[:it]Due venticinquenni, maschi, a “rappresentare” l’Italia a un seminario sul Gender sensitive journalism and reporting. Il bagaglio per Shtip, cittadina nella parte orientale della Macedonia, era pieno di aspettative ma anche di timori. L’idea del confronto con altri e altre giovani da Repubblica Ceca, Croazia, Serbia, Macedonia e Bulgaria su temi a noi cari ci ha però convinti a partire e lasciare all’aeroporto di Skopje dubbi e pregiudizi.

Shtip non è stata una scelta casuale: qui l’industria tessile è fra le più importanti fonti di sostentamento per i residenti e la maggior parte della manodopera utilizzata nelle fabbriche è rappresentata dalle donne del posto. Un lavoro le cui condizioni sono spesso denunciate come estreme e i salari molto bassi. Abbiamo avuto modo di visitare alcuni stabilimenti che hanno confermato ciò che alcune ONG descrivono da tempo.

Tra l’arrivo in terra macedone e la visita agli stabilimenti tessili di Shtip è passata una settimana di dibattiti, confronto e laboratori sul tema del Gender sensitive language (che non sembra avere un termine proprio in italiano), ovvero “la realizzazione dell’uguaglianza di genere nel linguaggio scritto e parlato”.

Dedicati i primi giorni alla conoscenza reciproca e alla condivisione delle questioni nazionali legate al tema (durante la quale abbiamo presentato la situazione in chiaro scuro a cui assistiamo nel nostro paese, in cui la differenza di salario tra uomini e donne è la seconda più bassa dell’Unione Europea ma in cui i media continuano a rappresentare le donne in maniera distorta e diseguale rispetto agli uomini), al centro della settimana si è approfondito l’argomento grazie agli interventi di alcune giornaliste provenienti dalle televisioni della zona e la presentazione delle attività di una ONG macedone molto attiva sul fronte delle questioni di genere e la difesa delle donne da violenza domestica e sfruttamento. Rafforzate le nostre basi di conoscenza sul tema, abbiamo potuto mettere direttamente ‘le mani in pasta’ e misurarci con la stesura di pezzi giornalistici ‘sperimentali’ sensibili alle questioni di genere .

Il risultato del laboratorio di scrittura è poi confluito in un’analisi specifica dell’importanza del Gender Sensitive Language e di quali strumenti si ha bisogno per imprimere un cambio ai nostri sistemi comunicativi e linguistici, da questo punto di vista spesso ‘diseguali’.[:]

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