Il progetto “To be or not to be” è caratterizzato da diverse fasi: Preparazione, Mobilità, Progetto del gruppo. Un accurato report di Rita Miriam Ascarini

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Il progetto “To be or not to be” è caratterizzato da diverse fasi: Preparazione, Mobilità, Progetto del gruppo. Una prima fase concerne la preparazione alla mobilità attraverso un corso intensivo (due giorni) sulla progettazione europea. Durante le giornate dedicate, in aprile 2018, sono state fornite le conoscenze base per poter confrontarsi e discutere di progettazione con le associazioni ospitanti. Sono stati affrontati i processi che dall’idea portano al progetto fino agli aspetti più tecnici quali: Il formulario e iscrizione URF. HRYO è riuscita ad organizzare bene gli incontri permettendo a chi non poteva essere presente fisicamente di seguire on line. La seconda fase prevede, invece, il job shadowing in un’associazione partner. Il mio gruppo è stato ospitato in Lettonia da B.u.M.s, uno youth center sito a RankasParish, nel territorio di Gulbene.

In Lettonia abbiamo incontrato Jana, la nostra referente. Jana dirige lo Youth Center che è nato dalla sua volontà di creare un punto di incontro per i più giovani del piccolo paese. Inoltre il centro è un’opportunità per questi per entrare in contatto con i volontari europei attraverso EVS, youthexchange e training cuorses. La prima giornata è trascorsa presentandoci e conoscendoci. In assetto circolare abbiamo parlato delle nostre aspettative in relazione al progetto e di quello che avremmo fatto insieme a lei. Da subito si è mostrata recettiva e aperta alle nostre proposte. Dopo aver analizzato le varie attività portate avanti dal centro a livello locale e come partner europeo, abbiamo discusso delle attività che si possono svolgere durante uno youthexchange, quali scegliere, come suddividerle durante la settimana di scambio. Infine abbiamo utilizzato la EDUESCAPE, una “Escape room” educativa che si trova nello Youth center, frutto di un progetto KA2. Da questa esperienza abbiamo iniziato a parlare di Gamification ed educazione non formale. Da questo dibattito Jana decide di lanciarci una sfida: organizzare una giornata tipo di uno youthexchange per i giovani del distretto. Impegnarci in questa sfida è stato molto importante sia a livello personale, perché abbiamo iniziato a studiare e informarci sull’argomento, sia a livello di team, dopo poco meno di due giorni, eravamo coinvolti nel nostro primo lavoro insieme. Abbiamo ideato una giornata dedicata alla cittadinanza Europea e per giorni ci siamo concentrati sulle attività da fare con i ragazzi. Il gruppo iniziava a conoscersi e capire le capacità di ogni componente. Tra l’altro Jana continuava a proporci attività anche all’aperto che, all’inizio ci vedevano scettici, ma poi abbiamo capito che hanno avuto un ruolo fondamentale nella creazione del nostro gruppo di lavoro (sauna, serata in fattoria…). Durante le giornate dedicate alla programmazione del’ International workshop, ci siamo scontrati con la difficoltà di riuscire a organizzare qualcosa che la maggior parte di noi non aveva mai provato e di capire il senso stesso di quello che stavamo cercando di ideare. Da questa esperienza ho capito quanto sia importante partecipare agli scambi, training ai fini di avere più consapevolezza delle tempistiche delle attività e dei risultati di queste all’interno del progetto.

 

 

La tematica scelta è stata la Cittadinanza Europea. Riusciamo a creare il timesheet della giornata:

  • Introduzione
  • Icebreaking
  • NameGame “Mossa Name”
  • Energizer “HermanoHermano!”
  • 1° Activity: “Bubble Games”
  • 2° Activity: “Community painting”, tutti i partecipanti collaborano alla costruzione di un “dipinto” che rappresentasse l’idea di Europa dei partecipanti.
  • Pausa Pranzo
  • Energizer
  • Il Gioco dell’Oca sull’ Europa
  • Stick the flags!
  • Evaluation
  • Balli interculturali.

Abbiamo creato le locandine dell’evento e i post da pubblicare. Mi ha colpito molto il fatto che nonostante lo Youth center fosse all’interno dei servizi offerti dal Municipio, è stato molto veloce e attivo nel dare visibilità e approvazione alla giornata che avevamo programmato.

