Si conclude Spread the game: c’è semplicità nell’inclusione

Si è concluso a Palermo “Spread the Game”, uno dei progetti di HRYO finanziati da Erasmus+ e Agenzia Nazionale Giovani, nato dal bisogno di individuare percorsi di educazione non formale che prevedano strumenti e metodologie più attrattive ed efficaci per diffondere l’inclusione sociale. Al di là delle formule burocratiche, spesso difficili da comprendere, “Spread the game” è stato un progetto con forti elementi di innovazione. L’idea di base, quella di condividere le buone pratiche e contemporaneamente esplorare metodi di coinvolgimento e di formazione innovativi e, perché no? più efficaci, si è rivelata vincente. Tutti gli operatori e la rete del partenariato si sono dichiarati, alla fine, più coinvolti e maggiormente consapevoli. Con la sua metodologia attiva, inclusiva e collaborativa “Spread the game”  ha incorporato il digitale e il gioco, come la tecnica della Gamification e il Digital Storytelling. Raggiunto, dunque, l’obiettivo dichiarato, quello di fornire ad educatori, operatori e docenti strumenti e risorse digitali gratuite da utilizzare nelle attività quotidiane con giovani con disabilità e non.

Diverse le mobilità effettuate durante il periodo lungo il quale si è dipanato il progetto: a Celje, ad ottobre scorso, operatori sociali, educatori, e youth worker provenienti da Spagna (FCV), Grecia (ADDart), Slovenia (MCC), Italia (HRYO), hanno avuto modo di raccogliere del materiale sulla gamification per creare una mostra digitale utilizzando uno strumento gratuito, artsteps, che può essere molto utile nel lavoro quotidiano, molto accessibile e semplice nell’utilizzo: insomma, un vero aiuto per il potenziamento dell’inclusione sociale. Le mobilità, lo ricordiamo, servono a far apprendere le buone pratiche selezionate nei Paesi partner e a comprendere le potenzialità di applicazione nei contesti locali.

L’obiettivo finale era quello di creare un toolkit da condividere con gli operatori del settore, evidenziando diversi esempi di gamification e creando una rete con i nostri partner in Europa attraverso lo scambio di storie di successo e buone pratiche. Un grande successo, in tal senso, sono stati alcuni dei prodotti sviluppati in questo ambito, come la Tower of inclusion o le carte Welcome inclusion. Due prodotti dai quali i volontari di HRYO si aspettano grandi risultati pratici.

Toolkit ma non solo.

Una delle buone pratiche promosse, SWING (Signs for Work INclusion Gain), mira a supportare le persone con problemi di udito, sviluppando un’applicazione contenente un dizionario con termini tecnici di diverse professioni, facilitando la comunicazione in un ambiente di lavoro. SWING è promossa dalla Commissione Europea attraverso il programma Erasmus+ (Key Action 2, Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche) in ambito VET (Vocational Education and Training).

Un’altra buona pratica è quella di Sound Escape, un progetto di contrasto alla violenza sulle donne sviluppato dall’organizzazione HRYO – Human Rights Youth Organization in collaborazione con Maghweb e Associazione Progetto liberazione nella prigione Italia Onlus, grazie al contributo del Ministero delle Pari Opportunità. ll progetto ha visto l’implementazione di tre laboratori: “Laboratorio Consapevolezza e Meditazione” a cura di Liberation Prison Project, “Laboratorio Conoscenza sulla Violenza di Genere” a cura di H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization e il “Laboratorio Sound to Escape” a cura di Maghweb, laboratori finalizzati alla produzione di output concreti e alla scoperta di spazi interiori, fatti di suoni e di vibrazioni “differenti” e alla consapevolezza.

[:it]Ricerca partecipanti per Progetto “EcoYou” 17-23 OTTOBRE a Palermo[:]

[:it]Siete pronti a vivere un’esperienza multiculturale a stretto contatto con giovani di altri paesi?

Vuoi condividere le tue esperienze e soprattutto idee su iniziative eco imprenditoriali con partecipanti provenienti da Danimarca e Ucraina? Il progetto EcoYou fa al caso tuo!!!

