Dialogo e nuovi impulsi a Terra Franca. Edizione #MMH2019

L’edizione del Meet Me Halfway 2019 ha assunto una particolare rilevanza poiché è stata ospitata all’interno di Terra Franca, bene confiscato alla mafia ed affidato ad HRYO da qualche mese.
Il Meet Me Halfway, promuovendo il dialogo interculturale e dando voce agli attori della società civile che lavorano per l’inclusione sociale, supporta la presa di coscienza di alcune problematiche strettamente legate al territorio ed incoraggia la partecipazione attiva.

Questo festival rappresenta una buona pratica all’interno del progetto “Amplify – Amplifying voices for social inclusion” che coinvolge Polonia, Malta, Svezia e Italia nel potenziamento di metodi per promuovere l’inclusione sociale. L’obiettivo che ci si è posti quest’anno è quello di iniziare un nuovo percorso per la nascita di un processo comunitario, partendo dal basso e coinvolgendo chiunque avesse voglia di apportare un contributo, un’idea ed impegno per un cambiamento.

Grazie alla collaborazione di partner locali, volontari europei e gruppi scout abbiamo sviluppato un dialogo che arricchisce il cammino verso la realizzazione di uno spazio di condivisione e promozione culturale per la comunità. Immaginare il futuro di Terra Franca rappresenta una sfida per noi e per l’intero quartiere di Cruillas, in cui vogliamo stimolare il senso di comunità, promuovere l’inclusione sociale, attivare iniziative culturali e
generare un’attitudine positiva alla legalità e ai processi partecipativi.

La giornata di venerdì ha visto susseguirsi momenti di riflessione ed elaborazione di idee ambiziose per la realizzazione di miglioramenti estetici, progettazione di spazi destinati alla comunità e piani imprenditoriali per finanziare nuovi disegni per la futura sostenibilità di Terra Franca. I partecipanti hanno lavorato in diversi gruppi al fine di ideare progetti realizzabili in diverse fasi temporali, dal futuro più prossimo fino a dieci anni.

Le idee sono state condivise in un momento di restituzione finale e hanno fatto emergere la volontà di attivare percorsi virtuosi che possano giovare di una condivisione e partecipazione sempre più estesa. Speriamo che questo incontro sia soltanto l’inizio di un cammino condiviso che ci possa proiettare all’anno prossimo con tanti cambiamenti, tante idee realizzate e tanti progetti ancora da realizzare.
Al prossimo Meet Me Halfway!

[:it]Vuoi andare in Repubblica Ceca per un training sulla libertà di espressione?[:]

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La ONG Tmelník z.s. organizza il secondo International training course, all’interno del progetto “Get Up Stand Up”, sulla promozione dei diritti umani, in particolare sulla libertà di espressione.

H.R.Y.O. ricerca 1 ragazzo e 2 ragazze, youth workers o attivisti, coinvolti nella società civile, che vogliano prendere parte a questa formazione che si terrà a Litomyšl presso lo YMCA Europe Training Centre dal 14 al 20 Settembre 2019.

Questa tappa del progetto coinvolgerà 30 giovani provenienti da Cipro, Polonia, Germania, Grecia, Repubblica Ceca e Italia.

Attraverso l’educazione non-formale, i partecipanti saranno stimolati a impegnarsi attivamente sulla tematica della partecipazione civile in tutta Europa. Gli obiettivi del training sono:

  • fornire agli youth workers tutte le conoscenze utili riguardanti la promozione della cittadinanza attiva nell’UE e la loro positiva influenza all’interno delle loro regioni e comunità;
  • aumentare il senso di transnazionalità, la conoscenza e l’esperienza dei partecipanti sulla promozione dei diritti umani e la cittadinanza attiva;
  • creare nuovi progetti che promuovano la storia Europea e la cittadinanza attiva.

Il progetto è finanziato dal programma Europe for citizens.

Costi:

  • Vitto, alloggio saranno coperti dall’organizzazione ospitante;
  • Tmelník si occuperà anche di acquistare i biglietti
  • Costo tesseramento annuale H.R.Y.O.: 25€.

Per ulteriori informazioni consulta l’infopack

Per candidarti invia il tuo cv a valeria.buscemi@hryo.org entro il 15 luglio.

