Here we are: Emma, Inès, Susana!

Welcome! We are the new H.Y.R.O. volunteers working for the project “Alter 2.0.”, and we will be staying in Palermo for six months. Our backgrounds are pretty different; we have Inès from Orléans, France. She is 23 years old and studied Linguistics in Spanish and English. The next volunteer is Susanna from Lisbon, Portugal; she is 22 years old and she has a degree in Political Sciences. And last but not least, we have Emma from Barcelona, Spain. She is 18 years old and next year she will study Biomedicine in the UK.

As volunteers, we have the opportunity to fill our schedule in whatever way we find most interesting and beneficial to us. Since Naka was still in the first steps of creation, it was in everyone’s interest to follow the initial process. View and participate in decisions as primary as logos, the creation of posters or even the look of the official site. We wanted to help the most at the starting of this organization, which fights for human rights as much as we do and against what we reject, such as discrimination.

Although the being is a slow process and still without results, we find that the observation of the initial problems such as bureaucracy, the lack of knowledge about the organization by the community and the creation of a network are the transversal aspects to all organizations that undoubtedly are interesting to see how they will be surpassed.

Another activity we do is working in Terra Franca. This project is an initiative created by the H.R.Y.O. to transform an old land confiscated by the municipality of Palermo from the Mafia; the territory is located outdoors the city of Palermo and the organization began to take action and perform different activities since January 2019.

The aim of the project itself is to transform this “no man land” into a multi-functional space that all the community/neighborhood can enjoy and take profit of it. Our task as volunteers now is to clean the space from all the natural vegetation and rubbish that has been accumulated by years of inactivity and carelessness. Moreover, to accomplish this purpose, we meet all the three of us every Friday to work a full day in Terra Franca.

Finally, another organization that we have contributed to is 5Atuttotondo, which is a center for adults with autism. The organization works with the enhancement of activities related to creativity and development of their personality.

They help people with autism to learn how to do activities and routines that come from everyday life, such as cutting vegetables, cleaning dishes and basic elements important to surviving alone in our beautiful world.

With the help of the monitor’s, we try to participate as much as possible in these activities. We really love going there because it is something new. Even though we have had previous contact with autistic people, it is very interesting to see how we can work with them and create connections by playing music and doing art workshops.

Emma Navarro Lanckmans

Inès Mellal

Susana Rodrigues[:en]

Dialogo e nuovi impulsi a Terra Franca. Edizione #MMH2019

L’edizione del Meet Me Halfway 2019 ha assunto una particolare rilevanza poiché è stata ospitata all’interno di Terra Franca, bene confiscato alla mafia ed affidato ad HRYO da qualche mese.
Il Meet Me Halfway, promuovendo il dialogo interculturale e dando voce agli attori della società civile che lavorano per l’inclusione sociale, supporta la presa di coscienza di alcune problematiche strettamente legate al territorio ed incoraggia la partecipazione attiva.

Questo festival rappresenta una buona pratica all’interno del progetto “Amplify – Amplifying voices for social inclusion” che coinvolge Polonia, Malta, Svezia e Italia nel potenziamento di metodi per promuovere l’inclusione sociale. L’obiettivo che ci si è posti quest’anno è quello di iniziare un nuovo percorso per la nascita di un processo comunitario, partendo dal basso e coinvolgendo chiunque avesse voglia di apportare un contributo, un’idea ed impegno per un cambiamento.

Grazie alla collaborazione di partner locali, volontari europei e gruppi scout abbiamo sviluppato un dialogo che arricchisce il cammino verso la realizzazione di uno spazio di condivisione e promozione culturale per la comunità. Immaginare il futuro di Terra Franca rappresenta una sfida per noi e per l’intero quartiere di Cruillas, in cui vogliamo stimolare il senso di comunità, promuovere l’inclusione sociale, attivare iniziative culturali e
generare un’attitudine positiva alla legalità e ai processi partecipativi.