Siamo alla ricerca di 9 giovani residenti a Palermo, di età compresa dai 18 ai 30 anni! Se sei uno studente di ecologia, social development, imprenditoria, economia, studi sociali e o hai un interesse spiccato per le imprese eco-sostenibili e per le imprese con basso impatto ambientale questo scambio giovanile aspetta soltanto te.

Le attività si svolgeranno dal 17-23 Ottobre a Palermo.

Durante la settimana di progetto affronteremo questioni globali come la riduzione della disoccupazione, il miglioramento dell’istruzione e la lotta al cambiamento climatico. Il progetto si rivolge a giovani motivati e studenti al fine di creare le condizioni ottimali per lo scambio di iniziative, idee innovative, tradizioni culturali e visioni nazionali di opportunità di eco-imprenditorialità tra i giovani italiani, ucraini e danesi.

Il progetto promuove gli obiettivi Erasmus+ incoraggiando l’imprenditoria giovanile, la partecipazione attiva dei giovani, il pensiero critico e le abilità chiave. I partecipanti impareranno a valutare le differenze e ad imparare dagli altri. Il progetto costituirà inoltre un network per le organizzazioni e i partecipanti per creare nuovi contatti e creare una forte rete giovanile internazionale.  Durante le attività esperti nel settore dell’imprenditoria giovanile provenienti da Ucraina e Danimarca condivideranno le loro diverse esperienze, conoscenze e competenze con i rappresentanti Italiani che sono pronti a contribuire con metodologie ed esperienza sull’emancipazione dei giovani e la protezione ambientale.

Il progetto è guidato da H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization (Italia) con la partecipazione di Civic organization “Development and Initiative” (Ucraina) e Copenhagen Youth Network (Danimarca), co-finanziato all’interno del programma Erasmus+.

Per maggiori informazioni consulta l’infopack del progetto o scrivi a valeria.buscemi@hryo.org

Per inviare la tua candidatura compila il seguente form.[:]

“EcoYou – Initiatives for bright future”

Abbiamo dato il via al progetto “EcoYou – Initiatives for bright future”!!!!

In occasione di “EcoYou”, H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization ospiterà 33 giovani provenienti da tre paesi diversi: Italia, Danimarca ed Ucraina. Ospiteremo 11 giovani per paese di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Lo scambio giovanile avrà una durata di sette giorni lavorativi (17 – 23 Ottobre) e si svolgerà a Palermo, una città ricca di storia e di fascino che molto ha da insegnarci  in relazione alla sostenibilità ambientale e all’imprenditoria green.

Sarà una esperienza ricca di attività e visite durante la quale i giovani provenienti da Italia, Danimarca e Ucraina avranno modo di confrontarsi, conoscersi meglio e condividere le proprie culture e tradizioni e più nello specifico casi di imprenditoria eco-sostenibile.

Secondo la Banca Mondiale 620 milioni di persone risultano senza occupazione e non stanno seguendo percorsi di istruzione o formazione.  Nello stesso tempo 600 milioni di giovani stanno per entrare nel mercato del lavoro ma i posti di lavoro in attesa sono solo 200 milioni e la crisi della disoccupazione giovanile non è destinata a migliorare in tempi brevi. Il problema è maggiore nelle comunità rurali dove l’aumento della migrazione verso le aree urbane di tutto il mondo ha influito su una maggiore concentrazione della povertà rurale. L’imprenditoria giovanile offre soluzioni innovative per la crescita economica ed educativa tra i giovani. Ma le iniziative per le imprese giovanili sono ancora relativamente nuove per lo sviluppo globale.

Durante la settimana di progetto affronteremo questioni globali come la riduzione della disoccupazione, il miglioramento dell’istruzione e la lotta al cambiamento climatico. Il progetto si rivolge a giovani motivati e studenti al fine di creare le condizioni ottimali per lo scambio di iniziative, idee innovative, tradizioni culturali e visioni nazionali di opportunità di eco-imprenditorialità tra i giovani italiani, ucraini e danesi.

