[:en]World Day for Decent Work[:]

[:en]On October 7, 2018, the international trade unions celebrate World Action Day for Decent Work for the eleventh time. The idea of ​​holding such a Day annually, was put forward by the International Trade Union Confederation (https://www.ituc-csi.org/?lang=en), and immediately found a wide response in the trade union environment of the world, including in countries where the General Confederation of Trade Unions affiliates operate. Today, along with the Day of International Solidarity of Workers on May 1, it has become an integral part of the global struggle of trade unions for labor rights and freedoms, for raising the living standards of all people on the planet, for the elimination of poverty and hunger, against inequality, social exclusion and discrimination.

World Day for Action for Decent Work gives trade unions of all countries a unique opportunity to simultaneously declare support for the Decent Work for All Program, adopted by the International Labor Organization in 1999 and recognized by the UN and global civil society as the main goal of sustainable human development.

Over the past 11 years, hundreds of millions of working people in various parts of the world took part in the actions of solidarity that took place within the framework of the Day of Action. They paid and draw the attention of governments and employers, the entire world community to the need in the foreseeable future to guarantee every person a quality workplace, a fair salary, an adequate level of social protection, safe working conditions, the possibility of free exercise of their rights in the field of labor relations and social policy, healthy natural environment.

The demand for higher wages and, above all, minimum wages, remains one of the main slogans of World Decent Work Day. Without this, on the firm conviction of the trade unions, successful progress towards decent work is impossible. In a broader sense, this is a call to combat poverty, including the impoverishment of the working person.

Today, in a world where one percent of people own much more wealth than the rest of the world’s population, the problem of low wages is acute even in economically developed countries. According to the European Trade Union Confederation (ETUC), over the past 20 years labor productivity in the European Union has increased by an average of 30 percent, while wages by 20 percent.

According to the International Confederation of Trade Unions only 7% of working people in the formal and informal sectors today are union members, but hundreds more millions of workers want the security and protection provided by trade unions. Attracting new members is the most important challenge facing the world trade union movement, and the World Day for Decent Work is a great opportunity to spread the union of ideas as widely as possible, to help workers to join trade unions and to develop international solidarity actions of the workers.

Olga Rogalevich[:]

[:it]“Welcoming Europe”: uno strumento di democrazia partecipativa per un’Europa più accogliente[:]

[:it]

“Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie” nasce da un’iniziativa di Radicali Italiani, FCEI, Associazione a buon diritto, Acli, ActionAid, ASCS, AOI, ARCI, ASGI, Baobab experience, Fondazione casa della carità, CILD, CNCA, ND, Legambiente e OXFAM Italia, con l’adesione di numerosissime associazioni, enti e fondazioni.

L’azione si basa sull’iniziativa dei cittadini europei (ICE), strumento che permette di presentare una proposta legislativa alla Commissione Europea in materie di competenza dell’Unione. A seguito della formazione di un comitato composto da almeno 7 membri residenti in 7 Stati membri diversi, si può registrare l’iniziativa e in seguito procedere alla raccolta delle dichiarazioni di sostegno (sono necessarie un milione di firme in 12 mesi da almeno 7 paesi membri).

La campagna “Welcoming Europe” prende le mosse dalla considerazione delle difficoltà di gestione dei flussi migratori da parte dei governi nazionali e dalla necessità da parte di molti cittadini di voler dare una mano. Gli obiettivi principali dell’iniziativa riguardano i seguenti punti: rendere accessibile la sponsorship privata per i rifugiati, tutelare chi fornisce aiuti umanitari e sostenere le vittime per combattere sfruttamento sul lavoro e violazione di diritti umani.

I fondi del FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) a sostegno dell’accoglienza e dell’integrazione, non sono facilmente accessibili da parte delle autorità locali e degli attori non statali. L’iniziativa propone di includere nel Regolamento (UE) N. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio una nuova linea di finanziamento FAMI destinata a programmi di sponsorship privata e formazione per gruppi locali e associazioni che si prestano a tale ruolo. Inoltre, suggerirebbe la definizione della sponsorship come strumento per migliorare l’inclusione e garantire ai beneficiari gli stessi diritti e servizi previsti per i rifugiati dalla normativa nazionale ed europea.

