[:it]Ricerca partecipanti per Progetto “EcoYou” 17-23 OTTOBRE a Palermo[:]

[:it]Siete pronti a vivere un’esperienza multiculturale a stretto contatto con giovani di altri paesi?

Vuoi condividere le tue esperienze e soprattutto idee su iniziative eco imprenditoriali con partecipanti provenienti da Danimarca e Ucraina? Il progetto EcoYou fa al caso tuo!!!

Siamo alla ricerca di 9 giovani residenti a Palermo, di età compresa dai 18 ai 30 anni! Se sei uno studente di ecologia, social development, imprenditoria, economia, studi sociali e o hai un interesse spiccato per le imprese eco-sostenibili e per le imprese con basso impatto ambientale questo scambio giovanile aspetta soltanto te.

Le attività si svolgeranno dal 17-23 Ottobre a Palermo.

Durante la settimana di progetto affronteremo questioni globali come la riduzione della disoccupazione, il miglioramento dell’istruzione e la lotta al cambiamento climatico. Il progetto si rivolge a giovani motivati e studenti al fine di creare le condizioni ottimali per lo scambio di iniziative, idee innovative, tradizioni culturali e visioni nazionali di opportunità di eco-imprenditorialità tra i giovani italiani, ucraini e danesi.

Il progetto promuove gli obiettivi Erasmus+ incoraggiando l’imprenditoria giovanile, la partecipazione attiva dei giovani, il pensiero critico e le abilità chiave. I partecipanti impareranno a valutare le differenze e ad imparare dagli altri. Il progetto costituirà inoltre un network per le organizzazioni e i partecipanti per creare nuovi contatti e creare una forte rete giovanile internazionale.  Durante le attività esperti nel settore dell’imprenditoria giovanile provenienti da Ucraina e Danimarca condivideranno le loro diverse esperienze, conoscenze e competenze con i rappresentanti Italiani che sono pronti a contribuire con metodologie ed esperienza sull’emancipazione dei giovani e la protezione ambientale.

Il progetto è guidato da H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization (Italia) con la partecipazione di Civic organization “Development and Initiative” (Ucraina) e Copenhagen Youth Network (Danimarca), co-finanziato all’interno del programma Erasmus+.

Per maggiori informazioni consulta l’infopack del progetto o scrivi a valeria.buscemi@hryo.org

Per inviare la tua candidatura compila il seguente form.[:]

[:it]Progetto “Building political efficacy through digital media literacy”, il report di Rossana e Valeria[:]

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Il progetto “Building political efficacy through digital media literacy” è stato sviluppato da Biderbost, Boscan & Rochin insieme a HRYO e Østfold County Council. Ha coinvolto ragazzi tra i 15 e i 17 anni provenienti da Italia, Spagna e Norvegia.

Il gruppo italiano era formato da: Valeria Buscemi, Rossana Ferranti, Erika Cusimano, Federica Birriolo e Andrea Favaloro.

Il progetto aveva come obiettivo l’alfabetizzazione mediatica, con particolare attenzione alla diffusione sempre maggiore di fake news soprattutto in ambito politico.

In questa settimana si è cercato, tramite le diverse attività, di far acquisire ai ragazzi maggior consapevolezza del mondo mediatico e soprattutto delle informazioni che circolano in rete.

L’intero progetto si è svolto nella città di Salamanca, in Spagna, nello specifico presso la St. Stanislaus Kostka School e presso la sede di Entreculturas, una ONG che si occupa di educazione e sviluppo. Fin da subito il confronto tra le diverse culture è apparso molto interessante e ai ragazzi ha giovato la possibilità di svolgere attività in gruppi sempre diversi e misti.

Ogni giorno erano previste delle sessioni formative insieme ad alcune più pratiche e momenti di riflessione e confronto riguardanti tutto ciò che era stato realizzato nell’arco della giornata.

Gli energizer previsti ad apertura di ogni fase di attività sono stati coinvolgenti ed efficaci, per abbattere le barriere della timidezza e fare in modo che i ragazzi legassero tra di loro.

Il tema del progetto, di per sé abbastanza complesso, è stato approcciato gradualmente attraverso dei video informativi, degli incontri e delle attività stimolanti. Il primo giorno ci siamo divisi in gruppi e siamo stati coinvolti in una missione in giro per Salamanca, alla ricerca di vari indizi che permettessero di iniziare a conoscere la città e alcune delle sue particolarità.