Il progetto promuove gli obiettivi Erasmus+ incoraggiando l’imprenditoria giovanile, la partecipazione attiva dei giovani, il pensiero critico e le abilità chiave. I partecipanti impareranno a valutare le differenze e ad imparare dagli altri. Il progetto costituirà inoltre un network per le organizzazioni e i partecipanti per creare nuovi contatti e creare una forte rete giovanile internazionale.  Durante le attività esperti nel settore dell’imprenditoria giovanile provenienti da Ucraina e Danimarca condivideranno le loro diverse esperienze, conoscenze e competenze con i rappresentanti Italiani che sono pronti a contribuire con metodologie ed esperienza sull’emancipazione dei giovani e la protezione ambientale.

Il progetto è guidato da H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization (Italia) con la partecipazione di Civic organization “Development and Initiative” (Ucraina) e Copenhagen Youth Network (Danimarca), co-finanziato all’interno del programma Erasmus+ .

[:it] The spirit of international mobility and of the Erasmus+ program, I would say: move, learn, enjoy.[:en]The spirit of international mobility and of the Erasmus+ program, I would say: move, learn, enjoy.[:]

[:it]When I received the news of my trip to Latvia, I didn’t know what to expect from it. Actually, it wasn’t my first choice. The only thing I knew was that Latvia is a relatively young nation far away from home, in front of the Baltic sea, with very different food and climate. Moreover, the place in which I would have spent three weeks with my group was so small you couldn’t find information about it anywhere, neither on tourist guides nor on the Internet. Thus, I decided to leave without asking myself too much questions.
We arrived in Ranka in the evening of the 12th may, after a very long trip from Palermo. Since the beginning, I was surprised from the weather: it seemed like a spring day in Sicily. It was indeed as silent and small as I imaged, with fields and trees and animals everywhere. In the night, it was so dark you could see the stars. And this is something very unusual for someone who has always lived in a big city. There were also the biggest mosquitos I have ever seen in my life.
The day after we made a visit of Ranka with our mentor and her assistant and we started to get in touch with the environment and the local people. Here is the second surprise: we found a lot of easygoing people, despite the fact that Ranka is not exactly a place for tourist. Everybody was very different from us but nonetheless (or maybe because of that) very curious of knowing these “volunteers who came from Italy”.
Anyway, soon after we started working in the youth center of the city, a really nice place surrounded by flowers and trees. Inside the building, which was previously a school, we found almost everything we needed and more: a big office, a playroom for youngsters full of tablegames and books, a gym and also an escape room which is part of a project about non formal education. We spent sometime exchanging some more information about our previous work experiences and then, in a matter of hours, we were already working to the activities of the next weeks. Indeed, we were involved in the organization of a real youth exchange which would have taken place on the next week. Although it was our first practical experience in this field, we manage to do a very good job, something for which I will always be proud of myself. Obviously, it would have not been the same without my team and the really useful advices and inspiration of our mentor. We’ve also had the opportunity to met other youth workers of the region of Gulbene who gave us a lot of useful tips about the activity and the world of non formal education in general.
In the end, I think I’ve learned a lot from this experience. First of all, I’ve learned how it is important to plan and organize activities if you want to make something good. You have to plan and organize in order to improvise. And I always considered myself a good improvisor, thus it is a really big change. I’ve also learned the potentialities of play in non formal education: play is more serious than I thought. And finally, the best thing of all is that, while learning these and many other things, I had a good time.
If I had to summarize these three weeks to catch the spirit of international mobility and of the Erasmus+ program, I would say: move, learn, enjoy.

 