Il secondo punto dell’iniziativa riguarda la possibilità di dare aiuti umanitari senza rischiare di incorrere in sanzioni o azioni penali. Sono numerosi i casi di volontari della società civile che sono stati presi di mira a causa del loro aiuto umanitario e dei servizi di prima assistenza forniti. Pertanto, si richiede alla Commissione Europea la modifica dell’attuale Direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE) per “impedire agli Stati membri di imporre sanzioni a privati cittadini o ONG che forniscono assistenza umanitaria senza scopo di lucro a coloro che ne hanno bisogno” e per specificare che non siano perseguiti semplici atti di assistenza. Inoltre, si propone un nuovo articolo in cui si prevede che “nessuno che fornisca aiuto umanitario sia obbligato a denunciare i migranti privi di documenti ai quali fornisce assistenza”.

Nell’ultimo punto viene proposto di introdurre meccanismi nazionali che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denuncia in sicurezza e in piena attuazione della normativa UE. Si rende fondamentale: combattere l’impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare; applicare le norme in materia di assistenza e protezione delle vittime di crimini; prevenire e reprimere i fenomeni di tratta di esseri umani; proteggere i cittadini di paesi terzi coinvolti in un’azione di favoreggiamento dell’immigrazione illegale che cooperino con le autorità. Inoltre, si dovrebbe permettere alla vittima di avviare procedimenti giudiziari senza ripercussioni sul proprio status giuridico. La proposta segue richiedendo l’implementazione del meccanismo di denuncia efficace riguardante anche le possibili violazioni da parte di FRONTEX, della guardia di finanza e della guardia costiera dei singoli Stati membri e dei paesi terzi che ricevono sostegno dall’UE o da uno Stato membro. Infine, si richiede di colmare le lacune del quadro giuridico europeo in materia di migrazione legale, regolamentare settori del lavoro non altamente qualificato ed evitare lo sfruttamento.

La proposta ICE “We are a welcoming Europe. Let us help” è stata approvata il 14 febbraio 2018 e sarà possibile sottoscrivere fino a febbraio 2019.

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Per ulteriori informazioni consulta il sito[:]

Young Citizens

DipGiovSCNYoung Citizens è un progetto sociale rivolto ai giovani che mira alla promozione del rispetto dei diritti umani e della dignità umana, la diffusione della cultura della legalità e la promozione della partecipazione sociale attiva. Il progetto avrà una durata di 13 mesi e si rivolge prevalentemente a giovani di età compresa tra i 16 ed i 23 anni di qualsiasi estrazione sociale, che frequentano gli Istituti di Istruzione Superiore e l’Università, normodotati e con disabilità, che vivono nel comune di Palermo. Si inserisce in un contesto caratterizzato da una scarsa partecipazione giovanile alla vita sociale e politica del territorio, con scarsa consapevolezza delle potenzialità del proprio esercizio della cittadinanza attiva nel determinare il futuro del territorio come evidenziato da alcuni dati statistici quali l’indice di fiducia istituzionale pari a 5,86, la percentuale di giovani che nel 2011 hanno svolto attività sociali di vario tipo che si attesta al 16,5% ed un tasso di criminalità minorile pari al 73,5%.

Il progetto si propone l’obiettivo generale di coinvolgere attivamente i giovani nella costruzione della società del futuro all’insegna del rispetto dei diritti della persona, attraverso la diffusione della cultura della legalità e la stimolazione ad un effettivo impegno civico. Nello specifico Young Citizens si propone di: diffondere tra i giovani principi e valori universali di dignità umana, libertà, uguaglianza e solidarietà; stimolare l’informazione e  la riflessione su tematiche sociali; stimolare lo sviluppo dell’autopercezione  dei giovani come promotori del cambiamento attraverso il loro agire sociale; diffondere strumenti adeguati per supportare l’iniziativa dei giovani;  favorire l’inserimento dei giovani nel circuito del volontariato per il supporto delle fasce più deboli e la sensibilizzazione sociale; avvicinare i giovani palermitani alle iniziative europee di mobilità al fine di creare condizioni di maggiore apertura mentale e favorire le opportunità di scambio culturale in grado di determinare crescita personale e maturazione delle strutture di pensiero; contribuire al radicamento di valori positivi e di uno stile di vita incentrato sul rispetto della legalità; agire indirettamente sulla riduzione della criminalità giovanile.

