[:en]World Day for Decent Work[:]

[:en]On October 7, 2018, the international trade unions celebrate World Action Day for Decent Work for the eleventh time. The idea of ​​holding such a Day annually, was put forward by the International Trade Union Confederation (https://www.ituc-csi.org/?lang=en), and immediately found a wide response in the trade union environment of the world, including in countries where the General Confederation of Trade Unions affiliates operate. Today, along with the Day of International Solidarity of Workers on May 1, it has become an integral part of the global struggle of trade unions for labor rights and freedoms, for raising the living standards of all people on the planet, for the elimination of poverty and hunger, against inequality, social exclusion and discrimination.

World Day for Action for Decent Work gives trade unions of all countries a unique opportunity to simultaneously declare support for the Decent Work for All Program, adopted by the International Labor Organization in 1999 and recognized by the UN and global civil society as the main goal of sustainable human development.

Over the past 11 years, hundreds of millions of working people in various parts of the world took part in the actions of solidarity that took place within the framework of the Day of Action. They paid and draw the attention of governments and employers, the entire world community to the need in the foreseeable future to guarantee every person a quality workplace, a fair salary, an adequate level of social protection, safe working conditions, the possibility of free exercise of their rights in the field of labor relations and social policy, healthy natural environment.

The demand for higher wages and, above all, minimum wages, remains one of the main slogans of World Decent Work Day. Without this, on the firm conviction of the trade unions, successful progress towards decent work is impossible. In a broader sense, this is a call to combat poverty, including the impoverishment of the working person.

Today, in a world where one percent of people own much more wealth than the rest of the world’s population, the problem of low wages is acute even in economically developed countries. According to the European Trade Union Confederation (ETUC), over the past 20 years labor productivity in the European Union has increased by an average of 30 percent, while wages by 20 percent.

According to the International Confederation of Trade Unions only 7% of working people in the formal and informal sectors today are union members, but hundreds more millions of workers want the security and protection provided by trade unions. Attracting new members is the most important challenge facing the world trade union movement, and the World Day for Decent Work is a great opportunity to spread the union of ideas as widely as possible, to help workers to join trade unions and to develop international solidarity actions of the workers.

Olga Rogalevich[:]