Francesco Puleo[:en]When I received the news of my trip to Latvia, I didn’t know what to expect from it. Actually, it wasn’t my first choice. The only thing I knew was that Latvia is a relatively young nation far away from home, in front of the Baltic sea, with very different food and climate. Moreover, the place in which I would have spent three weeks with my group was so small you couldn’t find information about it anywhere, neither on tourist guides nor on the Internet. Thus, I decided to leave without asking myself too much questions.
We arrived in Ranka in the evening of the 12th may, after a very long trip from Palermo. Since the beginning, I was surprised from the weather: it seemed like a spring day in Sicily. It was indeed as silent and small as I imaged, with fields and trees and animals everywhere. In the night, it was so dark you could see the stars. And this is something very unusual for someone who has always lived in a big city. There were also the biggest mosquitos I have ever seen in my life.
The day after we made a visit of Ranka with our mentor and her assistant and we started to get in touch with the environment and the local people. Here is the second surprise: we found a lot of easygoing people, despite the fact that Ranka is not exactly a place for tourist. Everybody was very different from us but nonetheless (or maybe because of that) very curious of knowing these “volunteers who came from Italy”.
Anyway, soon after we started working in the youth center of the city, a really nice place surrounded by flowers and trees. Inside the building, which was previously a school, we found almost everything we needed and more: a big office, a playroom for youngsters full of tablegames and books, a gym and also an escape room which is part of a project about non formal education. We spent sometime exchanging some more information about our previous work experiences and then, in a matter of hours, we were already working to the activities of the next weeks. Indeed, we were involved in the organization of a real youth exchange which would have taken place on the next week. Although it was our first practical experience in this field, we manage to do a very good job, something for which I will always be proud of myself. Obviously, it would have not been the same without my team and the really useful advices and inspiration of our mentor. We’ve also had the opportunity to met other youth workers of the region of Gulbene who gave us a lot of useful tips about the activity and the world of non formal education in general.
In the end, I think I’ve learned a lot from this experience. First of all, I’ve learned how it is important to plan and organize activities if you want to make something good. You have to plan and organize in order to improvise. And I always considered myself a good improvisor, thus it is a really big change. I’ve also learned the potentialities of play in non formal education: play is more serious than I thought. And finally, the best thing of all is that, while learning these and many other things, I had a good time.
If I had to summarize these three weeks to catch the spirit of international mobility and of the Erasmus+ program, I would say: move, learn, enjoy.

Francesco Puleo[:]

[:it]Youth Cooperation for Peace (YouCooP): Building bridges to counter radicalization and extremism, Nicosia 13-14 December 2017[:]

[:it]Youth Cooperation for Peace (YouCooP):

Building bridges to counter radicalization and extremism

Nicosia 13-14 December 2017

Grazie allo Youth Board of Cyprus e al supporto del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dell’Educazione e della Cultura, il 13 e 14 Dicembre si é svolta a Nicosia (Cipro) la conferanza dal titolo Youth Cooperation for Peace (YouCooP): Building bridges to counter radicalization and extremism.

La conferenza ha coinvolto 25-30 giovani provenienti da Albania, Algeria, Bulgaria, Cipro, Egitto, Grecia, Italia, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Oman, Qatar, Romania, Arabia Saudita, Slovacchia, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Inghilterra con l’obiettivo di condividere i diversi punti di vista, le buone pratiche e i metodi per la promozione della tolleranza, del dialogo interculturale e per abbattere falsi stereotipi e credenze.

Infatti la Risoluzione 2250 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riconosce e affida ai giovani un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, dell’estremismo violento e della costruzione della pace.

Questi due giorni sono stati caratterizzati da momenti di confronto sulle condizioni che portano i giovani all’estremismo e alla radicalizzazione e su cosa possono fare proprio i giovani per evitare che si verifichino episodi violenti.

La prima giornata di lavori ha avuto inizio con i saluti del Ministro dell’Educazione e della Cultura Mr.  Costas Kadis, che pur non avendo partecipato personalmente non ha perso l’occasione di augurarci un buon lavoro e con i saluti di Mr. Panayiotis Sentonas Chaiman del Youth Board of Cyprus; entrambi hanno sottolineato l’importanza delle posizioni e delle idee dei giovani e la necessità di utilizzare un approccio olistico che unisca le istituzioni, le organizzazioni non governative, i giovani e le fondazioni per combattere e prevenire episodi di radicalizzazione.

Nella prima sessione dal titolo Drivers to extremism and radicalization abbiamo ascoltato il contributo di Mr. Jasmeet Singh Sahotay (“From Toddlers and Tollerance, to Battlefields and Bigotry: how and why do young people find themselves on the path to violent extremism?) sui cambiamenti affrontati dalla società negli ultimi anni rispetto alle religioni. Dalla radicalizzazione politica portata avanti dall’estremismo di alcuni partiti di destra e dall’islamofobia promossa dai media nei paesi europei, alla perdita di identità delle seconde generazioni e agli episodi di discriminazione. Path to peace path from peace: quello che possiamo fare per evitare derive di questo tipo è puntare sull’educazione per comprendere al meglio le diverse culture e incoraggiare i giovani ad essere parte trainante del cambiamento.