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[:it]Ricerca di 3 partecipanti per training course all’interno del progetto “Get Up Stand Up”[:]

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Siamo alla ricerca di 3 partecipanti per un training course che si terrà a Marina Serra di Tricase (Lecce, Puglia) dal 3 al 9 Giugno 2019 (giorni di viaggio inclusi).

Il training costituisce l’ultima fase del progetto GetUpStandup che mira a sensibilizzare su memoria, storia comune e principi dei diritti umani dell’UE. Ricordando i fatti storici del movimento studentesco tedesco, la primavera di Praga, il maggio francese del 1968, il Movimento italiano del 1968 e i movimenti anti-dittatura in Spagna e in Grecia, sono state esaminate le differenze tra i movimenti civili e i diritti politici dal 1968 fino ad oggi!

Questo corso di formazione si concentrerà sulla lotta per i propri diritti, analizzata alla luce dei risultati delle attività precedentemente implementate:

  • public intervention, che ha coinvolto i cittadini di Palermo in una mostra riguardante la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
  • public debate, che ha permesso di far riflettere i partecipanti sulla reale possibilità di ognuno di battersi per i propri diritti;
  • structured dialogue conference, che ha analizzato da vicino l’azione concreta di un movimento locale.

Il progetto coinvolge 30 partecipanti provenienti da: Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Germania, Italia e Polonia. In totale parteciperanno 10 organizzazioni, due da ogni paese.

 

Costi:

  • I costi di viaggio verranno rimborsati fino a un massimo di 20€ per partecipante;
  • Vitto e alloggio verranno forniti dall’Organizzazione ospitante;
  • Costo tesseramento annuale H.R.Y.O.: 25€

Per maggiori informazioni consulta l’infopack

Per candidarti invia il cv a valeria.buscemi@hryo.org entro il 13 Maggio.

 

 

 

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[:it]Liliana e Serena raccontano la loro esperienza con il progetto “Together build the bridges for inclusion”[:]

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Poitiers, 27 Novembre 2018. Abbiamo appena concluso un viaggio fantastico grazie all’organizzazione giovanile H.Y.R.O. che ci ha permesso di partecipare al progetto “Together, build the bridges for inclusion”. Sono volati otto giorni e adesso siamo sul treno direzione aeroporto Charles de Gaulle…si torna a casa! La Francia, Poitiers ci ha accolte con la stessa ospitalità che appartiene a noi siciliani come a volerci dire “guardate siamo simili”. Il nostro arrivo ci ha catapultate in una realtà completamente nuova, piene di eccitazione, gioia, voglia di fare e timore. All’inizio siamo partite molto preoccupate per la paura di non essere capaci di esprimere tutto il nostro mondo, le nostre idee, la nostra personalità nel modo corretto.

Per noi è stata la prima esperienza di studio all’estero, la prima come scambio culturale per cui l’insicurezza maggiore è stata dettata da una lingua inglese non proprio scorrevole, avendone una padronanza prettamente scolastica. Per fortuna tutti i nostri dubbi e le perplessità sono stati immediatamente cancellati grazie alla presenza di perfetti compagni di viaggi molto disponibili all’ascolto e al supporto, e dopo solo un paio di giorni abbiamo raggiunto una sicurezza tale da cancellare ogni barriera linguistica. Abbiamo coltivato un rapporto forte in grado di condividere pensieri profondi, emozioni ed esperienze. Tutti diversi e uguali allo stesso tempo, ci siamo mischiati, colto le differenze e accettati! Le competenze professionali di tutto il team e la spiccata sensibilità del nostro carissimo tutor Idrisse hanno fatto da garante a tutto ciò aiutandoci a realizzare un pensiero autonomo e critico sul tema dell’inclusione sociale. Questo ha permesso di evidenziare le differenze di tutti noi provenienti da vari Paesi Europei tramite dibattiti “democratici” per la promozione di un’etica civile di tolleranza.

Abbiamo discusso sulla differenza tra integrazione ed inclusione, analizzando le situazioni presenti nei paesi di origine di ognuno di noi; ciò ha permesso non solo di avere una visione globale del problema ma anche di confrontarci su più fronti per arrivare ad una linea comune di sensibilizzazione del problema. Si evince, da questi confronti, un’urgente necessità di rinnovamento e istituzionalizzazione; soprattutto in Italia, vi è la necessità di attuare riforme che favoriscano lo sviluppo di aiuti umanitari e che permettano  l’incremento dei processi di integrazione ed inclusione che, in altri paesi, sono avvenuti in modo naturale facendo sentire gli immigrati parte integrante della società autoctona e quest’ultima assolutamente tollerante, al punto da non percepire neanche la provenienza da altri paesi di questi soggetti. Un clima di totale rispetto umanitario dove tutti sono cittadini del mondo in cui vivono senza percepire barriere e dove la politica garantisce i diritti umanitari di tutti.