Tutto ciò attraverso la proposizione di attività coinvolgenti ed interattive, programmate in modo da incontrare gli interessi e le modalità comunicative più utilizzate dai giovani, al fine di determinare apprendimento efficace orientato al Learning to Learn, per l’applicazione delle competenze apprese nella vita quotidiana, ed al Learning by Doing. In particolare verranno realizzati degli incontri tra giovani studenti delle classi terze, quarte e quinte degli Istituti di Istruzione Superiore e dell’Università degli studi Palermo con educatori ed animatori giovanili al fine di creare una prima rete di contatti ed illustrare e discutere tematiche di rilievo quali i contenuti della Dichiarazione dei Diritti Umani dell’ONU, la legalità con l’analisi delle sue cause e la ricerca di azioni quotidiane concrete che possano contribuire alla diffusione della cultura della legalità, il vissuto del “diverso” attraverso il confronto diretto con le esperienze personali di soggetti che rappresentano gruppi vittime di stereotipi e pregiudizi secondo le modalità previste dalla Human Library ; inoltre verranno organizzati degli incontri del titolo “Being European” tra i giovani ed i giovani  responsabili della progettazione europea in diverse organizzazioni locali, con l’obiettivo di mostrare ai giovani le opportunità offerte loro dai programmi europei rivolti ai giovani.

Verrà organizzata una “fiera del volontariato” in cui i giovani verranno stimolati all’associazionismo ad all’impegno sociale attraverso una rassegna delle svariate organizzazioni locali che illustreranno ai giovani la propria modalità e settore di impegno sociale. Gli educatori giovanili stimoleranno la formazione di gruppi di giovani per la visita e/o la partecipazione alle attività delle organizzazioni di principale interesse.

Il progetto prevede inoltre l’implementazione di attività volte alla stimolazione dell’informazione tra i giovani nonchè l’impegno ad informare e la costruzione di canali positivi per l’espressione dei propri ideali e delle proprie riflessioni : ciò verrà realizzato attraverso l’istituzione di un periodico dal titolo « L’opinione dei Giovani » e la realizzazione e co-gestione di puntate radiofoniche trasmesse in diretta web su « The Young Citizens on air ».

Al fine di stimolare i giovani ad approfondire le tematiche proposte e riflettere sulle stesse, nonché coinvolgere un numero maggiore di beneficiari, verrà indetto il concorso fotografico Young “Photo-reporters” of the Human Rights, in occasione del quale i giovani saranno invitati ad inviare ai promotori fotografie che rappresentino il significato degli articoli della Dichiarazione dei Diritti Umani, ed il concorso “In…scena la Legalità”, a cui i giovani saranno invitati a partecipare attraverso la realizzazione di video significativi al fine di promuovere la legalità sulla base di una traccia specifica. Gli elaborati concorsuali saranno pubblicati sul sito del progetto e giovani avranno la possibilità di votarli direttamente.

Si terranno alcuni  eventi seminariali presso l’Università degli Studi di Palermo, di cui uno incentrato sulla tematica del rispetto dei diritti umani con interventi di rappresentanti di istituzioni quotidianamente coinvolte nella lotta per il rispetto della dignità della persona,  nel corso del quale i giovani verranno premiati vincitori del concorso fotografico; un seminario sarà invece incentrato sulla tematica della lotta per la legalità coinvolgendo soggetti ed istituzioni attive in tal senso, durante il quale si terranno le premiazioni del concorso fotografico; infine si terrà un evento seminariale finale illustrativo dei risultati progettuali.

Inoltre parte integrante delle attività progettuali, sarà il coinvolgimento dei giovani beneficiari diretti nel processo di sensibilizzazione dei loro coetanei attraverso l’organizzazione di eventi pubblici in cui faranno da protagonisti gli elaborati dei giovani : infatti si prevede la realizzazione di una mostra fotografica dal titolo “Photoes’ review of the Human Rights”, in cui verranno esposti tutti i lavori presentati a concorso, ed una « Movie exhibition for awareness » che si articolerà in eventi di “mobile cinema” in cui verrà proiettato, nelle piazze e nei principali luoghi di incontro giovanile nelle ore serali, un filmato costituto da una selezione dei video che hanno partecipato al concorso. Inoltre, il progetto promuoverà la realizzazione di unaStreet Human Library, in cui verrà riproposta su larga scala e all’aperto l’attività realizzata negli istituti di formazione, con la possibilità dei giovani stessi di impersonare dei Libri Viventi come testimonianza di appartenenza a gruppi specifici, esperienze di soprusi e pregiudizio.

