[:it]ChangingRealities – Non-formal education as tool for social transformation[:]

[:it]Dall’1 al 9 Febbraio Livia Raciti e Marija Biljandi H.R.Y.O. hanno partecipato al Training Course “ChangingRealities – Non-formaleducationastool for social transformation”, tenutosi nella cittadina croata di SlavonskiBrod.

Al corso formativo, organizzato dal nostro partner serbo “Educational center – Krusevac”, hanno partecipato una ventina di giovani dai 18 ai 30 anni provenienti da 12 paesi e altrettante diverse realtà associative, con l’idea di potenziare le proprie competenze per utilizzare l’educazione non formale nel lavoro con i giovani.

Passando da una fase dedicata al team building, quindi alla formazione e consolidamento del gruppo di lavoro, a brevi introduzioni teoriche, nonché ad attività che richiedevano l’uso espressivo del proprio corpo, individuale o in gruppo, siamo arrivati a una prima fase di progettazione guidata di un’attività formativa, alla quale è seguita una vera e propria sperimentazione della stessa sul gruppo.

In questo modo il gruppo ha svolto un funzione determinante ricoprendo il ruolo di gruppo di apprendimento, ma a tratti anche di gruppo sperimentale e gruppo dal quale imparare, anche grazie ai feedback fornitaci dai trainers. Allo stesso modo l’educazione non formale (Non FormalEducation), oltre ad essere stata oggetto del nostro corso formativo, ha costituito la metodologia utilizzata per tutta la durata del progetto e questo ci ha permesso di imparare lo strumento anche mediante l’esperienza in prima persona e l’osservazione.

Confrontarci inoltre con la messa in pratica delle competenze e sperimentando effettivamente l’ideazione, progettazione e somministrazione di un’attività, abbiamo acquisito maggiore consapevolezza dell’importanza di partire da una buona valutazione dei bisogni che passi dall’individuazione delle radici del problema a cui vogliamo rispondere e che va a costituire la chiave di riferimento per la programmazione di ogni fase progettuale.

“Changingrealities” è stato soltanto il primo Training Course di un più ampio programma di capacity building – “Peacebuilding framework competence in youth work and NFE in Europe” – volto a sviluppare competenze adeguate in giovani che lavorano nel sociale, “equipaggiandoli” e rendendoli in grado di sviluppare attività di educazione non formale orientate alla promozione del cambiamento sociale.

Il progetto prevede altri due corsi formativi che avranno luogo rispettivamente in Bosnia Erzegovina in Aprile (“Yellow brick road – Peacebuilding in youth work”), ed in Serbia a Maggio (“Action lab – Creativity and innovation in peacebuilding”), nonché un’Action Week a Giugno durante la quale verranno parallelamente organizzate diverse attività in ciascuno dei paesi partner, lo sviluppo di una piattaforma web per divulgare riferimenti formativi e toolkits (https://www.actionhub.eu/), e un grande evento di valutazione finale dell’intero programma che si terrà a Krusevac, in Serbia, a Settembre.

 

Video-riassunti di ogni giornata possono essere visualizzati alla pagina fb dell’organizzazione ospitante: https://www.facebook.com/edukativnicentar.krusevac/

 

 

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[:it]Good Practice Exchange on eParticipation Platforms among European Youth[:en]Good Practice Exchange on eParticipation Platforms among European Youth[:]

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Good Practice Exchange on eParticipation Platforms among European Youth (2016-2-ES02-KA205-008260) è un progetto finanziato dal programma Erasmus + e realizzato dall’organizzazione Biderborst, Boscán & Rochín (BB & R) in collaborazione con H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e Momentum World. Il progetto si concentra sulla generazione e lo scambio di informazioni, dati e buone pratiche tra Spagna, Italia e Regno Unito per quanto riguarda le piattaforme di eParticipation per potenziare i giovani europei all’educazione civica. 