Uno dei workshop più belli svolti all’interno del progetto è stato quello in cui abbiamo potuto raccontare, ognuno per il proprio paese, come venga vissuta la presenza di varie minoranze culturali e religiose perché ha permesso di conoscere realtà sconosciute ai nostri occhi. Lì ci siamo convinte di quanto sia realmente importante che si ponga ovunque come fondamento la tolleranza e l’accettazione della diversità. Accettare il diverso significa sconfiggere l’odio, i cattivi pensieri, il malessere. E diverso è lo straniero, il viandante, il disabile, l’omosessuale, il transessuale, l’alcolizzato, il drogato, il reietto, tutti coloro che non rappresentano l’ego di una persona. Accettare vuol dire aprirsi all’altro, ai suoi bisogni, ascoltarlo perché il solo fatto di farlo sentire un uomo degno di considerazione lo si fa sentire vivo, unico, irripetibile, importante.

Abbiamo costruito dei ponti reali e metaforici con le altre culture cercando un modo di comunicare che fosse simile e comprensibile a tutti, stabilendo che la collaborazione, la coesione, la relazione siano basi fondamentali per la costruzione di una società che rispetti l’essere umano. Ma siamo esseri umani e come tutti gli esseri umani, a volte, è stato un po’ difficile per tutti mettere da parte i pregiudizi verso qualcosa o qualcuno che non rientra nella nostra forma mentis. Noi siciliane, ad esempio, purtroppo abbiamo pagato l’eredità di una cattiva informazione, della presenza massiccia della mafia e della cattiva politica e spesso, ad essere sinceri, non sono mancate discussioni animate su tutti questi argomenti. Noi speriamo, nel nostro piccolo, di essere riuscite a dimostrare che la Sicilia non è il covo dell’illegalità ma la culla di tutte le culture occidentali e piena di personalità di spicco che hanno dato prova del fatto che la legalità, la filosofia, la medicina, lo sport, la scienza siano i nostri punti di forza.

È stato emblematico un gioco fatto alla fine del progetto dove, scegliendo in modo alternato una persona a cui consegnare uno spago e di cui descrivere un aspetto positivo del carattere, si è creato un vero e proprio reticolo che ha collegato ognuno di noi da ogni parte dell’Europa e del mondo. È stato come se avessimo annullato ogni distanza per creare un flusso unico di energia e, se ci riflettiamo, è così: se riuscissimo col pensiero, con le parole e con i fatti a sentirci tutti più vicini ci sentiremmo ognuno responsabile verso il prossimo. Non si tratta di essere uguali ma di considerare di essere tutti simili; la somiglianza ad un altro ci fa percepire l’altro da noi come uguale e diverso allo stesso tempo, dedicandogli la giusta attenzione ed il giusto rispetto. Se fossimo uguali si annullerebbero le differenze che, invece, sono la ricchezza dell’umanità.

Liliana Cimino & Serena Polisano[:]

[:it]Ricerca 3 partecipanti per training course “Human Rights Education vs Cyber-hate” 02-08 Dicembre a Cipro[:]

[:it]Il progetto “Human Rights Education vs Cyber-hate” è un training course coordianto da Seal Cyprus che si svolgerà a Larnaca, Cipro, dal 02 al 08 Dicembre.

I principali argomenti sviluppati nell’arco della mobilità saranno: youth work, educazione dei diritti umani, Cyber-hate, radicalizzazione, educazione ai media, pensiero critico.

Il training metterà insieme youth workers, formatori, facilitatori e youth leaders da diverse organizzazioni europee che si occupano di diritti umani in relazione ai giovani, al fine di combattere le espressioni di odio online.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • sensibilizzare all’odio online e ai rischi che rappresenta a livello personale e sociale;
  • supportare le attività di educazione ai diritti umani contro il Cyber-hate;
  • promuovere l’alfabetizzazione dei media, il pensiero critico e incentivare la partecipazione dei giovani.
  • rendere attivi i partners sulla prevenzione e il contrasto alle espressioni di odio e radicalizzazione violenta dei giovani online e offline;
  • sviluppare e diffondere una campagna sui social media per sensibilizzare sull’odio online.

