[:it]Governo italiano – Libia, uno spunto di riflessione su D.L. 84/2018 [:]

[:it]L’attuale condizione della Libia è alquanto controversa a causa dell’instabilità politica, del deterioramento della sicurezza, della presenza dello stato islamico e dei problemi legati ai flussi migratori e alla tratta di esseri umani.
Al suo interno sono presenti una pluralità di attori che lottano per il potere.La prima istituzione è il Consiglio presidenziale, con base a Tripoli dal marzo 2016, guidato da Fayez al-Sarraj e creato dalla firma dell’Accordo politico libico negoziato dall’Onu nel dicembre 2015. Presiede il Governo di Accordo Nazionale, il quale è appoggiato dalle Nazioni Unite e riconosciuto a livello internazionale.
Il secondo centro di potere è rappresentato dal Governo di Salvezza Nazionale (o Parlamento di Tripoli) il cui primo ministro Khalifa Ghwelled è appoggiato all’autorità del Congresso Generale Nazionale. Tra il 2016 e il 2017 ha perso molto potere e la maggior parte dei suoi membri sono stati trasferiti al Consiglio di Stato, organo consultivo guidato da Abdul RahmanSwehli, membro della Camera dei Deputati e a rischio di sanzioni individuali da parte dell’UE.

L’ultima forza è costituita dalle autorità che hanno sede a Tobruk e al-Bayda. Da un lato, la Camera dei Deputati, con sede a Tobruk, è l’autorità legislativa legittimata dall’Accordo politico libico. Dall’altro lato, il governo di Abdullah al-Thinniche ha dovuto cedere il potere al Governo di Accordo Nazionale. Le suddette autorità si sono allineate con il generale Khalifa Haftar, anti-Islamico comandante dell’esercito nazionale libico.
A livello internazionale la criticità della condizione libica è ampiamente riconosciuta. L’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU, a giugno 2018,segnalava la crescita dei rischi per la popolazione della città orientale di Dena e la costante violazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale a causa dei conflitti interni e dell’assedio da parte delle milizie dello Stato islamico.

L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea dichiarava a maggio 2018 la necessità di non focalizzarsi solamente sui problemi libici legati a migrazione e sicurezza. Secondo Federica Mogherini, gli Europei hanno la responsabilità di sostenere la Libia, accompagnare il processo di transizione verso la democrazia e garantire alla popolazione libica l’esercizio dei loro diritti fondamentali.
Veniamo ora al rapporto tra Italia e Libia e alla sua evoluzione negli ultimi anni. Nel 2007 le parti avevano promosso la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere e avevano siglato accordi per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. L’anno successivo viene portato a temine un tentativo di intesa attraverso il Trattato di Amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria libica popolare socialista. A partire dal D.L. n. 8/2008 la Guardia di finanza italiana ha partecipato alla missione bilaterale in Libia di supporto alla Guardia costiera libica. È stata prevista anche una spesa per la manutenzione ordinaria e per l’efficienza delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico pro tempore; tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 sono state cedute quattro unità navali. In seguito al danneggiamento subito durante la guerra civile libica, le navi sono state ritirate per essere riparate, per poi essere riconsegnate nel 2017. Contemporaneamente venivano avviate procedure di manutenzione di altre sei unità.

Nel febbraio 2017 il presidente del consiglio italiano Gentiloni e il presidente del Consiglio presidenziale Sarraj hanno firmato il Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato di Libia e la Repubblica italiana. In quella circostanza l’Italia si è impegnata ancora una volta a fornire supporto tecnico e tecnologico alla Guardia di frontiera e alla Guardia costiera del Ministero della Difesa e agli organi e dipartimenti competenti presso il Ministero dell’Interno, nonché a fornire sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite dal fenomeno dell’immigrazione illegale.