A proposito di incontri, il secondo giorno siamo stati ospitati nella sede dell’Europe Direct centre information presso l’Università di Salamanca, qui abbiamo conosciuto dei giovani che vi lavoravano con cui abbiamo approfondito il tema delle fake news. Il terzo giorno invece abbiamo avuto la possibilità di incontrare i membri della ONG Entreculturas, associazione che sostiene l’istruzione come mezzo di cambiamento sociale, con cui abbiamo instaurato un dialogo che ci ha permesso di conoscere il loro operato e i valori che muovono la loro organizzazione. Tra le diverse attività poste in essere, interessanti per i ragazzi sono state le interviste ai cittadini di Salamanca sul tema Erasmus + e sull’UE in generale; ricordiamo infatti che un altro obiettivo del progetto era aumentare la consapevolezza dei giovani sull’importanza dei progetti Erasmus + e delle opportunità che questo progetto offre e altresì la diffusione di questa tematica che è avvenuta proprio tramite le interviste.

Durante la settimana sono state raccolte foto e interviste dei partecipanti e sono state pubblicate sulla pagina instagram dedicata al progetto.

Un altro elemento di rilievo nell’organizzazione del progetto sono stati gli spostamenti tra l’alloggio e le sedi delle attività, che avvenivano a piedi per dare modo ai partecipanti di scoprire la città. È stata organizzata inoltre una visita alla Cattedrale (Cattedrale di Santa Maria dell’Assedio detta anche “Catedral Nueva”) e alla Torre (Torre Mocha) per permetterci di conoscere meglio la storia e la cultura della città ospitante.

Il progetto ha permesso a tutti i partecipanti di avere un’idea più concreta sulle fake news, sull’azione dei media nella diffusione delle notizie e infine sull’incidenza politica da parte della cittadinanza.

I ragazzi del gruppo italiano concordano nell’apprezzare l’interazione con ragazzi di altre nazionalità. Andrea, 15 anni, ha imparato ad adattarsi ad una situazione a lui nuova, in un contesto multilingue. Federica, 16 anni, grazie a questa esperienza ha superato un pò la sua timidezza. Erika, 16 anni, durante questo progetto ha scoperto tanto cose su di sé, soprattutto lati della sua personalità che non conosceva ancora.

Rossana Ferranti

Valeria Buscemi

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“Signed Voices”: aperte le selezioni per uno scambio giovanile sulla LIS

Ti piacerebbe far parte di un nuovo entusiasmante programma di scambio giovanile Erasmus+ nell’estate 2018? Se hai tra i 18 e i 30 anni, sei sordo e vuoi conoscere di più sulla lingua dei segni britannica e internazionale, vorremmo sentirti. Quindi, di cosa stiamo parlando?

Questo entusiasmante scambio si basa sul progetto “Signed Voices” svolto in Inghilterra nel 2016, che ha catturato, attraverso dei video i ricordi, le esperienze e i valori contemporanei della Comunità inglese dei non udenti; per mostrarli oggi e conservarli per le generazioni future.

Esplorare il nostro patrimonio e quello degli altri è una via per il riconoscimento, il rispetto e l’identità. Tuttavia, la maggior parte delle persone non sa cosa significa “Patrimonio dei sordi” e ignora che le lingue dei segni dei diversi paesi sono lingue complesse con le proprie forme grammaticali e artistiche. Le persone sorde che usano LIS o le altre lingue dei segni hanno il loro patrimonio culturale e linguistico che però non sempre viene riconosciuto come tale dalle altre comunità linguistiche.

Signed Voices è stato un “progetto di storia orale” con al centro il linguaggio dei segni. Ha consentito ai membri della comunità dei sordi di condividere il proprio patrimonio con una comunità più ampia e ha creato un’eredità duratura. Deafway ha collaborato con i volontari Sordi per filmare ricordi e pensieri contemporanei, in brevi interviste semi-strutturate – condotte in lingua dei segni da coppie di persone sorde che hanno deciso il proprio argomento di intervista. Questo è culminato in un evento di celebrazione e riflessione condivisa.

