[:it]Youth Cooperation for Peace (YouCooP): Building bridges to counter radicalization and extremism, Nicosia 13-14 December 2017[:]

[:it]Youth Cooperation for Peace (YouCooP):

Building bridges to counter radicalization and extremism

Nicosia 13-14 December 2017

Grazie allo Youth Board of Cyprus e al supporto del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dell’Educazione e della Cultura, il 13 e 14 Dicembre si é svolta a Nicosia (Cipro) la conferanza dal titolo Youth Cooperation for Peace (YouCooP): Building bridges to counter radicalization and extremism.

La conferenza ha coinvolto 25-30 giovani provenienti da Albania, Algeria, Bulgaria, Cipro, Egitto, Grecia, Italia, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Oman, Qatar, Romania, Arabia Saudita, Slovacchia, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Inghilterra con l’obiettivo di condividere i diversi punti di vista, le buone pratiche e i metodi per la promozione della tolleranza, del dialogo interculturale e per abbattere falsi stereotipi e credenze.

Infatti la Risoluzione 2250 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riconosce e affida ai giovani un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, dell’estremismo violento e della costruzione della pace.

Questi due giorni sono stati caratterizzati da momenti di confronto sulle condizioni che portano i giovani all’estremismo e alla radicalizzazione e su cosa possono fare proprio i giovani per evitare che si verifichino episodi violenti.

La prima giornata di lavori ha avuto inizio con i saluti del Ministro dell’Educazione e della Cultura Mr.  Costas Kadis, che pur non avendo partecipato personalmente non ha perso l’occasione di augurarci un buon lavoro e con i saluti di Mr. Panayiotis Sentonas Chaiman del Youth Board of Cyprus; entrambi hanno sottolineato l’importanza delle posizioni e delle idee dei giovani e la necessità di utilizzare un approccio olistico che unisca le istituzioni, le organizzazioni non governative, i giovani e le fondazioni per combattere e prevenire episodi di radicalizzazione.

Nella prima sessione dal titolo Drivers to extremism and radicalization abbiamo ascoltato il contributo di Mr. Jasmeet Singh Sahotay (“From Toddlers and Tollerance, to Battlefields and Bigotry: how and why do young people find themselves on the path to violent extremism?) sui cambiamenti affrontati dalla società negli ultimi anni rispetto alle religioni. Dalla radicalizzazione politica portata avanti dall’estremismo di alcuni partiti di destra e dall’islamofobia promossa dai media nei paesi europei, alla perdita di identità delle seconde generazioni e agli episodi di discriminazione. Path to peace path from peace: quello che possiamo fare per evitare derive di questo tipo è puntare sull’educazione per comprendere al meglio le diverse culture e incoraggiare i giovani ad essere parte trainante del cambiamento.

Mr. Omar Mousa Ziedan Al Azzam (Director of Media, Ministry of Youth Hashemite Kingdom of Jordan) ha sottolineato ulteriormente l’importanza di creare un dialogo mondiale che porti ad una cittadinanza globale come strumento di salvezza nei confronti del terrorismo; inoltre la necessità di visitare i paesi islamici per avere una visione più completa del fenomeno; discussione e dialogo sono dunque fondamentali: bisogna uscire dalla confort zone per fronteggiare la radicalizzazione.

Nella seconda sezione della conferenza si é discusso dei “Potenziali per la cooperazione e la costruzione della pace”; il primo intervento di Mr. Layne Robinson si è centrato sulla costruzione di una gioventù resiliente. Mr Robinson ha parlato dell’importanza degli Youth Workers e della necessità di un investimento politico ed economico per la crescita di questa importante professione perché gli Youth Workers sono presenti in tutti i settori e attraverso l’educazione non formale risultano attori chiave nella crescita delle nuove generazioni al fine di combattere radicalizzazione ed estremismi.