In questo quadro giuridico si inserisce il D.L. 84/2018 che contiene disposizioni urgenti per la cessione a titolo gratuito di 12 unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell’Interno libici. L’articolo 2 dello stesso provvedimento ha autorizzato una cospicua spesa per la manutenzione delle suddette unità navali e per l’addestramento e la formazione del personale coinvolto. In seguito all’esame da parte della Commissione e alla discussione in Parlamento, il suddetto decreto è stato convertito in legge in data 06 agosto.
Nell’ambito della cooperazione politica, il governo italiano si impegna a favorire una soluzione alla crisi libica che permetta il superamento della sua instabilità politica. L’ambasciata italiana è attualmente l’unica missione diplomatica occidentale ufficialmente aperta nel paese. Inoltre, l’Italia sostiene il governo di accordo nazionale, tutte le istituzioni libiche di transizione e ricostruzione e il contrasto ai traffici di esseri umani.
Al contempo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano evidenzia la precaria situazione di sicurezza dello stato libico, in ragione degli scontri armati in varie aree del paese, della minaccia terroristica e del rischio rapimenti. Non vi è quindi garanzia di uno standard minimo di sicurezza che permetta di avere fiducia nella gestione libica.

Alla luce di tutti gli elementi analizzati, come si conciliano gli aiuti elargiti allo stato libico con il riconoscimento da parte dello stato italiano di un’instabilità politica che compromette la pace e la sicurezza del suddetto paese?

Valeria Buscemi

Fonti:
Camera dei Deputati – Documentazione Parlamentare – D.L. 84/2018: Cessione di unità navali alla Libia: https://temi.camera.it/leg18/dossier/OCD18-10715/d-l-84-2018-cessione-unita-navali-alla-libia.html
Farnesina – Viaggiare Sicuri – Libia: http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/libia.html?no_cache=1
Farnesina – Ambasciata italiana Tripoli – cooperazione politica: https://ambtripoli.esteri.it/ambasciata_tripoli/it/i_rapporti_bilaterali/cooperazione_politica
European Council on foreign relations – “A quick guide to Libya’s main players”:https://www.ecfr.eu/mena/mapping_libya_conflict#
UN Human Rights Office of the High Commissioner – “Press briefing note on Libya – escalating risks”:https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=23187&LangID=E
European Parliament – Briefing June2017: http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2017/603959/EPRS_BRI(2017)603959_EN.pdf
European Union External Action – “Speech by High Representative/Vice-President Federica Mogherini at the plenary session of the European Parliament on Libya”:https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/45450/speech-hrvp-mogherini-plenary-session-european-parliament-libya_en[:]

[:it]Memento – Una storia d’amore[:]

[:it]Siamo stati testimoni di una storia incredibile che merita di rimbalzare di bocca in bocca perché rappresenta un aspetto molto importante e poco conosciuto dell’immigrazione: “MEMENTO – Siamo nomi non numeri” è per noi la chiusura di una vicenda che si è aperta tempo fa, e che adesso ha trovato una conclusione.

Francis, migrante sopravvissuto ad un naufragio del 25 maggio 2017, e che ora vive in un centro d’accoglienza nel Nord Italia, dopo molti mesi di ricerche, è riuscito a mettersi in contatto con HRYO Human Rights Youth Organization che, giusto qualche mese fa, aveva organizzato insieme a Maghweb l’incontro “Anatomia di un naufragio”, raccontando un aspetto sconosciuto ai più: cosa ne è dei corpi di chi non ce l’ha fatta durante la traversata per raggiungere l’Europa?

La moglie di Francis è morta lungo il viaggio verso l’Italia, il suo corpo è stato recuperato insieme ai superstiti da un’imbarcazione a cui per giorni è stato negato l’attracco a causa del G7 in corso proprio in quei stessi giorni Taormina. Subito dopo lo sbarco Francis non ha mai saputo più nulla del corpo della moglie. Ha chiesto aiuto ad HRYO per uscire da quel limbo che accomuna migliaia di migranti: ritrovare le spoglie dei propri familiari, elaborare definitivamente il lutto, chiudere il cerchio.

Siamo riusciti a trovare la tomba con il numero corrispondente all’identità della moglie. Si tratta in genere di fosse anonime, disseminate in varie parti della Sicilia, senza croce perché si sconosce la religione degli annegati. Su quella tomba abbiamo fissato un nome: Mary.

Francis ha avuto il permesso di raggiungere in treno Palermo (un viaggio di 20 ore, da Nord a Sud) per partecipare ad un piccolo “rito” allo Stato Brado, venerdì 25 maggio scorso, al quale ha preso parte la comunità nigeriana che risiede a Palermo e l’Associazione Donne Di Benin City Palermo: “MEMENTO” è stato un abbraccio, una celebrazione, un incontro, una festa, per raccontare la storia di un numero che torna, finalmente, ad essere nome.

Quando avviene uno sbarco, subito, i vivi vengono separati dai morti e di quest’ultimi in genere non si hanno più notizie: non è prevista una procedura per il riconoscimento dei cadaveri perché nessuno può attestare la veridicità delle dichiarazioni fatte da un migrante. Pensiamo che il problema dell’oblio dell’identità dei morti in un naufragio dovrebbe diventare argomento di discussione. Pensiamo che sia importantissimo battersi contro la normalizzazione della tragedia a cui ci siamo davvero abituati.

Abbiamo raccontato a quanti più giornali e radio possibili questa storia, non per ricercare una facile visibilità, ma per provare a contrastare, anche se solo per un attimo, quel processo di normalizzazione che non ci fa rendere conto che la storia di Francis potrebbe essere la storia di ciascuno di noi;

Rassegna Stampa:

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[:it]Incontro pubblico sul mercato dell’usato dell’Albergheria-Ballarò. [:]

[:it]Giorno 13 Marzo la chiesa di San Saverio ha ospitato due momenti di riflessione sul mercato del Baratto dell’Albergheria. Gli incontri organizzati dal Comitato SOS Ballarò si sono svolti in due momenti diversi, un primo momento di creazione e condivisione di progettualità e un secondo momento pubblico dove è stata formulata una proposta all’amministrazione.

L’associazione HRYO ha preso parte ad entrambi gli incontri convinti dell’importanza di formalizzare lo storico mercato dell’usato di Ballarò, di forte impatto sociale ed economico, soprattutto per le fasce più deboli che si trovano in condizioni di povertà. Questi due incontri sono stati molto stimolanti e soprattutto ricchi di proposte e tanta voglia di fare.

Durante il primo incontro abbiamo conosciuto Ilda Curti, ex assessore al Comune di Torino che da anni si occupa di riqualificazione dello spazio pubblico. Ci ha raccontato il Balon, lo storico mercato degli stracci di Torino, che è stato formalizzato trovando uno spazio grigio tra il legale e l’illegale, che funge da importante ammortizzatore sociale per la città. Subito dopo si sono creati dei piccoli gruppi di lavoro che hanno ripercorso la storia del mercato e rintracciato alcune criticità.

Nel pomeriggio si è svolta l’assemblea pubblica con il Sindaco Orlando, alcuni assessori, i vigili urbani, i residenti, i venditori e le associazioni che operano sul territorio. L’assemblea è stata molto partecipata e sentiti i pareri di tutti si è deciso di continuare sulla via del Balon, iniziando a delimitare l’area destinata al mercato, coinvolgendo direttamente residenti e mercatari e comprendendo le modalità di assegnazione degli spazi. È previsto un ulteriore incontro per la prossima settimana.[:]

la H.R.Y.O. partecipa al progetto “ Towards a Nonviolente World” finanziato dal programma Erasmus+

Dal 17 al 26 Novembre 2016 la H.R.Y.O. ha partecipato al progetto “ Towards a Nonviolente World” finanziato dal programma Erasmus+

15134575_1143790262356484_4972807286837127517_nI conflitti sono parte della vita di tutti i giorni e in realtà potrebbero rappresentare un’opportunità per comprendere i propri limiti e le nostre potenzialità, una opportunità che conduce alla crescita. D’altra parte, se non debitamente riconosciuta e presa in considerazione, la violenza può degenerare, drenare le nostre energie, portando a scontri, e anche a radicalizzazione.

Più di 20 giovani provenienti da 11 Paesi europei hanno avuto modo di confrontarsi su tutti i temi legati alla Nonviolenza; Dai macro ai micro conflitti i partecipanti al corso hanno avuto modo di scambiare e conoscere nuove tipologie di intervento per la risoluzione dei conflitti, conoscere storie dirette di attivisti e pacifisti a livello globale.

Durante il progetto, giorno dopo giorno, è fortemente cresciuta la consapevolezza fra i protagonisti dell’evento che ancora oggi ha un forte senso e valore continuare a discutere i temi della Pace in quanto, seppur in un periodo storico in cui ci appaiono lontane le lotte nonviolente che hanno portato alla risoluzione di molti conflitti, tali conflitti continuano ad esistere.

Il tema del conflitto è stato centrale in molte sessioni di attività e si è anche ragionato prevalentemente sui sistemi di risoluzione dei micro conflitti, partendo da noi stessi, come motore di pace del contesto in cui viviamo.

Come Human Rights Youth Organization abbiamo anche avuto modo di condividere i risultati del piccolo movimento nonviolento che abbiamo costruito in questi ultimi anni conosciuto a molti come “MMH” Il festival delle culture – Meet me Halfway” che ha portato enormi risultati in zone ad alto degrado urbano con una forte densità mafiosa.

Come associazione abbiamo quindi deciso di continuare il nostro percorso di crescita internazionale a contatto con le diverse reti dei movimenti nonviolente.

Uniti possiamo fare una enorme differenza e questo progetto ha segnato l’inizio di future collaborazioni.

One World – HRYO ospiterà 36 giovani provenienti da sei paesi diversi

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In occasione di One World, HRYO ospiterà 36 giovani provenienti da sei paesi diversi.

Lo scambio avrà la durata di 7 giorni lavorativi, si terrà a Palermo e sarà aperto a tutti i giovani tra i 18 e i 25 anni che intendono rivedere la loro concezione di “diversità” e capire l’influenza che la società esercita su tale concezione.

One World includerà anche partecipanti con minori opportunità, che affrontano difficoltà sociali e/o differenze culturali ,in modo da promuovere il raggiungimento dell’obiettivo principale di questo progetto: il rispetto della diversità.

Durante i 7 giorni si svolgeranno delle attività atte a aumentare il livello di conoscenza delle diverse culture, a sviluppare nei partecipanti un senso di rispetto e apertura verso la diversità e il multiculturalismo.

Per rendere il soggiorno più piacevole e leggero, il progetto include delle attività come : giochi di ruolo, dibattiti, discussioni, analisi di video, fotografie e documenti vari.

I giochi serviranno ad estendere i limiti della propria immaginazione, a modificare i comportamenti abituali di ognuno dei partecipanti, e a scomporre e analizzare strutture sociali di potere e oppressione.

L’obiettivo ultimo di One World è quello di stimolare il pensiero critico tramite il confronto fra i giovani partecipanti per permettere loro di raggiungere un alto livello di competenza che influenzerà positivamente i loro approcci alla diversità.

La nostra speranza è che i benefici a lungo termine del progetto saranno visibili nei giovani che prenderanno parte nella realizzazione di una cultura sempre più pacifica.

Eng. Version.

One World

One World Project will see the hosting of 36 young people from 6 different countries.

The exchange will last 7 working days, it will be held in Palermo and it’ll be opened to people aged 18-25 who want to explore their perception of “diversity” and understand the influence that social media has on it.

One World will also include participants with fewer opportunities , such as peole who are facing social difficulties and/or cultural diffrencies, in order to achieve the main purpose of this project: the respect towards diversity.

During these 7 days, we’ll make some activities whose aim is to raise awareness of different cultures and to develop on the participants some sense of respect and openness towards diversity and multiculturalism.

To make the stay more pleasant and “easy”, the project includes various activities such as: roleplays, debates, discussions, analysis of videotapes, pictures and documents.

The games will be used to change the usual behaviours of each participant and to analyse social structures of power and oppression.

The purpose of One World is to stimulate critical thinking through the comparison between young participants and to allow them to achieve an high level of competence which will influence positively their approach to diversity.

We hope that the longterm benefits of this project will be seen in young people who’ll create a more pacific culture.

 

The cultures of Palermo- Human Rights and Migration

Palermo has a very moved history that everyone knows about: Phoenician times, Roman Empire, Arab Conquest, Normans… We all know this part. But what about today’s Palermo? Who lives with whom and what are the problems that this leads to?

In the Palermo of 2016, we find a Chinese quarter at via Lincoln and behind the train station, a lot of Bengali shops in via Marqueda and different African populations in Ballarò. Other minorities, such as Arabs of different origins, people from the Americas or European migrants do not have a fixed spot where all of them live, they live spread across the city and often adapt so much to the original society that they are hardly distinguishable from “traditional” Sicilians.

Different groups came at different times because of different reasons, the Sri Lankan community for example came to Italy since the 1970s and mainly during the 1980s after a civil war broke out in Sri Lanka. The Tamil community (one of the populations of Sri Lanka) consists of more than 8000 people and is therefore the largest in entire Italy, you find their shops mainly in via Marqueda where the sell incense, clothing, traditional food and more, the Hindu communities also organise some festivities such as the Holi festival together, and of course, you can join. The African community is made up from people from different, mainly East African, countries. They live together in the centre of the city, mainly in Ballarò and speak there tribal languages and English or French, they own shops where you can let your hair be braided, buy and eat different African foods and buy traditional or not so traditional clothing. The members of the African community are fleeing civil war, revolution or poverty in their native countries and had to cross the desert to Libya to be illegally smuggled across the Mediterranean until their arrival in Italy. The African community in its entirety is relatively new and many of its members are fresh residents of Palermo, this community is steadily growing and its number is hard to estimate, as people come and leave and are often not properly registered. The Arab communities are divided by nationalities, they arrive in large numbers mainly from Syria, Ethiopia and Egypt, but there is also a Tunisian community in Palermo, which is a bit older and whose members often blend in with the Sicilian population. Syrians and Ethiopians are leaving their home countries in masses to flee war, dictatorship, religious fundamentalism, poverty and prosecution. Migrants from inside the European Union do defintitly exist, but the numbers are hard to estimate, as EU-citizens do not need visa or working permission to live in Palermo, it is also easier for them to come and to go.

Since the beginning of the so-called “migrant crises”, the percentage of foreign residents in Palermo increased from 5% to 25%and a city that did not know Black or Asian people is now a mosaic of ethnicities and religions.

The mayor of Palermo, Leoluca Orlando is determined to keep the mixed image of the city and supports migration and multi-ethnicity. In the “International Human Mobility Charter of Palermo” of the year 2015, he defines the right to migration as a basic human right and states that we should leave the thought, that migrants worsen the current situation, behind. Old ideas about emergency solutions without long-term consideration of the fact that people are moving because they have to, not because they want to should be left behind. We should work on a long-term solution regarding migration and how we can live together peacefully. He proposed the abolishment of the residence permit, which, according to him, only dehumanises migrants and makes people dependant on a bureaucratic process which can throw them back immensely in their process of integration.

Minors and victims of illegal trade should be given the right to be given asylum without requirement of passports or other documents and guardianship should be guaranteed fast.

Migration is considered a human right and the status of different types of migrants are defined in many different conventions and treaties, and yet, exactly these rights are often violated. States should be obliged to respect, protect and fulfil human rights, this means, state authorities are not allowed to torture or capture migrants of any kind, a state should protect migrants’ human rights by not allowing discrimination to happen, this means, that states should pay attention that migrants have the same access to work, living and other fundamental rights and investigate if human rights abuses are reported. Fulfilling human rights means that states should take positive measures to implement human rights, these measures can include consulting migrants about their needs and developing projects together and many more.

In Article 13 of the International Declaration on Human rights, it is stated that “everyone has the right to leave any country, including his own, and to return to his country“, so the right to leave is guaranteed, but unfortunately, the right to enter another country is more limited and every state can decide independently on how to deal with immigrants of different kinds.

Even though the right to migration is not guaranteed, the right to seek asylum is (Article 14 of Universal Declaration on Human rights). Everyone has the right to seek for protection in another state and states are even obliged to help and protect refugees, as they are not voluntarily finding the decision to migrate.

If you are part of a different culture or are interested in cultures, you are very much invited to our festival: “Meet me Halfway” which will take place from 23rd to 25th of september.

 

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Lancio della Vª edizione del Festival delle Culture

L’accessibilità e l’abbattimento degli ostacoli come mezzi per stimolare il dialogo interculturale

ANTEPRIMA-ARTICOLO

Ritorna il “Festival delle Culture – Meet Me Halfway – La Cultura Chiama il Dialogo“, quest’anno alla quinta edizione, che avrà come tema principale “l’accessibilità”.
Il Festival, promosso e organizzato dalla H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, associazione attiva territorialmente e sul piano internazionale dal 2009, si svolgerà dal 23 al 25 settembre nel quartiere Zen 2, riconfermando l’obiettivo di riqualificare alcune aree degradate della città di Palermo e per continuare il lavoro iniziato l’anno scorso nel quartiere.
Il Festival ha come principale fine quello di creare un momento d’incontro tra i popoli e le varie etnie che vivono a Palermo, dunque di essere un evento di condivisione culturale. Per questo motivo vedrà la realizzazione di una lunga serie d’iniziative che porteranno i partecipanti ad essere protagonisti della nuova edizione. Durante il festival sarà consegnato il premio Rosa Parks, assegnato alle donne che rappresentano un esempio da seguire nell’ambito della Tutela dei Diritti Umani, della Lotta nonviolenta e all’esclusione sociale ed emarginazione. Allo stesso tempo sarà anche lanciato il nuovo logo del Festival prodotto dall’Associazione Maghweb.
L’associazione promotrice H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization ha indetto nel mese di aprile una call for volunteers: giovani, pensionati, disoccupati, migranti, casalinghe e lavoratori potranno candidarsi per dare una mano alla realizzazione del festival così come tutte le realtà associative che stanno, sin da adesso, cominciando a dare la loro adesione.
Insieme all’associazione H.R.Y.O. anche quest’anno, le organizzazioni coinvolte sono Laboratorio Zen insieme, l’Arci Palermo e l’Associazione Maghweb che parteciperanno all’organizzazione e alla promozione del festival dimostrando come la cooperazione fra realtà differenti può creare sinergie senza eguali.

Lo staff dell’H.R.Y.O. sta già lavorando per le varie iniziative che avranno luogo durante il festival e il presidente Marco Farina ha dichiarato che «I membri dell’associazione, in seguito ai successi delle precedenti edizioni, sono impegnati ad organizzare attività e a coinvolgere quante più realtà locali per stimolare la partecipazione di un bacino di utenza molto ampio così da garantire una maggiore “accessibilità” al festival e un maggiore impatto sul territorio.»

La presidentessa del Laboratorio Zen Insieme, associazione che ha supportato la realizzazione delle precedenti edizioni, Mariangela Di Gangi ha espresso l’importanza di «dare continuità al lavoro iniziato con l’edizione scorsa e siamo molto contenti di poter ospitare anche quella del 2016. Per questa ragione Zen Insieme, quotidianamente presente sul territorio, non ha mai smesso di prendersi cura dello spazio bonificato lo scorso anno e tiene aperto un fitto dialogo con l’amministrazione comunale, affinché l’obiettivo di riqualificare e restituire uno spazio collettivo al quartiere venga raggiunto il prima possibile. »

L’H.R.Y.O. invita inoltre altre realtà associative ad aderire al Festival contattando tramite mail l’organizzazione, che poi invierà il modulo di adesione a tutte le associazioni interessate.

Per maggiori informazioni consultare:

 

Sito Web: http://www.hryo.org/

Mail: info@hryo.eu

Pagina Facebook: HRYO Human Rights Youth Organization

Marco Farina, Presidente H.R.Y.O: +39 3485644084 – +39 091 322830

Sede: Via Mario Puglia n. 21

Avviato un centro raccolta a sostegno dei migranti a Palermo

13260061_1197797246919726_3589450280222524194_nLa HRYO Human Rights Youth Organization ha deciso di avviare un punto di raccolta di indumenti, giocattoli e generi di prima necessità a favore dei migranti, minori e non, che giungono al porto di Palermo.

E’ possibile per chiunque poter consegnare gli indumenti presso la sede H.R.Y.O. di Moltivolti in Via M. Puglia 21 dal Lunedì al Venerdì.

Il punto di raccolta d’indumenti dell’ H.R.Y.O è una realtà nuova per l’associazione che comincia ad affacciarsi in attività di prima accoglienza di migranti. Essendo presente in una città che negli ultimi anni è stata meta di numerosi sbarchi, l’associazione ha da sempre lavorato per stringere rapporti con centri di accoglienza e comunità al fine di proporre attività per l’inserimento sociale dei migranti attraverso progetti sul territorio.

I migranti sono stati coinvolti in scambi giovanili e altre attività, e alcuni di loro hanno collaborato come volontari in eventi promossi dall’organizzazione come il festival delle culture Meet Me Halfway e l’anniversario della Dichiarazione dei diritti umani.

Il nuovo passo che l’associazione vuole fare è quello di rafforzare il punto di raccolta di abiti usati, già presente grazie alla collaborazione di volontari, da donare alle diverse comunità e centri di accoglienza presenti sul territorio.

L’obiettivo nel medio periodo è di rafforzare un punto di raccolta ma allo stesso tempo creare degli eventi straordinari per la raccolta di indumenti da destinare a chi ne ha più bisogno.

 

Lanciata la campagna contro il turismo sessuale.

“STOP TURISMO SESSUALE

AMIAMO I BAMBINI, AMIAMOLI TUTTI”

Messaggio di Civiltà

 

 

13390998_993258164102962_846998503_nUn nuovo impegno umanitario internazionale è partito il 7 Giugno dalla città di Palermo.

Si tratta di un “Messaggio di Civiltà” contro il turismo sessuale nei confronti dei minori.

Ad accogliere l’iniziativa lanciata da Giorgia Butera Presidente Mete Onlus insieme a Sara Baresi Presidente Protea, Associazione per la Tutela dei Diritti dell’Uomo, Italia e Consulente Mete per i Paesi del Maghreb e l’Avvocato Tiziana Barrella,Responsabile Scientifico, Osservatorio Giuridico Italiano , è stato l’Aeroporto di Palermo “Falcone e Borsellino”, dove sono stati esposti dei manifesti.

La H.R.Y.O. ha sottoscritto il manifesto e sostiene la campagna sin dal suo nascere.

Il Testimonial del “Messaggio di Civiltà” è il Professore Alessandro Meluzzi, il quale afferma: “I bambini sono sacri. Chi li usa stupra il futuro dell’umano, e del mondo”.

Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo sessuale. Il turismo sessuale nei confronti dei bambini e delle bambine è pedofilia tollerata. Continuare a leggere e diffondere dati allarmanti, ed allo stesso tempo negare azioni concrete ed interventi mirati da parte di quelle realtà che hanno il dovere di occuparsene, provoca sentimenti di profonda indignazione. La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva.

 

I Bambini hanno il Diritto di crescere in modo sano e naturale in qualunque parte del Mondo, essi si trovino.

Bisogna sviluppare modalità di analisi, valutazioni e confronto per ciò che concerne l’agire in relazione alla cultura del rispetto, della dignità umana e del diritto alla crescita naturale dei bambini, tutelandone la vita ed il sano cammino.

 

Partendo dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 Novembre 1989, andando a consolidare il rapporto educazione/istruzione.

 

La Convenzione è composta da 54 articoli e da tre Protocolli Opzionali (sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale, sulla procedura per i reclami).

L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 Maggio 1991.

 

Giorgia Butera dichiara : “Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto ad essere amati. Non possiamo accettare che al mondo (tanti tantissimi) vengano abusati, violentati e sfruttati perché figli della povertà economica e sociale. Da oggi, inizia un nuovo ed importante impegno umanitario internazionale. Ringraziamo la Società Gesap per aver accolto il nostro invito ad esporre il manifesto. Abbiamo ricevuto gli auguri di buon lavoro da parte del Presidente Enac, Vito Riggio, con l’apertura al coinvolgimento di tutti gli aeroporti italiani acciocchè possano esporre il manifesto”.

L’Avvocato Tiziana Barrella (Responsabile Scientifico, Osservatorio Giuridico Italiano) ha manifestato quelli che saranno i primi step della progettualità, sia in ambito nazionale sia internazionale. L’azione sarà svolta sia in termini legislativi-proceduali, sanitari e di educazione; all’interno della progettualià è già stato inserita l’applicazione “Doctor Chat”.

del Dottor Francesco Cupido.

 

L’autore del manifesto è Salvo Sorci.

Salvo Sorci, laureato e specializzato in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo indirizzo Decorazione e Arti Applicate alla Tecnologia all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Artista Contemporaneo con lavori esposti in tutta Europa agisce come Grafico Creativo, allestimento, organizzazione, responsabile dell’immagine & direzione artistica con associazioni culturali “Compagnia delle Arti” ,”Antilia” & “METE Onlus” ed eventi promossi tramite il Comune di Palermo.

 

 

 

 

H.R.Y.O. per un messaggio di civiltà STOP TURISMO SESSUALE.