Lo sviluppo della tecnologia ha reso gli strumenti informatici centrali nella vita quotidiana dei cittadini e rilevanti per I sistemi politici. Negli ultimi anni le democrazie di tutto il mondo, inclusa l’Unione europea (UE), si trovano ad affrontare due problemi. In primo luogo, un disimpegno tra politici e cittadini. In secondo luogo, la mancanza di legittimità nei processi istituzionali a tutti i livelli. Entrambi i problemi sono più accentuati tra i giovani.

Nell’ambito del progetto, uno degli obiettivi è quello di incoraggiare e coinvolgere i giovani cittadini nel processo di discussione e di sperimentare nuovi sistemi di partecipazione dei giovani nella vita politica. Il progetto ha incluso il coinvolgimento di giovani studenti nella sperimentazione di nuove piattaforme e sistemi in grado di aumentare la loro partecipazione e migliorare le competenze civiche tra i giovani europei.

La sessione di E-PARTECIPATION che ha avuto luogo in Italia ha coinvolto 6 giovani che hanno lavorato con la piattaforma DemocracyOS (http://democracyos.org), uno spazio on-line per la deliberazione e il voto sulle proposte politiche, una piattaforma per un governo più aperto e partecipativo.

Attraverso questa piattaforma i ragazzi hanno avuto la possibilità di dialogare e vedere altre proposte condivise all’interno della piattaforma, di discutere e creare le proprie proposte. Erano entusiasti e hanno partecipato attivamente, proponendo iniziative molto interessanti per contrastare la disoccupazione giovanile in Italia.

A questo proposito, l’obiettivo principale di questa attività è che i giovani esplorino la piattaforma, per sapere se la trovano attraente e se è possibile utilizzarla nella loro vita quotidiana. Queste informazioni ci consentiranno di sapere quali caratteristiche sono necessarie per stimolare l’uso della piattaforma e quali aspetti limitano i giovani nella fruizione di questo tipo di strumento.

Per presentare e diffondere i risultati delle attività del progetto, H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization organizzerà un evento locale a Palermo nelle prossime settimane.

Stay tuned!

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Good Practice Exchange on eParticipation Platforms among European Youth (2016-2-ES02-KA205-008260) is a project financed from the Erasmus+ Programme and implemented by the organization Biderborst, Boscán & Rochín (BB&R) in collaboration with H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization and Momentum World. The project focuses on generate and exchange information, data and Best Practices between Spain, Italy and the UK regarding eParticipation Platforms to empower young Europeans on civic education

The development of technology has made ICTs central to citizens’ daily lives and relevant for political systems. In the last few years, democracies all around the world, included the European Union (EU), are facing two problems. First, a disengagement between politicians and citizens. Second, a lack of legitimacy in institutional processes at all levels. Both problems are more enhanced among young people. 

Within the project, one of the goals was to encourage and involve young citizens in the process of discuss and test new systems of participation for young people in political life. The project included the involvement of young students in the testing of new possible platforms and systems able to increase youth participation and improve civic competences among European youngsters.

The E-PARTICIPATION Youth Session that took place in Italy involved 6 youngsters that worked with the platform DemocracyOS (http://democracyos.org), an on-line space for deliberation and voting on political proposals, a platform for a more open and participatory government.

Through this platform, they had the chance to dialogue and view other proposals that were being shared through the platform, debate and create their own proposals. They were enthusiastic and they participated actively, proposing very interesting initiatives to contrast youth unemployment in Italy.

In this regard, the main objective of this activity is that young people explore the platform, in order to know if they find it attractive and if they would use it in their daily lives. This information will allow us to know what aspects young people value to use a platform and what aspects keep young people away from this type of tool.

To present and disseminate the outcomes and results of the project activities, H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization will organize a local event in Palermo in the next weeks.

Stay tuned!

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[:it]Little Wings – Video & Follow Up[:en]Little Wings – Follow U[:ar]Little Wings – Follow U[:fr]Little Wings – Follow U[:]

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[:it]Secondo incontro tra i partner del Progetto Xenios Zeus [:]

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Si è tenuto a Palermo dal 4 al 7 maggio 2017 il secondo incontro del progetto “XENIOS ZEUS – Managing the refugee and migrant flows through the development of educational and vocational frames for children and adults” co-finanziato dal Programma Erasmus+ della Commissione Europea tramite l’Agenzia nazionale ellenica (IKY).

