Giovani in europa, il racconto di Valeria.

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Il progetto “Giovani in Europa – to be or not to be” si è articolato in diverse fasi che hanno previsto un momento formativo in sede e un’esperienza più pratica durante la mobilità presso lo youth center del paese per cui siamo stati selezionati.

Il primo incontro presso HRYO è servito a comprendere come si sarebbe sviluppato il progetto in linea generale. In questa occasione è stato introdotto il mondo Erasmus +, il ruolo dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e le keyactions.

In un successivo meeting è stata presa in considerazione la guida Erasmus + e ne sono stati esaminati alcuni passaggi riguardanti le azioni chiave e i relativi obiettivi. È stato poi spiegato passo per passo il procedimento da utilizzare per scrivere un progetto e la modalità di compilazionedel form necessario all’inoltro della proposta progettuale. Contestualmente sono stati dati dei suggerimenti pratici per una migliore riuscita del lavoro.

Il periodo di mobilità in Lettonia prevedeva che collaborassimo con lo youth center B.u.M.S. situato nel distretto di Gulbene, a Ranka.

Al nostro arrivo leyouthworkers Jana e Aigasi sono subito rese disponibili a farci conoscere l’area geografica in cui ci trovavamo e a descriverci il loro lavoro.

L’approccio flessibile delle due youthworkerse la loro apertura a qualsiasi nostra richiesta e iniziativa ci ha permesso di organizzare le nostre giornate in manierastimolante. Inizialmente ci sono state illustrate le dinamiche dello youth center e le attività che si sviluppano nella regione, compresi i progetti già portati avanti dallo stesso. Uno di questi prevedeva la creazione di una escape room che promuovesse una forma innovativa di educazione non formale. Jana ci ha dato la possibilità di provare l’escape room tutti insieme e questo ha innescato un primo approccio al lavoro di gruppo.

In seguito, ci è stato proposto di organizzare una giornata di attività simulando la pianificazione prevista solitamente da un progetto europeo. In questo modo le successive giornate presso lo youth center sono state organizzate sulla base della preparazione a questo evento.

Come previsto dall’infopack abbiamo partecipato come volontari alla maratona che si è tenuta a Riga. Il nostro ruolo prevedeva la preparazione di bicchieri d’acqua e bibite energetiche da porgere ai corridori al loro passaggio. Ho notato che i giovani del distretto, alcuni davvero piccoli, si sono dati da fare senza sosta per la migliore riuscita del compito affidatoci. Per noi cinque è stata un’ulteriore prova di lavoro in team e cooperazione con i giovani del luogo.

Approfittando del giorno libero, abbiamo trascorso un’altra giornata nella capitale facendo un po’ i turisti per la città.

Al rientro da Riga il gruppo si è dedicato a strutturare la giornata di workshop con delle attività che potessero permettere ai partecipanti di riflettere e apprendere qualcosa sulla tematica scelta cioè la cittadinanza europea.

Jana ci ha incoraggiati a lavorare con la massima libertà offrendoci al contempo il giusto supporto e la disponibilità a qualsiasi suggerimento.

Ci siamo documentati sugli elementi dell’educazione non formale che potessero essere da noi adoperati, sulle attività di ice-breaking, energizer e team building. Il nostro impegno si è focalizzato sulla possibilità di stimolare il coinvolgimento dei giovani e le loro idee legate all’Unione Europea e al contempo rendere tutto interessante e divertente. Abbiamo collaborato tutti alla pianificazione, ognuno secondo le proprie conoscenze, la propria inventiva e il proprio punto di vista.Abbiamo persino sperimentato delle attività in prima persona per capire se fossero concretamente realizzabili negli spazi a nostra disposizione. Abbiamo ideatouna complessa attività ispirata al gioco dell’oca che integrasse domande, cruciverba, piccoli giochi e stimolasse la strategia e la collaborazione di gruppo.

L’invito a questo evento è stato esteso non solo ai giovani locali di Ranka ma anche a quelli del distretto di Gulbene, per un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni.

Questa giornata di international workshop ci ha permesso di toccare con mano la differenza tra la teoria e la pratica. Ci siamo confrontati con delle difficoltà e abbiamo dovuto comprendere come affrontare insieme gli imprevisti. Inoltre, è stato utile capire le dinamiche di gruppo e il proprio approccio personale al lavoro. Il feedback ricevuto dai ragazzi al termine della giornata è stato molto positivo. Inoltre, Jana e Aiga hanno osservato il nostro operato e al termine del workshop ci siamo riuniti per fare una valutazione complessiva dell’evento.

Nei giorni successivi abbiamo dedicato i giorni liberi ad un viaggio “on the road” in Estonia che ha ulteriormente consolidato il nostro gruppo e arricchito la nostra esperienza. Con spirito avventuroso abbiamo scoperto luoghi incantevoli.

In seguito, siamo entrati in contatto con la realtà di Gulbene, trascorrendo due giorni presso lo youth center Baze. Abbiamo conosciuto altri youthworkers e la responsabile, Anita, che si è resa disponibile a spiegarci come si lavorasse lì.Abbiamo così ricevuto altre nozioni pratiche in merito ai partenariati e allo sviluppo dei progetti europei.

Durante la permanenza in Lettonia abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi luoghi del distretto grazie all’inesauribile voglia di Jana di mostrarci le bellezze della sua terra. Ci ha persino accolti a casa sua facendoci sperimentare la vita in fattoria e mettendo a disposizione la sua sauna per condividere momenti di relax.

Così, passando dai laghi al castello appartenuto alla moglie di Tomasi di Lampedusa, fino ad una piccola fabbrica di caffè, abbiamo scoperto tanti luoghiaffascinanti. Tutto questo coronato dalla ricca cucina lettone che ci ha piacevolmente stupiti ed uniti.

Prima della conclusione della nostra mobilità siamo stati invitati a partecipare alla conferenza “Be In” dedicata all’inclusione sociale e alla gamification. Dopo una breve introduzione alla tematica del progetto, abbiamo svolto attività di ice-breaking e team building all’aria aperta insieme agli youthworkers del distretto di Gulbene.

Al rientro in Italia abbiamo avuto la possibilità di fare una valutazione finale di gruppo insieme a Melania e ci siamo confrontati sulla mobilità appena conclusasi.

Infine,abbiamo deciso di impegnarci a sfruttare tutte le conoscenze e l’esperienza che questo progetto ci ha fatto acquisire, volendo collaborare alla stesura di progetto da presentare alla prossima scadenza di ottobre.

 

Valeria Buscemi