Scambio di buone pratiche: l’accessibilità delle piattaforme digitali

Si è concluso dopo 14 mesi di lavoro con un meeting a Salamanca, in Spagna, il progetto di scambio di buone pratiche nell’accessibilità delle piattaforme digitali tra giovani con disabilità.

L’incontro finale è stato anche l’evento moltiplicatore del progetto. Ad ospitare l’evento, l’Europe Direct di Salamanca, dal 2 al 3 febbraio. Cinque le organizzazioni coinvolte, che hanno partecipato con i loro operatori e con i volontari: HRYO – Human Rights Youth Organization (Italia), FUNDACIÓN ASPAYM CASTILLA Y LEÓN (Spagna), BIDERBOST BOSCAN & ROCHIN SL (Spagna), NARODNO CHIITALISHTE BADESHTE SEGA 2006 (Bulgaria) e ROSTO SOLIDÁRIO (Portogallo).

Il progetto si è posto cinque obiettivi principali: lo scambio di buone pratiche sull’uso di piattaforme digitali per la partecipazione dei giovani accessibili a tutti, indipendentemente dalle barriere di cui possono fare esperienza, come la disabilità, per migliorare le competenze civiche dei giovani europei; lo scambio di buone pratiche sui meccanismi per consentire una partecipazione pluridimensionale dei giovani e che permetta loro di inserirsi in ogni momento del ciclo civico democratico a prescindere dalle loro disabilità; lo scambio di buone pratiche sulla creazione e sull’attuazione di strumenti  così da garantire la partecipazione digitale di alcuni gruppi e l’inclusione degli stessi nella strategia di empowerment civile del cittadino; lo scambio di buone pratiche sulle strategie d’uso e sulla visibilità delle piattaforme digitali in termini di accessibilità; lo scambio di buone pratiche sul coinvolgimento di personalità della politica in questi tipi di progetto.

Grazie allo scambio di buone pratiche, i partner del progetto hanno potuto migliorare le proprie competenze, il modo di pensare e la loro conoscenza sull’argomento in questione.

Per poter raggiungere questi obiettivi, i partner hanno analizzato e valutato 20 piattaforme digitali dei seguenti settori della partecipazione dei giovani: partecipazione politica, servizi pubblici, social networks e cultura. Ciascun partner ha quindi predisposto un template di valutazione per identificare le caratteristiche fondamentali e trarre le proprie conclusioni.

I risultati, alla fine, sono molteplici. Per i Youth worker, facilitatori ed educatori, si prevede il fornire loro un nuovo strumento di lavoro concreto con le raccomandazioni su come usarlo per favorire l’accessibilità dei giovani sulle piattaforme politiche e civiche. L’impatto sui 5 partner è stato significativo, poiché il training si occupava dell’accessibilità dei giovani a tutte le risorse, a prescindere dalla loro disabilità, requisito fondamentale al giorno d’oggi. L’impatto sulle altre associazioni giovanili sarà valutabile in misura della visibilità e delle attività di disseminazione.

A Salamanca, secondo una formula consolidata, non è mancato l’incontro con le autorità cittadine, che si sono mostrate molto disponibili al confronto sui problemi legati alla accessibilità delle piattaforme elettroniche, soprattutto tra giovani con disabilità.

Nella seconda metà dell’incontro si sono svolte due tavole rotonde, una per i giovani e l’altra con gli operatori giovanili, nelle quali sono state condivise opinioni e nozioni sul progetto.

Con lo stesso punto d’incontro all’Europe Direct di Salamanca, l’evento moltiplicatore si è svolto la mattina del 2 febbraio con la presenza di tutti i partecipanti e anche di alcuni ospiti di diverse organizzazioni locali. L’evento è stato trasmesso in streaming sulla piattaforma Facebook di NC Future Now dal nostro partner bulgaro. Pablo Nicolas Biderbost, dell’Università di Salamanca,  ha anche tenuto un discorso su “Piattaforme di partecipazione digitale: una valutazione completa del loro utilizzo tra i giovani europei”.

I diversi punti di vista sono stati esposti da professionisti esterni al progetto, mentre il cuore dell’incontro è stata la presentazione del progetto e dei suoi risultati. Rosto Solidário ha spiegato il Manuale e la sua organizzazione, HRYO la metodologia del progetto e NC Future le conclusioni finali e le raccomandazioni. L’evento si è concluso anche con le testimonianze dei partecipanti sul progetto.