L’H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization ha ospitato i rappresentanti delle organizzazioni partner tra cui la Direzione Regionale di istruzione primaria e secondaria della Macedonia centrale, l’Università di Macedonia occidentale, Diktio Alpha e l’Università di Aix-Marseille.

Durante questo incontro i partner hanno avuto modo di presentare le attività implementate e il materiale formativo creato finora, nonché pianificare le prossime tappe che prevedono il testing, la valutazione e la disseminazione degli outcomes intellettuali.

I partner hanno discusso, inoltre, la strategia e metodologia di valutazione dei materiali prodotti, tra cui una Welcome Guide da proporre come prima guida per la comunicazione linguistica sulle situazioni quotidiane di base per i rifugiati e un Toolkit oon materiale didattico di supporto per gli educatori.

All’interno del programma si sono svolti degli incontri con gli attori della società civile palermitana e delle visite ai centri di accoglienza per i migranti al fine di scambiare esperienze ed idee relative ai servizi rivolti ai migranti. Sono intervenute Yodit Abraha della Comunità Urbane Solidali e Laura Bondì del Centro Astalli e CLEDU.

Dopo una breve visita di Palermo, i partner si sono dati appuntamento per Ottobre a Marsiglia, per scoprire una realtà diversa e continuare la condivisione dei percorsi comuni.

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E-Participation è uno scambio di buone pratiche e vede coinvolti Spagna, Italia e Regno Unito.

IMG_2733LA H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization è il partner italiano di un nuovo progetto approvato dalla Commissione Europea tramite il programma Erasmus+.

 

E-Participation è uno scambio di buone pratiche e vede coinvolti 3 Paesi: Spagna, Italia e Regno Unito.

 

Lo scambio di buone pratiche sarà incentrato sui nuovi sistemi di partecipazione alla vita politica da parte dei giovani;

 

Cambiano i tempi e cambiano anche i nuovi spazi di produzione del pensiero, delle critiche e quindi della partecipazione attiva;

 

L’applicant progettuale: Biderbost, Boscán & Rochin (BB&R) 

Avere cura di questi aspetti potrà permettere lo sviluppo di nuovi processi di partecipazione da parte dei giovani, un ponte fra generazioni e un nuovo interesse verso la partecipazione attiva alla vita politica.

Il progetto darà l’opportunità ai giovani di confrontarsi su temi importanti quali la “Democrazia”, “ La partecipazione “ e quindi “ La vita politica”.

Durante il primo transnational meeting realizzato in Spagna, Salamanca, i responsabili delle organizzazioni partner hanno avuto modo di definire i vari dettagli del progetto, individuare le possibili problematiche durante il suo sviluppo e quindi apportare piccoli miglioramenti all’idea generale del progetto.

Dichiara Marco Farina dopo aver partecipato all’incontro: “ Per quanto sia necessario discutere dei nuovi sistemi di partecipazione da parte dei giovani alla vita politica bisogna avere il coraggio di soffermarsi a riflettere ancora una volta sul valore che il termine “Democrazia” ha assunto ai giorni nostri, più che ricercare sistemi innovativi che ci facciano entrare in contatto con i nostri rappresentanti politici, dobbiamo chiederci se non si corra il rischio di continuare meramente a “delegare”, seppur con sistemi tecnologici nuovi, i nostri rappresentanti senza che vi sia uno sviluppo del senso di critica.

Sarà possibile seguire lo sviluppo del progetto anche tramite i social oltre che un sito web dedicato;

Tutti gli aggiornamenti progettuali verranno condivisi al seguente link facebook: clicca qui

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H.R.Y.O. partner in un progetto sociale su un bene confiscato alla Mafia.