Mr. Omar Mousa Ziedan Al Azzam (Director of Media, Ministry of Youth Hashemite Kingdom of Jordan) ha sottolineato ulteriormente l’importanza di creare un dialogo mondiale che porti ad una cittadinanza globale come strumento di salvezza nei confronti del terrorismo; inoltre la necessità di visitare i paesi islamici per avere una visione più completa del fenomeno; discussione e dialogo sono dunque fondamentali: bisogna uscire dalla confort zone per fronteggiare la radicalizzazione.

Nella seconda sezione della conferenza si é discusso dei “Potenziali per la cooperazione e la costruzione della pace”; il primo intervento di Mr. Layne Robinson si è centrato sulla costruzione di una gioventù resiliente. Mr Robinson ha parlato dell’importanza degli Youth Workers e della necessità di un investimento politico ed economico per la crescita di questa importante professione perché gli Youth Workers sono presenti in tutti i settori e attraverso l’educazione non formale risultano attori chiave nella crescita delle nuove generazioni al fine di combattere radicalizzazione ed estremismi.

Ms. Eliza Cardet ha introdotto i motivi che spingono i giovani alla radicalizzazione attraverso il Good Life Model. Secondo un’interpretazione di questo modello i movimenti terroristici riescono ad avvicinarsi ai giovani perché questi ultimi sono ora malleabili, disillusi e insoddisfatti (no life balance, no sense of purpuse, no being accepted). Famiglia, amici, ed insegnanti sono attori fondamentali e solo combinando gli sforzi di tutti si riuscirà a combattere e prevenire episodi di radicalizzazione.

La seconda parte della conferenza ha visto coinvolti attivamente tutti i partecipanti dei gruppi di discussione e la presentazione delle buone pratiche da parte delle organizzazione che hanno preso parte ai workshops. L’obiettivo è stato quello di identificare i potenziali contributi del settore e delle politiche giovanili per prevenire episodi di estremismo e radicalizzazione; e l’importanza di riuscire a comprendere come costruire comunità resilienti e promuovere una cultura della pace.

Durante la seconda giornata di lavoro abbiamo avuto la possibilità di presentare davanti al Ministro degli Affari Esteri, Mr. Ioannis Kasoulides e alla presenza dell’Ambasciatore Italiano Mr. Andrea Cavallari i risultati e le idee sviluppate durante i workshops, sviluppando un dialogo sulle future possibilità di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.

Melania Ferrara

Program Coordinator

 

 

 

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[:it]TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 23 al 29 Ottobre per il progetto “MIGRATION AND REFUGEE: EUROPE’S OPPORTUNITY TO BUILD INTERCULTURALISM”.[:]

[:it]Siamo alla ricerca di 4 partecipanti per un TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 23 al 29 Ottobre per il progetto “MIGRATION AND REFUGEE: EUROPE’S OPPORTUNITY TO BUILD INTERCULTURALISM”.

Il profile ideale dei partecipanti comprende operatori giovanili, insegnati o volontari (eta 20+) che lavorano nell’ambito della migrazione. Il progetto è organizzato in collaborazione con Academy of Entrepreneurship (Grecia) e HRYO (Italia), e finanziata dal programma Erasmus + della Commissione Europea.

Il TC coinvolgerà 12 partecipanti provenienti da 3 paesi (Grecia, Italia e Spagna).

Gli obiettivi del progetto sono generare uno scambio di buone pratiche di lavoro con i giovani migranti / rifugiati, fornire strumenti / competenze per lavorare con gli stessi e per sensibilizzare i giovani europei rispetto all’attuale incremento della migrazione giovanile in Europa, al fine di creare una rete di giovani leader europei operanti nel settore.

I costi di viaggio, vitto e alloggio saranno interamente sostenuti dal programma.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.

Per iscriverti o per ricevere ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu fino al 30 Luglio 2017.