I partecipante potranno accrescere le loro conoscenze sull’educazione ai diritti umani in favore dei target groups e sperimentare gli strumenti dell’educazione non-formale attinenti alla tematica, al fine di aiutare i giovani a riconoscere le espressioni di cyber-hate.

Il progetto coinvolgerà 36 partecipanti da: Italia, Slovacchia, Estonia, Bulgaria, Romania, Slovenia, Grecia, Moldavia, Danimarca e Armenia.

Costi:

  • I costi di viaggio dall’Italia verranno rimborsati fino a un massimo di 275€ per partecipante;
  • Vitto e alloggio verranno forniti dall’Organizzazione ospitante;
  • Costo tesseramento annuale H.R.Y.O.: 15€

Per candidarti compila il form, rinominalo “HREvsCyber-hate_tuo nome” e invialo a: melania.ferrara@hryo.eu

Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata sul sito dell’organizzazione Seal Cyprus.

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[:it]Un viaggio inaspettato, l’esperienza di Girolama a Riga con #hryo[:]

[:it]Sono partita per quest’esperienza in Lettonia senza nessun pregiudizio e non avevo molto chiaro in mente come si sarebbe svolto questo job shadowing presso lo youth center. La portata e le potenzialità del progetto le ho capite durante i 21 giorni ed anche dopo, al ritorno in Sicilia.
Sin da quando si è fatta trovare all’aeroporto di Riga per accompagnarci a Ranka, Jana, la nostra mentore, si è dimostrata una persona vivace, disponibile e piena d’idee,una vera manna dal cielo in molte occasioni, visto che Ranka si è dimostrata più piccola delle mie aspettative.

 

Lo Youth center, dove abbiamo svolto il nostro periodo di Job Shadowing, è uno dei pochi posti di aggregazione giovanile ed è dotati di ampi spazi esterni e di una serie di giochi da tavolo non indifferente, una vera passione per loro.
Durante le 3 settimana ho potuto notare che sia Jana che Aiga, l’altra youth worker, lasciavano liberi i ragazzi di scegliere come impiegare il tempo al centro, una scelta saggia visto che per la maggior parte si trattava di di ragazzi dai 12 anni in poi. Di tanto in però a proposto attività più organizzate, come l’Escape room a due gruppi di ragazzi. Sin dai primi giorni al centro Jana ci ha chiesto cosa poteva fare per rendere il nostro periodo lì il più proficuo possibile e siamo giunti all’ idea di fare un workshop sulla cittadinanza europea per i ragazzi della regione di Gulbene, per il quale ci siamo occupati di organizzare le attività.

 

Inoltre Jana si è preoccupata anche delle nostre attività “extra-lavorative” che col senno di poi sono state importanti per creare un gruppo ancora più affiatate: tra il vivere e il lavorare insieme e la sauna, il nostro gruppo è tornato in Italia coeso e con la voglia di scrivere uno scambio giovanile.

A proposito di scambi, ideare il workshop è stato per me il primo approccio all’educazione non formale dalla parte del “formatore”. Si è trattato di un’ esperienza che mi è piaciuta anche se non sono mancati i gli errori. Durante l’ideazione della giornata europea ho capito che la programmazione delle attività e ritagliarsi del tempo per provare e riprovarle è fondamentale. Alla fine a giornata si è rivelata un successo, confermato del momento di valutazione delle attività svolto dai ragazzi. È stato bello vedere come i ragazzini si sono trovati via via sempre più coinvolti nelle attività proposte e come si siano aperti con noi, parlando sempre più naturalmente in inglese. A fine giornata Jana ha voluto parlare con noi degli aspetti positivi e dei punti critici, sottolineando come sarebbe più logico dividere la gestione delle attività tra di noi invece di fare tutto tutti insieme, e che bisogna mostrarsi sempre sicuri di sé. Ho apprezzato molto la sua sincerità e faro tesoro dei suoi consigli.