Logo Definitivo

MESSAGGIO DI CIVILTÀ

STOP TURISMO SESSUALE

Invito Conferenza Stampa, 7 Giugno 2016, ore 10,00

Palazzo delle Aquile – Palermo

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization sottoscrive il manifesto promosso dall’associazione M.E.T.E.

 

 

Giorno 7 Giugno 2016 alle ore 10,00 a Palazzo delle Aquile avverrà la conferenza stampa di presentazione della azione umanitaria internazionale incentrata sul turismo sessuale nei confronti dei minori.

Si tratta di un messaggio di civiltà rivolto a tutta la comunità internazionale.

La H.R.Y.O. associazione nata nel 2009, fra le realtà maggiormente rappresentative del panorama europeo ed internazionale nata a Palermo, aderisce spiega il presidente Marco Farina “ La nostra associazione in questi anni ha realizzato più di 3000 mobilità di giovani coinvolti in diversi progetti a difesa dei diritti umani e non solo, questo manifesto nasce dall’idea che il viaggio stesso debba diventare uno strumento di promozione e tutela dei diritti, in particolar modo nella difesa dei minori. Attorno al turismo sessuale abbiamo non solo un aspetto individuale legato alla pedofilia, ma una più ampia struttura organizzativa stante i forti interessi economici in gioco. Il nostro diritto in questo senso ha fatto molti passi avanti, ma un sistema internazionale strutturato negli anni si necessità di tanti interventi crossettoriali”

Il manifesto è firmato da Mete Onlus , Protea Human Rights e l’Osservatorio Giuridico Italiano in collaborazione con HRYO, Antigone Sicilia, Antilia, Rainbowweb ed AGIUS.

Il Testimonial del “Messaggio di Civiltà” è il Professore Alessandro Meluzzi.

Saranno presenti in conferenza, tra gli altri: il Professore Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), il Senatore Fabio Giambrone (Presidente Gesap), il Dottore Giuseppe Mistretta (Amministratore Delegato Gesap), la Dottoressa Cleo Li Calzi ( Consigliere Amministrazione Gesap), Rita Vinci (Consigliere Comunale) ed i Presidenti delle realtà che hanno firmato il manifesto.

Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo sessuale. Il turismo Logo Definitivosessuale nei confronti dei bambini e delle bambine è pedofilia tollerata. Continuare a leggere e diffondere dati allarmanti, ed allo stesso tempo negare azioni concrete ed interventi mirati da parte di quelle realtà che hanno il dovere di occuparsene, provoca sentimenti di profonda indignazione. La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva.

 

In conferenza sarà presentata l’azione umanitaria nella sua attuazione.

Spiega, Giorgia Butera: “Sin dall’inizio, l’Associazione Mete ha focalizzato la propria attenzione, il proprio interesse ed il proprio impegno umanitario internazionale nei confronti della schiavitù sessuale, quale matrice comune di chi è vittima di matrimoni forzati, spose bambine, ragazze alle quali viene negata l’istruzione, donne utilizzate come merce di scambio, donne vittime della tratta.

E così, seguendo il nostro naturale percorso abbiamo deciso di porre i riflettori sul turismo sessuale riguardante i bambini, ricordando che gli italiani sono i primi al mondo a partire per commettere l’orribile crimine. Quando parliamo di questa tragedia ci riferiamo a uomini (ed in qualche caso, anche donne) che comprano ed abusano oltre che dell’umano, della povertà economica e sociale”.

Il Professor Alessandro Meluzzi, Testimonial del “Messaggio di Civiltà”, afferma: “I bambini sono sacri. Chi li usa stupra il futuro dell’umano, e del mondo”.

Cleo Li Calzi (Consigliere Amministrazione Gesap): “L’aeroporto luogo simbolo del turismo ha raccolto l’invito di Mete e di Giorgia Butera in questa importante azione di costruzione di una coscienza collettiva. La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva, a ritenere tollerabile ciò che è disumano. Dall’aeroporto che porta il nome di Falcone e Borsellino parte oggi questo importantissimo <viaggio> del messaggio di civiltà promosso da METE, e parte l’impegno solidale a sostenere l’iniziativa”.

 

L’appuntamento è per giorno 7 Giugno 2016, ore 10,00 a Palazzo delle Aquile (Palermo).

L’ingresso è libero