Oggi esploriamo insieme il quartiere San Giovanni Apostolo (CEP), compreso nella VI Circoscrizione, attraverso la testimonianza di Antonietta Fazio, responsabile dell’Associazione culturale San Giovanni Apostolo Onlus.

Antonietta ci racconta di un quartiere dalle grandi potenzialità, di attività a sostegno delle famiglie e dei ragazzi e di svariati cambiamenti avvenuti nel corso del tempo. Tra questi, un maggiore senso della legalità e una maggiore fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. 

L’Associazione San Giovanni Apostolo Onlus è una realtà in continuo movimento, nata dalla necessità di un gruppo di mamme di costituirsi in associazione per fare da ponte tra l’istituzione e il territorio. 

Da dove ha avuto origine l’Associazione e di cosa si occupa?

“L’Associazione culturale San Giovanni Apostolo Onlus opera da 22 anni nell’omonimo quartiere ed è nata con la costituzione di uno sportello d’ascolto all’interno della scuola che si chiamava da mamme e mamme. Con il tempo, abbiamo ampliato questa posizione e iniziato a collaborare con i servizi sociali territoriali. Ci identifichiamo come l’associazione delle tre A: Ascoltare, Accogliere e Accompagnare, poiché l’idea è quella di prendere in carico la famiglia a 360 °. 

Le attività invece sono molto varie: il centro aggregativo pomeridiano si occupa di supporto alla didattica, di sostegno scolastico e di accompagnamento, nonché di attività ludico sportive, di lettura e laboratori artistici e motori. 

Tra le varie iniziative, svolgiamo anche attività con gli adulti, tra cui un laboratorio di sartoria e uno di attività motoria. Lavoriamo in rete insieme ad altri enti e abbiamo anche convenzioni con osservatori sulla dispersione scolastica, con gli istituti comprensivi del circondario, così come con l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna U.E.P.E. e l’Ufficio Di Servizio Sociale Per I Minorenni con U.S.M.M. e i due tribunali di riferimento. Inoltre, abbiamo convenzione con il Banco delle Opere di Carità. Abbiamo anche uno sportello d’ascolto psicologico e uno sportello d’ascolto legale.”

Qual è il cambiato più significativo cui ha assistito nel corso del suo lavoro?

“Da un lato, sicuramente adesso c’è un maggiore senso della legalità e una maggiore fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. Dall’altro, ho riscontrato un aumento della criminalità tra i più giovani. Questo perché da dieci anni a questa parte sono venuti a mancare gli interventi istituzionali verso le famiglie, di cui c’è molto bisogno.”

Quali sono i punti di forza e punti di debolezza del quartiere?

“Uno dei principali punti di forza è costituito dalle grandi potenzialità dei ragazzi e delle famiglie che abitano il quartiere. A dimostrazione di ciò c’è il fatto che la maggior parte degli educatori del nostro centro aggregativo sono ragazzi che si sono formati con noi e che hanno deciso di essere parte attiva del cambiamento. Uno dei punti di debolezza del nostro quartiere rispetto agli altri è il mancato senso di appartenenza.” 

Di cosa ci sarebbe bisogno?

“Ci sarebbe bisogno di più spazi verdi, più spazi puliti, ma anche più servizi pubblici e sportivi vicini. È importante che gli spazi verdi esistenti vengano riqualificati, attrezzati e messi a disposizione del territorio.”

In questo percorso alla scoperta delle realtà locali che operano nella VI circoscrizione, facciamo tesoro di tutti questi spunti di riflessione e tracciamo, passo dopo passo, un percorso volto al raggiungimento di un fine condiviso. È solo attraverso la conoscenza della storia del quartiere e della realtà che ci circonda che riusciremo a farci spazio al suo interno e a portare avanti insieme i nostri obiettivi.