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La H.R.Y.O. promotrice del progetto “Ponti sottili” è lieta di annunciare che giorno 10 Dicembre 2016 , si andranno ad inaugurare gli spazi del bene confiscato alla Mafia. A seguito dell’assegnazione da parte del Comune di Palermo ci siamo prontamente attivati per dar vita al progetto, promosso fra l’altro anche da diverse associazioni in rete.

Il bene, situato sul promontorio di Pizzo Sella a Palermo vedrà l’attivazione di diverse attività sociali e nello specifico da parte di H.R.Y.O. una lunga serie di iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione dei Diritti Umani.

Vi Aspettiamo SAbato 10 Dicembre dalle ore 15:00 per venire a conoscere gli spazi.

Durante l’inaugurazione H.R.Y.O. Presenterà un breve video prodotto durante la realizzazione del progetto “Little Wings”

[:it]Diamo il via al Progetto Xenios Zeus [:]

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Lunedì 7 novembre 2016 a Salonicco sono uniti i partner del progetto “XENIOS ZEUS – Managing the refugee and migrant flows through the development of educational and vocational frames for children and adults” co-finanziato dalla Commissione Europea tramite l’Agenzia nazionale ellenica (IKY).

Erano presenti la Direzione Regionale di istruzione primaria e secondaria della Macedonia centrale come capofila; l’Università di Aristotele a Salonicco, l’Università di Macedonia occidentale, l’Istituto degli archivi cartografici, Diktio Alpha, Comune di Paionia e Comune di Delta come partner locali che sono attivi nell’ambito dell’educazione e l’integrazione; l’Università di Aix-Marseille e l’H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization come partner internazionali con le loro esperienze nel campo dell’educazione nonformale.

Il Kick-off meeting a Salonicco ha avuto come scopo quello di conoscersi tra i partner, approfondire i dettagli del piano di lavoro riguardo alle attività progettuali e il contributo di ciascun partner, nonché creare uno spazio per la condivisione delle buone pratiche e una riflessione sulle idee e azioni di attuazione.

L’idea principale del progetto Xenios Zeus è quella di sviluppare una serie di corsi di formazione per i rifugiati appena arrivati ​​nella parte settentrionale della Grecia che vuole offrire un ambiente accogliente, attraente, stimolante e creativo per l’apprendimento e la comunicazione. Xenios Zeus, quindi, vuole creare un ambiente sempre migliore in termini di formazione e consulenza, nonché la produzione di materiale didattico per l’insegnamento delle lingue e culture, che avranno un carattere di supporto, educativo, ma anche informativo e comunicativo. Diventerà una comunità di apprendimento accogliente e sostenibile perché promuoverà la collaborazione, il sostegno e l’apprendimento, innescando nuove dinamiche di apprendimento e di svago in una zona che ospita migliaia di rifugiati e migranti. Questa rete costituirà la base per un nucleo di comunicazione tra rifugiati, studenti, educatori e formatori e cercherà di collegare le comunità locali e le scuole.

Con la creazione dei prodotti intellettuali, testati in diversi contesti nell’ambito del progetto, ci aspettiamo di soddisfare i bisogni dei rifugiati e dei migranti a livello linguistico e professionale, favorendo particolarmente il miglioramento delle capacità linguistiche ed informatiche, la produzione e diffusione di materiale formativo innovativo, la progettazione di migliori pratiche, la creazione di un portale online con materiale formativo, e la collaborazione e comunicazione tra diversi attori che si occupano delle tematiche legate alla migrazione.

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Terminato il piano di attività educative di Little wings – A trip to the recognition of our rights

13È terminata domenica 18 settembre 2016 la settimana di attività del progetto Little wings – A trip to the recognition of our rights.

 

Il progetto, finanziato dal Consiglio d’Europa e dalla European Youth Foundation, ha visto la partecipazione di 16 partecipanti tra giovani coinvolti in percorsi di giustizia riparativa e minori stranieri non accompagnati.

