Avete mai partecipato ad una game jam? Bene per voi, noi non lo avevamo mai fatto…

Dal 4 all’7 Novembre 2020, si è svolta a Cinecittà la terza edizione di Roma Video Game Lab, con un focus particolare sulla “promozione della cultura dei videogiochi quale fattore abilitante dal punto di vista scientifico, sociale e culturale”.

All’interno di questa compagine si è svolto “GAME FOR FUTURE” la game jam digitale promossa dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del programma Corpo Europeo di Solidarietà all’interno di RomeVideoGameLab, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e Green Me, con lo scopo di attivare giovani con differenti professionalità per realizzare un gioco educativo sul tema della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici.

Una delle particolarità della jam è stata la composizione dei singoli team e la collaborazione tra le diverse professionalità: coder, sound designer, 2d artist animator , 2d artist, game designer, e youth worker si sono trovati nello stesso team “Plumesoft” composto da Elena Bearzotti, Andrea Caranfil, Chiara Domeneghetti, Melania Ferrara, Stefano Sinicropi, e Jacopo Zuliani, vincendo la JAM con “The catcher in the Sky”.
Il titolo del gioco si ispira al Giovane Holden (the catcher in the Rye), con l’intento di educare gli utenti sul funzionamento dell’effetto serra, e sul ruolo fondamentale di questo nel mantenere la temperatura del pianeta in equilibrio. Il team ha voluto raccontare la storia climatica attraverso una timeline reale di avvenimenti storici che hanno segnato la storia dei cambiamenti climatici, con l’intento di sensibilizzare l’utente a non ripetere gli stessi errori del passato.

La direttrice di ANG Lucia Abbinante in un’intervista rilasciata all’istituto Luce di Cinecittà  commenta quanto i giovani siano determinanti nell’impegno sui grandi temi che riguardano le future generazioni. L’iniziativa realizzata, dà al tempo stesso l’opportunità di sperimentare nuove forme di educazione non formale e sperimentare nuovi linguaggi e strumenti attraverso i quali attivare, coinvolgere e connettere i giovani. Il Gaming rappresenta, infatti, una nuova frontiera da esplorare per il mondo dell’educazione non formale, estremamente innovativa e capace di creare occasioni di collaborazione, di networking, di valorizzazione e creazione di nuove competenze”.

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