Ti aspettiamo!!![:]

[:en]TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 13 al 18 Novembre 2017 per il progetto “REBUILDING TRUST IN THE EUROPEAN UNION THROUGH THE USE OF MASS MEDIA”.[:]

[:it]UN’ALTRO TRAINING COURSE A SALAMANCA!

Siamo alla ricerca di 4 partecipanti per un TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 13 al 18 Novembre 2017 per il progetto “REBUILDING TRUST IN THE EUROPEAN UNION THROUGH THE USE OF MASS MEDIA”.

Il progetto e pensato per operatori giovanili, insegnati o volontari (eta 20+) che sono interessati ad imparare come utilizzare  mass media e contenuti audiovisivi per incentivare la partecipazione della cittadinanza europea tra le nuove generazioni.

Il progetto è organizzato in collaborazione con Academy of Entrepreneurship (Grecia) e HRYO (Italia), e finanziata dal programma Erasmus + della Commissione Europea.

Il TC coinvolgerà 12 partecipanti provenienti da 3 Paesi (Grecia, Italia e Spagna).

Il progetto offre ai partecipanti la possibilità di imparare come utilizzare i Mass Media (giornali, radio, social networks, TV, film) come strumento di lavoro per rispondere alle problematiche affrontate dalle nuove generazioni europee e fornire uno spazio in cui gli operatori giovanili possano scambiare buone pratiche e pianificare strategie a tal fine.

Il finanziamento copre le spese di viaggio, l’alloggio, il cibo e il materiale durante il programma.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.

Per iscriverti o per ricevere ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu

Scadenza per l’invio della candidatura: 05 Agosto 2017

Ti aspettiamo!!![:en]UN’ALTRO TRAINING COURSE A SALAMANCA!

Siamo alla ricerca di 4 partecipanti per un TC (Training Course) a Salamanca (Spagna) dal 13 al 18 Novembre 2017 per il progetto “REBUILDING TRUST IN THE EUROPEAN UNION THROUGH THE USE OF MASS MEDIA”.

Il progetto e pensato per operatori giovanili, insegnati o volontari (eta 20+) che sono interessati ad imparare come utilizzare  mass media e contenuti audiovisivi per incentivare la partecipazione della cittadinanza europea tra le nuove generazioni.

Il progetto è organizzato in collaborazione con Academy of Entrepreneurship (Grecia) e HRYO (Italia), e finanziata dal programma Erasmus + della Commissione Europea.

Il TC coinvolgerà 12 partecipanti provenienti da 3 Paesi (Grecia, Italia e Spagna).

Il progetto offre ai partecipanti la possibilità di imparare come utilizzare i Mass Media (giornali, radio, social networks, TV, film) come strumento di lavoro per rispondere alle problematiche affrontate dalle nuove generazioni europee e fornire uno spazio in cui gli operatori giovanili possano scambiare buone pratiche e pianificare strategie a tal fine.

Il finanziamento copre le spese di viaggio, l’alloggio, il cibo e il materiale durante il programma.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.

Per iscriverti o per ricevere ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu

Scadenza per l’invio della candidatura: 05 Agosto 2017

Ti aspettiamo!!![:]

Ozkan, che sta svolgendo il suo SVE a Palermo con HRYO racconta l’orto BhRYO.

Codifas was born in 2006 by the spontaneous union of a group of farmers who, at the end of the agricultural campaign, realized that the revenues from their farms were far lower than the expenses they had incurred. They provides green maintenance services for condominiums, businesses and individuals.

Today, They promotes a new low environmental impact farming model, compatible with the protection of health and biodiversity. Through the Orti Urban we inform the citizens about the different cultivation methods, the use of natural products for fertilization and the fight against parasites.They firmly believe that the only viable path is the creation of solidarity networks as it imposes the economic and ethical necessity of producing a sense of responsibility, awareness, and mutual respect.

Now I am volenteer at Human Rights Youth Organization and They have small parcel inside of this green place. I belıeve that thıs place is very good for touch to nature. Planting vegetables and waiting for their growing process make you more pation. And in the same time this place is very quite, you can listen yourself during work. Kind of meditation. There are lot of people workıng their parcel to making vegatables grow up. I am sure that those people care their soul and they eat organic vegetables which was growed by themselves.