Questo scambio sarà la continuazione del progetto originale, questa volta a livello europeo riunendo giovani sordi provenienti da Regno Unito, Polonia, Italia, Grecia ed Estonia per conoscere le comunità e le culture sorde di altri paesi. Avremo l’opportunità di conoscerci e di conoscere le nostre somiglianze e differenze, di crescere come giovani sordi europei. Durante lo scambio verrà insegnato ai partecipanti come filmare e modificare video. L’obiettivo dello scambio è quello di produrre video che riprendano conversazioni dei giovani partecipanti sui temi più vari per registrare e condividere le esperienze e i valori dei giovani sordi europei. I partecipanti potranno beneficiare di questi video e delle nuove competenze acquisite portandole nel proprio paese per replicare il progetto lì, rimanendo in contatto tra di loro per creare e rafforzare la rete di giovani sordi in tutta l’UE.

Lo scambio si svolgerà a Preston, in Inghilterra, dal 30 luglio al 14 agosto 2018. Tutti i viaggi e gli alloggi saranno pagati. Se sei interessato a film, media, eredità e cultura dei non udenti, questa è essere l’occasione per te.

Cliccando sul seguente link troverai il video della presentazione del progetto in LIS:
https://drive.google.com/file/d/1oL7u9wQjA8yDqaqCeMrvq5BSRTso818O/view?usp=sharing

Qui invece il video con tutte le informazioni su come candidarsi:
https://drive.google.com/file/d/1D8nQI9atATwnQ8i9xwkswlDzymQJuT3j/view?usp=sharing

[:it]Ricerchiamo 5 partecipanti di età compresa fra i 18 e i 25 anni per uno scambio giovanile a Sajan (Serbia) dal 20 al 27 Luglio[:]

[:it]Parti con noi!!! – YOUTH EXCHANGE 20-27.07.2017. SAJAN, Serbia

Siamo alla ricerca di 5 partecipanti di età compresa fra i 18 e i 25 anni per uno scambio giovanile a Sajan (Serbia) dal 20 al 27 Luglio
per il progetto “Gender Sensitive Journalism and Reporting – Promoting Change for Gender Equality ”.

Il progetto è sostenuto da Erasmus + programma dell’Unione europea per l’istruzione e la gioventù.

Lo scambio coinvolgerà 35 partecipanti provenienti da 7 Paesi (Macedonia, Repubblica Ceca, Estonia, Serbia, Croazia, Italia, Bulgaria).
Lo scambio giovanile si realizzerà nello Youth Education and Meeting Centre di Sajan, un piccolo villaggio accanto a Kikinda, nel nord della Serbia, abitato principalmente dalla minoranza ungherese presente nel territorio.
Il progetto consentirà ai partecipanti di acquisire conoscenze sul tema della sensibilità di genere e fornirà strumenti concreti per promuoverne la parità e la sensibilizzazione attraverso i mezzi di comunicazione con un’attenzione particolare ai media online.
Infatti i mezzi di comunicazione sono una parte fondamentale nella creazione dell’opinione pubblica e quindi un messaggio errato può portare alla creazione di pregiudizi e stereotipi, ma anche un messaggio corretto può contribuire a combattere la discriminazione e la marginalizzazione basata sul genere attraverso la promozione della parità di genere.

I costi di vitto e alloggio saranno interamente sostenuti dal programma mentre le spese di viaggio saranno coperte per un ammontare massimo di 170 euro per partecipante.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.
Per ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu

Vi aspettiamo!!![:]

ONE WORLD – Wikiblog

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FIRST DAY IN A JOURNEY

We’re staying in Palermo, the main town of Sicily, Italy. We’ve seen a small part of the city and it was full of historical buildings and lives on diversity. The buildings belong to Arabic and European cultures, that influenced different architectural style.

For the first day of the program we were lucky to have a friendly group of participants as they have a very good initiative to get to know the others. The participants have been very welcoming and open to the 11 cultures that are present in the youth exchange project. In fact, even if it’s represented by 6 countries, we discovered that participants come from more countries; which is very useful to have more diversity and it will help us reach the aims of the pathway. Our openness was noticed by, for example, the curiosity to learn basics of the different languages.

During the day, we realized that there are many connections among us which helped us to create bonds easier than we do in our everyday lives. We benefited of these links to organize a structured story telling in which 5 participants volunteered to share their experience on discrimination. In this activity each member of the other participants got the chance to break down their stereotypes, share their point of view on the subject and discover that there are similarities of discrimination in every culture.