La giornata di venerdì ha visto susseguirsi momenti di riflessione ed elaborazione di idee ambiziose per la realizzazione di miglioramenti estetici, progettazione di spazi destinati alla comunità e piani imprenditoriali per finanziare nuovi disegni per la futura sostenibilità di Terra Franca. I partecipanti hanno lavorato in diversi gruppi al fine di ideare progetti realizzabili in diverse fasi temporali, dal futuro più prossimo fino a dieci anni.

Le idee sono state condivise in un momento di restituzione finale e hanno fatto emergere la volontà di attivare percorsi virtuosi che possano giovare di una condivisione e partecipazione sempre più estesa. Speriamo che questo incontro sia soltanto l’inizio di un cammino condiviso che ci possa proiettare all’anno prossimo con tanti cambiamenti, tante idee realizzate e tanti progetti ancora da realizzare.
Al prossimo Meet Me Halfway!

[:it]Training Course “Active Youth Work in Progress”[:]

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10-17 Novembre a Celje, Slovenia

Active Youth Work in Progress – Youth Workers Mobility

Oggi i giovani stanno diventando sempre più esigenti e critici riguardo gli strumenti e i metodi utilizzati dagli operatori giovanili: chiedono l’utilizzo di strumenti e metodi più interattivi e proattivi e allo stesso tempo mantengono l’attenzione sui contenuti più tradizionali come l’inclusione sociale, l’uguaglianza, la comunicazione interculturale e l’abolizione degli stereotipi.

Uno degli obiettivi cardine del progetto riguarda la consapevolezza delle organizzazioni partecipanti in merito all’importanza che l’operatore giovanile riveste nell’influenzare lo sviluppo della gioventù.

I partecipanti alla formazione acquisiranno nuove conoscenze nel campo dell’inclusione sociale, della comunicazione interculturale, degli stereotipi, dell’uguaglianza, e allo stesso tempo conosceranno nuovi metodi e strumenti soprattutto nell’inclusione delle tecnologie ICT nelle attività. Impareranno i metodi per riconoscere i bisogni dei giovani, quali attività devono svolgere con l’intenzione di sviluppare i bisogni identificati, riconosceranno i metodi e gli approcci più appropriati per determinati gruppi target di giovani.

La formazione produrrà un manuale elettronico per operatori giovanili in lingua inglese che includerà una breve descrizione teorica e l’aspetto pratico delle attività concrete svolte durante la formazione.

Gli operatori giovanili svilupperanno specifiche abilità chiave per lo sviluppo delle competenze:

– competenza per l’auto-riflessione e la valutazione del proprio lavoro;

– capacità di apprendere possibili connessioni tra attività e competenze;

– capacità di identificare i bisogni dei giovani e allo stesso tempo riconoscere le attività che incoraggiano lo sviluppo di bisogni identificati;

– capacità di pianificazione, realizzazione e valutazione di seminari in materia di inclusione sociale in campo, comunicazione interculturale, stereotipi, ecc .;

– capacità di comunicazione efficiente con gruppi e individui nel processo di lavoro con i giovani;

– capacità di riconoscere le differenze tra le diverse esigenze dei gruppi di giovani e di adattare le attività allo specifico gruppo target di giovani;

– capacità di creazione dell’atmosfera, che stimola e motiva l’apprendimento non formale;

Stiamo cercando due partecipanti per il training course “Active Youth Work in Progress” che si terrà a Celje, Slovenia dal 10 al 17 novembre. Se sei un educatore o un lavoratore giovanile e ti andrebbe di approfondire questi temi questa è l’occasione giusta per te.

Costi:

tesseramento ad H.R.Y.O. 25 euro;

vitto e alloggio coperti dall’organizzazione ospitante;

costi di viaggio rimborsati fino ad un massimo di 275 euro.

 

Invia il tuo CV e la lettera motivazionale a melania.ferrara@hryo.eu entro il 20 settembre.