 

Come ha dichiarato Simona Marano, Project Manager Assistant dell’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization: “È la prima volta che realizziamo un progetto accostando due target così differenti e devo dire che l’esperimento è riuscito alla perfezione. I ragazzi hanno socializzato molto bene tra loro e hanno avuto modo non soltanto di confrontarsi sulle tematiche oggetto della settimana di attività, ma anche su quelle della vita quotidiana, come usi e costumi dei rispettivi paesi di provenienza”.

 

Durante la settimana 12-18 settembre, i giovani partecipanti hanno appreso l’importanza della metodologia dell’educazione non formale, ovvero lo strumento che maggiormente è stato utilizzato dai facilitatori.

 

I ragazzi hanno avuto la possibilità di prendere parte ad attività ludico-ricreative volte alla conoscenza reciproca, di partecipare a workshop tenuti da due esperti sui temi della xenofobia, dell’islamofobia, del razzismo e del sessismo, e di riflettere e confrontarsi sul tema dei diritti umani, degli stereotipi e dei pregiudizi. Hanno inoltre integrato la propria formazione mediante una visita didattica all’orto BHryo trattando il tema della salute e dell’educazione ambientale, e alla Missione Speranza e Carità per osservare da vicino e riflettere sul delicato tema dell’immigrazione e della povertà.

 

Gli obiettivi progettuali sembrano essere stati raggiunti e si è potuto notare un grande interesse alle attività da parte dei giovani coinvolti. Alcuni di loro, in particolar modo, hanno chiesto espressamente di poter prendere parte ai futuri progetti dell’associazione.

 

Little wings è stato la dimostrazione che è possibile sperimentare nuove forme di cittadinanza attiva e inclusione sociale, coinvolgendo soggetti anche molto diversi tra loro. Ci auguriamo di poter realizzare presto nuovi percorsi formativi per i giovani della città, di poter collaborare nuovamente con le realtà associative che hanno contribuito alla realizzazione di Little wings e di poter includere nuovi partner.

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Concluso il primo step di Little Wings – a trip to the recognition of our rights

20160720_120106Volge al termine il primo step del progetto Little Wings – a trip to the recognition of our rights, lanciato dall’associazione H.R.Y.O. (Human Rights Youth Organization), con il supporto del Council of Europe e della European Youth Foundation, organo del Consiglio d’Europa.

L’iniziativa punta all’inclusione sociale di 8 minori stranieri non accompagnati e 8 minori italiani inseriti in percorsi di giustizia riparativa, tra i 14 e i 18 anni, tramite attività su tematiche specifiche quali la xenofobia, l’islamofobia, razzismo, pregiudizi e sessismo, che puntano a incrementare la consapevolezza dell’importanza dell’altro visto come risorsa.

Il primo step del progetto è rappresentato da un corso base d’italiano per i minori stranieri non accompagnati. Le lezioni, che hanno impegnato i ragazzi per buona parte dell’estate, hanno seguito una metodologia trasversale all’intero progetto che combina tecniche di educazione formale ad opportunità di apprendimento informale, nell’ottica di sviluppare le competenze comunicative dei ragazzi, non esclusivamente tramite la mera acquisizione cognitiva, ma offrendo allo stesso tempo un momento di crescita e sperimentazione relazionale.

20160720_120042Si è partiti così dai sostantivi, dal maschile e dal femminile, singolare e plurale, aggiungendo i difficilissimi articoli italiani, per proseguire con i tempi verbali e la loro declinazione, passando dalla fatica dei verbi irregolari, e andando avanti con aggettivi, lessico, lettura, produzione, conversazione e tutto il necessario per rinforzare quanto possibile le basi della loro comunicazione in lingua italiana.

Non si è mancato di introdurre il lessico specifico legato alle tematiche che saranno approfondite durante la seconda fase del progetto che li vedrà coinvolti, dal 12 al 18 Settembre, in attività di formazione non formale.

Parlando di diritti umani, stereotipi e discriminazioni, i ragazzi hanno avuto modo di partecipare attivamente alle lezioni e aprire dibattiti esprimendo la propria opinione.