Who said that people from different cultures cannot live together? And why do we create boundaries which prevent us from spreading love and peace?

 

P.S. We would be very happy if you share your personal experience on discrimination in the comments on the following link:

https://m.facebook.com/asshryo/

 

Wiki Blog 24-10-2016:

 

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Today, we started our day wandering around the city. We had to visit places that we have never been to before, and beside the idea we had about the city and the people, we luckily had the chance to realise how helpful, friendly, and kind Palermitans are. We also realised that our bonds are becoming stronger even though its only our second day.

During the workshop on media influence we experienced that media has a positive and negative influence on people. All the different cultural perspectives gave us insight on the level of which we are influenced and made us understand that there are voices that are not heard by the audience. Aside from this we also miss the media stimulating a culture of peace, and we created concepts on how we could influence it in a positive way. We would love to hear more about the positive things in the world.

We also had the chance to witness an empathic situation between a Spanish and a Palestinian guy, and from the experience of the Spanish guy, it really touched him that he is privileged to live such a wonderful life without being aware of what is really happening to lovely people like that Palestinian guy. Its also really wonderful that even without being able to communicate sometimes because we speak different languages, we’re surprisingly creating different ways to have a great time with each other.

Do you think now that languages and boarders are obstacles for people to understand each other?

 

Wikiblog – Day 3

Today was the third day of One World Project and it was amazing. We had three activities and they were so beneficial that it broadened our horizons about peace.

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Firstly, we had “Hope, Fear and Dreams” session. The aim of the session was to understand each other’s hopes, fears and dreams, to know each other better, to face with the others’ realities, and the challenges, and to reach our project’s aims, goals, and objectives. The second was the brainstorming about the discussion. We proposed some words about the concept of peace. The last one was “Art Group”. Its aim was to reflect our ideas and feelings through art and to make our abstract outcomes visualize.

To sum up, we gained more information about peace. We talked to each other, faced with the realities, and produced our own understanding about peace. Therefore, we are getting closer to the objectives and aims of the project.

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Wikiblog – Day 4

 

Peace is ourselves

Hello we are Adela, Gianluca, Selen and Mediha, and we are going to continue with the daily “wikiblog”. Our day basically consisted on peace, but… what is peace for us? You may say help, love, strength, sharing, freedom, forgiveness… we could be writing adjectives for the whole afternoon. Let start.

After discussing for a long time, we found out that for us peace is balance, which means that every part of the “construction” is necessary in order to keep it up without falling, also being together as a group loving others as human beings not focusing on color, religion, culture. Furthermore, we could say that peace is also hope, in the sense of building something unique: “ONE WORLD”. Going deeper, we can also find peace through happiness. How? Happiness means self-stability not only with yourself but also in your work, with the people around you, with your family and almost in every field of your life. So if it was your turn, how would you define peace?

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The second part of the session was focused on our qualities, on discovering ourselves and how we could, in and individual and personal way, execute this actions in order to find peace. As a result, we discovered that is not that impossible taking real actions to set peace, not in a global way but step by step we may end up building something great and that we were able to do everything we really want to do.

To sum it up, we have to say that this was a wonderful day to learn a little more about our own attitudes and to decide how or when to take actions for self-development towards peace. We have to leave because Palestinian night is about to start!!!

However, we all would like to know what is your opinion towards this topic: PEACE. You can leave us a comment in this link https://m.facebook.com/asshryo/

And remember, if you want to find love or peace in others, we have to work first in ourselves.

Ciao!!!

 

 

Wikiblog – Day 5

We can be heroes…

We woke up to a rainy day. Fortunately, it was not too cold to train. We started the process of making a special song for the project. It was really funny and inspiring trying to produce a song together. Eventually we succeeded to have many sentences in different languages. Tomorrow we will continue the song-creation and the final recording.

After lunch the rain was still pouring down. Perfect weather to see a movie! We saw a movie called Selma, which tells the story of Martin Luther King and how he led the non-violent march from Selma to Montgomery in Alabama in 1964.

