HRYO approda in Uruguay per il progetto “U-Civic”

Nel mese di novembre parte dello staff di HRYO si è recato in Uruguay per implementare il progetto “U-Civic”. I membri di Gurises Unidos, l’organizzazione ospitante, ci hanno presentato la loro realtà associativa, l’azione promossa all’interno del territorio e le distinte sedi in cui operano, facendoci incontrare alcuni dei giovani con cui si interfacciano quotidianamente.

In questa occasione i partner Gurises Unidos, CEPAG, BB&R e HRYO si sono incontrati per confrontarsi su alcuni aspetti legati all’elaborazione e alla promozione di un toolkit che possa essere utilizzato per promuovere l’educazione civica tra i giovani di Uruguay, Paraguay, Spagna e Italia.

Durante la settimana di lavoro ci siamo dedicati a distinti aspetti del progetto tra cui l’implementazione di strumenti efficaci alla promozione della cittadinanza attiva e all’incremento dell’interesse dei giovani nella politica. La nostra analisi si è basata su una preliminare somministrazione di due tipologie di questionari rispettivamente ad operatori che lavorano con i giovani e ai giovani stessi.

In base alla metodologia utilizzata in questo progetto, abbiamo ritenuto che l’indagine sulle conoscenze e competenze politiche tra le nuove generazioni fosse centrale nella ricerca di dispositivi che possano permettere ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e del proprio ruolo di cittadini all’interno della società in cui vivono. 

Ogni partner ha illustrato le risposte ricevute ai suddetti questionari e ha espresso delle conclusioni generali in merito alla condizione risultante dalle interviste. La condivisione dei risultati ha dato luogo a un momento di riflessione sulle problematiche comuni a tutti i paesi, gli aspetti critici dell’attuale conoscenza e percezione della politica da parte delle nuove generazioni e sui suggerimenti ricevuti da tutti coloro che sono stati intervistati.

Il presupposto da cui parte l’analisi comparata è la differenza nella percezione del fenomeno politico, la diversa concezione delle competenze civiche e delle soft skills ritenute fondamentali per l’educazione alla cittadinanza e i diversi strumenti di cui abbiano consapevolezza i giovani e a cui sappiano di poter accedere.

In generale, è stato riscontrato un atteggiamento di scetticismo nei confronti delle istituzioni politiche, con varie accezioni nei diversi Stati. Le realtà politiche presenti nei paesi partner del progetto sono molto variegate ed egualmente diversificate sono le considerazioni espresse in merito ai contenuti e alle caratteristiche dell’educazione civica.

Sono emerse alcune criticità, tra cui ad esempio l’aspetto linguistico in Paraguay, in cui il guaranì è la lingua più diffusa tra la popolazione rurale, che rendono più complessa la comprensione del fenomeno e l’ideazione di determinati strumenti che possano agire in maniera efficace sull’attivazione dei giovani in tutto il territorio nazionale.

Molti degli intervistati hanno considerato la scuola, in quanto luogo di sviluppo dell’individuo ed ente responsabile dell’educazione e della formazione, uno spazio fondamentale per migliorare la conoscenza e la capacità critica dei giovani. Allo stesso tempo, molti riconoscono l’importanza di promuovere le competenze civiche anche in contesti informali, attraverso attività al di fuori delle istituzioni scolastiche, per innescare riflessioni, accrescere la percezione della tangibilità delle azioni di ogni individuo nella società e promuovere quindi la partecipazione attiva dei ragazzi.

In una fase successiva ci si è soffermati su quali caratteristiche possa avere uno strumento quale app o sito web, al fine di risultare più appetibile agli utenti. Il presupposto di questa analisi è stato identificato nell’individuazione dei bisogni dei giovani e nella selezione di strumenti già esistenti che vengano preferiti ad altri e possano coinvolgere maggiormente il target.

Una sessione di lavoro è stata dedicata alla valutazione dei suggerimenti dati dagli intervistati e all’elaborazione delle loro possibili applicazioni nei diversi Stati coinvolti.

Nel confronto tra le diverse prospettive delle organizzazioni è stato assunto un atteggiamento ottimista che ha portato alla generazione di nuove idee da implementare nelle fasi successive del progetto “U-Civic”.

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