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[:en]If you believe in something, it will happen![:]

[:en]Since 14th of May I started my mobility, within the Erasmus + program, in Salamanca (Spain) where I spent two months, it was in fact until July.

There, I have been working as assistant project of several European project such as uCivic and Siep, but the principal one was the project called “IRETI -Empowering Women and Strengthening Socioeconomic integration”. The name of the project IRETI means hope and it comes from the Yoruba language, spoken by the majority in Nigeria. This name was decided in function of the fact that the first aim of the project in itself is to give hope to the women victims of Trafficking in persons. Those people are most of the times young women especially from Nigeria; but it is consistent also the presence of women from Romania, East Europe and Asia. The second aim but not less important is to support them by fostering processes of ties. Nevertheless, the project includes also activities that will allow partner organizations to exchange experience, methods and good practices.

These two months have been intensive and full of commitments, but really satisfactory. My main duty concerned this project was to collect data from every partners Romania, Spain, Italy and England and organize them in a systematic way for the creation of an online platform. In particular, I was in charge to collect information regarding the partners involved in concrete in the project, the actions put in place and the ones to obtain more visibility, but also data concerning the local hot spot/ hot line who can be considered a help in fighting this huge and global phenomenon. All of this work has been done in order to create a platform that will be used to provide services and opportunities to the woman victims of Human Trafficking, who needs help to get out from the exploitation. The idea is to create something concreate to decrease the average of exploited people at the European level, and it is for this reason that all the country partners make their efforts in accomplish the result. There is a strong awareness that only through the cooperation and the collaboration worldwide is possible to combat this enormous crisis humanitarian that is affecting the whole Europe.

During these months, I had the chance to meet entities and associations at the national and regional level who are present in the city. They have been selected as stakeholders who work on the social field for the rights’ protection of vulnerable people. One of those, that have particularly catch my attention, was CASA ESCUELA SANTIAGO UNO. That is a wonderful reality that allow teenagers to start learning something that can be their future work, for example hairdresser or builder, but in the same time they have the possibility to live there. It is not a school how we can intend it normally, and it is not just a home. I had the impression that we easily could define that as school of life. Another beautiful thing inside of this institution is the fact that girls and boys have the possibility to take part to the several activities provided by volunteers or educators. Just to name, one is how to perform juggling and magic show.

Other associations with who I had contact has been ARPRAM. That is a national association with several different locations in all the Spain. Their work is closer to the main aim of the project; in fact, they work directly with the women that wee force to work as prostitutes during the night. Another really interesting experience was the meeting that I had with the responsible of the EUROPE DIRECT OFFICE, where I have been. There, the confront among us was really stimulating and full of input of reflections on the challenges facing Europe and on its future.

 

Another important part of my staying in Salamanca and working in BB&R was the possibility I had, to know new people and learn new things. In this sense, I had some Spanish lessons with a great and patient teacher M. Elisa, with her I spent most of my working time out of the office and I found a person with many interests and many histories to tell. M. Eliza as fundamental part of the project and of my staying in Salamanca supported me in all the visit to the entities, but also in making me discovering the city and in pushing me in improving my language skills.

In Addition to that, I took part of two courses regarding the IT System. To be more precise I have attended the first course with Daniel Gonzalo about the use and the ability to exploit the social media at the maximum, and then obtain the maximum share of visualization and sharing. He has revealed me some tricks that I would not have known otherwise. The second course was, instead, about the creation of webpages with Roberto. Also the latter has been interesting, for me, above all because it is something really far from what I have studied and secondly because it is nowadays so important to have IT abilities that I cannot reject the opportunity to learn something new. At this propose, during all the months I have discovered software and programs (Powtoon, Joomla) that I can easily use to work in other circumstances and as important as the first I have improved my use of programs such as Excel, PowerPoint, Internet, social media and so on.

 

To conclude this brief summary of my experience here, I would like to thank everyone who crossed my path, who taught me something new, and all the people that made this experience so productive and nice. At the same time, I would like to say that it was one of the most beautiful and interesting experience made until now, for this reason I would love to have the possibility to still stay here and work with You.