Gli aspetti innovativi della presente proposta progettuale risiedono  prevalentemente nella scelta della metodologia di approccio ai giovani, nonché degli strumenti educativi che si utilizzeranno, entrambi volti ad ottenere un reale coinvolgimento dei beneficiari. Le metodologie che si prevede di applicare saranno il Learnig by doing e la peer education, facendo in modo che a sensibilizzare i giovani e gestire le dinamiche di gruppo nelle attività proposte siano professionisti anch’essi giovani che non utilizzeranno discorsi strutturati ma attività interattive di costruzione della conoscenza e della consapevolezza. Inoltre le attività proposte prevedono l’utilizzo dei canali comunicativi maggiormente utilizzati dai giovani e che più li appassionano, quali quelli digitali (web-radio, siti internet e gruppi telematici) e le immagini (fotografie e video), inoltre verranno proposte attività interattive dal forte impatto sui giovani sulla base di alcuni suggerimenti contenuti nei salto-youth tool-kit. A ciò va aggiunta la volontà di guidare i giovani lungo un percorso che non solo li sensibilizzerà rispetto alle tematiche  cardine del progetto, ma che al tempo stesso li renda autori e co-promotori del processo di sensibilizzazione attraverso la produzione di  risultati concreti, visibili e tangibili che rappresenteranno il loro impegno nel sociale e nella diffusione dei propri ideali per la costruzione di un futuro migliore. Non di minore importanza in termini di impatto progettuale è l’impegno ad impiegare circa 4 giovani con disabilità nella conduzione delle attività previste, in qualità di professionisti; ciò rappresenterà la realizzazione dell’inclusione sociale cui mira il progetto, rendendo concreto il messaggio che ci si propone di far recepire ai giovani.

In termini di risultati, “Young Citizens” si propone, come detto sopra, di produrre alcuni risultati concreti che incrementeranno la visibilità, la forza di impatto e la diffusione dello stesso: verrà creato un sito web dedicato alla diffusione della cultura della legalità, alla lotta per la difesa dei diritti umani, alla promozione della cittadinanza attiva, che verrà arricchito con i contributi di coloro che verranno coinvolti dalle attività progettuali; verrà allestita una mostra fotografica, che rappresenterà attraverso le immagini il significato di ciascun articolo della Carta dei Diritti Umani; verranno raccolti e selezionati video, realizzati dai giovani, che promuovano la legalità; verranno pubblicati periodici con articoli di giornale inerenti le tematiche approfondite dal progetto, redatti dai giovani e da personaggi di spicco del panorama culturale e politico palermitano; verranno registrate puntate di web-radio che daranno ai giovani l’opportunità di diffondere il proprio pensiero. In generale il progetto mira a sviluppare un maggiore livello di fiducia nelle istituzioni da parte dei giovani, sviluppare un atteggiamento inclusivo ed una maggiore partecipazione sociale dei giovani anche in termini di volontariato ed associazionismo; in tal modo si auspica di ottenere, indirettamente, una riduzione della criminalità giovanile.

La composizione del partenariato origina da una comunanza e complementarietà di intenti nell’agire sociale delle tre organizzazioni coinvolte e risulta essere particolarmente adeguato per il raggiungimento degli obiettivi alla base della presente proposta progettuale sia in termini di esperienza nel lavoro con i giovani delle stesse e/o dei loro membri sia in termini sensibilizzazione sociale che di inclusione di soggetti con minori opportunità. A tal proposito infatti occorre evidenziare come l’Associazione Uniamoci Onlus abbia la propria sede i un bene confiscato alla mafia, svolgendo quindi quotidianamente nel quartiere di Brancaccio un ruolo fondamentale nella costruzione della cultura della legalità attraverso la sua presenza attiva in quel contesto sociale; inoltre sia l’Associazione Uniamoci Onlus che l’Associazione Hryo posseggono una vasta esperienza in progettazione Europea, realizzazione di iniziative giovanili e gestione di gruppi locali e internazionali di giovani coinvolti in attività sociali; i membri dell’Associazione Porte Aperte hanno partecipato anch’essi ad iniziative giovanili e di volontariato. Inoltre tutti i membri del partenariato sono quotidianamente impegnati nella promozione dell’inclusione sociale rispettivamente di giovani con disabilità fisica e sensoriale (Associazione Uniamoci Onlus), giovani con disabilità psichica (Associazione Porte Aperte) e giovani di diversa provenienza etnica e culturale (Associazione Hryo). Ciò assicura competenza ed efficacia nello svolgimento delle attività, nonché la capacità di coinvolgere senza discriminazione alcuna giovani, giovani con disabilità e giovani migranti.