Jana p stata utile anche perché ci ha fatto uscire da Ranka per farci incontrare Anita, che lavora per il comune di Gulbene e gestisce lo Youth Center. Anita ha più di 10 anni d’esperienza col programma Erasmus+ e lei ci ha dato delle dritte su come trovare i partners, l’ispirazione e come scrivere un progetto efficace in generale. Ci ha poi invitato ad una riunione degli youht workers della regione, per parlare dei risultati dei vari progetti Erasmus+ in giro per l’Europa e per fare della gamification, un buon modo di fare team building.
Dopo queste 3 settimane posso dire di avere un’idea molto più chiara riguardo come scrivere ed implementare uno scambio giovanile e non vedo l’ora di farlo.

Girolama Orlando[:]

[:it]Cerchiamo 5 partecipanti per progetto “Gender Sensitive Journalism and Reporting – Promoting Change for Gender Equality” dal 4 al 10 Novembre[:]

[:it]Cerchiamo 5 partecipanti un seminario all’interno del progetto “Gender Sensitive Journalism and Reporting – Promoting Change for Gender Equality”, organizzato dalla Forum Zena Indjija a Štip, MACEDONIA (FYROM) dal 4 al 10 Novembre.

 

Lo scopo del progetto “Gender Sensitive Journalism and Reporting – Promoting Change for Gender Equality” è quello di aumentare gli standard di reporting, rendendoli più sensibili al genere e rafforzare la capacità operative e risorse umane delle ONG e i loro partenariati con i media nei paesi partner. Questo fa parte del processo di rafforzamento della democrazia, del buon’ amministazione e del tutela dei diritti umani nel paese, promuovendo la professionalità e l’indipendenza editoriale dei partecipanti.

L’obiettivo principale del progetto è quello di fornire un gruppo di giornalisti provenienti dalla Serbia, Estonia, Italia, Repubblica ceca, Macedonia, Croazia e Bulgaria con un lungo programma di formazione che li equipaggerà con conoscenze, competenze e contatti per consentire di affrontare le questioni di genere in una maniera sensibile.

L’elemento fondamentale è quello dell’uso dei mezzi di comunicazione come strumento per raggiungere gli obiettivi per i quali i giovani attivisti lottano per – un cambiamento positivo verso l’uguaglianza di genere e la sua promozione. Le possibilità sono qui, ma è a tutti a seconda delle esigenze e dell’ambiente culturale per essere in grado di utilizzarli.

Per partecipare al progetto è necessario:

  • avere tra 18 e 30 anni
    • essere motivati a partecipare attivamente a tutte le attività

Costi:

  • I costi di viaggio dall’Italia verranno rimborsati fino a un massimo di 275€ per partecipante;
    • Vitto e alloggio verranno forniti dall’Organizzazione ospitante;
    • Costo tesseramento H.R.Y.O.: 15€

Per ulteriori informazioni potere vedere l’infopack o scriverci a: melania.ferrara@hryo.eu

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[:it]TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 23 al 29 Ottobre per il progetto “MIGRATION AND REFUGEE: EUROPE’S OPPORTUNITY TO BUILD INTERCULTURALISM”.[:]

[:it]Siamo alla ricerca di 4 partecipanti per un TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 23 al 29 Ottobre per il progetto “MIGRATION AND REFUGEE: EUROPE’S OPPORTUNITY TO BUILD INTERCULTURALISM”.

Il profile ideale dei partecipanti comprende operatori giovanili, insegnati o volontari (eta 20+) che lavorano nell’ambito della migrazione. Il progetto è organizzato in collaborazione con Academy of Entrepreneurship (Grecia) e HRYO (Italia), e finanziata dal programma Erasmus + della Commissione Europea.

Il TC coinvolgerà 12 partecipanti provenienti da 3 paesi (Grecia, Italia e Spagna).

Gli obiettivi del progetto sono generare uno scambio di buone pratiche di lavoro con i giovani migranti / rifugiati, fornire strumenti / competenze per lavorare con gli stessi e per sensibilizzare i giovani europei rispetto all’attuale incremento della migrazione giovanile in Europa, al fine di creare una rete di giovani leader europei operanti nel settore.

I costi di viaggio, vitto e alloggio saranno interamente sostenuti dal programma.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.

Per iscriverti o per ricevere ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu fino al 30 Luglio 2017.

Ti aspettiamo!!![:]

La Dott.ssa Ester Russo Vincitrice del premio Rosa Parks 2016

La Human Rights Youth Organization assegna per l’anno 2016 il premio “Rosa Parks” alla Dott.ssa Ester Russo per il grande impegno profuso a favore dei diritti umani.