 

 

Ornella Guarino[:]

[:it]Ultima tappa del progetto Ucivic: lancio del Toolkit in Paraguay[:]

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Qualche settimana fa siamo rientrati dal Paraguay dove si è svolto l’ultimo meeting del progetto Ucivic.

Durante la nostra permanenza siamo stati coinvolti in diversi eventi finalizzati alla diffusione dei risultati ottenuti durante la realizzazione del progetto e alla presentazione del Toolkit, un insieme di strumenti che permettono lo sviluppo di competenze civiche tra i giovani.

Il primo incontro si è svolto presso la sede di Cepag ad Asunción dove si è parlato del progetto Ucivic, di tutto il percorso fatto dai quattro partner, alla presenza di operatori giovanili e membri di diverse organizzazioni attive sul territorio. In questa occasione è stato illustrato il toolkit in tutti i suoi elementi ed analizzato sulla base dell’esperienza fatta nei quattro paesi, apportando la testimonianza delle diverse realtà locali. Successivamente, si è aperto un dialogo con gli intervenuti, che hanno apportato nuovi elementi all’applicabilità del Toolkit. L’intero incontro è stato trasmesso alla radio dell’organizzaione Fé y Alegría.

Il giorno seguente abbiamo ufficialmente lanciato il Toolkit 3.0 di Ucivic presso il Salon Cachique Arapysandu a San Ignacio Guazú. L’evento si è svolto alla presenza di molti giovani studenti, dirigenti scolastici e operatori giovanili. Alla fine della presentazione sono stati creati due tavoli di discussione rispettivamente con giovani e con professori e operatori, per dar modo ai partecipanti di confrontarsi sull’applicabilità del toolkit stesso. Questa è stata una buona occasione per entrare in contatto con la realtà locale e comprendere meglio le esigenze dei giovani paraguaiani e accogliere altre riflessioni rispetto all’utilizzo degli strumenti funzionali all’incremento della partecipazione attiva dei giovani alla vita politica.

In definitiva, i risultati raggiunti dal progetto Ucivic sono stati accolti con entusiasmo dalle realtà di Uruguay, Paraguay, Spagna e Italia. Il lavoro dei partner è stato affiatato e il Toolkit nel suo complesso ha superato le aspettative originarie, riflettendo la passione, la condivisione, i compromessi e l’impegno di tutti coloro che hanno lavorato alla sua creazione.

La sinergia creatasi in questo lungo percorso insieme ha dato vita a nuove idee per possibili futuri follow up.

Per maggiori informazioni sul progetto Ucivic e sul Toolkit visita il sito: https://ucivic.eu/

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[:it]Ha inizio il progetto “Festival della Paranza”[:]

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Abbiamo appena dato il via al progetto “Festival della Paranza” co-finanziato dal Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea!

Il progetto  nasce dalla necessità di favorire dei processi di interazione e inclusione dei ragazzi del centro storico di Palermo, favorendo processi di comunità.

Nello specifico il progetto prevede il coinvolgimento di ragazzi e bambini (8-18 anni) in due laboratori molto colorati e creativi, che culmineranno in un festival finale tutto per loro.

Promotori del progetto sono un gruppo di volontari di H.R.Y.O. che vivono e lavorano all’interno del centro storico di Palermo, che seppur negli ultimi anni sia stato oggetto di massicce opere di ristrutturazione e riqualificazione, vede ancora larghe fasce della sua popolazione vivere in condizioni di instabilità economica e limitate possibilità di mobilità sociale.

Le condizioni economiche precarie ed una esclusione sociale sistemica,  influiscono anche all’interno dello stesso centro storico attraverso una forma di emarginazione e isolamento dal resto della città e dal resto degli abitanti dello stesso centro storico. Non è inusuale infatti riferirsi al proprio quartiere come se fosse una città a parte, soprattutto tra i giovanissimi.