No Gender No Rights

Il progetto nasce da una idea e necessità di confronto da parte dell’Hryo, che avendo da sempre lavorato nell’ambito dei diritti umani, si va ad occupare anche nello specifico delle discriminazioni che avvengono nei confronti delle minoranze. In particolar modo per quanto riguarda le discriminazioni legate al fattore sesso e gender. Avendo mostrato particolare attenzione a questo tema ,la Hryo ha preso parte attiva a tutte le attività che si sono svolte durante il Pride nazionale che lo scorso hanno ha preso parte a Palermo. Palermo ha organizzato insieme a diverse realtà associative, fra cui l’Hryo diverse attività in vista del Pride andando appunto a costituire il “Pride Village”, dove la Hryo oltre ad aver partecipato come associazione presente e supportante l’evento nei suoi aspetti logistici, ha anche dato il suo contributo sociale ed umano nelle attività. Una delle volontarie attiviste della Hryo, Piera D’Arrigo , avendo svolto in concomitanza studi relativi nel campo delle discriminazioni per la sua tesi,  ha avuto modo di confrontarsi più volte con il Prof. Cirus Rinaldi, che oltre ad essere professore all’università di Palermo (come sopra citato) e intraprendere studi specifici su ciò che concerne il gender, è un attivista nel mondo del sociale palermitano ed europeo. Questo confronto, che poi è sfociato in una collaborazione attiva con la Hryo, ha portato alla nascita di questo progetto. Gli obbiettivi del progetto nello specifico sono lo sviluppo di una rete fra operatori giovanili, fra associazioni ed enti legati all’ambito dei movimenti LGBT. L’idea è quella di creare una rete di formatori esperti sul tema specifico dei movimenti LGBT. La creazione di una rete di collaborazione fra paesi  andrebbe ad giovare e supportare tutte le realtà giovanili che, nonostante abbiano la voglia di voler agire, spesso non hanno i mezzi ma soprattutto la conoscenza per poterlo fare. Il fatto che nasca una collaborazione fra i giovani , fa incrementare la collaborazione e l’aiuto fra pari, va ad implementare quelle che sono le conoscenze l’uno dell’altro andando a rompere barriere e pregiudizi basati sulla non conoscenza dell’altro. Il confronto inoltre , basandosi comunque su un tema specifico, va ad incrementare delle competenze nel settore specifico della discriminazione di gender, andando cosi a costruire una rete di comunicazione ma soprattutto uno scambio di buone prassi e di attivazioni sulla base di motivazioni e azioni diverse che sono state sperimentate nei vari contesti; tutto ciò diventerebbe “patrimonio” di tutto il gruppo. Il gruppo non verrà più inteso come singole realtà associative , ma gruppo inteso come rete formata da unità che agiscono insieme. Il Programma Erasmus+ promuove la mobilità giovanile dando la possibilità di muoversi e spostarsi con facilità, ma soprattutto la possibilità di creare dei rapporti e collaborazioni fra giovani di tutto il mondo. Così facendo, si andrà ad incentivare quelle che saranno le future generazioni verso la mobilità e collaborazione internazionale, la promozione di una cooperazione europea sarà la base e il fondamento del futuro. Fattori come religione , tradizione e cultura , o il semplicemente l’approccio alla vita sulla base di abitudini e usi   sono considerato come elementi che potrebbero in un primo momento creare riflessione sulle diverse condizioni vincolate da questi fattori,  ma in un momento successivo andrebbero comunque a sviluppare concezioni e percezioni su ciò che si ha in comune, o sul perché si agisce in modo piuttosto che in un altro.
Il confronto che avverrà , svilupperà anche una maggiore conoscenza delle istituzioni europee, sul loro ruolo e sul loro operato. L’importanza dell’Europa come istituzione ma anche come unione fra i popoli e la sua importanza, sarà sottolineato in tutte le attività del progetto. L’idea è quella di far si che questo training course possa anche attraverso la condivisione di percezione e apprendimento di notizioni attraverso una metodologia non formale e informale, costruire anche una rete, un network che coinvolga paesi appartenenti all’Europa e non , paesi che lavorano nel settore del LGBT in realtà e contesti diversi, di unire partecipanti con diversi background e culture, è elemento di arricchimento nella cooperazione internazionale. Questo network in questo specifico settore rappresenta l’inizio di un unica entità che si supporta e che agisce, ma che continua ad avere al suo interno tante entità pensanti come i loro bisogni, pensieri ed obbiettivi.

Per la terza volta, la H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, con il patrocinio del Comune di Marineo e l’importante collaborazione della Fondazione Gioacchino Arnone, realizzerà un progetto internazionale finanziato dal nuovo programma della commissione europea Erasmus+.