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The movie was very touching and had a strong impact on us. Especially since the topic of human rights is something we are discussing a lot this week. It was inspiring to us to see how they used non-violent methods to reach their goals. We believe that we can learn a lot from it. We learned that the union of people makes us strong and can have the power to change political laws. Of course, this intention must be structured and we saw that having a strong and inspiring leader can make a big difference. This needs to be a leader that works with the support his/her followers and is not superior. Another observation from movie is that media can play a big role in effecting people. Media (reporters etc) can communicate what is happening so that people can learn what is happening in reality. For this we see a big need in today’s society. Many horrible scenes are taking place all over the world, and it is important to communicate what is happening so that everyone can have an awareness of it.

One comment we heard about the movie, from some people within the group, is “why didn’t white people take action? How could they just sit by and watch how black people were being treated?”. One reflection we have about this, is that we have similar situations going on in the world today. It is very easy to be critical of things being done in the past, but what about our actions today? A reality with wars and fleeing people. How are we responding to this? Are we doing everything that is in our power to do, or are we just sitting by and watching what is happening? As we are writing this it reminded us about a line in the song we were creating earlier today; How can I be a hero today? How can I be today’s Martin Luther King?

If you wish to add a comment, please do it in the following link: https://m.facebook.com/asshryo/

 

 

 

 

 

Youth Protagonist for Better Society

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La cooperazione, la violenza, il razzismo, i problemi dei giovani europei e soprattutto il rapporto dei giovani con la nostra Europa.

Lo scambio da la possibilità di creare cittadinanza giovanile attiva. L’obiettivo è quello di tirar fuori, esporre e analizzare gli elementi che ostacolano lo sviluppo dello spirito europeo attraverso la cooperazione per creare integrazione culturale e sconfiggere il pregiudizio tra i paesi europei.

Le attività si concentrano sul cinema, il teatro e la giocoleria attraverso le quali i ragazzi avranno modo di conoscersi ed interagire divertendosi. Le suddette attività verranno svolte in maniera non formale e con lo scopo di sviluppare creatività.

Sono in programma: giochi di fuoco, rappresentazioni teatrali e realizzazioni di video, il tutto allo scopo di conoscere altre culture permettendo di far conoscere la propria.

I ragazzi che prenderanno parte al progetto saranno protagonisti attivi del cammino verso la vittoria contro il pregiudizio e la diffidenza che spesso non ci permette di vedere gli altri come amici. Cercheremo di creare legami oltre i nostri confini per far crescere in noi la voglia di condividere la nostra cultura e magari mescolarla un pò con quella di altri paesi!

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We live together

Uno scambio internazionale dal titolo “We live Together” che vedrà coinvolti 28 partecipanti provenienti da diversi paesi del mondo quali Norvegia, Spagna, Bulgaria e Italia.Il tema dello scambio è il razzismo e i pregiudizi. L’obbiettivo dello scambio è quello di abbattere barriere e atteggiamenti razzisti provocati da stereotipi e pregiudizi alimentati dalla mancanza della conoscenza dell’altro. Le attività nel concreto si alterneranno fra sessioni “teoriche” su razzismo e pregiudizi utilizzando comunque sempre un approccio di educazione non formale ai diritti umani promosso dal programma Gioventù in Azione dalla Commissione Europea, e sessioni pratiche che vedranno coinvolte  tecniche del “Learning by doing” , che saranno di ausilio anche a bypassare il problema della lingua , andando anzi a sviluppare curiosità nel conoscere le altre lingue e modi di dire altrui. Lo scambio, l’apprendimento “pear to pear” , ossia apprendimento fra pari permette di sviluppare contestualmente due obbiettivi l’apprendimento e il confronto fra i partecipanti e al contempo coesione e formazione del gruppo stesso. Il coinvolgimento della popolazione locale nello svolgimento del progetto avrà un ruolo fondamentale sia nel ruolo di accoglienza e integrazione degli stranieri nel posto , ma anche e soprattutto nella promozione della cultura italiana e locale , e quindi ciò rappresenterà anche un punto forte nei confronti della visibilità di usi e costumi nel mondo,tale progetto è stato patrocinato dal Comune di Marineo e vede inoltre nella Fondazione Culturale G.Arnone un partner essenziale nella realizzazione dello stesso.

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We live Together – una riflessione

 

A poco meno di un mese dall’inizio delle attività del progetto We live together è possibile riuscire ad avere un quadro più esaustivo di quello che è stata questa fantastica esperienza.

Dall’uno all’otto Novembre circa trenta giovani provenienti da quattro diversi paesi, Bulgaria, Spagna, Norvegia e Italia hanno convissuto nel cuore del Comune di Marineo.