Questi sono i motivi che hanno motivato i volontari a creare un momento di comunità tra i quartieri per unirli attraverso l’arte, il teatro, la fotografia e lo spettacolo.

Attraverso i due laboratori e  soprattutto il festival conclusivo, che si svolgerà al di fuori dei due quartieri,  vogliamo favorire la creazione di processi di interazione all’interno dei quartieri Magione e Capo e l’apertura al resto della città.

I laboratori si svolgeranno nei mesi di Giugno e Luglio per permettere la partecipazione dei ragazzi senza compromettere le loro attività didattiche e culminerà in una giornata di festa tutta dedicata a loro!

Non perderti gli aggiornamenti relativi al Festival della Paranza e facci sapere se ti va di essere coinvolto nelle attività!

Stay Tuned!

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[:it]HRYO approda in Uruguay per il progetto “U-Civic”[:]

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Nel mese di novembre parte dello staff di HRYO si è recato in Uruguay per implementare il progetto “U-Civic”. I membri di Gurises Unidos, l’organizzazione ospitante, ci hanno presentato la loro realtà associativa, l’azione promossa all’interno del territorio e le distinte sedi in cui operano, facendoci incontrare alcuni dei giovani con cui si interfacciano quotidianamente.

In questa occasione i partner Gurises Unidos, CEPAG, BB&R e HRYO si sono incontrati per confrontarsi su alcuni aspetti legati all’elaborazione e alla promozione di un toolkit che possa essere utilizzato per promuovere l’educazione civica tra i giovani di Uruguay, Paraguay, Spagna e Italia.

Durante la settimana di lavoro ci siamo dedicati a distinti aspetti del progetto tra cui l’implementazione di strumenti efficaci alla promozione della cittadinanza attiva e all’incremento dell’interesse dei giovani nella politica. La nostra analisi si è basata su una preliminare somministrazione di due tipologie di questionari rispettivamente ad operatori che lavorano con i giovani e ai giovani stessi.

In base alla metodologia utilizzata in questo progetto, abbiamo ritenuto che l’indagine sulle conoscenze e competenze politiche tra le nuove generazioni fosse centrale nella ricerca di dispositivi che possano permettere ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e del proprio ruolo di cittadini all’interno della società in cui vivono. 

Ogni partner ha illustrato le risposte ricevute ai suddetti questionari e ha espresso delle conclusioni generali in merito alla condizione risultante dalle interviste. La condivisione dei risultati ha dato luogo a un momento di riflessione sulle problematiche comuni a tutti i paesi, gli aspetti critici dell’attuale conoscenza e percezione della politica da parte delle nuove generazioni e sui suggerimenti ricevuti da tutti coloro che sono stati intervistati.

Il presupposto da cui parte l’analisi comparata è la differenza nella percezione del fenomeno politico, la diversa concezione delle competenze civiche e delle soft skills ritenute fondamentali per l’educazione alla cittadinanza e i diversi strumenti di cui abbiano consapevolezza i giovani e a cui sappiano di poter accedere.

In generale, è stato riscontrato un atteggiamento di scetticismo nei confronti delle istituzioni politiche, con varie accezioni nei diversi Stati. Le realtà politiche presenti nei paesi partner del progetto sono molto variegate ed egualmente diversificate sono le considerazioni espresse in merito ai contenuti e alle caratteristiche dell’educazione civica.

Sono emerse alcune criticità, tra cui ad esempio l’aspetto linguistico in Paraguay, in cui il guaranì è la lingua più diffusa tra la popolazione rurale, che rendono più complessa la comprensione del fenomeno e l’ideazione di determinati strumenti che possano agire in maniera efficace sull’attivazione dei giovani in tutto il territorio nazionale.

