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Esposizione Hryo2Molenbeek e l’integrazione. Un ossimoro tramutatosi in possibilità per una settimana. Ponti in sostituzione di barriere. Questo l’obiettivo principale del progetto ‘Migrants: a youth worker perspective, tenutosi in un ostello del comune in prevalenza maghrebino. In una settimana, dal 4 al 10 Dicembre, si è tentato di analizzare il fenomeno migratorio e le conseguenti implicazioni a tutto tondo : dai fenomeni socio-ecoomici che spesso ostacolano il processo di integrazione, al dibattito sulle metodologie d’approccio adottate dagli ‘youth workers’, nell’ambito dei progetti locali organizzati con i migranti. Non sono mancati momenti di confronto con associazioni locali, che hanno messo in luce dinamiche interessanti, influenzanti in maniera significativa i processi di integrazione. D’impatto emotivo non indifferente, anche l’incontro con dei rifugiati residenti a Bruxelles.
Di seguito un ‘diario di bordo’ della settimana, con le principali attività svoltesi:

Lunedì : durante la prima mattinata ci si è concentrati su attività di team-building: momenti ludici volti a creare coesione tra le varie associazioni. Pomeriggio di presentazione: ogni gruppo ha esposto gli ambiti d’attività della propria associazione e i progetti organizzati.
Martedì : giorno di confronto: ospite dell’ostello sede del progetto, l’associazione Garcia Lorca. Oggetto della discussione, gli ambiti d’attività della società cooperativa e le dinamiche d’integrazione delle differenti generazioni di immigrati in Belgio. Spunti interessanti. Durante la
prima ondata migratoria nel periodo post-coloniale, le condizioni socio-economiche favorevoli permisero appieno l’inserimento sociale degli immigrati di prima generazione. A partire dalla terza generazione si ebbe un’inversione di tendenza: due processi paralleli presero campo.
Congiunture economiche negative portarono alla marginalizzazione della terza generazione. Gli immigrati iniziarono a riscoprire le loro identità originarie, radicalizzando la frattura, ed accentuando il loro distacco dal tessuto sociale. L’Islam assunse una funzione identitaria nitida.
Non più solo la religione come guida spirituale, ma uno strumento attraverso il quale i giovani immigrati forgiano la loro identità sociale. Senza necessariamente seguirne i dettami. L’associazione Garcia Lorca ha poi esposto i tre settori nei quali opera: la formazione di mediatori
culturali, la formazione professionale dei migranti, e il loro stesso inserimento sociale. Hryo ha poi coordinato l’attività pomeridiana: un brainstorming sulle attività mattutine e sulla possibile applicazione nelle realtà locali delle idee venute fuori. Con riguardo al contesto
siciliano, sono emerse delle lacune: figure come i mediatori linguistico-culturali sono spesso carenti e il quadro legislativo regionale che ne regola la professione è approssimativo, se non del tutto assente. Uno scoglio in più per i migranti.
Mercoledì : mattinata di visita al Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento europeo. All’interno documenti ufficiali che ripercorrono le tappe dell’integrazione europea. Nel pomeriggio, dibattito sul quadro legislativo dell’Ue in materia di immigrazione e i sistemi di
accoglienza delle realtà nazionali. La sera, spazio al folklore: cena bulgara e momenti ricreativi..Giovedì : incontro con dei rifugiati della ‘Plateforme citoyenne de soutien aux rèfugiés’. Siriani,afgani e iracheni nel raccontare la traversata della speranza, hanno messo in evidenza le falle di un sistema di accoglienza ancora lacunoso. Tra arresti alle frontiere, falsificazione di documenti, muri di confine e la pantomima del non refoulement, i cavilli cui un rifugiato va incontro sono innumerevoli. Non di rado, uno Stato, pur dovendo formalmente accogliere, complica le pratiche di accoglienza ed integrazione del rifugiato. Esempio belga: la documentazione fornita per l’accesso alla protezione internazionale prevede un iter burocratico estenuante. Di contro, le pratiche di espatrio sono piuttosto celeri. In mezzo, il dramma personale: individui privati di identità e del proprio status, si ritrovano a dover riedificare le proprie esistenze.
Venerdì : Giornata conclusiva all’insegna dei bilanci e delle iniziative future. I tre coordinatori di MAYWP hanno esposto i progetti a cui prenderanno parte nei prossimi mesi. I partecipanti hanno fornito dei feedback. Smisurato l’impatto formativo del progetto su tutti i partecipanti: aver guadagnato una prospettiva comparativa sul fenomeno, gioverà senza ombra di dubbio alle realtà locali di
provenienza. Nondimeno, l’incontro con altre associazioni, potrebbe esser foriero di future collaborazioni

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