Ma cosa è accaduto durante questi giorni? Grazie al coordinamento generale della H.R.Y.O. , ente responsabile per l’attuazione progettuale ma grazie soprattutto al supporto delle Fondazioni Culturali Giocchino Arnone ed inoltre il supporto del Comune di Marineo i giovani partecipanti hanno vissuto un’ampia esperienza educativa sotto molteplici aspetti; l’aspetto culturale è stato predominante infatti non solo le culture presenti nel progetto hanno avuto modo di confrontarsi ed arricchirsi ma inoltre è stato possibile immergere i ragazzi all’interno dello specifico contesto socio culturale del territorio di Marineo. Le attività di educazione coordinate dalla H.R.Y.O. hanno funto da perno centrale per lo sviluppo delle tematiche progettuali; il progetto infatti basato sui temi dei Diritti Umani , del razzismo e dei Pregiudiziha dato modo ai ragazzi partecipanti di poter riflettere in modo personale e di gruppo sui temi, proporre delle possibili soluzioni ma soprattutto un arricchimento, anche in termini di acquisizione di nuove competenze e nuove idee progettuali le quali verranno realizzate nel prossimo futuro.

Sviluppare un processo educativo sul tema del razzismo è sembrata cosa ardua all’inizio ma alla fine i risultati delle nostre attività sono state molto apprezzate soprattutto dai ragazzi, in questi tempi di crisi economica corriamo il rischio di anteporre ai diritti le esigenze economiche, conosciamo l’importanza dell’economia per uno stato, ma per la società, per le persone è essenziale vedersi riconosciuti, se non tutti i diritti, almeno i principi espressi ad esempio all’Interno della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che ricordiamo giorno 10 Dicembre prossimo compirà il suo 65° Anniversario.

Riuscire a dare un quadro preciso delle diverse dinamiche positive che si sono riuscite a sviluppare è cosa assai ardua con un semplice articolo ma proviamo ad evidenziare alcuni aspetti; Dapprima è doveroso citare l’Agenzia Nazionale Giovani, ente responsabile per l’attuazione del Programma Gioventù in Azione in Italia, programma comunitario che ha finanziato la nostra proposta progettuale ma quello che ha reso vero questo progetto è stata la semplicità di alcuni aspetti come il facile incontro fra i giovani di Marineo e i ragazzi stranieri fino a diventare amici, gli sguardi sospettosi dei primi giorni che si son trasformati in sorrisi, il tanto lavoro logistico che ha trovato aiuto in tantissime persone, in pratica un vero e proprio coinvolgimento di tutti.

A Gennaio verranno presentati i risultati del progetto, organizzeremo un incontro all’interno del quale mostreremo anche alcuni aspetti tecnici del progetto sperando possano essere da stimolo per futuri progetti.

Gym Tollerance

gym tolleranceGym Tollerance è uno scambio di giovani incentrato sul tema della tolleranza attraverso lo sport che si svolgerà dal 20 al 28 Maggio 2013. Esso persegue l’obiettivo di uno sviluppo della comprensione reciproca attraverso attività sportive, simulazioni, attività di condivisione e giochi di ruolo. Il metodo utilizzato è l’educazione non formale per consentire a tutti i partecipanti una migliore comprensione e assimilazione dei temi proposti. La sede del progetto sarà Palermo, in Sicilia, nel convento di Carmelitani: nella città di Palermo, pochi minuti a piedi dalla stazione centrale . In questo progetto ci sono 9 Paesi partner coinvolti con 5 persone per Nazione: Repubblica Ceca, Cipro, Georgia, Grecia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia, Svezia, Ucraina, Italia.

Negli ultimi anni abbiamo affrontato numerosi studi attorno alla tematica della tolleranza in due aree geografiche distinte: la prima è l’area israelo-palestinese e la seconda è all’interno dei Balcani con una situazione delicata interna alla Repubblica di Macedonia con le sue numerose minoranze, in particolar modo quella albanese. Della prima area c’è poco da dire che non sia già noto ai più.
Per quanto riguarda la seconda area, c’è da sapere che all’interno del Paese sopra citato, oltre alla maggioranza macedone (di poco al di sopra del 60% su una popolazione di due milioni di abitanti), sono presenti numerose minoranze etniche, la più grande delle quali è quella albanese con circa il 26% sul totale degli abitanti e, per legge, l’albanese è lingua ufficiale a livello comunale nei comuni in cui vi è presenza etnica albanese superiore al 20% della popolazione. Questo è lo sfondo di un clima di tensione e di un incomprensione reciproca in cui i partiti politici estremisti fioriscono, favorendo un’ulteriore clima di intolleranza: un circolo vizioso che ci proponiamo di favorirne la cessazione.