Molti degli intervistati hanno considerato la scuola, in quanto luogo di sviluppo dell’individuo ed ente responsabile dell’educazione e della formazione, uno spazio fondamentale per migliorare la conoscenza e la capacità critica dei giovani. Allo stesso tempo, molti riconoscono l’importanza di promuovere le competenze civiche anche in contesti informali, attraverso attività al di fuori delle istituzioni scolastiche, per innescare riflessioni, accrescere la percezione della tangibilità delle azioni di ogni individuo nella società e promuovere quindi la partecipazione attiva dei ragazzi.

In una fase successiva ci si è soffermati su quali caratteristiche possa avere uno strumento quale app o sito web, al fine di risultare più appetibile agli utenti. Il presupposto di questa analisi è stato identificato nell’individuazione dei bisogni dei giovani e nella selezione di strumenti già esistenti che vengano preferiti ad altri e possano coinvolgere maggiormente il target.

Una sessione di lavoro è stata dedicata alla valutazione dei suggerimenti dati dagli intervistati e all’elaborazione delle loro possibili applicazioni nei diversi Stati coinvolti.

Nel confronto tra le diverse prospettive delle organizzazioni è stato assunto un atteggiamento ottimista che ha portato alla generazione di nuove idee da implementare nelle fasi successive del progetto “U-Civic”.

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[:it]Ricerca 2 partecipanti per il progetto “European Migration Film Festival” a Salamanca dal 7 al 10 febbraio[:]

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Se sei interessato al mondo della cinematografia, hai qualche esperienza nella produzione di video e vuoi partecipare ad una mobilità con giovani di altri paesi, questa è l’occasione che fa per te.

Siamo alla ricerca di 2 partecipanti per il progetto “European Migration Film Festival” che si terrà a Salamanca dal 7 al 10 Febbraio.

I partecipanti provenienti da Grecia, Italia, Bulgaria e Spagna, si occuperanno di organizzare e creare una storyboard, filmare, modificare e produrre un cortometraggio. Il prodotto di questo lavoro verrà presentato al European Migration Film Festival l’ultimo giorno della mobilità.

I principali obiettivi del progetto sono: la promuovere della narrazione positiva sul tema della migrazione e l’incremento della visibilità ai contributi che i cittadini dei paesi terzi hanno dato alle società dell’Unione Europea.

Il progetto è implementato da Biderbost, Boscan & Rochin (BB&R), in collaborazione con Academy of Entrepreneurship (AKEP), Human Rights Youth Organization (HRYO) e NCFutureNow. E’ finanziato con il supporto del Programma Erasmus + della Commissione Europea.

Costi:

Costi di vitto e alloggio saranno sostenuti dall’organizzazione ospitante;

Costi di viaggio dall’Italia saranno rimborsati fino ad un massimo di 275 €  a partecipante;

Costo tesseramento annuale H.R.Y.O. 25 €.

Per ulteriori informazioni clicca qui

Per candidarti invia il cv all’indirizzo valeria.buscemi@hryo.org e compila questo form: http://bit.ly/2SF4eg3

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[:en]Massimo Milano with Quir: a success story enhanced by the project Pandora[:]

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Massimo and Gino represent much more than founders of a boutique. Massimo originally from Rome, and Gino from Milan, they have been an LGBTI couple for 40 years now, and together they decided to found Quir in Palermo 25 years ago, in the historical district of Ballarò. Quir specializes in the manufacturing of leather products, such as bags, belts, and wallets, handmade by its founders, who are now a symbol not only of a successful entrepreneurial story, but also of sexual freedom and human rights. “Palermo did not use to be as open-minded as today. 25 years ago, when we first moved here from Rome to open up the boutique, you could hardly see any LGBT around. We were the only ones and we had to overcome many cultural and social barriers, in addition to the economic issues of running a new business”, says Massimo inside Quir. She is President of the campaign Palermo Pride, an Advocacy Programme aimed at raising awareness about the rights of LGBTI people, and together with y she founded ARCI gay back in 1981, the very first association in Italy formed to represent the LGBTI community. “Prior to us, there was no formal association in Italy for the LGBTI community. We quickly became a reference point for many people who felt like they were living at the margins of society. Here they could be listened to, and we could all be ourselves”, she explains.
“You have to bear in mind that we started this peaceful battle when no one else in Palermo even knew what not being heterosexual meant. Civil unions between LGBTIs only became legal in 2016 in this country. People come to Quir to buy leather products of course, but there is much more to it than shopping. There is a sense of belonging and community based on these long-term battles”, Massimo proudly tells me. She remembers facing many difficulties with their business at the beginning. 