“Welcome, inclusion” è per tutti

“Welcome, inclusion” è il titolo della campagna sulla disabilità che HRYO, Human Rights Youth Organization, lancia da Palermo chiamando a raccolta le energie buone della società per diffondere prassi positive. E per farlo utilizza un linguaggio diverso da quello canonico: il fumetto coniugato al virtuale. Un modo per intercettare vecchie e nuove generazioni. Dal 15 novembre al 3 dicembre – dal 1981 celebrata come la Giornata internazionale delle persone con disabilità – sui canali social dell’organizzazione umanitaria verranno pubblicate le illustrazioni realizzate da Ester Cardella (classe ’92, Ester Cardella è molto conosciuta ed è apprezzata per il suo stile a tema erotico e dark). La campagna sociale di HRYO ha ricevuto la collaborazione della FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela) e del comitato “Siamo handicappati no cretini”, di Arci Tavola Tonda e di Raizes Teatro.

Le illustrazioni svelano dieci storie diverse. La prima vignetta comparirà domani mattina, 16 novembre, sui canali social di HRYO. Si parla di malattie. Se ne parla perché fanno parte della vita e non si dovrebbe finire col credere di essere “diversi” solo perché malati, se ne parla come delle esperienze che si vivono, delle gioie e dei dolori. Ma in realtà quello che da alcuni viene visto come una diminuzione del valore complessivo della persona è solo un altro dei suoi dati caratteristici, come gli occhi neri o la calvizie. La campagna sociale di HRYO mira a sottolineare che il ripudio del diverso, la mancata considerazione che nelle qualità immanenti dell’essere umano c’è proprio la bellezza della diversità siano i drammi della questione.  Le illustrazioni man mano si aggiungono ad una mostra virtuale che, dal 3 dicembre, si svelerà pienamente al pubblico anche in uno spazio fisico, ai Cantieri Culturali della Zisa.

“Il punto è quello che un malato, un ‘non valido’ se vi piace di più, non è, al contrario di quanto si vorrebbe far credere, una mera categoria: è prima di tutto un essere umano e come tale deve essere considerato – dice il direttore di HRYO, Marco Farina -. Per questo essere umano tutto sarebbe più facile se i ‘sani’, i ‘validi’, quando lo vedono attaccato a un device di supporto, o brancolare sperduto senza punti di riferimento perché cieco, o in preda a raptus, o teso ad acchiappare un ricordo che non c’è più non apparissero disorientati e ansiosi di rassicurare sé stessi, misurando invece la percezione della diversità. C’è infine un equivoco di fondo, i diversabili non sono tutti migliori o peggiori, possono essere come i cosiddetti abili anche antipatici, cattivi, di malumore. C’è anche un testimonial per la nostra campagna, che è lo scrittore e blogger Giovanni Cupidi, un’anima bella e un cervello geniale che ha aderito immediatamente e ci ha aiutati ad individuare opacità e pregiudizi.”

Giovanni Cupidi, 44 anni, dall’età di 13 è affetto da grave tetraplegia spinale. Nonostante le difficoltà dovute alla patologia ho conseguito la Laurea in Scienze Statistiche ed Economiche e successivamente il Dottorato di Ricerca in Statistica Applicata presso l’Università degli Studi di Palermo. Da aprile 2014 ricopre la carica di vicepresidente della associazione Insieme per l’Autismo ONLUS e da aprile 2018 è vicepresidente del Comitato Siamo Handicappati No Cretini. A luglio è stato nominato vicepresidente Area Sud della FIRST. 

Giovanni Cupidi, vicepresidente del Comitato Siamo Handicappati No Cretini

“Quando sono stato contattato DA HRYO per questo progetto in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità l’ho trovato subito interessante e anche diverso dalle solite iniziative messe in campo in questi anni – afferma Giovanni Cupidi -. Usare l’arte per rappresentare e raccontare la realtà, e in questo caso specifico l’inclusione delle persone con disabilità nella nostra società, mi è parso potesse essere più efficace di tante parole usate fin troppo e che a volte lasciano il tempo che trovano. Poi, nel mio piccolo e a mio modo, non certo bene come l’artista scelta per questa mostra, utilizzo il disegno come ulteriore forma di comunicazione e quindi mi sono sentito ulteriormente a mio agio nel dare il mio contributo. Oggi – prosegue Cupidi – è ancora e più che mai necessario parlare di disabilità e farlo nella maniera più opportuna, e soprattutto dei temi più importanti. In questi anni si è discusso molto di assistenza domiciliare e non da garantire alle persone con disabilità, specialmente quelle con patologie più gravi, e sebbene questo sia un tema sempre all’ordine del giorno, perché parliamo di esigenze primarie,  non è assolutamente sufficiente e non rispecchia quelle che sono tutte le necessità reali. Temi come quelli del lavoro, ad esempio, o della mobilità dentro e fuori le nostre città,  o ancora della sessualità e della affettività,  sono esigenze legate alla cosiddetta “vita indipendente” di cui però spesso se ne fa un uso limitato e limitativo, non possono più non essere presi in considerazione. Ecco perché, avendo potuto vedere le tavole realizzate da Ester Cardella, ho potuto scorgere alcuni di quei temi di cui invece bisogna parlare e mettere a disposizione nuove idee e riconoscere diritti.”