I think this place is quite good for teach something to children like learn in process. With this way children can realized nature and they can feel love by toucing soil and vegetables. They can recognize that they are living in real earth. All those things is valid for disability people also.

This place open for all people just try to get contact with codifas.

[:en]Codifas was born in 2006 by the spontaneous union of a group of farmers who, at the end of the agricultural campaign, realized that the revenues from their farms were far lower than the expenses they had incurred. They provides green maintenance services for condominiums, businesses and individuals.

Today, They promotes a new low environmental impact farming model, compatible with the protection of health and biodiversity. Through the Orti Urban we inform the citizens about the different cultivation methods, the use of natural products for fertilization and the fight against parasites.They firmly believe that the only viable path is the creation of solidarity networks as it imposes the economic and ethical necessity of producing a sense of responsibility, awareness, and mutual respect.

Now I am volenteer at Human Rights Youth Organization and They have small parcel inside of this green place. I belıeve that thıs place is very good for touch to nature. Planting vegetables and waiting for their growing process make you more pation. And in the same time this place is very quite, you can listen yourself during work. Kind of meditation. There are lot of people workıng their parcel to making vegatables grow up. I am sure that those people care their soul and they eat organic vegetables which was growed by themselves.

I think this place is quite good for teach something to children like learn in process. With this way children can realized nature and they can feel love by toucing soil and vegetables. They can recognize that they are living in real earth. All those things is valid for disability people also.

This place open for all people just try to get contact with codifas.

[:it]Ricerchiamo 5 partecipanti di età compresa fra i 18 e i 25 anni per uno scambio giovanile a Sajan (Serbia) dal 20 al 27 Luglio[:]

[:it]Parti con noi!!! – YOUTH EXCHANGE 20-27.07.2017. SAJAN, Serbia

Siamo alla ricerca di 5 partecipanti di età compresa fra i 18 e i 25 anni per uno scambio giovanile a Sajan (Serbia) dal 20 al 27 Luglio
per il progetto “Gender Sensitive Journalism and Reporting – Promoting Change for Gender Equality ”.

Il progetto è sostenuto da Erasmus + programma dell’Unione europea per l’istruzione e la gioventù.

Lo scambio coinvolgerà 35 partecipanti provenienti da 7 Paesi (Macedonia, Repubblica Ceca, Estonia, Serbia, Croazia, Italia, Bulgaria).
Lo scambio giovanile si realizzerà nello Youth Education and Meeting Centre di Sajan, un piccolo villaggio accanto a Kikinda, nel nord della Serbia, abitato principalmente dalla minoranza ungherese presente nel territorio.
Il progetto consentirà ai partecipanti di acquisire conoscenze sul tema della sensibilità di genere e fornirà strumenti concreti per promuoverne la parità e la sensibilizzazione attraverso i mezzi di comunicazione con un’attenzione particolare ai media online.
Infatti i mezzi di comunicazione sono una parte fondamentale nella creazione dell’opinione pubblica e quindi un messaggio errato può portare alla creazione di pregiudizi e stereotipi, ma anche un messaggio corretto può contribuire a combattere la discriminazione e la marginalizzazione basata sul genere attraverso la promozione della parità di genere.

I costi di vitto e alloggio saranno interamente sostenuti dal programma mentre le spese di viaggio saranno coperte per un ammontare massimo di 170 euro per partecipante.

Ai partecipanti verrà richiesto di sottoscrivere la tessera H.R.Y.O.  2017 al costo di 15 €.
Per ulteriori informazioni contattaci inviando una mail a info@hryo.eu

Vi aspettiamo!!![:]

Migrants: a youth worker perspective

Esposizione Hryo2Molenbeek e l’integrazione. Un ossimoro tramutatosi in possibilità per una settimana. Ponti in sostituzione di barriere. Questo l’obiettivo principale del progetto ‘Migrants: a youth worker perspective, tenutosi in un ostello del comune in prevalenza maghrebino. In una settimana, dal 4 al 10 Dicembre, si è tentato di analizzare il fenomeno migratorio e le conseguenti implicazioni a tutto tondo : dai fenomeni socio-ecoomici che spesso ostacolano il processo di integrazione, al dibattito sulle metodologie d’approccio adottate dagli ‘youth workers’, nell’ambito dei progetti locali organizzati con i migranti. Non sono mancati momenti di confronto con associazioni locali, che hanno messo in luce dinamiche interessanti, influenzanti in maniera significativa i processi di integrazione. D’impatto emotivo non indifferente, anche l’incontro con dei rifugiati residenti a Bruxelles.
Di seguito un ‘diario di bordo’ della settimana, con le principali attività svoltesi:

Lunedì : durante la prima mattinata ci si è concentrati su attività di team-building: momenti ludici volti a creare coesione tra le varie associazioni. Pomeriggio di presentazione: ogni gruppo ha esposto gli ambiti d’attività della propria associazione e i progetti organizzati.
Martedì : giorno di confronto: ospite dell’ostello sede del progetto, l’associazione Garcia Lorca. Oggetto della discussione, gli ambiti d’attività della società cooperativa e le dinamiche d’integrazione delle differenti generazioni di immigrati in Belgio. Spunti interessanti. Durante la
prima ondata migratoria nel periodo post-coloniale, le condizioni socio-economiche favorevoli permisero appieno l’inserimento sociale degli immigrati di prima generazione. A partire dalla terza generazione si ebbe un’inversione di tendenza: due processi paralleli presero campo.
Congiunture economiche negative portarono alla marginalizzazione della terza generazione. Gli immigrati iniziarono a riscoprire le loro identità originarie, radicalizzando la frattura, ed accentuando il loro distacco dal tessuto sociale. L’Islam assunse una funzione identitaria nitida.
Non più solo la religione come guida spirituale, ma uno strumento attraverso il quale i giovani immigrati forgiano la loro identità sociale. Senza necessariamente seguirne i dettami. L’associazione Garcia Lorca ha poi esposto i tre settori nei quali opera: la formazione di mediatori
culturali, la formazione professionale dei migranti, e il loro stesso inserimento sociale. Hryo ha poi coordinato l’attività pomeridiana: un brainstorming sulle attività mattutine e sulla possibile applicazione nelle realtà locali delle idee venute fuori. Con riguardo al contesto
siciliano, sono emerse delle lacune: figure come i mediatori linguistico-culturali sono spesso carenti e il quadro legislativo regionale che ne regola la professione è approssimativo, se non del tutto assente. Uno scoglio in più per i migranti.
Mercoledì : mattinata di visita al Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento europeo. All’interno documenti ufficiali che ripercorrono le tappe dell’integrazione europea. Nel pomeriggio, dibattito sul quadro legislativo dell’Ue in materia di immigrazione e i sistemi di
accoglienza delle realtà nazionali. La sera, spazio al folklore: cena bulgara e momenti ricreativi..Giovedì : incontro con dei rifugiati della ‘Plateforme citoyenne de soutien aux rèfugiés’. Siriani,afgani e iracheni nel raccontare la traversata della speranza, hanno messo in evidenza le falle di un sistema di accoglienza ancora lacunoso. Tra arresti alle frontiere, falsificazione di documenti, muri di confine e la pantomima del non refoulement, i cavilli cui un rifugiato va incontro sono innumerevoli. Non di rado, uno Stato, pur dovendo formalmente accogliere, complica le pratiche di accoglienza ed integrazione del rifugiato. Esempio belga: la documentazione fornita per l’accesso alla protezione internazionale prevede un iter burocratico estenuante. Di contro, le pratiche di espatrio sono piuttosto celeri. In mezzo, il dramma personale: individui privati di identità e del proprio status, si ritrovano a dover riedificare le proprie esistenze.
Venerdì : Giornata conclusiva all’insegna dei bilanci e delle iniziative future. I tre coordinatori di MAYWP hanno esposto i progetti a cui prenderanno parte nei prossimi mesi. I partecipanti hanno fornito dei feedback. Smisurato l’impatto formativo del progetto su tutti i partecipanti: aver guadagnato una prospettiva comparativa sul fenomeno, gioverà senza ombra di dubbio alle realtà locali di
provenienza. Nondimeno, l’incontro con altre associazioni, potrebbe esser foriero di future collaborazioni