No Gender No Rights

Il progetto nasce da una idea e necessità di confronto da parte dell’Hryo, che avendo da sempre lavorato nell’ambito dei diritti umani, si va ad occupare anche nello specifico delle discriminazioni che avvengono nei confronti delle minoranze. In particolar modo per quanto riguarda le discriminazioni legate al fattore sesso e gender. Avendo mostrato particolare attenzione a questo tema ,la Hryo ha preso parte attiva a tutte le attività che si sono svolte durante il Pride nazionale che lo scorso hanno ha preso parte a Palermo. Palermo ha organizzato insieme a diverse realtà associative, fra cui l’Hryo diverse attività in vista del Pride andando appunto a costituire il “Pride Village”, dove la Hryo oltre ad aver partecipato come associazione presente e supportante l’evento nei suoi aspetti logistici, ha anche dato il suo contributo sociale ed umano nelle attività. Una delle volontarie attiviste della Hryo, Piera D’Arrigo , avendo svolto in concomitanza studi relativi nel campo delle discriminazioni per la sua tesi,  ha avuto modo di confrontarsi più volte con il Prof. Cirus Rinaldi, che oltre ad essere professore all’università di Palermo (come sopra citato) e intraprendere studi specifici su ciò che concerne il gender, è un attivista nel mondo del sociale palermitano ed europeo. Questo confronto, che poi è sfociato in una collaborazione attiva con la Hryo, ha portato alla nascita di questo progetto. Gli obbiettivi del progetto nello specifico sono lo sviluppo di una rete fra operatori giovanili, fra associazioni ed enti legati all’ambito dei movimenti LGBT. L’idea è quella di creare una rete di formatori esperti sul tema specifico dei movimenti LGBT. La creazione di una rete di collaborazione fra paesi  andrebbe ad giovare e supportare tutte le realtà giovanili che, nonostante abbiano la voglia di voler agire, spesso non hanno i mezzi ma soprattutto la conoscenza per poterlo fare. Il fatto che nasca una collaborazione fra i giovani , fa incrementare la collaborazione e l’aiuto fra pari, va ad implementare quelle che sono le conoscenze l’uno dell’altro andando a rompere barriere e pregiudizi basati sulla non conoscenza dell’altro. Il confronto inoltre , basandosi comunque su un tema specifico, va ad incrementare delle competenze nel settore specifico della discriminazione di gender, andando cosi a costruire una rete di comunicazione ma soprattutto uno scambio di buone prassi e di attivazioni sulla base di motivazioni e azioni diverse che sono state sperimentate nei vari contesti; tutto ciò diventerebbe “patrimonio” di tutto il gruppo. Il gruppo non verrà più inteso come singole realtà associative , ma gruppo inteso come rete formata da unità che agiscono insieme. Il Programma Erasmus+ promuove la mobilità giovanile dando la possibilità di muoversi e spostarsi con facilità, ma soprattutto la possibilità di creare dei rapporti e collaborazioni fra giovani di tutto il mondo. Così facendo, si andrà ad incentivare quelle che saranno le future generazioni verso la mobilità e collaborazione internazionale, la promozione di una cooperazione europea sarà la base e il fondamento del futuro. Fattori come religione , tradizione e cultura , o il semplicemente l’approccio alla vita sulla base di abitudini e usi   sono considerato come elementi che potrebbero in un primo momento creare riflessione sulle diverse condizioni vincolate da questi fattori,  ma in un momento successivo andrebbero comunque a sviluppare concezioni e percezioni su ciò che si ha in comune, o sul perché si agisce in modo piuttosto che in un altro.
Il confronto che avverrà , svilupperà anche una maggiore conoscenza delle istituzioni europee, sul loro ruolo e sul loro operato. L’importanza dell’Europa come istituzione ma anche come unione fra i popoli e la sua importanza, sarà sottolineato in tutte le attività del progetto. L’idea è quella di far si che questo training course possa anche attraverso la condivisione di percezione e apprendimento di notizioni attraverso una metodologia non formale e informale, costruire anche una rete, un network che coinvolga paesi appartenenti all’Europa e non , paesi che lavorano nel settore del LGBT in realtà e contesti diversi, di unire partecipanti con diversi background e culture, è elemento di arricchimento nella cooperazione internazionale. Questo network in questo specifico settore rappresenta l’inizio di un unica entità che si supporta e che agisce, ma che continua ad avere al suo interno tante entità pensanti come i loro bisogni, pensieri ed obbiettivi.

Per la terza volta, la H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, con il patrocinio del Comune di Marineo e l’importante collaborazione della Fondazione Gioacchino Arnone, realizzerà un progetto internazionale finanziato dal nuovo programma della commissione europea Erasmus+.

Si tratta nello specifico di una partnership building, ossia di un progetto che nasce per la costruzione di partenariati fra associazioni che operano nel settore dell’inclusione sociale in Europa e nei paesi limitrofi. progetto in questione, “No Gender, No Rights!”,coinvolge associazioni che operano nei settori LGBT e discriminazioni delle minoranze. Le attività si svolgeranno a Marineo dal 15 al 19 Novembre 2014. Esse consisteranno in sessioni volte all’apprendimento specifico di nuove nozioni, curate dagli operatori H.R.Y.O e dal Prof. Cirus Rinaldi, dell’Università degli Studi di Palermo, e da incontri con associazioni e attivisti che operano sul territorio siciliano. Il tutto avverrà attraverso metodi di educazione non formale e simulazioni “Learning by doing”.

Grazie a programmi come Erasmus+ la H.R.Y.O. ha la possibilità di realizzare progetti come questo e continuare ad operare con metodologie basate sull’apprendimento fra pari e sullo scambio interculturale.

La presenza di 25 partecipanti provenienti da Spagna, Grecia, Romania, Macedonia, Georgia e Italia, permetterà ancora una volta a Marineo uno scambio interculturale, e allo tesso tempo di inclusione con i cittadini del luogo, che hanno già mostrato, nei passati progetti, voglia di conoscenza e apertura nei confronti dello straniero.