Un impegno rivolto alla tutela della dignità umana.

La Dott.ssa Ester Russo da anni è impegnata a favore degli ultimi, degli invisibili che quasi mai hanno un nome, ma dietro tanta sofferenza e storie di uomini e donne c’è anche la storia di chi come Ester, in silenzio, senza mai chinare la testa e senza mai fermarsi un attimo hanno avuto, e continuano ad avere, la forza di non rallentare di fronte gli ostacoli che giornalmente limitano la dignità di molti.13770288_10209034220640397_6007349522650164329_n

Una dignità difesa con tutte le forze.

Un modo di operare, quello di Ester, da sempre contraddistinto per il forte valore etico, sempre con il sorriso nonostante le tante tragedie con le quali entra in contatto ogni giorno.

Abbiamo chiesto a lei di raccontarsi:

“Non so bene come è cominciata, ma ho avuto sempre chiaro nella mia mente che qualsiasi cosa stessi per fare (la psicologa, la terapeuta, la militante, la responsabile, l’operatrice sociale)le persone dovevano venire prima di tutto e che non dovevo mai perdere lo sguardo verso di loro. Ho cercato in questi anni dunque, tenendo a mente questo, di accompagnare per quel che potevo chi potevo, nei loro percorsi, dentro le contraddizioni del nostro sistema, dentro l’inverosimile di qualche quotidianità che schiaccia, che incastra, che trasforma in invisibilità. Si, di questo forse mi sono occupata in questi anni, di tanta invisibilità che andava urlata, rispettandone il tempo richiesto. Non so bene da dove è cominciata: le letture di Fanon, la convinzione che la clinica non poteva essere svincolata dalla politica, la complessità del sociale che ho attraversato attraverso le storie delle persone che ho incontrato in questi anni mi hanno convinto di proseguire in questa direzione. Anche questo è un grande viaggio.”

E conclude dicendo: “Quello che so fare e se lo faccio davvero bene me lo hanno insegnato le persone, le storie e le loro battaglie, vinte o perse.”

Siamo felici, come associazione, di aver potuto conferire questo premio come segno di stima nei confronti della Dott.ssa Ester Russo sperando possa essere uno stimolo per tutti affinché la tutela della dignità umana diventi un valore condiviso.

 

 

This an undated photo shows Rosa Parks riding on the Montgomery Area Transit System bus. Parks refused to give up her seat on a Montgomery bus on Dec. 1, 1955, and ignited the boycott that led to a federal court ruling against segregation in public transportation. In 1955, Montgomery's racially segregated buses carried 30,000 to 40,000 blacks each day. At a time when interest in civil rights memorabilia is rekindled, a lifetime's worth of Parks' belongings _ among them her Presidential Medal of Freedom _ sits in a New York warehouse, unseen and unsold. (AP Photo/Daily Advertiser)

Rosa Louise Parks (nata Rosa Louise McCauley; Tuskegee, 4 febbraio 1913 – Detroit, 24 ottobre 2005) è stata un’attivista statunitense afroamericana, figura-simbolo del movimento per i diritti civili statunitense, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus ad un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery.

 

One World – A great experience

 

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That moment that 11 nationalities meet each other to create, grow and live the reality of peace together. Sounds like a dream, and luckily that dream came true in the Youth Exchange ‘One World’, hosted by HRYO from 22nd to 30th of October in Palermo, Sicily. During this Youth Exchange young people experienced what it means to be curious towards other realities, use the voice of understanding and realise a peaceful intercultural community. One knows that a dream about the realisation of ‘One World’ is becoming a reality when participants call each other family.

During this week participants discovered the influence that media has on their perception of ‘the other’, they shared their hope, dreams and fears about the future, investigated the concept of peace and translated this into action. They recorded a song to include people in their experience and invite the world to become part of a peaceful movement. They also discovered their talents and qualities which they can use in building the ‘One World’ reality and made a personal decision on the next step they will take.

Participants left the project with an open mind, more experience of other cultures, hope, and inspiration for the realisation of ‘One World’.

I have a dream, a dream of a peaceful world, and it became even bigger after this week. I thank God, the participants and HRYO for this experience. The world is mine, the world is yours, the world is ours!

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