Approccio meditativo e attività educative non formali per contrastare la violenza di genere: è partito Sound Escape!

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Sound Escape è un progetto di contrasto alla violenza sulle donne sostenuto Dipartimento Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, linea di intervento Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti, e sviluppato dall’organizzazione HRYO – Human Rights Youth Organization in collaborazione con Maghweb e Liberation Prison Project Italia.

Il percorso avviato tra Milano e Palermo sarà un viaggio (interiore e sonoro) per riscoprire come l’approccio meditativo ed il riconoscimento del sé profondo possano essere strade utili a sconfiggere le istintualità violente, la conflittualità e a sperimentare l’equilibrio emotivo.

Le azioni previste hanno come target di riferimento giovani e adulti dell’area penale e nascono da una particolare riflessione: mentre fortunatamente gli interventi che riguardano direttamente le donne sono in netto aumento e tanto si sta facendo, pochi progetti hanno come obiettivo la riabilitazione dei soggetti che la violenza l’hanno commessa o che potrebbero metterla in atto. Dall’analisi di diversi dati, è emerso come tra gli uomini che si trovano già soggetti a pena detentiva siano molti quelli che hanno chiesto aiuto ai vari sportelli di ascolto che da qualche anno iniziano, seppur con molte difficoltà, a diffondersi. Le attività di supporto per chi si trova in regime detentivo presentano però ancora delle lacune e non sono molte le iniziative e i momenti educativi riservati ai ragazzi che si trovano sotto l’area della giustizia minorile.

Sound Escape prevede un piano di attività non formali per il trattamento degli uomini maltrattanti o potenzialmente tali (si pensi ai minori che vivono e hanno vissuto relazioni e rapporti interpersonali dove la violenza è una costante), un percorso educativo e riabilitativo del proprio sé, centrato sulla meditazione, sul lavoro e sull’acquisizione di una consapevolezza, convinti che la dignità di un popolo passi anche dalle sue carceri. Le metodologie implementate, con il coinvolgimento dei giovani dell’USSM di Palermo e i detenuti della II Casa di Reclusione di Milano Bollate, prevedono tecniche di allenamento e consolidamento della consapevolezza mentale (Mindfulness Based Intervenction), pratiche meditative e di rilassamento psicofisico, considerazioni teoriche e discussione in gruppo sulla conoscenza delle differenze di genere e sulla violenza, sostegno psicologico e attività educative non formali, e si collocano all’interno della visione dell’etica secolare e della responsabilità universale promossa dal Dalai Lama, un importante contributo a favore del modello di pena “trattamentale” che ritiene il percorso di cambiamento della persona detenuta il mezzo migliore per la diminuzione della recidiva e del costo sociale.