“Welcoming Europe”: uno strumento di democrazia partecipativa per un’Europa più accogliente

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“Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie” nasce da un’iniziativa di Radicali Italiani, FCEI, Associazione a buon diritto, Acli, ActionAid, ASCS, AOI, ARCI, ASGI, Baobab experience, Fondazione casa della carità, CILD, CNCA, ND, Legambiente e OXFAM Italia, con l’adesione di numerosissime associazioni, enti e fondazioni.

L’azione si basa sull’iniziativa dei cittadini europei (ICE), strumento che permette di presentare una proposta legislativa alla Commissione Europea in materie di competenza dell’Unione. A seguito della formazione di un comitato composto da almeno 7 membri residenti in 7 Stati membri diversi, si può registrare l’iniziativa e in seguito procedere alla raccolta delle dichiarazioni di sostegno (sono necessarie un milione di firme in 12 mesi da almeno 7 paesi membri).

La campagna “Welcoming Europe” prende le mosse dalla considerazione delle difficoltà di gestione dei flussi migratori da parte dei governi nazionali e dalla necessità da parte di molti cittadini di voler dare una mano. Gli obiettivi principali dell’iniziativa riguardano i seguenti punti: rendere accessibile la sponsorship privata per i rifugiati, tutelare chi fornisce aiuti umanitari e sostenere le vittime per combattere sfruttamento sul lavoro e violazione di diritti umani.

I fondi del FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) a sostegno dell’accoglienza e dell’integrazione, non sono facilmente accessibili da parte delle autorità locali e degli attori non statali. L’iniziativa propone di includere nel Regolamento (UE) N. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio una nuova linea di finanziamento FAMI destinata a programmi di sponsorship privata e formazione per gruppi locali e associazioni che si prestano a tale ruolo. Inoltre, suggerirebbe la definizione della sponsorship come strumento per migliorare l’inclusione e garantire ai beneficiari gli stessi diritti e servizi previsti per i rifugiati dalla normativa nazionale ed europea.

Il secondo punto dell’iniziativa riguarda la possibilità di dare aiuti umanitari senza rischiare di incorrere in sanzioni o azioni penali. Sono numerosi i casi di volontari della società civile che sono stati presi di mira a causa del loro aiuto umanitario e dei servizi di prima assistenza forniti. Pertanto, si richiede alla Commissione Europea la modifica dell’attuale Direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE) per “impedire agli Stati membri di imporre sanzioni a privati cittadini o ONG che forniscono assistenza umanitaria senza scopo di lucro a coloro che ne hanno bisogno” e per specificare che non siano perseguiti semplici atti di assistenza. Inoltre, si propone un nuovo articolo in cui si prevede che “nessuno che fornisca aiuto umanitario sia obbligato a denunciare i migranti privi di documenti ai quali fornisce assistenza”.

Nell’ultimo punto viene proposto di introdurre meccanismi nazionali che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denuncia in sicurezza e in piena attuazione della normativa UE. Si rende fondamentale: combattere l’impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare; applicare le norme in materia di assistenza e protezione delle vittime di crimini; prevenire e reprimere i fenomeni di tratta di esseri umani; proteggere i cittadini di paesi terzi coinvolti in un’azione di favoreggiamento dell’immigrazione illegale che cooperino con le autorità. Inoltre, si dovrebbe permettere alla vittima di avviare procedimenti giudiziari senza ripercussioni sul proprio status giuridico. La proposta segue richiedendo l’implementazione del meccanismo di denuncia efficace riguardante anche le possibili violazioni da parte di FRONTEX, della guardia di finanza e della guardia costiera dei singoli Stati membri e dei paesi terzi che ricevono sostegno dall’UE o da uno Stato membro. Infine, si richiede di colmare le lacune del quadro giuridico europeo in materia di migrazione legale, regolamentare settori del lavoro non altamente qualificato ed evitare lo sfruttamento.

La proposta ICE “We are a welcoming Europe. Let us help” è stata approvata il 14 febbraio 2018 e sarà possibile sottoscrivere fino a febbraio 2019.

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