organizations such as English Language Cafe.

 

Paweł Skibiński

Bojan Stojanovic[:]

[:en]Marcelina’s experience in volunteering in Palermo[:]

[:en]In the summer of 2019 I had a possibility to take part in Erasmus+ and European Solidarity Corps project in Palermo. My hosting organization was H.R.Y.O. and I really recommend it because I spent two fantastic months, full of good energy, and new experiences.
On the fifth of June I boarded a plane from Poznań to Munich, where I next switched to another plane and after two hours I landed in Palermo.

I had a possibility to help in a lot of fantastic and challenging events. During my first days I helped in a books festival. Our organization prepared some small books with Human Rights articles that we gave to the people (we had Italian and English versions). The event was in botanical garden, so I had also possibility to admire the beautifull nature. There were also a lot of events about literature, music or theater.

The next event was Festival della Paranza. It was implemented through theater and photography workshops for children and teenagers. The 1st part of the festival we prepared in Magione, a beautifull district with a lot of green places, but it has quite difficult history as a place to live. Our participants was very young so sometimes it was difficult to comunicate with them, because of the language, but I loved it so much. Every day we drawed with them play some games and showed some exercises related to appearances in front of the public. In the end we prepared with them a play and show it to their parents. It was fantastic week.

The secound part of festival was photography workshops, with we prepared in Capo, one of the district in Palermo. In this case our participant were quite older, so sometimes we comunicate with them in English. At the beginning we prepared for them some integration games to make a better atmosphere in group, and next we showed them some techniques about making pictures, we did some posters about it, and later we went with our participants to the walk and did some pictures. At the last day there was an exhibition. It was also perfect week and I liked it a lot. I emproved a lot of new things.

I went to the gay pride parade and I enjoyed very much.

I participated to the English Language cafè, prepared by all volunteers of H.R.Y.O. Once, I presented the European Solidarity Corps projects, my project and I shared my experience with the participants.

I took part in a workshop about gender violence. It was a good opportunity to know many things, reflecting on some differences between Italy and Poland and collaborating with the other participants.

I have met a lot of fantastic people from Palermo and from other countries. People of the organization were nice, always smiling and with good energy and full of great ideas.

The experience was fantastic and I suggest everyone to do a volunteering project abroad.

 

Marcelina Cieslak[:]

[:it]Metodologie innovative di contrasto alla violenza di genere: gli effetti dell’approccio Mindfulness sull’aggressività[:]

[:it]

Pratiche meditative e di rilassamento psicofisico, considerazioni teoriche e discussioni in gruppo sulla conoscenza delle differenze di genere e sulla violenza, sostegno psicologico e attività educative non formali, sono queste alcune delle tecniche di allenamento e consolidamento della consapevolezza mentale che in questi mesi l’organizzazione Liberation Prison Project Italia sta implementando presso la II Casa di Reclusione di Milano Bollate. Si tratta in particolare di un piano di attività realizzate nell’ambito del progetto Sound Escape che, utilizzando protocolli Mindfulness oriented integrati a tecniche della psicologia occidentale, hanno lo scopo di intervenire sul contrasto alla violenza contro le donne.

Attraverso questo approfondimento cercheremo di comprendere quali sono le caratteristiche dell’approccio Mindfulness e perché utilizzarlo in un contesto come quello carcerario.

Mindfulness significa portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante (secondo la definizione che diede il biologo statunitense Kabat-Zinn, nel 1994). Si tratta quindi di un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, consapevolezza e accettazione del momento attuale. Gli elementi costitutivi dell’approccio Mindfulness, che emergono dalle definizioni riportate sopra (consapevolezza e attenzione), evidenziano quale sia la finalità della pratica Mindfulness, e quindi la sua tensione etica: l’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada attraverso un lavoro attivo con i propri stati mentali. Secondo la tradizione originaria, la pratica della Mindfulness dovrebbe permettere di passare da uno stato di disequilibrio e sofferenza ad uno di maggiore percezione soggettiva di benessere, grazie ad una conoscenza profonda degli stati e dei processi mentali.

Le origini non sono riconducibili ad un contesto geografico e temporale preciso, poiché sono rintracciabili, seppure con nomi diversi, in un ampio territorio compreso tra la Cina e la Grecia, in un periodo compreso tra 2800 e 2200 anni fa. Dal monoteismo di Zarathustra in Persia fino al Buddhismo in India, dal Confucianesimo e dal Taoismo in Cina fino alla filosofia greca sono tutte tradizioni che hanno contribuito a mettere a fuoco questa “pausa di libertà”, questo “respiro profondo che porta con sé una consapevolezza estremamente lucida”, in una parola, ciò che oggi in Occidente va sotto il nome di mindfulness. La dottrina e la pratica meditativa buddista costituiscono probabilmente la tradizione che più di tutte incarna ed esplicita il tema della consapevolezza. Gli insegnamenti di Buddha, che vanno sotto il nome di Dharma, indicano i fattori mentali che consentono all’individuo di cogliere l’essenza e la natura di ciascuna esperienza: l’aspirazione, la fiducia, l’attenzione, la discriminazione e, naturalmente, la consapevolezza.