È stato in questo modo interessante notare che pregiudizi e stereotipi, i quali si pensa siano direzionati esclusivamente verso la macrocategoria degli immigrati, sono anche presenti nelle visioni degli immigrati stessi. Infatti, se gli stereotipi sono categorie che “semplificano”, allora l’immaginario connesso all’immigrazione femminile dalla Nigeria, quello della tratta e della prostituzione, viene traslato in atteggiamenti discriminanti e preconcetti nei confronti dei casi singoli.

Di contro, i gambiani vengono denigrati in quanto neri, rispetto ai nigeriani, e si imputano i mandingo di essere bravi solo a lottare. Al termine di uno dei dibattiti, è infine da loro stessi nata la frase risolutiva “non giudicare un libro dalla copertina”.WhatsApp Image 2016-09-09 at 12.16.23

I ragazzi hanno così avuto modo di sperimentarsi nel racconto di sè e della loro cultura. Un’opportunità significativa di scambio e condivisione culturale è stata offerta poi dalla comunità dei laici comboniani, i quali, col tramite dello SRAR di Comunità Urbane Solidali, hanno invitato presso la loro comunità La Zattera tutti i partecipanti del corso, che hanno potuto sperimentarsi nella comunicazione in italiano con un nutrito gruppo di giovani radunati da varie parti d’Italia.

Chi se l’è sentita ha raccontato la sua personale storia di migrazione verso l’Italia, offrendo al gruppo ospitante uno spaccato reale e declinato sul caso singolo di un fenomeno di massa che siamo abituati a conoscere quasi esclusivamente filtrato dai media. Incontrare dei minori stranieri non accompagnati da’ infatti reale contezza di quelli che sono i vissuti e le difficoltà che questi ragazzi hanno fronteggiato, una sfida quotidiana che continua anche nel paese di destinazione, con lo spaesamento dovuto allo shock culturale, le attese per ottenere i documenti e l’isolamento sociale da cui non è facile uscire.

C’è poi chi ha preparato un piatto del proprio paese e chi ha recitato una sura del Corano, in un’atmosfera ricca di condivisione e apprendimento.

 

Il 12 Settembre parte invece il secondo step del progetto Little Wings, una settimana intensa di attività full time che impegneranno i ragazzi alla fine del loro corso base d’italiano, insieme ad un gruppo di minori italiani inseriti in percorsi di giustizia riparativa per riflettere su tematiche specifiche quali la xenofobia, l’islamofobia, razzismo, pregiudizi e sessismo.

Parte il Progetto Little wings – A trip to the recognition of our rights.

Parte il Progetto Little wings – A trip to the recognition of our rights.

 

logo-eyf-nb-02.pngGrazie al finanziamento dello European Youth Fundation, organo del Consiglio d’Europa, l’associazione H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization ha iniziato oggi il primo step del progetto Little Wings, volto all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati che vivono nell’area palermitana.

 

Per la prima volta giovani migranti e minori coinvolti in percorsi di giustizia riparativa saranno messi nelle condizioni di lavorare insieme e condividere opinioni, stereotipi e idee, al fine di aumentare la consapevolezza circa l’importanza dell’integrazione e del riconoscimento dell’altro inteso come risorsa.

 

Il primo passo, dedicato al target dei migranti, è un corso di italiano propedeutico alle attività progettuali che avranno luogo dal 12 al 18 settembre 2016. In questo modo entrambi i target potranno confrontarsi e comunicare.

 

Le attività previste consentiranno ai partecipanti di sviluppare competenze educative, personali e comunicative, e di saper esprimere le proprie opinioni su questioni specifiche che li riguardano, come islamofobia, xenofobia e sessismo, nonché di creare un ambiente comunicativo costruttivo con l’altro.

 

Ci auspichiamo che i partecipanti instaurino delle relazioni con i loro coetanei e che siano motivati a prendere parte a questo tipo di attività anche in futuro. Solo con l’inclusione sociale, infatti, si possono abbattere i pregiudizi.