“E’ stato bellissimo per me realizzare le illustrazioni per questa campagna – dice Cardella -. I temi che abbiamo affrontato sono spesso dei tabù, e troppo spesso si dice che alcune persone “non possono fare”. Io credo che la volontà sia uno dei motori più importanti della vita, e queste storie vogliono dimostrarlo”.

Scambio di buone pratiche in materia di accessibilità delle piattaforme elettroniche

Lo scorso dicembre abbiamo intrapreso un nuovo percorso con l’avvio del progetto “Scambio di buone pratiche in materia di accessibilità delle piattaforme elettroniche tra giovani con disabilità” di cui H.R.Y.O. è il partner italiano.

Il progetto, della durata di quattordici mesi, è coordinato dall’organizzazione spagnola ASPAYM Castilla y León e vede coinvolti quattro paesi europei: Spagna (Biderbost, Boscan & Rochin), Portogallo (Rosto Solidário), Bulgaria (NC future Now) e Italia. 

Grazie allo scambio di buone pratiche, le organizzazioni partner saranno in grado di accrescere le loro competenze in materia di accessibilità delle piattaforme elettroniche e di conoscere nuove metodologie per migliorare la partecipazione dei giovani. 

Ecco alcuni dei tanti aspetti che verranno analizzati per rendere le piattaforme accessibili e utilizzabili, oltre che per promuovere un approccio più inclusivo possibile:

Cos’è l’accessibilità? Cosa rende una piattaforma elettronica accessibile ai giovani e alle persone con disabilità? Quali strategie utilizzare per rendere la partecipazione dei giovani multidimensionale e per promuoverne la partecipazione civica? 

In particolare, ogni partner valuterà delle piattaforme elettroniche appartenenti a svariati settori che riguardano la partecipazione dei giovani, dalla partecipazione politica ai servizi pubblici, ai social network, alla cultura. Le caratteristiche di cui si terrà conto saranno il design della piattaforma, il livello di l’accessibilità e le tipologie di disabilità prese in considerazione. 

Per seguire lo sviluppo del progetto, seguici su Instagram @eparticipationplatform e Twitter @_eParticipation.

Journey to activism and advocacy

The third International Training Course that took place in Cyprus at the end of October, represents the last step in the implementation of the project #GetUpStandUp.

After being introduced to the general concepts of advocacy and activism and also to the main purpose of the Get Up Stand Up project, we have been given the chance to analyse the processes involved in the building of a structured dialogue conference. 

Afterwards, we have discussed the definitions of violence and conflict, as opposed to the culture of peace. This terminology has been subsequently applied to the broad concept of advocacy, which we have examined through the lens of the advocacy cycle. We have applied the first steps of such tool to practical cases of advocacy relative to different matters (LGBTQ rights, environmental issues, online bullying, the prohibition of sex education in Czech Republic and refugees conditions in the Greek camps). 

It has been very challenging to work on such crucial topics and trying to be realistic in the development of an effective advocacy strategy.

During the last sessions, we have also simulated meetings with different stakeholders, which involved the implementation of a lobbying strategy. 

The tools and skills we have improved also included active listening, effective communication strategies, time management and the use of emotion in human rights campaigns. 

Being all involved in youth movements, we now have new useful insight and resources to tackle some of the most challenging tasks that need to be carried out within such environment. 

We are overall really happy about this experience and eager to put out knowledge into practice.