Ms. Eliza Cardet ha introdotto i motivi che spingono i giovani alla radicalizzazione attraverso il Good Life Model. Secondo un’interpretazione di questo modello i movimenti terroristici riescono ad avvicinarsi ai giovani perché questi ultimi sono ora malleabili, disillusi e insoddisfatti (no life balance, no sense of purpuse, no being accepted). Famiglia, amici, ed insegnanti sono attori fondamentali e solo combinando gli sforzi di tutti si riuscirà a combattere e prevenire episodi di radicalizzazione.

La seconda parte della conferenza ha visto coinvolti attivamente tutti i partecipanti dei gruppi di discussione e la presentazione delle buone pratiche da parte delle organizzazione che hanno preso parte ai workshops. L’obiettivo è stato quello di identificare i potenziali contributi del settore e delle politiche giovanili per prevenire episodi di estremismo e radicalizzazione; e l’importanza di riuscire a comprendere come costruire comunità resilienti e promuovere una cultura della pace.

Durante la seconda giornata di lavoro abbiamo avuto la possibilità di presentare davanti al Ministro degli Affari Esteri, Mr. Ioannis Kasoulides e alla presenza dell’Ambasciatore Italiano Mr. Andrea Cavallari i risultati e le idee sviluppate durante i workshops, sviluppando un dialogo sulle future possibilità di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.

Melania Ferrara

Program Coordinator

 

 

 

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[:it]“LEARNING PEACE” Ricerchiamo due Partecipanti per un T.C. in Olanda dal 15 al 23 Settembre 2017[:]

[:it]TC (Training Course) “LEARNING PEACE”

Luogo: OLANDA

Dal 15 al 23 Settembre 2017

 

Il progetto “LEARNING PEACE” è organizzato dall’associazione olandese Towards a Nonviolent World in collaborazione con Egitto, Palestina (OPT), Turchia, Armenia, Georgia, Italia, Romania e Germania.

 

Il progetto, finanziato dal programma Erasmus + e dalla Commissione Europea, si rivolge a operatori sociali, group leader, insegnanti, formatori, facilitatori (età 20 +) che vogliono acquisire conoscenze e competenze professionali volte alla trasformazione non violenta dei conflitti e alla costruzione della pace, attraverso processi di apprendimento partecipativo non formale.

Il “potere” di questa formazione è che si analizzeranno sia aspetti legati alla violenza

(i problemi) sia alla nonviolenza (soluzioni creative).

 

I partecipanti impareranno quello che chiamiamo “Attivismo Empatia”: cioè l’attivismo guidato dall’empatia, la capacità di sentire la percezione della persone e capire le loro azioni. Questa è un’abilità fondamentale trascurata nella nostra educazione e nella società e sempre più minata da gruppi di persone che colpevolizzano e offendono pubblicamente, compresi i politici.

Invece di parlare di “libertà di espressione”, e di “giusti”, le attività si concentreranno su come imparare a esprimere se stessi e su cosa è necessario comprendere degli altri per riuscire a capirsi o dimostrare il proprio disaccordo in modo rispettoso, oltre a lavorare insieme per superare l’oppressione.

La speranza è che i partecipanti diventino “attivisti dell’empatia”, analizzando l’atteggiamento di presunta ‘efficacia’ e ‘necessità’ della violenza e superandoli attraverso dinamiche più compassionevoli e sensibili. Questo percorso mira a stimolare la trasformazione dei conflitti e all’impegno attivo in contesti locali e internazionali.

 

Obiettivi del progetto: aumentare la consapevolezza sull’attivismo non violento, sviluppare competenze innovative sulla trasformazione dei conflitti, offrire nuovi input e strumenti interculturali che generino un nuovo impatto nei metodi di lavoro dei partecipanti.

 

Per ricevere ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a margherita.vaglio@hryo.eu fino al 30 luglio 2017.

Il progetto è rivolto agli associati H.R.Y.O.