Ma la tematica della tolleranza non è da sviluppare solo nelle aree già citate: ogni Paese, chi più chi meno, ha i propri conflitti interni riguardanti l’intolleranza verso questa o quella etnia. Affrontare insieme l’argomento della tolleranza, non potrà che dare beneficio a tutti i suoi partecipanti. Ci sarebbe piaciuto far partecipare associazioni provenienti sia da Israele che dalla Palestina, ma purtroppo non è stato possibile. Siamo invece riusciti a coinvolgere un’associazione Macedone e altre provenienti dai Balcani, con problematiche simili. In ogni caso questi studi fatti in passato ci hanno motivato a realizzare comunque un progetto che favorisse la comprensione reciproca fra i diversi Paesi.
Attraverso il linguaggio comune dello sport puntiamo ad aumentare la comprensione reciproca e la tolleranza nonché, infine, gettare le basi per una cooperazione giovanile per progetti futuri che coinvolga le delegazioni invitate.

 

Visita il sito internet

 

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Europe For Peace

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Scambio di Giovani

Italia – Turchia – Francia – Spagna – Germania – Grecia – Estonia

 

Il progetto è ispirato ai valori della Pace e della nonviolenza ed è basato sull’educazione ai diritti umani tramite varie metodologie educative promosse a livello internazionale da enti come il Consiglio d’Europa. Ispirati dalle parole del premio Nobel per la Pace Tenzin Gyatso “la pace si trova dentro se stessi. La violenza provoca sofferenze, la pace si ottiene non pregando, ma si genera all’interno di se’ e poi nella propria famiglia” si è pensato di sviluppare un progetto dove i giovani europei partecipanti partissero da un punto di vista diverso. Non potendo fermare i bombardamenti e le guerre, che fino a poche settimane fa mietevano vittime a poche centinaia di chilometri dalle coste siciliane, si vuol riflettere invece su cosa e possibile immediatamente fare per avviare un percorso pacifico e nonviolento di risoluzione dei conflitti: partire dalle persone, dai giovani che saranno appunto leader del domani.

Youth In Action Programme Spot

A message of peace

VIDEO PRODOTTI DAI PARTECIPANTI SUI DIRITTI UMANI NEI RISPETTIVI PAESI

Turchia:

Francia:

Germania:

Grecia:

All without borders

all without borders

Scambio Giovanile

Italia-Malta-Spagna-Portogallo-Grecia-Francia

 

“All without Borders” perché immaginiamo un mondo senza confini dove gli uomini, come cita il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, devono agire in spirito di fratellanza gli uni verso gli altri.
Il progetto è uno scambio internazionale multilaterale (Yia azione 1.1) con la partecipazione di sei paesi del Mediterraneo: Portogallo, Spagna, Malta, Grecia, Francia e Italia per un totale di trenta partecipanti (4 partecipanti da ogni paese + 1 youth leader).
Il progetto si basa sui temi del programma Gioventù In Azione e mira ad essere il punto di contatto tra la tematica annuale 2010 della Commissione Europea e quella 2011; lotta contro l’esclusione sociale e promozione del volontariato come buone pratiche di sviluppo per l’individuo e la comunità sono i temi delle attività che dureranno sei giorni, il progetto sarà coordinato dalla H.R.Y.O. –  Human Rights Youth Organization (Italia) e si terrà nel sud Italia, Sicilia, Palermo nell’ex convento dei Carmelitani; il progetto si basa sul metodo di apprendimento non formale e in particolare sulle attività tratte dal Compass Manuale sull’Educazione ai Diritti Umani con i giovani in unione con la metodologia propria della H.R.Y.O. “Laboratorio creativo”(metodo di non-formal learning).

Durante lo scambio i partecipanti  parleranno del progetto e svilupperanno un sito web incoraggiando i giovani nei loro paesi di agire su varie problematiche.

 

gia ita