Chiara Toselli

Sara Badilini

Un grande esordio per “E.M.P.O.W.E.R. Youth”

Nel mese di ottobre si è svolto il primo incontro del progetto “E.M.P.O.W.E.R. Youth” che ha coinvolto un gruppo di ragazzi che frequentano il liceo Benedetto Croce di Palermo.
In questo primo appuntamento ci siamo dedicati all’introduzione del progetto e del programma Erasmus +  proseguendo con un approfondimento sulla politica e sulle istituzioni dell’Unione Europea.
La curiosità dei partecipanti ha stimolato un interessante dialogo che ha permesso loro di essere parte attiva e non semplici uditori.
Abbiamo percepito da parte dei giovani tanta voglia di conoscere la realtà che li circonda, approfondire temi già affrontati in classe, durante le lezioni, e riflettere sulla realtà politico-istituzionale in maniera critica.
L’interazione dei rappresentanti politici e dei decisori con i giovani locali può
portare a nuove sfide come l’attuazione delle proposte emerse dal dialogo con i giovani che si svilupperà nei prossimi mesi.
Siamo molto soddisfatti di come stia prendendo forma questo percorso che avvicinerà i giovani alle istituzioni e stimolerà la loro cittadinanza attiva attraverso l’impegno per le questioni politiche nella propria comunità e all’interno dell’Unione Europea.
Grazie alle tematiche affrontate e all’ambizione degli obiettivi perseguiti, il progetto “E.M.P.O.W.E.R. Youth” è stato riconosciuto meritevole dal sindaco Leoluca Orlando che ne ha concesso il patrocinio gratuito del Comune di Palermo.

[:it]Diamo il via al progetto “E.M.P.O.W.E.R. Youth” [:]

[:it]

I giovani sono attori chiave per la realizzazione della democrazia e di tutti i valori europei e al contempo hanno anche un ruolo cruciale nello sviluppo della loro comunità locale. 

H.R.Y.O. ha recentemente condotto un’indagine sulla condizione dell’educazione civica e politica e l’impegno dei giovani nel contesto locale, all’interno del progetto “U-Civic”. I risultati hanno mostrato uno scenario critico. Vi è una generale sfiducia nei governi e nei politici e una concreta difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni alla partecipazione politica attiva. La situazione è molto più difficile per coloro che vivono nelle periferie o in quartieri difficili, compresi i giovani con minori opportunità, che si sentono sottorappresentati. 
Il progetto “E.M.P.O.W.E.R. Youth” vuole coinvolgere le nuove generazioni attraverso un dialogo strutturato con le istituzioni che permetta di raggiungere i seguenti obiettivi: 

  • migliorare la partecipazione attiva dei giovani nelle comunità locali, nazionali ed europee;
  • rafforzare l’impegno dei giovani in campo politico e nell’elaborazione delle politiche attraverso il dialogo e i meccanismi partecipativi;
  • realizzare la cittadinanza, la democrazia e altri valori europei, promuovere l’inclusione dei giovani con minori opportunità e sensibilizzare sulle opportunità offerte dall’UE;
  • migliorare la fiducia nelle istituzioni.

Il progetto coinvolgerà giovani tra i 16 e i 30 anni provenienti da diversi contesti della provincia di Palermo, inclusi giovani con minori opportunità. Per ogni attività saranno coinvolti rappresentanti delle istituzioni locali e del comune, decisori e ed esperti con una formazione politica e/o accademica.

Il progetto sarà sviluppato in sei incontri che prevedono diverse attività tra cui: brainstorm, discussione con esperti e decisori sui meccanismi politici e le istituzioni, dialogo sulla cittadinanza europea e sulla partecipazione attiva, uso di un toolkit digitale, workshop sul processo di elaborazione delle politiche, SWOT analysis sulle esigenze della comunità locali, la simulazione di un processo decisionale e, infine la presentazione di un’iniziativa dei cittadini.

“E.M.P.O.W.E.R. Youth” permetterà di ridurre la distanza tra i giovani e le istituzioni, accrescere la loro consapevolezza sull’importanza della cittadinanza attiva e sviluppare un pensiero critico sulle questioni politiche lavorando in gruppo e utilizzando differenti metodologie.

Siamo convinti che il progetto possa apportare benefici a lungo termine anche alla comunità locale che sarà incoraggiata a riflettere sul tema attraverso le iniziative in cui i nostri partecipanti saranno coinvolti. 

Il progetto rientra nell’azione chiave 3 ed è co-finanziato dal programma Erasmus +.[:]

A more committed Europe through “Europe 4 All”

The democratic engagement and the civic participation of youth are achieved through education and their democratic participation in the communities, respect and appreciation of diversity and social responsibility.

The project “Europe 4 All” is designed to give European citizens the opportunity to be protagonists in the creation of a more committed Europe, through the mutual work of people from different cultures and social contexts, on themes of great interest for civil society, EU and institutions.

“Europe 4 All” involves six partners: Association for sustainable development Sfera Macedonia (Republic of Macedonia), Cross Culture International Foundation CCIF (Malta), Kontakte für Europa e.V. (Germany), PERTEJ BARRIERAVE (Albania), Centro di Studi ed Iniziative Culturali “Pio La Torre” ONLUS and Human Rights Youth Organisation H.R.Y.O. (Italy).

The project deals with several aspects concerning the role of youth in connection with the EU. It aims to: promote the EU values and benefits, observe the election processes in the countries involved and in the EU in general, research the reasons for the lower voting turnout in the past years, propose solutions to the problems, engage youngsters to become active citizens, promote volunteering and active citizenship, deepen the knowledge of youth about EU institutions and policies, understand the democratic processes and motivate young people to develop a stronger connection with the European Union.

The project is co-funded by the Europe for Citizens Programme of the European Union.

[:it]Progetto “U-Civic”: innovazione nell’educazione civica per i giovani di Europa e America Latina[:en]”U-Civic” project: innovation in civic education for young people of Europe and Latin America[:]

[:it]

U-Civic è un progetto realizzato da Human Rights Youth Organisation (HRYO) in Italia, Asociación Civil Gurises Unidos in Uruguay, Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (CEPAG) in Paraguay and Biderbost, Boscán & Rochin (BB&R) in Spagna. Si inserisce nel quadro della key action 2, riguardante la cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche, e specificamente nell’azione di rafforzamento delle capacità per i giovani dei paesi dell’ACP, America Latina e Asia. È finanziato con il sostegno del programma Erasmus+ della Commissione Europea.

La premessa su cui si basa la proposta progettuale è la diminuzione della legittimazione politica tra i giovani Europei e Latinoamericani e la conseguente compromissione della qualità della democrazia, soprattutto tra i giovani appartenenti alle classi sociali meno abbienti.

L’idea principale del progetto concerne l’utilizzo di nuove tecnologie per l’educazione civica. La creazione di nuove conoscenze per supportare gli youth workers nell’incremento delle competenze politiche tra le nuove generazioni.

Pertanto “U-Civic” intende: realizzare uno scambio di buone pratiche (tra Italia, Paraguay, Spagna e Uruguay) su cui le strategie operino efficacemente e che siano allettanti per la legittimazione civica e politica delle nuove generazioni (specialmente i giovani con minori opportunità). Inoltre, è prevista la creazione di un Toolkit virtuale e gratuito per l’empowerment civico-politico delle nuove generazioni.

Nonostante i differenti contesti in cui operano le quattro organizzazioni, possiedono tutte delle peculiarità che rendono significativo il loro contributo al progetto.

HRYO è un’organizzazione non governativa i cui obiettivi principali riguardano il rafforzamento dei diritti umani e la legittimazione politica dei giovani con minori opportunità.

Gurises Unidos si dedica alla protezione dei diritti umani, specialmente dei bambini e dei giovani, delle loro famiglie, comunità e dei contesti vulnerabili in Uruguay.

CEPAG è un’organizzazione focalizzata sullo sviluppo dei giovani, soprattutto i lavoratori e coloro che hanno meno opportunità.

BB&R è un’impresa internazionale di consulenza con un rilevante ruolo nell’ambito dell’educazione civica per i giovani.

Le quattro entità hanno pregevoli esperienze di promozione della democrazia e responsabilizzazione politica in contesti vulnerabili, quindi sono pienamente qualificate per raggiungere gli obiettivi del progetto. Così, la promozione della partecipazione politica e l’empowerment saranno perseguiti con una buona pianificazione da parte delle quattro organizzazioni, coinvolgendo gli youth workers nell’implementazione delle competenze civiche.

Durante il progetto HRYO coordinerà ogni fase del programma e si interfaccerà con l’EACEA, l’Agenzia esecutiva della Commissione Europea per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura.

I partners implementeranno diverse attività, senza trascurare la connessione con le organizzazioni e l’amministrazione a livello locale, regionale e nazionale.

L’elemento innovativo del progetto, cioè la creazione del Toolkit, sarà il risultato di un processo che si sviluppa attraverso varie fasi dell’implementazione e di conseguenza il suo impatto sarà valutato attraverso la comparazione tra i fruitori e i non fruitori.

La realizzazione del progetto ha previsto una riunione di coordinamento, seguita da un questionario online e un focus group finalizzati alla raccolta di informazioni sugli youth workers, sul possibile contenuto dell’App e le opportunità per i giovani. In seguito all’analisi dei risultati, le organizzazioni realizzano uno scambio di buone pratiche attraverso il coinvolgimento dei lavoratori e dei giovani. Al termine di questa fase, i partners iniziano a preparare il prototipo del Toolkit basandosi sui bisogni dei partecipanti.

Le organizzazioni raccoglieranno le reazioni sull’App e successivamente creeratnno la versione definitiva. In seguito, durante la mobilità a Montevideo, un gruppo di youth workers, selezionati dai quattro paesi, saranno formati sull’utilizzo e l’applicazione del Toolkit. In questo modo gli youth workers sperimentano il supporto digitale nel loro lavoro, al fine di promuovere le competenze civiche quali cittadinanza attiva, conoscenza della politica, attenzione e partecipazione alla politica, efficacia e tolleranza politica.

Il progetto proseguirà con un’altra mobilità finalizzata alla valutazione dell’impatto della App. Sulla base di questa esperienza, i partners creeranno un libro digitale sull’utilizzo del Toolkit.

Alla fine del progetto la App gratuita sarà caricata sulle piattaforme Google Play/iTunes Store e in seguito i partners ne promuoveranno l’uso con incontri nazionali programmati.

Il progetto fornisce risorse materiali per la formazione e strumenti per la formazione degli youth workers, prevede riunioni, report e strumenti per la promozione delle competenze chiave dei giovani.

I principali risultati del progetto saranno: metodi di formazione per youth workers e formatori, cooperazione, attività di interconnessione e apprendimento tra pari, metodi che promuovano le competenze chiave dei giovani.

I risultati del progetto saranno diffusi attraverso pagina web, social networks, incontri strategici che coinvolgano le imprese, video ed e-books, workshop e la pubblicazione su Erasmus + Project Results Platform.

[:en]

U-Civic is a project implemented by Human Rights Youth Organisation (HRYO) in Italy, Asociación Civil Gurises Unidos in Uruguay, Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (CEPAG) in Paraguay and Biderbost, Boscán & Rochin (BB&R) in Spain. It falls within the framework of key action 2, namely cooperation for innovation and the good practices exchange, and specifically on the action of Capacity Building for Youth in ACP countries, Latin America and Asia. Funded with support from the Erasmus+ Programme of the European Commission.

The premise to the project proposal is the decreasing political empowerment among European and Latin American young people. As a result, the quality of democracy could be described as undermined, above all among young people belonging to the poorest social classes.

The main idea of the project is to use new technologies for civic education. Generating new knowledge on how to support youth workers to increase the political competencies among new generations.

Therefore, the “U-Civic” aims to: generate an exchange of good practices (between Italy, Paraguay, Spain and Uruguay) on which strategies really work and are attractive for the civic-political empowerment of new generations (specially youngsters with fewer opportunities). In addition, it is planned to set up a free virtual ToolKit for civic-political empowerment of new generations.

In spite of the different environment where the organisations operate, they all have specific features which makes a significant contribution to the project.

The HRYO is a non-governmental organisation which has as principal objectives the enhancement of human rights and the political empowerment of young people with fewer opportunities.

The Gurises Unidos is devoted to the protection of human rights, especially about children and young people, their families, communities and vulnerable contexts in Uruguay.

The CEPAG is an organization focused on the development of young people, above all workers and those who have fewer opportunities.

The BB&R is an international consulting firm with a prominent role in the field of civic education for young people.

All the four organizations have valuable experience of democracy-building and political accountability in vulnerable context, so they are fully qualified to operate in order to reach the objectives. Therefore, the promotion of political participation and empowerment is going to be pursued with good planning by the four entities, involving youth workers in implementing civic competencies.

During the project HRYO is going to coordinate each step of the program and it will interface with the EACEA, the Education, Audiovisual and Culture Executive Agency of the European Commission.

All the organizations will implement several activities, without overlooking the connection with the organizations and the administration at the local, regional and national level.

The innovative element of the project, namely the creation of the Toolkit, is going to result from a process developed along the different phases of the implementation and, subsequently, its impact will be evaluated through the comparison of users and non-users.

The implementation of the project foresaw a coordinating reunion, followed by online survey and a focus group aimed at collecting information about youth workers, possible content of the App and opportunities for young people. After the analysis of the results, the organizations realize the exchange of good practices through the involvement of workers and young people. At the end of this phase, the partners start to prepare the prototype of the Toolkit based on the needs of the participants.

The organizations are going to collected feedbacks on the App and then they draw up its final version. After that, during a mobility in Montevideo a group of youth workers, selected from the four countries, are going to be trained about the use and the application of the Toolkit. Therefore, the youth workers are going to experiment this digital support in their job, in order to foster the civic competences like active citizenship, political knowledge, political attention, political participation, political efficacy and political tolerance.

The project will continue through another mobility aimed at evaluating the impact of the App. Based on the experience, the partners will create a digital handbook on the use of the Toolkit.

At the end of the project the free App will be uploaded on Google Play/iTunes Store and then the partners will promote the use of the App by planning national meetings.

The project provides for training resource materials, training tools for youth workers, meeting, report and tools fostering young people’s key competencies.

The main outcomes that will result are: training methods for youth workers and trainers, cooperation, networking and peer-learning activities, methods fostering young people’s key competencies.

The project’s results will be disseminated through web page, social networks, strategic meetings involving firms, videos and e-books; workshops and the publication on the Erasmus + Project Results Platform.

[:]

[:en]uCivic. Using new technologies for civic education.[:]

[:en]Quality of democracy is measured through the level of involvement of citizens in political activities such as voting or presenting initiatives of laws and policies. Although new generations of citizens express themselves more through virtual channels, their political participation via traditional channels is decreasing in most Western countries. Euro-barometer and Latino-barometer have offered enough empirical evidence about this process.

 

While historical political actors (political parties, trade unions and lobbies) and institutions (parliaments) still play roles defined in the 19th century dictionary of democracy, young people are thinking in terms of demands and protests via social media. This political gap is even worse in the case of those young people who belong to the poorest social classes. In a landscape of this kind, quality of democracy is clearly diminished as a consequence of the low levels of conventional political activities exercised by the “replacement generation”. In other words, no young voices expressed means no young voices heard when public policies are designed.

 

“uCivic” aims two objectives: (1) Generate an exchange of good practices (between Italy, Paraguay, Spain and Uruguay) on which strategies really work and are attractive for the civic-political empowerment of new generations (specially youngsters with fewer opportunities). (2) Develop a free virtual ToolKit for civic-political empowerment of new generations. The exchange of good practices and the ToolKit will support organisations and youth workers to execute activities focused on the increase of civic education and political competences of young people with fewer opportunities. Both will include theoretical and practical contents to enable the development among young generations of six specific political competences: active citizenship, political knowledge, political attention, political participation, political efficacy and political tolerance.

 

“uCivic. Using new technologies for civic education. Generating new knowledge on how to support youth workers to increase the political competencies among new generations” (589682-EPP-1-2017-1-IT-EPPKA2-CBY-ACPALA) is a project implemented by Human Rights Youth Organisation (HRYO), Biderbost, Boscan & Rochin (BB&R), Centro de Estudios Paraguayos Antonio Guasch (Cepag) and Asociación Civil Gurises Unidos (Gurises Unidos). Funded with support from the Erasmus+ Programme of the European Commission.[:]

[:it]Giovani in europa, il racconto di Valeria.[:]

[:it]Il progetto “Giovani in Europa – to be or not to be” si è articolato in diverse fasi che hanno previsto un momento formativo in sede e un’esperienza più pratica durante la mobilità presso lo youth center del paese per cui siamo stati selezionati.

Il primo incontro presso HRYO è servito a comprendere come si sarebbe sviluppato il progetto in linea generale. In questa occasione è stato introdotto il mondo Erasmus +, il ruolo dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e le keyactions.

In un successivo meeting è stata presa in considerazione la guida Erasmus + e ne sono stati esaminati alcuni passaggi riguardanti le azioni chiave e i relativi obiettivi. È stato poi spiegato passo per passo il procedimento da utilizzare per scrivere un progetto e la modalità di compilazionedel form necessario all’inoltro della proposta progettuale. Contestualmente sono stati dati dei suggerimenti pratici per una migliore riuscita del lavoro.

Il periodo di mobilità in Lettonia prevedeva che collaborassimo con lo youth center B.u.M.S. situato nel distretto di Gulbene, a Ranka.

Al nostro arrivo leyouthworkers Jana e Aigasi sono subito rese disponibili a farci conoscere l’area geografica in cui ci trovavamo e a descriverci il loro lavoro.

L’approccio flessibile delle due youthworkerse la loro apertura a qualsiasi nostra richiesta e iniziativa ci ha permesso di organizzare le nostre giornate in manierastimolante. Inizialmente ci sono state illustrate le dinamiche dello youth center e le attività che si sviluppano nella regione, compresi i progetti già portati avanti dallo stesso. Uno di questi prevedeva la creazione di una escape room che promuovesse una forma innovativa di educazione non formale. Jana ci ha dato la possibilità di provare l’escape room tutti insieme e questo ha innescato un primo approccio al lavoro di gruppo.

In seguito, ci è stato proposto di organizzare una giornata di attività simulando la pianificazione prevista solitamente da un progetto europeo. In questo modo le successive giornate presso lo youth center sono state organizzate sulla base della preparazione a questo evento.

Come previsto dall’infopack abbiamo partecipato come volontari alla maratona che si è tenuta a Riga. Il nostro ruolo prevedeva la preparazione di bicchieri d’acqua e bibite energetiche da porgere ai corridori al loro passaggio. Ho notato che i giovani del distretto, alcuni davvero piccoli, si sono dati da fare senza sosta per la migliore riuscita del compito affidatoci. Per noi cinque è stata un’ulteriore prova di lavoro in team e cooperazione con i giovani del luogo.

Approfittando del giorno libero, abbiamo trascorso un’altra giornata nella capitale facendo un po’ i turisti per la città.

Al rientro da Riga il gruppo si è dedicato a strutturare la giornata di workshop con delle attività che potessero permettere ai partecipanti di riflettere e apprendere qualcosa sulla tematica scelta cioè la cittadinanza europea.

Jana ci ha incoraggiati a lavorare con la massima libertà offrendoci al contempo il giusto supporto e la disponibilità a qualsiasi suggerimento.

Ci siamo documentati sugli elementi dell’educazione non formale che potessero essere da noi adoperati, sulle attività di ice-breaking, energizer e team building. Il nostro impegno si è focalizzato sulla possibilità di stimolare il coinvolgimento dei giovani e le loro idee legate all’Unione Europea e al contempo rendere tutto interessante e divertente. Abbiamo collaborato tutti alla pianificazione, ognuno secondo le proprie conoscenze, la propria inventiva e il proprio punto di vista.Abbiamo persino sperimentato delle attività in prima persona per capire se fossero concretamente realizzabili negli spazi a nostra disposizione. Abbiamo ideatouna complessa attività ispirata al gioco dell’oca che integrasse domande, cruciverba, piccoli giochi e stimolasse la strategia e la collaborazione di gruppo.

L’invito a questo evento è stato esteso non solo ai giovani locali di Ranka ma anche a quelli del distretto di Gulbene, per un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni.

Questa giornata di international workshop ci ha permesso di toccare con mano la differenza tra la teoria e la pratica. Ci siamo confrontati con delle difficoltà e abbiamo dovuto comprendere come affrontare insieme gli imprevisti. Inoltre, è stato utile capire le dinamiche di gruppo e il proprio approccio personale al lavoro. Il feedback ricevuto dai ragazzi al termine della giornata è stato molto positivo. Inoltre, Jana e Aiga hanno osservato il nostro operato e al termine del workshop ci siamo riuniti per fare una valutazione complessiva dell’evento.

Nei giorni successivi abbiamo dedicato i giorni liberi ad un viaggio “on the road” in Estonia che ha ulteriormente consolidato il nostro gruppo e arricchito la nostra esperienza. Con spirito avventuroso abbiamo scoperto luoghi incantevoli.

In seguito, siamo entrati in contatto con la realtà di Gulbene, trascorrendo due giorni presso lo youth center Baze. Abbiamo conosciuto altri youthworkers e la responsabile, Anita, che si è resa disponibile a spiegarci come si lavorasse lì.Abbiamo così ricevuto altre nozioni pratiche in merito ai partenariati e allo sviluppo dei progetti europei.

Durante la permanenza in Lettonia abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi luoghi del distretto grazie all’inesauribile voglia di Jana di mostrarci le bellezze della sua terra. Ci ha persino accolti a casa sua facendoci sperimentare la vita in fattoria e mettendo a disposizione la sua sauna per condividere momenti di relax.

Così, passando dai laghi al castello appartenuto alla moglie di Tomasi di Lampedusa, fino ad una piccola fabbrica di caffè, abbiamo scoperto tanti luoghiaffascinanti. Tutto questo coronato dalla ricca cucina lettone che ci ha piacevolmente stupiti ed uniti.

Prima della conclusione della nostra mobilità siamo stati invitati a partecipare alla conferenza “Be In” dedicata all’inclusione sociale e alla gamification. Dopo una breve introduzione alla tematica del progetto, abbiamo svolto attività di ice-breaking e team building all’aria aperta insieme agli youthworkers del distretto di Gulbene.

Al rientro in Italia abbiamo avuto la possibilità di fare una valutazione finale di gruppo insieme a Melania e ci siamo confrontati sulla mobilità appena conclusasi.

Infine,abbiamo deciso di impegnarci a sfruttare tutte le conoscenze e l’esperienza che questo progetto ci ha fatto acquisire, volendo collaborare alla stesura di progetto da presentare alla prossima scadenza di ottobre.

 

Valeria Buscemi

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