Sottoscrizione della tessera H.R.Y.O. 2017  – 15,00 €

 

Per iscriverti direttamente al tc compila il formulario a questo link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdJBmKy3buUiPRCP_nn6yCbi5WVAumaMLICf9jN6l8I2ywLqA/viewform

 

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la H.R.Y.O. partecipa al progetto “ Towards a Nonviolente World” finanziato dal programma Erasmus+

Dal 17 al 26 Novembre 2016 la H.R.Y.O. ha partecipato al progetto “ Towards a Nonviolente World” finanziato dal programma Erasmus+

15134575_1143790262356484_4972807286837127517_nI conflitti sono parte della vita di tutti i giorni e in realtà potrebbero rappresentare un’opportunità per comprendere i propri limiti e le nostre potenzialità, una opportunità che conduce alla crescita. D’altra parte, se non debitamente riconosciuta e presa in considerazione, la violenza può degenerare, drenare le nostre energie, portando a scontri, e anche a radicalizzazione.

Più di 20 giovani provenienti da 11 Paesi europei hanno avuto modo di confrontarsi su tutti i temi legati alla Nonviolenza; Dai macro ai micro conflitti i partecipanti al corso hanno avuto modo di scambiare e conoscere nuove tipologie di intervento per la risoluzione dei conflitti, conoscere storie dirette di attivisti e pacifisti a livello globale.

Durante il progetto, giorno dopo giorno, è fortemente cresciuta la consapevolezza fra i protagonisti dell’evento che ancora oggi ha un forte senso e valore continuare a discutere i temi della Pace in quanto, seppur in un periodo storico in cui ci appaiono lontane le lotte nonviolente che hanno portato alla risoluzione di molti conflitti, tali conflitti continuano ad esistere.

Il tema del conflitto è stato centrale in molte sessioni di attività e si è anche ragionato prevalentemente sui sistemi di risoluzione dei micro conflitti, partendo da noi stessi, come motore di pace del contesto in cui viviamo.

Come Human Rights Youth Organization abbiamo anche avuto modo di condividere i risultati del piccolo movimento nonviolento che abbiamo costruito in questi ultimi anni conosciuto a molti come “MMH” Il festival delle culture – Meet me Halfway” che ha portato enormi risultati in zone ad alto degrado urbano con una forte densità mafiosa.

Come associazione abbiamo quindi deciso di continuare il nostro percorso di crescita internazionale a contatto con le diverse reti dei movimenti nonviolente.

Uniti possiamo fare una enorme differenza e questo progetto ha segnato l’inizio di future collaborazioni.

H.R.Y.O. per un messaggio di civiltà STOP TURISMO SESSUALE.

Logo Definitivo

MESSAGGIO DI CIVILTÀ

STOP TURISMO SESSUALE

Invito Conferenza Stampa, 7 Giugno 2016, ore 10,00

Palazzo delle Aquile – Palermo

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization sottoscrive il manifesto promosso dall’associazione M.E.T.E.

 

 

Giorno 7 Giugno 2016 alle ore 10,00 a Palazzo delle Aquile avverrà la conferenza stampa di presentazione della azione umanitaria internazionale incentrata sul turismo sessuale nei confronti dei minori.

Si tratta di un messaggio di civiltà rivolto a tutta la comunità internazionale.

La H.R.Y.O. associazione nata nel 2009, fra le realtà maggiormente rappresentative del panorama europeo ed internazionale nata a Palermo, aderisce spiega il presidente Marco Farina “ La nostra associazione in questi anni ha realizzato più di 3000 mobilità di giovani coinvolti in diversi progetti a difesa dei diritti umani e non solo, questo manifesto nasce dall’idea che il viaggio stesso debba diventare uno strumento di promozione e tutela dei diritti, in particolar modo nella difesa dei minori. Attorno al turismo sessuale abbiamo non solo un aspetto individuale legato alla pedofilia, ma una più ampia struttura organizzativa stante i forti interessi economici in gioco. Il nostro diritto in questo senso ha fatto molti passi avanti, ma un sistema internazionale strutturato negli anni si necessità di tanti interventi crossettoriali”

Il manifesto è firmato da Mete Onlus , Protea Human Rights e l’Osservatorio Giuridico Italiano in collaborazione con HRYO, Antigone Sicilia, Antilia, Rainbowweb ed AGIUS.