Si tratta nello specifico di una partnership building, ossia di un progetto che nasce per la costruzione di partenariati fra associazioni che operano nel settore dell’inclusione sociale in Europa e nei paesi limitrofi. progetto in questione, “No Gender, No Rights!”,coinvolge associazioni che operano nei settori LGBT e discriminazioni delle minoranze. Le attività si svolgeranno a Marineo dal 15 al 19 Novembre 2014. Esse consisteranno in sessioni volte all’apprendimento specifico di nuove nozioni, curate dagli operatori H.R.Y.O e dal Prof. Cirus Rinaldi, dell’Università degli Studi di Palermo, e da incontri con associazioni e attivisti che operano sul territorio siciliano. Il tutto avverrà attraverso metodi di educazione non formale e simulazioni “Learning by doing”.

Grazie a programmi come Erasmus+ la H.R.Y.O. ha la possibilità di realizzare progetti come questo e continuare ad operare con metodologie basate sull’apprendimento fra pari e sullo scambio interculturale.

La presenza di 25 partecipanti provenienti da Spagna, Grecia, Romania, Macedonia, Georgia e Italia, permetterà ancora una volta a Marineo uno scambio interculturale, e allo tesso tempo di inclusione con i cittadini del luogo, che hanno già mostrato, nei passati progetti, voglia di conoscenza e apertura nei confronti dello straniero.

Human Rights In The Streets

gia ita“Human Rights In The Streets” nasce dall’entusiasmo dei giovani attivisti per i diritti umani di Palermo; è un cine-festival  su diritti umani e nonviolenza che mira a coinvolgere i partecipanti nella realizzazione di un documentario sulla reale situazione nel nostro contesto locale in merito ai diritti umani.

I giovani da pubblico partecipante andranno ad elaborare e creare  poi un video-documentario sulla situazione in merito ai diritti umani per le strade di Palermo entrando in contatto con le comunità locali, autoctone ed immigrate; il documentario verrà incrementato con le risorse a disposizione della Human Rigths Youth Organization e di tutti gli operatori in merito ai diritti umani che lavorano a Palermo trattando le problematiche della immigrazione clandestina e del problema della ghettizzazione dei quartieri svantaggiati.

Esso nasce dalla necessità di motivare i giovani alle problematiche sui diritti umani a livello locale e di riflesso a porre essi come attori responsabili  della vita sociale tramite metodi innovativi di indagine legati alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione come il cinema e internet.

Il progetto mira ad essere la prima di tante edizioni al fine di valutare di anno in anno lo sviluppo della situazione reale del nostro contesto locale in merito al rispetto dei diritti umani. Successivamente verrà proposto tale progetto come iniziativa trans-nazionale al fine di valutare la realtà in merito ai diritti umani anche in tutti gli altri paesi membri e aderenti al programma gioventù in azione.

Obiettivi:

  • Dare visibilità ad una situazione di fatto che per varie ragioni non viene alla luce essendoci sul nostro territorio una cultura dell’omertà dove è preferibile non rivelare la verità;
  • Conoscere  e riconoscere i Diritti Umani come valori fondamentali di ogni società;
  • Rilevare le situazioni di esclusione sociale e porre in essere idee progettuali per futuri interventi;
  • Sollecitare i giovani ad intraprendere percorsi alternativi di conoscenza,
  • Sviluppare capacità e voglia di analisi in merito al proprio territorio;
  • Sviluppare la cittadinanza attiva tramite metodi di indagine giornalistica;
  • Creare un video-documento di analisi territoriale sulla problematica dell’esclusione sociale,
  • Avviare un percorso di indagine che possa essere proposto ogni anno,
  • Coinvolgere le amministrazioni locali;
  • Sviluppare il rapporto di collaborazione della Human Rights Youth Organization con tutti gli organismi ed associazioni operanti nel settore dei diritti umani e della legalità nel territorio palermitano.

Obiettivi Apprendimento non Formale:

  • Conoscenza Diritti Umani;
  • Conoscenza del programma Gioventù in Azione;
  • Sviluppo Capacità Organizzative;
  • Lavoro Di Gruppo;
  • Risoluzione dei momenti di crisi durante il lavoro di gruppo;
  • Conoscenza ed utilizzo dei Social Network;
  • Conoscenza del proprio territorio;
  • Realizzazione documentari.

 

Attività non formali:

 

 

VIDEO INTERVISTE:

 

Fabrizio Ferrandelli:

Rita Borsellino: