In data 25 Giugno 2015, presso i locali dell’European Economic and Social Committee a Bruxelles, ha avuto luogo una conferenza sull’Integrazione dei Migranti all’interno del mercato del lavoro, alla quale la H.R.Y.O. – Human Rights Youth Organization era presente.

In tale conferenza, organizzata dalla suddetta commissione insieme al Labour Market Observatory e al Permanent Study Group in Immigration and Integration, la tematica dell’integrazione degli immigrati è stata discussa sotto vari punti di vista quali:

– la legislazione europea legata alla migrazione legale

– il riconoscimento delle qualifiche e delle capacità certificate in paesi extraeuropei

– le iniziative del terzo settore volte all’integrazione degli immigrati

– le generali politiche adottate a livello europeo trattanti la tematica dell’immigrazione e dell’integrazione

Nomi di un certo calibro si possono annoverare tra i relatori:

Christa Schweng (presidente dell’LMO),

Irini Pari (presidente dell’IMI),

Maureen O’Neil (presidente del SOC),

Laura Corrao (capo dell’unità della migrazione legale e l’integrazione);

gli europarlamentari Heinz Becker, Jean Lambert, Kashetu Kyenge

Importanti studiosi quali: Thomas Liebig, Luis Miguel Pariza Castaňos, Maria Vincenza Desiderio, EvaValentova

Alla conferenza, aperta agli interventi e alle opinioni della platea, erano presenti e sono intervenuti rappresentanti di moltissime associazioni operanti da anni nel settore quali: Adem Kumcu, Ricardo Nobre, Marco Cilento e Bea Diallo.

10169221_1005666539466132_3041517767455207756_nCiò che è emerso da questa conferenza è un interesse particolare, da parte delle istituzioni tutte, verso l’integrazione dei migranti.

Ciò che, ad oggi, rallenta il fenomeno dell’integrazione dei migranti è sicuramente una mancata preparazione delle istituzioni nel gestire interessi nazionali disparati e discordanti.

Da un punto di vista più pratico, è emerso che le principali cause della non integrazione sono: la bassa “trasferibilità” delle qualifiche e delle competenze, la bassa integrazione linguistica (da ricercare non solo da un punto di vista culturale, ma anche dei servizi offerti da parte dei paesi di arrivo), una mancata presenza di network tra tutti gli stakeholders coinvolti e il fenomeno disciminatorio/razziale.

Tra le soluzioni proposte, che andranno a far parte degli interessi futuri delle istituzioni e delle politiche europee, sono emerse delle spinte volte all’accrescimento delle competenze tecniche degli immigrati, al fine di renderli più competitivi all’interno del mondo del lavoro, e delle competenze linguistiche, attraverso la creazione di un supporto linguistico strutturato.

Un altro importante focus è stato tracciato sul supporto/consulenza lavorativa agli immigrati, che effettivamente manca e che, quando presente, non sempre riesce a soddisfarli da un punto di vista linguistico e culturale.

Una problematica emersa, inoltre, è stata quella del ricongiungimento familiare, poichè spesso la burocrazia europea non permette agli immigrati, legalmente e lavorativamente stabili in un paese europeo, di essere raggiunto dai propri familiari in quanto non vengono considerati burocraticamente tali legami.

Infine, da parte dei lavoratori delle associazioni del terzo settore, sono state caldeggiate delle soluzioni ad un problema che risulta essere, per la maggior parte, politico, ossia la libera circolazione degli immigrati regolari all’interno si tutto il territorio europeo.

La seconda parte della giornata è stata dedicata interamente alle associazioni del terzo settore: sono stati presentati dei progetti e delle iniziative realizzate in tutta europa, che hanno avuto molto successo e che realmente hanno portato il loro apporto nello svolgimento e nelle scelte delle politiche europee in termini di immigrazione e integrazione. A tali presentazioni è seguita una fase di dialogo e scambio di opinioni sui progetti presentati e su ipotetiche azioni da poter proporre in futuro. Il tutto a far comprendere la grande importanza e l’attenzione che le istituzioni hanno verso tali iniziative e associazioni.

Questa occasione è stata importante poichè si è data la possibilità alle piccole realtà che toccano con mano determinate tematiche, di poter esprimere la loro opinione e le proprie proposte: sono state date molte risposte e molte speranze, la risposta generale degli “addetti ai lavori” è stata piena di buoni propositi.

Antonella Scalia

H.R.Y.O. – Human Rights Youth Organization