Allora ecco perché è molto importante l’attenzione quando parliamo di riduzione dell’aggressività, della conflittualità e dell’impulsività: non è possibile rivolgere gentilezza a qualcosa verso la quale siamo disattenti. E questo è vero sia per ciò che è dentro di noi, come le emozioni e i pensieri, sia per ciò che è fuori da noi, gli altri, con i loro pensieri e le loro emozioni.

Nella vita quotidiana, per la maggior parte del tempo, l’individuo tende a funzionare con una modalità che può essere definita “pilota automatico”. Ovvero mette in atto comportamenti meccanici e reattivi in cui la mente è per la maggior parte del tempo passiva e si lascia catturare da pensieri, ricordi, sentimenti; è una mente vaga. Il funzionamento automatico non è di per sé qualcosa di negativo, ma quando diventa una modalità rigida e pervasiva di reazione, e non di risposta, finisce inevitabilmente con il ridurre le nostre possibilità di felicità. La modalità del pilota automatico può anche predisporre a comportamenti aggressivi e impulsivi.

La ricerca scientifica ha dimostrato l’efficacia delle pratiche di Mindfulness nell’incrementare le funzioni attentive, l’equilibrio emotivo, la capacità di sintonizzazione con gli altri e l’empatia. Gli studi suggeriscono che, alla base di questi benefici, possa essere coinvolto un miglioramento delle funzioni integrative della corteccia prefrontale. La spiegazione di alcuni grandi neuro-scienziati che studiano gli effetti della meditazione, come Daniel J. Siegel, è che la corteccia prefrontale sia una sorta di territorio neurale comune ai processi di sintonizzazione con se stessi e di sintonizzazione con l’altro, e che questi due processi si influenzino a vicenda.

La mente umana è intrinsecamente relazionale. È oggi ampiamente condiviso dalla comunità scientifica che il benessere generale della persona sia, in larga parte, derivante e costruito nel contesto relazionale. Altrettanto condiviso è il fatto che ci sia una forte correlazione, sia a livello comportamentale che a livello neuronale, tra sintonizzazione intra-personale ed etero-personale. Ovvero, soggetti cresciuti in un contesto relazionale rassicurante e sensibile è altamente probabile che siano maggiormente in grado, rispetto a soggetti cresciuti in contesti meno responsivi, di sintonizzarsi con se stessi e trovare un equilibrio con le proprie emozioni e i propri pensieri e di ascoltare con serenità i propri feed-back corporei.

Questo è ciò che potemmo definire una relazione sicura, intima, con se stessi. A loro volta, tali soggetti, tenderanno a vivere le relazioni successive con maggiore sicurezza e intimità, andando così a instaurare una sorta di circolo virtuoso tra relazione con l’altro e con sé. Nello stesso modo la Mindfulness può essere intesa come uno strumento in grado di promuovere una relazione sicura con se stessi: grazie alla sua capacità di promuovere le funzioni integrative della corteccia prefrontale, infatti, lavora in modo altamente benefico su processi di regolazione corporea, di stabilità emotiva, di flessibilità di risposta e di azione morale. Tutto ciò facilita l’incontro con l’altro, riducendo comportamenti inutilmente aggressivi e caratterizzati da conflittualità non costruttiva.

Che effetti ha la Mindfulness sull’aggressività?

Non stupisce quindi che le pratiche di Mindfulness abbiano dimostrato effetti positivi nel ridurre l’ostilità, la rabbia e l’attitudine all’aggressività fisica e psicologica.

Anche l’impulsività può essere ridotta dalle pratiche di consapevolezza, grazie all’efficacia nel miglioramento delle funzioni attentive esecutive, quelle componenti dell’attenzione che ci permettono di agire in modo consapevole e che svolgono una funzione di controllo. In questo modo è possibile arrivare all’interruzione dei pattern di funzionamento automatico, e spesso aggressivo o autodistruttivo, che possono intervenire a livello comportamentale, emotivo e di pensiero. La Mindfulness permette di sostituire il puro reagire agli eventi stressanti con la capacità di rispondere a essi. Inoltre, la meditazione si è rivelata uno strumento efficace nel promuovere il benessere in un ampia gamma di problematiche legate allo stress come ansiadepressionedolore cronico e nell’incrementare le difese immunitarie. Grazie al suo effetto di riduzione dello stress, sembra essere uno strumento efficace in grado di incrementare il potenziale curativo di varie terapie.