Una delle giornate organizzate dallo Youth center si sarebbe svolta a Riga durante la maratona.  Questa giornata ci ha permesso di riuscire a costruire un piccolo ponte verso i giovani locali, che per una settimana ci hanno osservato ma non eravamo riusciti ad interagire, questo era dovuto alla loro riservatezza.

Di ritorno da Riga, eravamo attesi a Gulbene, sede dello Youth center piu grande della zona. Siamo stati accolti da Anita, la “mentor” di Jana, una donna forte e preparata. Anita ci ha introdotto i giovani youthworkers che lavorano al suo fianco e ci ha permesso di analizzare diversi tipologie di progetti afferenti alle tre azioni chiave di Erasmus plus. Ne abbiamo parlato e commentato regalandoci un bel momento di formazione. A seguire il tour dello Youth center, 4 piani tra spazi comuni e uffici condivisi con le ONG del territorio. Ho trovato davvero stimolante vedere come un servizio pubblico sia gestito in modo indipendente grazie ai fondi Erasmus plus, e riesca ad avere un impatto capillare sul territorio. Analizziamo anche le attività che avevamo scelto per la giornata del 26 maggio, e ci iniziamo a rendere conto di come avevamo sottovalutato la terza attività. Iniziano tre giorni di duro lavoro e confronti per riuscire a definire al meglio regole, domande, premi e penitenze del gioco da tavolo. La sfida era importante perché i giovani di Rankas sono dei giocatori esperti.

Il giorno dell’International workshop preparazione ed improvvisazione hanno condotto il gioco. Avevamo previsto fino al minuto ma è inevitabile ritrovare dei problemi che non si erano presi in considerazione. Ho imparato che non bisogna sottovalutare mai né il “gioco”, né il tempo e nemmeno la preparazione dei partecipanti. È stato un successo e lo abbiamo riscontrato nel momento dell’evaluation. I ragazzi sono stati partecipativi e propositivi.

Le attività

  1. Bubble Game Ai partecipanti viene raccontata la storia di Nolandia, una terra attraversata da un fiume che divide la città di Bubble. Da una parte i Bubbler e dall’altra gli Sticker. Un gruppo dei Bubbler e un gruppo degli Sticker tentano di attraversare fiume per poter risolvere il conflitto. Grazie a delle pietre magiche “magicpebbles” (fogli A4). Il numero delle pietre magiche è minore rispetto il numero del gruppo. L’obiettivo è di raggiungere l’altro lato del fiume tutti insieme.

Regole:

  • Si può camminare solo sulle magicpebbles;
  • Se si perde il contatto con la magicpebbles questa scivola via;
  • Se uno del gruppo tocca il fiume il gruppo torna indietro e perde un magicpebbles;
  • I membri del gruppo non possono parlare tra loro.

Il fine dell’attività è di favorire la cooperazione e abbattere le differenze.

  1. European Trip: è simile al gioco dell’oca di cui abbiamo applicato alcune regole. Abbiamo disegnato un percorso di 70 caselle. Ad ognuna corrispondeva una domanda oppure un azione. Ad Alcune domande particolari chiamate “EuropeanValues” venivano date delle bandiere che sarebbero state utili per l’ultima attività.

Il fine di questo attività è quello di aumentare la consapevolezza del significato di cittadinanza europea.

Dopo la giornata dei laboratori, Jana ci ha dato il tempo e il modo di riflettere e valutare l’esperienza.

Un’ultima attività programmata prevedeva la partecipazione alla conferenza Be. In organizzata da i centri giovanili della regione. Un momento per conoscere il progetto Be. In e conoscere meglio gli altri youthworkers. Durante la giornata dopo un momento formale, all’aperto si sono susseguite diverse attività prima di icebreaking e poi di team building. Un importante momento di networking.

Sono state tre settimane piene di insegnamenti e di nuove connessioni. Siamo tornati con tante idee e voglia di continuare in questo settore. Personalmente ho trovato sorprendente la forza del team “Stunda Europa” (l’ora dell’Europa) cinque ragazzi ritrovatesi per caso in mezzo alla foresta legati da una forte motivazione ed energia.