“For a long time we had practically no clients at all. Only recently we can say that local people here have accepted us into their community. Although I should say that I don’t like the term “accept” because being LGBTI is something natural and in that sense I don’t feel it should need to be accepted.”, she continues. When we ask her what advice she would give to women interested in opening up their own businesses she stresses how things have become much harder today because of high rates of unemployment. In addition, she thinks that women face a double barrier: One due to the general levels of unemployment faced by all young people today and the other due to gender discrimination at work and in society. “You need to be strong and determined, because as a woman you will always need to fight more than men in order to get what you want and what you are entitled to. The one advise I feel like sharing, is to always try to be creative. Creativity is what saved Gino and me, and of course Quir. Only if you are creative, you can truly be free to choose in life.”, she concludes.

 

For more information: www.facebook.com/quir.mg/[:]

[:en]Laura Di Fatta with Sartoria Sociale: a success story enhanced by the project Pandora[:]

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Laura Di Fatta and her co-workers truly are an example of how social work can go hand in hand with entrepreneurial business projects and personal development. They founded the social enterprise Sartoria Sociale in 2012 with the mission of transforming discarded textiles into resources by creating new clothes and items to be revitalized on the market. Sartoria Sociale is however also a project for giving opportunities to people with fewer opportunities who are excluded from the labour market, especially minorities such as migrants, incarcerated and victims of human trafficking. “The first step to restoring a person’s dignity, is to provide work,” Laura points out and talks about the importance of breaking down stereotypes by working with people in difficult life situations. For her and the other social workers at Sartoria Sociale this is closely connected to community development. When new customers enter our premises, they often presuppose that Sartoria Sociale is only a laboratory, but after learning about the tailors’ backgrounds, they understand that buying a product here supports community building and development. The fact they support a social enterprise which is standing up against corruption and blackmailing of local businesses, also makes their customers willing to spend more money on artisanal products because of the added ethical value. Sartoria Sociale takes part in the anti- Mafia movement “Addio Pizzo” which can be translated into “farewell protection money”. Laura explains that “this is a choice of legality, it’s a message. Those who come in here know that we are against these, let’s say, ‘mafia proceedings’, and our clients show a sign of respect for ‘the greater law’”.

Although Sartoria Sociale has become well-known in Palermo for their entrepreneurial, social and artisanal projects, balancing these three aspects can be challenging. An important part of their social work is the time-consuming training of new tailors which affects the productivity level and raises product prices. After spending some time in their shop and studio I however understand what Laura means when she describes the enterprise as a combination of social work, fashion and tailoring with a firm base in entrepreneurial self-development. Satorial Sociale’s philosophy is that everyone who comes to work in the cooperation has an entrepreneur in them. “Working as an entrepreneur is difficult; working as an entrepreneur and being a women is even more difficult,” Laura tells us when we ask her to share her experiences on female entrepreneurship, and while elaborating on the obstacles related to gender, she concludes with a positive note: “The fact that almost all of us are women, our president is a Nigerian women—gives an idea of redemption, social and professional redemption.” One the successes that women who work in Sartoria Sociale are achieving, is the opportunity to feel and act like entrepreneurs by transcending the stereotypical categories related to their gender. When we ask Laura about the advice she would give to women who want to become future entrepreneurs, she stresses the importance of self-confidence and to gather a team of people who share your values and principles. “Make your own work a commitment – this is a fundamental resource.”

 

Sartoria Sociale website: http://sartoriasociale.com[:]