 

Sound Escape è un progetto di contrasto alla violenza sulle donne sostenuto Dipartimento Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, linea di intervento Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti, e sviluppato dall’organizzazione HRYO – Human Rights Youth Organization in collaborazione con Maghweb e Liberation Prison Project Italia.[:]

[:en]Living in Poland as EVS volunteer. Something about my experience in Milicz with the Foundation “Mobilny Polacy”[:]

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Hello, my name is Mariangela Barletta and I’m a volunteer of Evs program in Poland.

Actually I’m working in a school named Kom in Milicz, with Mobilny Polacy foundation. I’ve arrived here in January and I will live here for one year.

Milicz is a little town near Wroclaw, there aren’t for sure the opportunities that a big city can offer but I can swear that you would have the impression that time goes really fast doing a lot of activities as much as a big one.

One of the best thing that I’ve discovered living here is the nature. In fact, Milicz is surrounded by lakes and forests that create a magical atmosphere of peace.

Also local people were a good discover, and even if sometimes it’s difficult to communicate with them without knowing polish language, its always possible to be understood. Moreover our foundation offers us the opportunity to learn a bit with a polish teacher.

About my experience, in particular, I can say that these months that I’ve already spent in Milicz changed definitely my life. The large time that I had for me (because I use to work only during the morning) allows me to study things that I was wondering.

For example, I could read a lot of books, improve my English skills and learn things about new cultures, mostly about food!

In my home, in fact, we sometimes use to cook and eat all together, sharing our knowledges and spending a great time. And for sure we relax with a different type of coffee in our balcony (Italian, Greek and Turkish)!

This sharing of cultures helped me to discover something more about me also, and even if sometimes it’s not easy to understand each other I can say that I’m spending a great time with them, because actually they are like a family for me and of course we love to be together at home but also travelling.

I love to travel and being here in Poland let me know a lot of interesting places of this country. Also the Evs program makes you travel for Trainings. Thanks to them I went in Warsaw and in Torun, and it was really an amazing experience, where I could also met some special persons.

Therefore, i really like when also our coordinator prepares activities for us. We love to spend time together making barbecue or being part of traditional festival.

In the end I would really recommend to enjoy Every program, as far as I would recommend you to enjoy my project. It’s an important opportunity to grow up and, why not, to find what you would like to do in your like or maybe to find a good job here directly!

My wishes, Mariangela

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[:it]Comincia una nuova avventura su un terreno confiscato alla Mafia[:]

[:it]Finalmente ci siamo!

Dopo svariate lungaggini burocratiche e tecniche siamo riusciti a completare con successo il processo di assegnazione di quella bellissima isola verde che sarà frutto dello sviluppo del nostro progetto.

“Terra Franca” si trova all’interno del quartiere Cruillas, in un terreno confiscato alla Mafia e affidato dal Comune di Palermo, nel Gennaio 2019, alla H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e alla ampia rete di partenariato composta dagli amici di Maghweb, Palma Nana, Forme, Laboratorio Zen Insieme, Pensiamo in positivo Palermo, Libera, Coop Sicilia e A.P.S. 5ATUTTOTONDO, per la realizzazione di attività volte all’inclusione socio-economica. Il nostro obiettivo è anche quello di estendere la rete di partenariato a tutte quelle realtà che vogliano condividere con noi questo percorso.

 

L’ampia rete di partenariato sin dalla progettazione iniziale, si è impegnata alla realizzazione di attività a favore di donne con minori opportunità, migranti, giovani e anziani  locali, studenti e giovani provenienti da paesi europei ed extraeuropei.

Le realtà che hanno preso parte al progetto si sono impegnate nella realizzazione di un centro polifunzionale nel quale attivare diversi servizi, laboratori ed attività che coinvolgano la collettività, gli stakeholder e il mondo del volontariato.

Il progetto è articolato in diverse fasi e ha come obiettivo principale la restituzione del terreno alla collettività. Per noi il concetto di restituzione alla collettività è fondamentale al fine di identificare l’importanza che ricopre uno spazio confiscato alla mafia nella lotta al fenomeno mafioso e nell’innalzare il sentimento di appartenenza alla collettività. Per questo motivo risulta cruciale il coinvolgimento di tutti gli attori locali, al fine di condividere questa esperienza nella gestione – fruizione di uno spazio che è di tutti.

Vi aspettiamo ogni venerdì per rimboccarci le maniche e sporcarci le mani con la terra.

Dalla pietra della città al verde nel cuore della città, per rivalorizzare un terreno che dalle mani della mafia passa, tramite le istituzioni, alle nostre per restituirlo alla città.

Comincia una nuova sfida, un nuovo percorso, benvenuti a Terra Franca! 

Per info sul progetto e collaborazioni scrivi a:
melania.ferrara@hryo.eu
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