Il Testimonial del “Messaggio di Civiltà” è il Professore Alessandro Meluzzi.

Saranno presenti in conferenza, tra gli altri: il Professore Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), il Senatore Fabio Giambrone (Presidente Gesap), il Dottore Giuseppe Mistretta (Amministratore Delegato Gesap), la Dottoressa Cleo Li Calzi ( Consigliere Amministrazione Gesap), Rita Vinci (Consigliere Comunale) ed i Presidenti delle realtà che hanno firmato il manifesto.

Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo sessuale. Il turismo Logo Definitivosessuale nei confronti dei bambini e delle bambine è pedofilia tollerata. Continuare a leggere e diffondere dati allarmanti, ed allo stesso tempo negare azioni concrete ed interventi mirati da parte di quelle realtà che hanno il dovere di occuparsene, provoca sentimenti di profonda indignazione. La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva.

 

In conferenza sarà presentata l’azione umanitaria nella sua attuazione.

Spiega, Giorgia Butera: “Sin dall’inizio, l’Associazione Mete ha focalizzato la propria attenzione, il proprio interesse ed il proprio impegno umanitario internazionale nei confronti della schiavitù sessuale, quale matrice comune di chi è vittima di matrimoni forzati, spose bambine, ragazze alle quali viene negata l’istruzione, donne utilizzate come merce di scambio, donne vittime della tratta.

E così, seguendo il nostro naturale percorso abbiamo deciso di porre i riflettori sul turismo sessuale riguardante i bambini, ricordando che gli italiani sono i primi al mondo a partire per commettere l’orribile crimine. Quando parliamo di questa tragedia ci riferiamo a uomini (ed in qualche caso, anche donne) che comprano ed abusano oltre che dell’umano, della povertà economica e sociale”.

Il Professor Alessandro Meluzzi, Testimonial del “Messaggio di Civiltà”, afferma: “I bambini sono sacri. Chi li usa stupra il futuro dell’umano, e del mondo”.

Cleo Li Calzi (Consigliere Amministrazione Gesap): “L’aeroporto luogo simbolo del turismo ha raccolto l’invito di Mete e di Giorgia Butera in questa importante azione di costruzione di una coscienza collettiva. La negazione porta ad uno stato di accettazione passiva, a ritenere tollerabile ciò che è disumano. Dall’aeroporto che porta il nome di Falcone e Borsellino parte oggi questo importantissimo <viaggio> del messaggio di civiltà promosso da METE, e parte l’impegno solidale a sostenere l’iniziativa”.

 

L’appuntamento è per giorno 7 Giugno 2016, ore 10,00 a Palazzo delle Aquile (Palermo).

L’ingresso è libero

Ricerchiamo volontari per il Festival Delle Culture.

10407570_1591925731075663_6386884648141083850_nL’associazione H.R.Y.O. – Human Rights Youth Organization nasce ufficialmente nel 2009 a Palermo con lo scopo di promuovere lo sviluppo di iniziative culturali volte ad una migliore divulgazione della cultura dei diritti civili, e di rispondere alla necessità di dare maggiore visibilità, a livello internazionale, a qualsiasi forma di violazione dei diritti umani.

Tra gli eventi che proponiamo vi è il Festival delle Culture – Meet Me Halfway, che quest’anno giungerà alla sua quinta edizione. Il festival nasce dal semplice presupposto che se tutte le culture riuscissero ad incontrarsi potrebbe davvero nascere un dialogo costruttivo per l’intera società. Il festival rappresenta quindi un volano di sviluppo a livello locale rispetto al luogo in cui viene organizzato, nonché un modo per abbattere le barriere mentali che limitano le persone a spostarsi sul proprio territorio.

Il Meetme halfway è una buona pratica ideata dalla H.R.Y.O. per la riqualificazione di settori cittadini, ossia per la loro attivazione secondo la destinazione d’uso prevista o immagginata. La strategia di implementazione consiste nell’individuare un’area svantaggiata, un punto di riferimento e/o associazione specifica, quindi l’attivazione della rete relazionale fra il più alto numero di stakeholders presenti. Inoltre utilizza i metodi di educazione non formale, specifiche metodologie sviluppate grazie al lavoro sviluppato negli anni da parte di H.R.Y.O., volte all’abbattimento dei cosidetti pregiudizi sociali. Quindi una partecipazione dal basso volta a stimolare la pubblica amministrazione a dare un contributo sostanziale al fine di mantenere i percorsi virtuosi creati.

H.R.Y.O sta cercando dei volontari che siano motivati nel prendere parte alla preparazione della prossima edizione del Meet Me Halfway che si svolgerà dal 23 al 25 settembre 2016 al quartiere Zen 2 di Palermo.

Gli interessati possono manifestare la propria volontà compilando entro e non oltre il 30 aprile 2016 il modulo di adesione:

https://docs.google.com/forms/d/1gAv8QxNXXNMpLTu7ysxYy1YnS_PhqsIAttnQTLeYmbE/edit?usp=drive_web

Per maggiori informazioni sul festival vedi:

https://www.facebook.com/Festival-Delle-Culture-Meet-Me-Halfway-La-Cultura-Chiama-il-Dialogo-1525172001084370/?fref=ts

http://www.hryo.org/festival-delle-culture/

oppure scrivi a simona.marano@hryo.eu

 

 

10 Dicembre 2015, HRYO – Human Rights Youth Organization

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In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, giorno 10 Dicembre 2015, HRYO – Human Rights Youth Organization ha voluto dire la sua, pubblicando un breve video sui propri canali Social.
Lo “Human Rights Day” mira a ricordare la proclamazione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del primo documento internazionale riguardante i diritti dell’uomo: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ciò rappresentò senz’altro una svolta storica per i rapporti diplomatici tra Nazioni straziate dai due conflitti mondiali.
Tuttavia, dando un’occhiata più approfondita ai singoli articoli che la compongono, ci si accorge dell’enorme divario tra lo spirito e l’obiettivo della Dichiarazione e quella che è, al giorno d’oggi, la realtà dei fatti.
Il video realizzato si muove appunto sul contrasto evidente tra il contenuto del documento e tutti quei fenomeni per cui, ancora oggi, il rispetto di tali diritti non è garantito.
Con questo gesto HRYO non intende porsi contro lo spirito della Dichiarazione o la bontà delle intenzioni nell’istituire una Giornata Mondiale in merito, quanto, semplicemente, ricordare a tutti che la strada da percorrere è ancora lunghissima.
Un vero e definitivo cambiamento potrà essere possibile esclusivamente tramite l’instaurazione di una cultura della tolleranza e del rispetto reciproco, e dovrà necessariamente passare dalle decisioni prese dalle grandi potenze mondiali, le stesse che hanno promosso ed oggi ricordano la Dichiarazione.

#Stop Violence Against Women

femminicidio_1_aLa Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Ieri le Nazioni Unite, l’Italia e il mondo intero hanno commemorato la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, proponendo iniziative atte a sensibilizzare donne, ma soprattutto uomini, su questo tema.

La giornata del 25 novembre ricorda il terribile assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo nel 1960. Dal 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reso istituzionale questa giornata, invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere.

HRYO (Human Rigth Youth Organization) ha partecipato a questa giornata tramite la realizzazione di un breve video nel quale esprimere un piccolo pensiero a riguardo, con l’obiettivo di far partecipare più persone , soprattutto uomini e donne di varie nazionalità , dal momento che questo è un fenomeno che direttamente o indirettamente tocca l’intera collettività. L’obiettivo è quello di combattere questa piaga ogni giorno, instaurando una nuova mentalità tramite la realizzazione di piccoli ma significativi gesti.

Hanno contribuito alla realizzazione e alla stesura del video ragazzi e ragazze appartenenti a diverse associazioni. Un sentito Grazie va dunque rivolto agli amici di Maghweb, Per Esempio, Forme e a tutto il personale di Moltivolti. Ciò che veramente ci unisce in questi momenti è un sentimento comune: la voglia di dire BASTA a qualsiasi forma di violenza, verbale, fisica o psicologica, nei confronti delle donne.

#Adessohairotto! Il 25 novembre la giornata contro la violenza sulle donne

Mercoledì prossimo, 25 novembre, L’associazione Maghweb in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, organizza per il secondo anno l’evento “Adesso hai rotto!“. Un momento di riflessione sul tema che quest’anno coinvolgerà nuove realtà nel rispetto dei propositi di Maghweb basati sulla condivisione e la diffusione delle proprie iniziative. La giornata, rispetto allo scorso anno, ha arricchito il suo programma: alle 17:45 all’interno della legatoria d’arte Liber (aderente al circuito di artigiani Alab), in via Grande Lattarini 14, è previsto un reading dedicato a testi inerenti l’argomento della violenza fisica e psicologica di genere che sarà offerto dagli autori del Blog “Apertura a strappo“, un collettivo di lettori, musicisti, performer che cura laboratori di scrittura e lettura creativa, organizza reading nelle librerie e nelle piazze e dallo scorso anno movimenta un blog letterario (www.aperturaastrappo.blogspot.it) articolato in “lattine tematiche”. alle 19:00 ci si potrà spostare a Piazza Sant’Anna per assitere allo spettacolo allestito dal gruppo “I Fuocolesi” basato sulla Taranta: uno sfogo di sopravvivenza della donna contro i condizionamenti di una società rigidamente patriarcale che affonda le sue radici nella cultura del sud Italia e nel particolare del Salento. Sarà possibile godere dello spettacolo “di fuoco” fruendo dell’aperitivo che sarà allestito dal Monkey Pub. Per ogni consumazione una percentuale sarà destinata al finanziamento delle attività dell’associazione colombiana “Corporación Amica Joven“. Maghweb ha scelto di spingere le attività dell’associazione che opera a Medellín da anni a fianco delle donne in una delle città più difficili del mondo per due motivi: 1) proprio nel corso dell’incontro in Colombia, a Bogotà, del movimento Femminista Latinoamericano e dei Caraibi del 1981 fu decisa la data del 25 novembre poi ufficializzata dall’assemblea generale dell’ONU come la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2) quel poco che sarà raccolto non avrebbe avuto nessun impatto in una città europea come Palermo, quelle poche decine di euro, invece, acquisiranno un valore più elevato se traghettate dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. L’evento è organizzato in collaborazione con Human Rights Youth Organization, partner di Maghweb da un anno, e realtà attenta alla promulgazione ed al rispetto dei diritti umani ormai da anni a Palermo.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1494079744227806/

FONTE: MAGWEB.ORG

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, vicina alle vittime della manifestazione di Ankara

Ankara 10.10.15

I recenti avvenimenti in Turchia hanno richiamato l’attenzione della comunità internazionale per l’ennesima volta sul Medio Oriente e su quella regione che dal punto di vista politico sembra avere un destino segnato dalla destabilizzazione.

 

La Turchia, il ponte tra Oriente e Occidente, mostra le contraddizioni di questo essere a cavallo tra diverse culture e popoli e in seguito ai recenti avvenimenti dimostra di essere parte di un gioco di potere che si estende al di là dei suoi confini per ricadere su una regione in cui la pace sembra un utopia.

 

La manifestazione pacifica che chiedeva la fine delle ostilità tra il governo turco e gli estremisti del Partito Kurdo dei Lavoratori (PKK) si è interrotta a causa di un attentato in cui hanno perso la vita 97 vittime (secondo altre fonti il numero dei decessi sarebbe in circa superiore a 120) e sono state feriti 246 manifestanti.

 

In questi giorni di lutto, la riflessione su questo tragico evento porta inevitabilmente a moltissime domande ma soprattutto a considerazioni legate ai diritti umani e al concetto di pace e violenza.

 

La manifestazione, una forma non violenta di dissenso, in questo caso contro il conflitto tra governo turco ed esponenti di un forte partito espressione di una minoranza etnica, è un diritto intoccabile che nei giorni passati in Turchia è stato violato. Il diritto internazionale così come i diritti umani attribuiscono allo stato l’obbligo positivo di difendere questo tipo di manifestazioni pacifiche ma soprattutto il diritto alla vita sancito da molteplici convenzioni internazionali.

 

Lo stato è responsabile del rispetto dei diritti umani in primis all’interno dei propri confini nazionali e per tale motivo nel momento in cui una tragedia come questa può essere facilmente prevista considerata la situazione poco stabile del paese, il governo ha il dovere di prendere le misure necessarie per proteggere, supportare e difendere i suoi cittadini.

La mancanza di una protezione in questo caso è stata fatale per un gruppo di pacifisti che hanno pagato con la vita il loro desiderio di pace.

 

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, vicina alle vittime della manifestazione di Ankara, chiede al Governo turco di assumersi le proprie responsabilità davanti al popolo turco e alla comunità internazionale, e al Governo italiano di attivarsi affinché non si verifichino più queste tragedie.

 

 

Marcia delle donne e degli uomini scalzi

1ima

La nostra associazione aderisce, partecipa e vi invita ad esserci tutti!!!

Palermo sostiene l’appello di Venezia e giovedì 10 settembre, in anticipo sugli eventi promossi dalle altre città italiane, aderisce alla “Marcia delle donne e degli uomini scalzi” promuovendo una manifestazione di solidarietà ai popoli migranti che abbraccia tutta la nazione. Non è un semplice raduno: il capoluogo siciliano accoglierà quanti hanno deciso di schierarsi pubblicamente in sostegno dei rifugiati e dei richiedenti asilo vittime dei trafficanti, delle atrocità dei centri di detenzione e delle politiche migratorie focalizzate più sulla difesa dei confini che sulle vite umane.

Alla marcia, lanciata da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo, stanno aderendo numerose altre associazioni e tante realtà della società civile italiana che si occupano dei diritti dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Tutti i fiirmatari della manifestazione sono accomunati da un sentimento di solidarietà e da una prospettiva di pace e di convivenza. Vi sono idee in parte differenti sugli strumenti e le strategie. E per questa ragione, pubblichiamo i documenti appello degli “Scalzi” e del Forum Antirazzista di Palermo. Siamo convinti che si può e si deve camminare insieme.

Giovedì 10 settembre alle ore 19 da piazza Verdi, di fronte il Teatro Massimo, partirà una marcia a piedi nudi che condurrà fino al Porto di Palermo, in segno di solidarietà e di umiltà nei confronti di chi giunge lungo le coste siciliane denudato anche dei propri sogni e delle proprie speranze. Perché la migrazione richiede esattamente questo: spogliarsi della propria identità sperando di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei propri figli su un barcone e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che respinge, ma di cui si ha bisogno.

Le ragioni dei migranti passano di bocca in bocca attraverso mille distorsioni ma è incivile e disumano non ascoltarle. È proprio in questo momento storico che si decide cosa sarà del mondo in cui vivremo e per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. Noi stiamo dalla parte degli scalzi. Dalle parte di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E dalla parte di chi non ha paura di accogliere.